26 April, 2017
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Regione, disequilibri di maggioranza

2 set, 2016 0

L’ultimo vertice di maggioranza di ieri sera non è servito a trovare un punto di unione sulla nomina del super manager, nonostante fosse necessario rispettare i tempi della legge istitutiva dell’Azienda unica regionale, che prevedeva come data ultima il 31 di agosto. Lunedì 5 il prossimo vertice di maggioranza dove probabilmente si discuterà anche del possibile futuro rimpasto in giusta.

Equilibri di giunta legati a quelli di maggioranza, del resto non potrebbe essere diversamente, il governo della regione si regge su un preciso rapporto tra gli schieramenti che hanno sostenuto la nascita e il proseguo del lavoro della attuale rappresentanza, ma a poco più di due anni dall’insediamento della squadra di Francesco Pigliaru, le diverse anime della politica di centro sinistra chiedono una verifica politica. Da qui si parte per capire come mai, in questi giorni i vertici di maggioranza siano così serrati e allo stesso tempo blindati, ieri sera in quattro ore e mezza il nulla di fatto. I temi in discussione sono delicati e mirano a ridefinire lo scenario di governo regionale fino a scadenza del mandato.
Da una parte si dovrebbe decidere quali assessorati devono cambiare guida, dall’altra la figura apicale della tanto discussa asl unica, il super manager.
Due giorni fa la scelta, diretta del presidente ricadeva sull’ex docente della Bocconi ed ex direttore generale dell’Asl 2 di Lanciano Vasto Chieti, Francesco Nicola Zavattaro, un professionista che Francesco Pigliaru ha individuato, secondo quanto da lui stesso evidenziato, per non essere vincolato alle logiche di partito e di lobby locali. Quelle stesse logiche che in poche ore hanno fatto saltare il banco. Da quello dell’opposizione arriva l’urlo all’ammutinamento, 7 assessori su 12 si sono opposti e la stessa sera il presidente ha dovuto fare un passo indietro.
Tutto rinviato sino a lunedì prossimo, nel mentre i Commissari delle aziende sanitarie della Sardegna rimarranno al proprio posto in regime di prorogatio.
Una fase di ascolto, ha dichiarato Pigliaru, ci potrà aiutare ad essere ancora più certi della decisione finale che farà comunque la giunta, non possiamo lasciare la sanità a lungo senza una guida di cui c’è estremo bisogno è urgenza.

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Cossa (Riformatori) “Situazione sanità sarda a precipizio”

29 giu, 2016 0

“La gestione commissariale della sanità sarda è stata un vero disastro, e questa ennesima proroga è vergognosa”. Lo ha affermato in aula il Coordinatore regionale dei riformatori sardi, intervenendo sul provvedimento di proroga fino al 31 agosto dei commissari delle Asl. “Hanno commissariato le Asl solo far fronte alla voracità dei partiti della maggioranza, e i risultati si vedranno quando saranno disponibili i dati della spesa sanitaria del 2015. Non solo: in limine mortis vengono create strutture complesse e conferiti incarichi il cui unico scopo è blindare la struttura della Asl unica prossima ventura, ammettendo che si faccia davvero”, ha continuato Cossa. “Alla maggioranza interessa tutto tranne una sanità che funzioni”

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Riforma sanitaria, iter lungo e tortuoso

19 mag, 2016 0

E’ stata rinviata a martedì prossimo la commissione sanità che in questi giorni sta esaminando le proposte di legge per la riorganizzazione e riforma del servizio sanitario regionale.

Il percorso per la definizione e nascita della nuova Asl unica è tortuoso, la commissione sanità del consiglio regionale ha bisogno di più tempo per esaminare le tre proposte di legge, quella dei Riformatori, del partito dei Sardi e dellUdc, i primi preferiscono una asl divisa in tre sedi coordinate, i secondi sono concordi sulla linea della Asur, se pur con qualche dubbio legato all’accentramento dei poteri su un unico direttore generale.

E mentre i lavori della commissione guidata da Raimondo Perra slittano a martedì prossimo, i sindacati, Cgil Cisl e Uil, esprimono pubblicamente i loro dubbi. I segretari territoriali hanno ribadito le loro perplessità sulla riforma della sanità regionale, proprio ieri in sede di commissione, evidenziando la poca partecipazione democratica alle scelte legate alla riforma, il centralismo dominante che ne fa parte fino alla criticità che potrebbe nascere dalsuper potere affidato ad un unico uomo. Ignazio Ganga a nome della Cisl avrebbe preferito una riforma fondata su tre pilastri, sanità territoriale, emergenza urgenza e nuova struttura di governo che partisse dal basso.
Adolfo Tocco della Uil ha segnalato alla commissione il profondo malessere dei cittadini che incontrano sempre maggiori difficoltà ad accedere ai servizi sanitari a causa di liste d’attesa, disservizi e burocrazia

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Mandrolisai, Barbagia e Barigadu in difesa del San Camillo

18 mag, 2016 0

Sindaci, associazioni di volontariato e tanti cittadini del Mandrolisai, della Barbagia e del Barigadu protestano davanti al Consiglio Regionale per dire NO alla chiusura dell’ospedale San Camillo di Sorgono, unico presidio sanitario del territorio.
Grazie a Maria Antonietta Corona per le foto e a Sebastiano Demuru per i video.

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Cossa: “Asl unica per mettere fine a sprechi e corruzione”

18 mag, 2016 0

Michele Cossa dei Riformatori Sardi: “Una Asl unica per mettere fine a sprechi e corruzione nella sanità. La commissione scelga la nostra proposta, quella della Giunta è un pasticcio”. Ecco le dichiarazioni.

«La Asl unica va fatta e anche velocemente, perché è l’unico modo che ha la Sardegna per garantire ai sardi servizi efficienti senza sprechi e clientele». Lo ha affermato il coordinatore regionale dei Riformatori Sardi Michele Cossa, che ha illustrato alla Commissione sanità del consiglio regionale la proposta di legge presentata due anni fa dal suo gruppo.
«Una proposta – ha detto Cossa – che per due anni è rimasta nel cassetto della commissione. Ci auguriamo che dopo aver perso due anni di tempo il Consiglio scelga il nostro come testo base. Quello arrivato dalla Giunta regionale è un pasticcio, pieno di illegittimità che rischiano di vanificare lo sforzo riformatore. La sanità assorbe metà del bilancio regionale, e troppe di quelle risorse vengono spese in modo irrazionale o disperse in sprechi e duplicazioni quando non addirittura in corruzione. Invece nemmeno un centesimo dev’essere sottratto alla sua finalità precipua, che è quella di garantire a tutti i cittadini diritto alla salute. Centralizzare e razionalizzare l’uso delle risorse umane e gli acquisti è l’unico sistema per porre fine alla degenerazione del sistema, che costringe ogni anno migliaia di persone ad andare a curarsi in altre regioni italiane. È assurdo che i medesimi prodotti e servizi vengano pagati in modo diverso nelle diverse parti dell’Isola, e che si continuino ad assumere dipendenti amministrativi di dubbia utilità quando chiudono reparti o parti di essi perché mancano gli infermieri. Quello che è successo da quando le Asl sarde sono state commissariate è semplicemente vergognoso».
Secondo Cossa, «a responsabilità di questo grava interamente sulla Giunta e sulla maggioranza che ha nominato i commissari e che, con la sua acquiescenza, ha incoraggiato comportamenti tutt’altro che virtuosi, con pratiche clientelari diffuse».

Il coordinatore regionale dei Riformatori spiega che «è importante che gli operatori del sistema si sentano pienamente coinvolti nel processo di riforma, anche introducendo meccanismi di premialità che incoraggino tutti a rendere ai cittadini un servizio migliore dal punto di vista qualitativo e più efficiente e tempestivo; ed espellano progressivamente tutta quella zavorra che invece il sistema lo appesantisce fino a renderlo inefficace. Solo così i cittadini potranno riacquistare fiducia verso il sistema sanitario sardo, che presenta ampie aree in cui viene offerto un servizio di grande qualità grazie alla dedizione degli operatori, ma anche zone grigie che devono essere assolutamente eliminate».

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Asl unica, Cgil “Condividiamo in linea di principio l’idea”

18 mag, 2016 0

Cgil su Asl unica.
“Condividiamo in linea di principio l’idea di più efficienza e risparmio che sottende al disegno di legge della Giunta sulla Asl unica e non abbiamo motivo di ostacolare la scelta così come è stata illustrata oggi nel confronto con l’assessore Arru, in un modello funzionale a cerchi concentrici”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Michele Carrus nel corso della riunione, aggiungendo che si tratta di un modello che, rispetto a quelli proposti negli altri disegni di legge, ha anche il pregio di non essere troppo rigido e di tracciare un assetto che si presta a modifiche successive attraverso interventi di carattere amministrativo.

C’è però, secondo la Cgil, una questione dolente che si sarebbe potuta evitare se ci fosse stato un confronto preventivo con il sindacato: “Ancora una volta – ha detto Carrus – vediamo mortificati gli istituti della partecipazione e viene così negata la possibilità per i cittadini, attraverso le loro rappresentanze sociali, di partecipare alla condivisione e alla costruzione delle linee di intervento in un luogo definito e riconosciuto”. Il disegno di legge non ne parla, ed è questo, secondo Michele Carrus, un errore grave a cui “chiediamo si ponga subito rimedio sia con la previsione della partecipazione qualificata delle forze del lavoro più rappresentative nelle Conferenze territoriali, sia con l’istituzione di una Consulta regionale nella quale parti sociali e associazioni sindacali possano ottenere informazioni, esprimere valutazioni preliminari, fare proposte e magari verificare e monitorare scelte aziendali che, attraverso l’atto unico del direttore generale, dispongono l’organizzazione dei servizi sanitari e sociosanitari nel territorio e incidono sulla qualità della vita e del lavoro per i cittadini e operatori di tutta la Sardegna.

Altro nodo critico per la Cgil è quello del sistema dei controlli, perché “l’operato del direttore generale – ha detto il segretario generale – non può essere sottoposto al solo controllo dell’esecutivo (che tra l’altro lo nomina) e avrebbe invece bisogno per esempio di un organo di garanzia esterno e indipendente rispetto alla Giunta e all’assessore di turno. Ma tutta la attività di programmazione e di monitoraggio sull’attuazione del Piano sanitario deve coinvolgere sia il Consiglio, per esempio attraverso le Commissioni, sia le parti sociali in appositi momenti di confronto dedicati”.

Per quanto riguarda gli aspetti legati al personale e all’ubicazione degli uffici la Cgil chiede delucidazioni e approfondimenti e sedi specifiche di valutazione e contrattazione, perché sono temi che toccano la vita quotidiana dei lavoratori che concorrono al buon funzionamento del sistema e non possono essere trascurati.

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Tre ospedali sardi al top su “dove e come mi curo”

12 mag, 2016 0

“L’ospedale “San Martino” di Oristano, ma anche il “Delogu” di Ghilarza e il “Mastino” di Bosa sono strutture al top nella cura di diverse patologie. A dirlo è il monitoraggio del portale “Dove e come mi curo”- si legge nella nota stampa della Asl 5 che pubblichiamo integralmente- un sito indipendente che, incrociando i dati provenienti da ben 1372 strutture pubbliche e private accreditate e con il supporto di uno staff medico-scientifico di alto profilo, ha stilato una classifica nazionale che indica quali siano i migliori ospedali italiani, prestazione per prestazione.

Scorrendo la classifica, si scopre così che il “San Martino” di Oristano è promosso a pieni voti nel trattamento della cistifellea, grazie all’alta percentuale di interventi (il 45%) di colecistectomia laparoscopica eseguiti in regime di ricovero diurno (day surgery) dall’Unità Operativa di Chirurgia guidata dal dottor Gianfranco Porcu. La brevità delle degenze post operatorie conferma l’appropriatezza degli interventi: al “San Martino” ben l’88 per cento dei pazienti che hanno subito questo tipo di operazione vengono dimessi entro 3 giorni.

Fra le eccellenze del nosocomio oristanese anche quelle dell’Unità Operativa di Cardiologia, diretto dal dottor Antonio Caddeo. A far guadagnare il massimo dei voti al reparto è la tempestività con cui si eseguono gli interventi di angioplastica coronarica, un’operazione salvavita che permette di bloccare l’infarto nelle fasi iniziali riducendo i tassi di mortalità. A conferma dell’alta qualità delle prestazioni cardiologiche è anche la bassa percentuale (poco più dell’1 per cento) dei pazienti colpiti da infarto che hanno bisogno di essere ricoverati nuovamente nei due giorni successivi alle dimissioni.

Nei posti alti della classifica nazionale è anche l’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia guidata nel 2014 (anno delle rilevazioni) dal dottor Andrea Ruiu, attuale Direttore sanitario della Asl 5, ed oggi dal dottor Paolo Sanna. In questo caso, il metro per misurare sicurezza e appropriatezza delle prestazioni è la rapidità con cui vengono effettuati gli interventi per la frattura del collo del femore, in quanto minore è il tempo che intercorre tra il trauma e l’operazione, minore è il rischio di morte o disabilità del paziente. Al “San Martino” nel 2014 ben il 62 per cento degli interventi sono stati eseguiti entro due giorni dalla frattura, un dato che nel 2015 ha raggiunto l’80 per cento. Altra dato al di sopra degli standard non solo nazionali, ma anche internazionali, è l’alto volume di interventi: 207 quelli eseguiti nel 2014, un numero che attesta un elevato grado di esperienza dei professionisti oristanesi.

Il “San Martino” viene promosso a pieni voti, infine, nel trattamento dei tumori all’apparato riproduttivo femminile (ovaio e utero): l’alto volume di interventi chirurgici effettuati dai medici dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia diretta dal dottor Antonio Onorato Succu colloca l’ospedale oristanese fra quelli più virtuosi in Italia.

Anche il “Delogu” di Ghilarza vanta delle eccellenze. Il nosocomio del Guilcer si attesta al di sopra della media nazionale nel trattamento dello scompenso cardiaco assicurato dall’Unità Operativa di Medicina, di cui è responsabile il dottor Antonello Cossu. A misurare l’efficacia delle cure è la mortalità a trenta giorni dal ricovero, mortalità che qui si attesta al 5 per cento, una bassa percentuale che, in misiura inversamente proporzionale, indica un’alta ed efficacia delle cure. Il monitoraggio nazionale colloca l’ospedale di Ghilarza al top anche per ciò che riguarda il numero di interventi di legatura o stripping delle vene degli arti inferiori, operazioni programmate effettuate dai professionisti dell’Unità Operativa di Chirurgia, guidata dal dottor Alessandro Baccoli.

Soddisfacenti i risultati registrati dall’ospedale “Mastino” di Bosa per ciò che riguarda il trattamento chirurgico dei tumori del sistema endocrino: il volume di operazioni effettuate nel nosocomio della Planargia è tale da decretarne il posizionamento nella parte alta della classifica nazionale.

«I risultati del monitoraggio nazionale effettuato dal portale “Dove e come mi curo” – commenta il Commissario Straordinario Maria Giovanna Porcu – mettono in luce diversi punti di forza dei nostri presìdi ospedalieri, dando merito alla nostra Azienda del grande impegno organizzativo e professionale. Contrariamente ai luoghi comuni, la rilevazione fa comprendere che le eccellenze sono presenti anche nelle nostre realtà e che spesso non è necessario intraprendere lunghi e costosi spostamenti per trovare servizi di qualità che magari sono molto più vicini a noi di quanto si creda».”

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Rubiu (Udc) e Cossa (RS) su Asl Unica

6 mag, 2016 0

Con la nascita dell’Azienda Sanitaria Unica Regionale cambia il modello organizzativo sanitaria della Sardegna. Ecco di seguito le dichiarazioni del capogruppo regionale dell’Udc Gianluigi Rubiu e del coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa.

Rubiu “Un danno per la Sardegna. Solo tagli e chiusura”
Tagli lineari ai servizi, chiusura dei reparti e depotenziamento degli ospedali dell’interno. E’ il quadro a tinte fosche dipinto dal capogruppo regionale dell’Udc Gianluigi Rubiu in seguito alla ristrutturazione della sanità isolana attraverso la Asl unica. <>. Una regia unica con il rischio di un accentramento sui poli maggiori di Cagliari, Sassari e Olbia. <>. I primi segnali si sono registrati con gli arretramenti decisi per i complessi sanitari del Sulcis Iglesiente: <<E’ ormai in corso il depauperamento delle zone più svantaggiate, con i pazienti costretti a viaggi interminabili verso Cagliari per alcune visite specialistiche – conclude Rubiu – e al lento inesorabile declino degli ospedali di Iglesias e Carbonia, ormai privati di alcuni reparti essenziali>>.

Cossa “La Asl unica rimarrà un sogno”
«Purtroppo la riforma della sanità resterà nel cassetto: ormai questa è una certezza. La Asl unica rimarrà un sogno». Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa.
«La maggioranza di centrosinistra è allo sbando – prosegue Cossa – e la commissione Sanità è incartata sulla rete ospedaliera. Ormai sono sempre di più gli esponenti della maggioranza e della Giunta che sparano a zero sia contro la Asl unica sia contro la rete ospedaliera. Per non parlare della rivolta dei territori. Noi, comunque, lo ribadiamo, vogliamo una Asl unica come abbiamo sempre detto e proposto con il nostro testo di legge. È l’unica strada per razionalizzare il sistema, ridurre sprechi e duplicazioni e far si che le risorse siano spese per garantire la salute dei sardi e non disperse inutilmente. Per parte nostra sosterremo i progetti che vanno in questa direzione».

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Come cambierà la sanità sarda dal 1° Luglio 2016

4 mag, 2016 0

Prosegue la riorganizzazione sanitaria della Sardegna. Cambia il modello organizzativo: nasce l’Azienda Sanitaria Unica Regionale.

Riduzione dei costi del 30%, un solo bilancio, un solo sistema di controllo ed un collegio di revisori dei conti anziché 8.
La rivoluzione della Sanità sarda si concretizza ufficialmente il 1° luglio prossimo, dopo il passaggio in Consiglio Regionale del Disegno di Legge approvato dalla Giunta Pigliaru nella giornata di ieri. Nasce così l’Azienda Sanitaria Unica Regionale, l’Asur. A partire dalla stessa data e per i successivi 6 mesi, i bilanci dovranno allinearsi.
Di “razionalizzazione e maggiore efficienza” parla l’Assessore alla Sanità Luigi Arru. Il Governatore Francesco Pigliaru si dice pronto ad ascoltare le forze dell’opposizione per migliorare la proposta.
Entro il 30 giugno dovrà essere nominato un direttore generale, a partire da quel momento ed entro i 18 mesi successivi è prevista una verifica dei risultati raggiunti. In caso di esito positivo, la conferma del direttore entro tre mesi dalla scadenza del termine.
Con l’Asur scompariranno le attuali Asl, ma nasceranno 8 Aree socio-sanitarie locali che rispetteranno il Piano di Riordino territoriale della Regione. In una prima fase di prima applicazione e fino alla completa adozione del piano, le aree coincideranno con le attuali asl.
Con l’Azienda Sanitaria Unica Regionale nascono anche l’azienda ospedaliera Brotzu, le due ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari e l’Azienda regionale dell’emergenza-urgenza.
Confermate le funzioni dell’Areus, “una garanzia- ha spiegato Arru- per i sardi per le patologie tempodipendenti come l’infarto che necessitano di pronto intervento”.

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ASL Nuoro, workshop per la costruzione del bilancio salute

4 mag, 2016 0

Nel pomeriggio di oggi, mercoledì 4 maggio, alle ore 16 presso la sala conferenze dell’Ospedale San Francesco di Nuoro, si svolgerà il workshop con enti e associazioni del territorio per la realizzazione del bilancio della salute del Nuorese. Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa ricevuto!

“Il Sistema Sanitario Regionale sta attraversando un’importante e delicata fase di transizione, caratterizzata da un processo di riforma che non potrà che riconoscere il ruolo e le specificità dei territori interessati. Questo è uno dei motivi che hanno spinto la ASL di Nuoro a impegnarsi in un nuovo percorso di rendicontazione sociale: un percorso che non avrà semplicemente l’obiettivo d’incrementare la trasparenza dell’azione amministrativa e di giustificare le scelte fatte secondo i principi della cosiddetta accountability, ma che sarà improntato sul dialogo con tutti gli attori coinvolti nella promozione, nel recupero e nel mantenimento della salute del Nuorese.

Un processo che avrà come risultato finale la pubblicazione di un vero e proprio “bilancio della salute”, costruito attraverso il confronto e la collaborazione fra i soggetti co-responsabili del benessere del territorio. La prima tappa è costituita dal workshop che si svolgerà mercoledì 4 maggio, alle ore 16.00, presso la sala conferenze dell’Ospedale San Francesco di Nuoro, in via Salvatore Mannironi 32. L’incontro sarà l’occasione per condividere gli obiettivi del progetto e per confrontarsi sulla metodologia e sulle tematiche chiave del bilancio della salute.”

locandina_asl_nuoro seminario bilancio salute

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