29 April, 2017
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Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio

20 ott, 2016 0

Conoscevamo la leggenda della “Bella di Cabras”, ci mancava, e ne avremmo volentieri fatto a meno, la “Bulla di Muravera”.

In verità di bulli, in quel video oramai passato a sentenza definitiva popolare, se ne sono visti più d’uno. Quando ho visto per la prima volta il video, ho pensato ad una sit-com dei ragazzi.

Tutto troppo surreale, per essere vero. Ho lasciato cadere. Vedevo già il film: i social ed i media a scrivere, analizzare, commentare la notizia marciando sui click che fanno monetizzare. Il populismo cannibale di un giornalismo che intervista la vittima vendicando, con la fama della popolarità positiva, il torto subito. La commissione di esperti mandata dalla Ministro in persona a fare chiarezza ed a rieducare la comunità. Come se in Sardegna, l’Ordine degli psicologi da tempo, non lavorasse perché in ciascuna scuola ci sia un professionista che aiuti insegnanti ed allievi. Quelli romani devono essere più bravi! Il ministro, mi pare, poco rispettoso e molto sensibile ai provvedimenti da palcoscenico.
Mi aspetto una eco sul salotto della domenica pomeriggio e su quello di Vespa: tutti ospiti in prima fila con i rispettivi legali e consulenti.

Nelle redazioni, forse, si respira un sospiro di sollievo davanti a tanto piattume di cronaca. Tutto questo, è ovvio, in barba alla Carta di Treviso che non impone ipocritamente di oscurare i volti sulla stampa o di scrivere le iniziali del minore protagonista di un fatto ma raccomanda ai giornalisti, la salvaguardia in primo luogo del buon nome e del futuro del minore.

Il dovere di cronaca, non può e non deve, essere superiore al futuro certamente rovinato di una bulla e del suo branco di ignavi quanto della sua vittima. Questo è l’oggi.
Domani, le stesse redazioni, riceveranno una lettera di un legale che ne chiederà il diritto all’oblio.

Spero che l’Ordine dei giornalisti vigili su questo pericoloso indirizzo che si sta prendendo e che non sia lo sciacallaggio sui minori o sugli animali, a far svoltare le sorti commerciali dei media.

Ciò che mi genera più sgomento, tuttavia, è che i Carabinieri ed il Tribunale dei minori siano costretti ad indagare. Il video è oltremodo pubblico ma nessun dei protagonisti, bulla-vittima e branco, riconosciutosi nel video o individuato il proprio figlio-nipote-vicino di casa, anche solo dalla voce, dalle scarpe o solo perché informato dei fatti, risulta essersi presentato in Procura.

Su questo si tace. Muravera non è una metropoli. Sono quasi certa che si conoscano i nomi e cognomi di tutti, compreso di chi ha documentato i fatti con il cellulare. Non pare neppure l’unico operativo.

I fatti di Muravera peraltro arrivano poco dopo quelli dei ragazzi, tutti italianissimi, che hanno dato una strapazzata ad un disabile e che, rimbrottati dall’insegnante, i genitori hanno protestato dal dirigente che imponesse il “silenzio-nota sul registro” all’insegnante. Accade dopo poco tempo anche dalle barricate di alcuni genitori che difendevano i propri figli “bene”, accusati di stupro collettivo di una compagna. Accade dopo il silenzio di genitori che voltano lo sguardo altrove a chi li informa della “brutta piega” dei figli (alcoolismo, prostituzione giovanile, spaccio ed uso di stupefacenti etc) dei loro figli.

Sono una mamma e quanto accade mi preoccupa. Ma mi intimorisce ed indigna più il silenzio degli adulti molto più della bravata violenta, dell’intemperanza di un’insicura, della complicità di compagni senza midollo, dell’apparente debolezza di una vittima che sta regolando, in perdita in questo caso, un torto perpetrato. Vittima e carnefici vivono nello stesso codice. E’ solo una caso, forse, che le parti siano documentate in un verso.

Per tutti i ragazzi, sono certa ci possa essere un’occasione di riflessione e di maturazione; di cambiamento ed evoluzione.
Per i genitori e la comunità di cui ciascun cittadino, è figlio, il silenzio omertoso di finta tutela sancisce solo che tutto si può fare.

Per questa ragione non mi hanno mai convinto le fiaccolate di comunità di ogni luogo e tempo, che si ribellano alla violenza ma tacciono quando si tratta di dare un contributo individuale alla denunciare un crimine.

Il denunciarsi, ossia assumersi pubblicamente la propria responsabilità, sarebbe un atto di sano esercizio di civiltà collettiva; di esempio verso i nostri figli. E’ proprio vero l’antico motto africano, ben noto nella pratica nei nostri paesi della Sardegna, “Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio”. Ma per educare un villaggio globale, aggiungo io, non servono né i giustizieri del web né i media sciacalli.

L’immagine di questo articolo rimanda ad un film “I nostri ragazzi”, Anno 2014 diretto da Ivano De Matteo, interpretato da Alessandro Gassmann, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio e Barbora Bobuľová.Il film, liberamente ispirato al libro La cena di Herman Koch.

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Concorsone, 50% bocciati, 408 cattedre vacanti

24 ago, 2016 0

Il 50% dei candidati per l’insegnamento che hanno partecipato alla prima prova di Aprile, quella scritta, sono stati bocciati, in Sardegna il dato non è molto diverso da quello nazionale e la preoccupazione maggiore riguarda le oltre 400 cattedre che rimarranno vacanti a pochi giorni dall’inizio del nuovo anno scolastico.

Una vera e propria ecatombe quella del mega corcosone bandito per assumere nuovi insegnanti nella scuola italiana. Le prove d’esame non sono ancora state tutte esaminate nonostante lo scritto si sia concluso il 28 di Aprile, ma per adesso il 55,2 % dei partecipanti in tutto lo stivale è stato bocciato, in termini pratici ci saranno oltre 20.000 posti vacanti.
Tra i 71.448 candidati già esaminati solo 32.036 sono stati ammessi agli orali. Il dato sardo non è confortante se pur sopra la media nazionale, su 1080 prove scritte verificate solo 496 concorrenti sono stati ammessi alla prova orale.
Regioni come la Lombardia e il Piemonte sembra siano state più selettive e il numero dei bocciati è superiore a quello del sud e isole. Non è proprio un mal comune mezzo gaudio, infatti da una prima analisi dei compiti , compresi quelli sardi, sarebbe emersa una scarsa capacità di comunicazione scritta, in termini di pertinenza, chiarezza e sequenza logica e una carenza nell’elaborare un testo in modo organico e compiuto. Si ricava anche un campionario di risposte incomplete, errori e veri e propri strafalcioni.
Fino a qui nulla di strano, in tutti i concorsi purtroppo ci sono persone più o meno preparate, la domanda che ci si pone è come mai, proprio in una prova per arrivare all’insegnamento, e quindi atta a formare i giovani del futuro, si presentino candidati con una base scolastica così bassa.
Oggi si può solo prendere atto di un nuovo anno scolastico pronto al suo inizio e delle 408 cattedre vacanti nell’isola, proprio quando il comitato delle valigie era pronto a protestare per un esodo di 50 insegnanti in continente. Le cattedre dovranno essere coperte, ma si potrà fare soltanto quando i dati ufficiali saranno presi in carico dall’ufficio scolastico regionale, e di concerto con l’assessorato regionale alla pubblica istruzione si dovrà provvedere all’attivazione eventuale di nuovi contratti a termine e supplenze.

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Scuola, ritorna il comitato delle valigie

19 ago, 2016 0

Il comitato delle valigie e la Cisl riaprono il fronte contro l’esodo degli insegnanti in altre regioni d’Italia. Circa 50 insegnanti su 2700 immessi in ruolo, probabilmente dovranno trasferirsi temporaneamente nello stivale.

La buona scuola, così era stata definita dal governo Renzi, ma molti docenti , ancora non sono d’accordo nell’attribuire alla loro istituzione un tal premio. Dopo l’ultima grande infornata di docenti nel sistema scolastico nazionale, si sapeva e si accettava come momento di passaggio per una futura carriera, che sarebbe stato necessario per alcuni insegnanti preparare i bagagli e andare a ricoprire il proprio incarico fuori dall’isola.

Oggi la miccia si riaccende con la conclusione della fase di mobilità, una cinquantina di insegnanti potrebbero lavorare In Lombardia in Piemonte o in Abruzzo. Quello che il Comitato delle valigie sarde, oggi unito ai comitati del sud Italia, contesta insieme al sindacato, è il sistema delle regole Renziane. Secondo Ignazio Ganga, segretario regionale della Cisl scuola, su 50 docenti costretti ad emigrare, 300 arriveranno dal resto del continente in Sardegna.

Secondo Ganga, gli operatori scolastici, in particolare gli insegnanti, meriterebbero una diversa considerazione dalle proprie istituzioni, al contrario, le stesse, con assurde e inopportune pratiche burocratiche, complicano la loro esperienza professionale ritrovandosi assegnati a istituti lontani migliaia di chilometri da casa propria.
La Cisl sollecita pertanto la legge regionale sull’istruzione e sulla formazione, su cui confida per rilanciare un nuovo progetto di autonomia scolastica per l’Isola.

Secondo Bianca Locci, una delle leader della mobilitazione con il comitato delle valigie, basterebbe fare un semplice piano di immissioni in ruolo trasformando i posti di “organico di fatto” in posti di “organico di diritto”. E mentre il comitato annuncia una nuova marcia su Roma è opportuno ricordare che i cinquanta docenti possono ancora avvalersi della possibilità legata all’accoglimento della domanda di assegnazione provvisoria. Ed in ogni caso chi sarà costretto a fare una scelta di vita fuori dalla Sardegna lo farà temporaneamente, in alcuni casi non passerà neanche un anno. Rimanendo sui numeri inoltre, saranno soltanto una piccolissima parte dei 2700 docenti immessi in ruolo nell’ultimo anno.

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Stintino, studenti delle medie campioni di matematica

23 giu, 2016 0

I ragazzi di terza media di Stintino si classificano terzi al rally provinciale di matematica e gli alunni delle medie e della quinta elementare realizzano un cortometraggio che sarà proiettato il 4 agosto a Stintino in occasione del festival del cinema. I dettagli nel comunicato di stampa.

“In questi giorni stanno affrontando l’esame di licenza media e già hanno dimostrato di essere bravi in matematica. Sono i ragazzi della terza media di Stintino che, guidati dalla loro professoressa Luciana Rapposelli, si sono classificati terzi al rally provinciale di matematica.

Un risultato di tutto rispetto per la scuola di via Frecce Tricolori, se si pensa che ad arrivare sul terzo gradino del podio è una classe composta da 7 studenti che si è trovata a competere con altre formate da una media di 20-24 alunni.

«I nostri ragazzi hanno dimostrato di essere competitivi con i loro pari età degli istituti delle città – afferma l’assessore alla Pubblica Istruzione Antonella Mariani – e questo grazie anche alla preparazione che la nostra scuola è in grado di offrire. Un risultato che ci rende orgogliosi.

«L’anno scolastico è andato bene – prosegue il rappresentante della giunta di Antonio Diana – e come amministrazione, sino alla fine delle lezioni, abbiamo fornito un supporto per quanto riguarda il personale Ata, dalla scuola dell’infanzia alla media, passando per la scuola primaria».

Gli studenti delle scuole medie, poi, guidati dalla docente Anna Soranna, sono stati impegnati in una full immersion che li ha visti girare un cortometraggio sull’ambiente e con protagonista proprio il territorio di Stintino. Nella realizzazione hanno anche intervistato il sindaco di Stintino Antonio Diana. Il video dei ragazzi è stato realizzato grazie alla collaborazione con Massimiliano Mazzotta, documentarista e autore del docu-film Life after oil.

Il filmato degli studenti stintinesi, al quale hanno partecipato anche gli alunni della quinta elementare, sarà proiettato durante il festival del cinema che quest’anno si svolgerà a Stintino dal 4 al 7 agosto con il patrocinio del Ministero dei beni, delle attività culturali e del turismo.

E proprio i ragazzi saranno ancora una volta protagonisti durante il festival perché faranno parte della giuria.

«Si tratta di una attività che il Comune ha fortemente voluto – conclude l’assessore Antonella Mariani – anche perché l’azione dell’amministrazione comunale è fortemente orientata alla cultura del rispetto dell’ambiente».

A fine anno scolastico gli alunni di tutte le classi, dalle materne alle medie, si sono ritrovati nella sala consiliare di via Torre Falcone per un saggio musicale, sotto la guida del maestro Diego Salis.”

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Incontri gratuiti sull’assistenza ai bambini disabili

22 giu, 2016 0

A partire dal prossimo lunedì 27 giugno, per tre giorni consecutivi, è in programma un ciclo di conferenze dal tema “Servizio scolastico per la disabilità e lo svantaggio – Assistenza educativa scolastica specialistica alunni H nelle scuole dell’infanzia, primarie e secondarie di primo grado”. La partecipazione è gratuita, libera e indirizzata a tutti, in modo particolare alle famiglie che usufruiscono o intendano usufruire del servizio.

Gli incontri, organizzati dal Servizio Politiche sociali del Comune di Cagliari, si svolgeranno dalle 15,30 alle 17,30 nelle seguenti sedi e giorni:
- Lunedì 27 giugno 2016 presso l’Ufficio di Città Via Montevecchio – ex Aula Consiliare;
- Martedì 28 giugno 2016 presso la Municipalità di Pirri – Aula Consiliare;
- Mercoledì 29 giugno 2016 presso l’Ufficio di Città Via Castiglione – ex Aula Consiliare.

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Droga all’uscita da scuola, 13 arresti a Cagliari

16 mag, 2016 0

Le perplessità di alcuni genitori di ragazzi di Sant’Antioco hanno portato i Carabinieri ad far scattare le manette ai polsi di 13 persone.
Lo spaccio di droga tra diversi minorenni nell’Isola di San Pietro, seguiva un percorso ben preciso. L’hashish arrivava puntualmente da Cagliari, un chilo ogni 15 giorni, e veniva smistato e venduto ai più giovani.
Le indagini sono partite nel 2013 e si sono svolte anche grazie alle intercettazioni ambientali di tre persone, tra queste anche una ragazza.

Tra gli arrestati a Cagliari compare Jonatan Pirina, ritenuto a capo di una delle bande della Marina e già noto alle forze dell’ordine perchè accusato di tentato omicidio. Sarebbe stato lui ad aver buttato in mare un uomo. Gesto questo, secondo gli inquirenti, legato alla gestione della piazza della marina per lo spaccio di stupefacenti.
Insieme a Pirina è stato arrestato anche Roberto Bollea, a cui farebbe capo l’altra banda della Marina dedita allo spaccio.
Obbligo di dimora per Nicola Cuccu, nella cui abitazione sono stati rinvenuti 88 mila euro in contanti.
Secondo gli investigatori, Jonatan Pirina avrebbe avuto intorno a sé diversi pusher a cui avrebbe fornito schede telefoniche sempre diverse. Non appena però questi iniziavano a farne un uso personale, schede e telefoni venivano requisiti dal presunto capo della banda.

GUARDA LE FOTO DEGLI ARRESTATI

Pubblichiamo la nota integrale dei Carabinieri:
“I Carabinieri della stazione di Sant’Antioco, coordinati dalla Procura della Repubblica di Cagliari – D.D.A. – Dott. Danilo Tronci, hanno condotto un’attività d’indagine che ha consentito la formulazione di ben 58 capi d’imputazione nei confronti di 13 persone e di diverse altre, di Sant’Antioco e di Cagliari. Due distinte organizzazioni criminali, che gestivano il traffico di stupefacenti di ogni genere (cocaina, hashish e marijuana).
Le Indagini dei Carabinieri di Sant’Antioco, nate grazie a diverse segnalazioni negli ambiti scolastici dell’isola sulcitana, nonché a servizi di pedinamento, informazioni confidenziali ed alcuni arresti eseguiti nella zona, iniziavano a fine 2013 e consentivano la predisposizione di vere e proprie attività tecniche d’intercettazione telefonica ed ambientale nei confronti di Mattia Fois, Enrico Cabras e della sua fidanzata, una studentessa di origini marocchine El Marouany Rabab.
Costoro, oltre a spacciare al dettaglio ai loro compaesani, spacciavano la droga anche a minorenni e presso le scuole medie inferiori e superiori di Sant’Antioco.
L’attività dei Carabinieri metteva in luce il coinvolgimento di altri giovani di Sant’Antioco, tra i quali Pintus Davide ed un suo pusher, un minorenne Antiochense L.F., divenuto punto di riferimento tra gli acquirenti di hashish e marijuana. Ad entrambi, arrestati dai Carabinieri in due distinte operazioni nei mesi di maggio e giugno 2014, vennero sequestrati discreti quantitativi di hashish, marijuana e materiali per il confezionamento e la pesatura delle droghe. Le indagini permettevano l’identificazione di altri pusher, che avevano un ruolo più marginale, ma non per questo meno importante.
Ma i Carabinieri non si limitavano a far luce sul mercato Sulcitano e individuavano anche i fornitori cagliaritani: i fornitori venivano individuati nel quartiere “Marina” e “Is Mirrionis” di Cagliari. Tra le figure più emergenti, i militari scoprivano che Pirina Jonathan e Roberto Bollea gestivano le file del traffico di droga a Cagliari e rifornivano gli spacciatori sulcitani. Tra questi, nel mese di settembre 2014, venne arrestato Sarais Mattia, con un Kg di hashish, che solitamente faceva il corriere e trasportava lo stupefacente destinato al Cabras e ad altre persone.


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“A quel punto – prosegue la nota dei Carabinieri della Compagnia di Cagliari- gli sforzi investigativi si concentravano sull’identificazione di due distinte organizzazioni criminali, che agivano indisturbate nelle varie piazze del capoluogo isolano, una facente capo a Pirina e l’altra a Bollea.
Pirina Jonathan, noto alle cronache giornalistiche per i suoi trascorsi (non ultimo un tentativo di omicidio legato alla gestione della piazza della marina per lo spaccio di sostanze stupefacenti), aveva realizzato un meccanismo collaudato nel tempo, tendente a servire le varie piazze di Cagliari, utilizzando schede telefoniche “riservate” intestate a prestanomi (al fine di eludere eventuali intercettazioni telefoniche), fiancheggiato dai suoi pusher, tra i quali Gianni Daga, Filippo Virgilio Falchi, e moltissimi altri. Nel corso dell’indagine, a riscontro di quanto emerso avveniva l’arresto di Daga e di un minorenne (F.R.) da parte della Guardia di Finanza di Cagliari nonché l’arresto di altri pushers dalla Squadra mobile della Questura di Cagliari, con il sequestro di 4 kg di hashish, marijuana e sostanze da taglio. Arresti tutti avvenuti nella flagranza di reato.
L’altro gruppo facente capo a Bollea era composto dal fratello del medesimo (suo omonimo e sopranominato “Bitti” o “Bracci”), Nicola Cuccu, William Abis (di Assemini) e dai fratelli Matteo e Francesco Corona (di Sinnai). Cagliaritani e Sinnesi agivano assieme, pur mantenendo ciascuno un ruolo separato dagli altri gruppi.
Gli spacciatori, nonostante gli arresti, una volta rimessi in libertà riprendevano i loro traffici, come se nulla fosse successo, gestendo considerevoli quantitativi di droga che venivano smerciati quotidianamente anche a studenti universitari, con estrema tranquillità.
Il G.I.P. del Tribunale di Cagliari, nell’ordinanza di custodia, ha sottolineato la pericolosità sociale di Pirina Jonathan, di Bollea Junior, Enrico Cabras, Gianni Daga e Mattia Fois, che hanno movimentato cocaina, hashish e marijuana in grandi quantitativi. Per loro si sono aperte le porte del carcere di Uta.
Mentre Abis, El Marouany e Falchi sono stati sottoposti agli arresti domiciliari.
I rimanenti, ossia Bollea, i fratelli Matteo e Francesco Corona e Nicola Cuccu, sono stati sottoposti all’obbligo di dimora e non potranno uscire da casa durante la notte.
Tutti gli altri indagati saranno giudicati separatamente. L’inchiesta, assicurano i Carabinieri, non è ancora chiusa e presto si potrebbero avere a breve ulteriori sviluppi.”

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Dispersione Scolastica, se ne parla ad Arborea

12 mag, 2016 0

Sabato 14 maggio alle ore 17, al museo della bonifica di Arborea si parlerà del tema della dispersione scolastica.
Dalle 17:00 alle 18:30, presso la Sala Mumba, si affronterà il delicato tema dell’abbandono dei banchi di scuola da parte dei ragazzi durante il passaggio tra le scuole medie e le scuole superiori.
L’incontro rientra nell’ambito dell’OrientaGiovani, l’esperto presente sarà il Dirigente del Liceo Classico De Castro Pino Tilocca.

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Cagliari: tutti in fila per l’Amerigo Vespucci

1 mag, 2016 0

Imponente e solenne, l’Amerigo Vespucci esibisce la sua maestosità nel porto di Cagliari proprio nei giorni dedicati a Sant’Efisio. Poche ore di permanenza, due giorni. Troppo pochi per soddisfare la curiosità di grandi e bambini che in fila, nonostante il maestrale sferzi feroce i volti, hanno deciso di ammirare uno dei velieri più affascinanti ancora in navigazione.

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Sassari e Prienai per le buone pratiche nella scuola

9 apr, 2016 0

Dal 10 al 16 aprile in città una delegazione della Lituania per un progetto che coinvolge il Comune e l’Istituto comprensivo San Donato. L’iniziativa sarà presentata il 12 aprile all’ex Infermeria San Pietro.
“Soffia aria di Europa al centro storico di Sassari grazie al programma “Erasmus plus” di cooperazione per l’innovazione e lo scambio di buone pratiche. Dal 10 al 16 aprile, infatti, l’assessorato alle Politiche educative, giovanili e sportive del Comune di Sassari e l’Istituto comprensivo San Donato ospiteranno una delegazione di professionisti dell’educazione della regione di Prienai in Lituania.

La visita si inserisce all’interno del progetto “Good teaching evokes motivative learning” e – spiegano dall’assessorato di via Venezia – «nasce dalla consapevolezza che molto spesso all’interno delle scuole europee si tende a far prevalere un paradigma di lezione in cui la programmazione delle fasi di insegnamento è preponderante rispetto a quella dell’apprendimento». Una situazione che, secondo attenti studi, andrebbe a scapito della motivazione degli studenti e molto spesso sarebbe causa di dispersione scolastica».

Il team europeo, formato dalle due amministrazioni locali di Prienai e di Sassari, da alcune agenzie formative lituane e dall’Anpe di Cagliari, da diverse scuole della regione Prienai e dall’Istituto Comprensivo di San Donato, avrà il compito di analizzare pratiche didattiche in grado di coinvolgere gli alunni in un processo di apprendimento attivo. Le pratiche dovranno poi essere testate e si dovrà fare tesoro dei risultati ottenuti per definire un modello di lezione centrato sullo studente, da condividere successivamente su tutto il territorio europeo.

«Una vera e propria occasione di confronto con altre realtà – afferma il sindaco di Sassari Nicola Sanna – che mostrano l’attenzione dell’amministrazione comunale sassarese verso progetti europei di collaborazione che la inseriscono, a pieno titolo, nei circuiti della programmazione della Ue».

Il progetto e le sue finalità saranno presentati a Sassari il 12 aprile, alle 16,30, nella sala dell’assessorato alle Politiche per lo sviluppo locale, cultura e turismo in largo Infermeria San Pietro quindi il 15 aprile all’Università degli studi Umanistici di Cagliari.”

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Semillas, le scuole nella Foresta Amazzonica. L’intervista

26 mar, 2016 0

Nella precedente intervista, Martina Uda ha raccontato la sua esperienza a Lima. Martina, però, fa parte anche dell’associazione Semillas che si occupa di costruire delle scuole nella Foresta Amazzonica dove scarseggiano l’alfabetizzazione e la scolarizzazione.
Semillas nasce dall’idea di una ragazza italiana, al suo percorso si sono unite altre due italiane, tra loro anche Martina, partita dalla Sardegna e una catalana.
Ascolta l’intervista a Martina Uda

Clicca e ascolta la precedente intervista

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