22 June, 2017
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Regione, disequilibri di maggioranza

2 set, 2016 0

L’ultimo vertice di maggioranza di ieri sera non è servito a trovare un punto di unione sulla nomina del super manager, nonostante fosse necessario rispettare i tempi della legge istitutiva dell’Azienda unica regionale, che prevedeva come data ultima il 31 di agosto. Lunedì 5 il prossimo vertice di maggioranza dove probabilmente si discuterà anche del possibile futuro rimpasto in giusta.

Equilibri di giunta legati a quelli di maggioranza, del resto non potrebbe essere diversamente, il governo della regione si regge su un preciso rapporto tra gli schieramenti che hanno sostenuto la nascita e il proseguo del lavoro della attuale rappresentanza, ma a poco più di due anni dall’insediamento della squadra di Francesco Pigliaru, le diverse anime della politica di centro sinistra chiedono una verifica politica. Da qui si parte per capire come mai, in questi giorni i vertici di maggioranza siano così serrati e allo stesso tempo blindati, ieri sera in quattro ore e mezza il nulla di fatto. I temi in discussione sono delicati e mirano a ridefinire lo scenario di governo regionale fino a scadenza del mandato.
Da una parte si dovrebbe decidere quali assessorati devono cambiare guida, dall’altra la figura apicale della tanto discussa asl unica, il super manager.
Due giorni fa la scelta, diretta del presidente ricadeva sull’ex docente della Bocconi ed ex direttore generale dell’Asl 2 di Lanciano Vasto Chieti, Francesco Nicola Zavattaro, un professionista che Francesco Pigliaru ha individuato, secondo quanto da lui stesso evidenziato, per non essere vincolato alle logiche di partito e di lobby locali. Quelle stesse logiche che in poche ore hanno fatto saltare il banco. Da quello dell’opposizione arriva l’urlo all’ammutinamento, 7 assessori su 12 si sono opposti e la stessa sera il presidente ha dovuto fare un passo indietro.
Tutto rinviato sino a lunedì prossimo, nel mentre i Commissari delle aziende sanitarie della Sardegna rimarranno al proprio posto in regime di prorogatio.
Una fase di ascolto, ha dichiarato Pigliaru, ci potrà aiutare ad essere ancora più certi della decisione finale che farà comunque la giunta, non possiamo lasciare la sanità a lungo senza una guida di cui c’è estremo bisogno è urgenza.

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Cagliari, la nuova Giunta Zedda si presenta alla città

6 lug, 2016 0

Si è insediata la nuova Giunta Comunale a Cagliari in occasione della prima riunione del Consiglio Comunale.
Amministrazione rinnovata dal voto del 5 giugno scorso che ha visto riconfermato il Sindaco Massimo Zedda, che ha giurato nuovamente sulla Costituzione Italiana dopo il primo mandato.
Il nuovo esecutivo del capoluogo sardo, è stato varato secondo gli accordi politici e secondo le giuste proporzioni derivanti dai risultati delle elezioni amministrative.
I diversi alleati hanno avuto un riconoscimento all’interno della Giunta, tra questi: Luisa Anna Marras, nominata nuovamente vicesindaco e con delega alle politiche della casa e mobilità.
Danilo Fadda, assessore al personale e affari generali, in forza al Partito Democratico.
Paolo Frau, di Sel, ottiene l’incarico di assessore alla cultura e al verde pubblico lasciando l’assessorato all’urbanistica a Francesca Ghirra, sua compagna di partito a cui fa capo anche la pianificazione strategica.
Resta allo sport Yuri Marcialis, Pd, che ottiene anche le politiche giovanili.
A Claudia Medda, anche lei del Pd, è stata affidata la comunicazione, le politiche per il decoro urbano e l’innovazione tecnologica.
L’assessorato alle politiche sociali e salute va invece a Ferdinando Secchi, esponente del Partito Sardo d’Azione, forza politica a cui va anche l’assessorato ai lavori pubblici con Giovanni Chessa.
A La Base è stato affidato l’assessorato alle attività produttive e turismo con a capo Marzia Cillocu.
Al primo cittadino Massimo Zedda restano le deleghe al Bilancio, società partecipate e polizia municipale.

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Sassari, la storia della politica e burocrazia in un libro

20 giu, 2016 0

In un libro la storia della politica e della burocrazia a Sassari. Oggi,lunedì 20 giugno, nella sala consiliare di Palazzo Ducale la presentazione del libro di Paolo Cau con Luigi Berlinguer e Manlio Brigaglia.

“Palazzo Ducale, politica, burocrazia e lavoro al Comune di Sassari in età liberale (1848-1914)”, è il titolo del libro scritto da Paolo Cau e promosso dal Comune di Sassari che sarà presentato oggi,lunedì 20 giugno, alle ore 19, nella sala consiliare di Palazzo Ducale.
Il volume, in sette capitoli, racconta la storia dell’amministrazione comunale di Sassari del 1848 sino alla Grande Guerra.
Il progetto – si legge nell’introduzione curata dallo stesso autore – mira al recupero del sistema di funzionamento della macchina amministrativa comunale nella sua coralità, quindi anche di quell’insieme di infrastrutture e servizi di cui l’organismo urbano si è andato dotando in quel periodo, dando corso ad una nuova forma di “organizzazione della città”, all’inseguimento di nuovi standard di vita collettiva: per le attività del mercato e per la macellazione della carne, per l’illuminazione delle strade e per la distribuzione dell’acqua potabile. Ed anche per la stessa immagine che la Municipalità voleva offrire di sé con una sede di rappresentanza e di lavoro importante.
Quindi dopo le vicende storiche e i modelli di organizzazione Paolo Cau affronta il tema della “casa” per il Comune e ancora la nascita e l’organizzazione della città moderna, del lavoro femminile, del servizio sanitario civico, delle guardie urbane e, in chiusura, traccia il profilo di alcuni protagonisti della vita del municipio sassarese.
«Il volume è un affresco della nostra storia amministrativa, con le sue accelerazioni e anche con le sue contraddizioni – afferma il sindaco Nicola Sanna, che ha fortemente voluto la realizzazione del progetto – fatta di politica, burocrazia e lavoro, ma inscindibile da quella della città. E come tale aiuta a dispiegare la collocazione del Comune nella trama dell’imago urbis istituzionale, sociale, culturale, oltreché storico-architettonica, in un momento in cui Sassari già esprimeva consolidate funzioni metropolitane».
All’incontro, diretto da Antonello Mattone e aperto dai saluti del sindaco di Sassari Nicola Sanna e dell’assessora alla Cultura Raffaella Sau, parteciperanno gli storici Luigi Berlinguer e Manlio Brigaglia.”

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Chiusa la partita sulla Vertenza Entrate della Sardegna

17 mag, 2016 0

“L’ultimo sigillo alla chiusura definitiva, dopo 10 anni, della Vertenza Entrate è arrivato ieri da Roma.
Il consiglio dei Ministri ha infatti approvato le Norme di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto, che elenca tutte le entrate che spettano alla Sardegna incluse quelle oggetto del contenzioso. Significa, ed è un risultato storico a lungo perseguito- si legge nella nota della Regione Sardegna- che l’accordo con lo Stato diventa una legge certa, con regole scritte e precise che riconoscono pienamente tutto quanto rivendicato dalla Sardegna all’interno della Commissione paritetica Stato-Regione per l’attuazione dello Statuto speciale.

“Oggi la parola fine sulla lunga e complicata vicenda della Vertenza Entrate è davvero definitiva, e sono felice di poter chiudere da Presidente una partita che il governo di centrosinistra ha avviato 10 anni fa – dice il presidente Francesco Pigliaru -. È un risultato straordinario, ottenuto grazie a un costante lavoro quotidiano con Palazzo Chigi, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con la Ragioneria dello Stato. Voglio ringraziare la Commissione paritetica per il suo impegno, e il Consiglio regionale che ha avuto in questa vicenda un ruolo molto importante. Portiamo a casa regole certe, condivise e che ristabiliscono quanto dovuto alla Sardegna, dopo che nel 2006 ottenemmo una riscrittura dell’articolo 8 dello Statuto molto più favorevole di quanto lo fosse fino ad allora. Oggi finalmente chiudiamo il cerchio: ed è il frutto di un rapporto di leale, costante collaborazione tecnica e politica con il Governo, alla vigilia di altri importanti accordi e risultati che arriveranno nelle prossime settimane per far crescere la Sardegna e migliorare la vita di tutti i sardi”.

CHE COSA CAMBIA - In termini di denaro, significa che nelle casse della Sardegna entreranno fra i 130 e i 150 milioni in più all’anno, e che tutti i 900 milioni di arretrati rivendicati saranno pagati in 4 anni (300 già versati a gennaio 2015, primi soldi incassati dal 2010). In termini di garanzie il risultato non ha precedenti, perché le regole sono state finalmente scritte dalla Regione, condivise con Roma e dunque regoleranno tutti i futuri rapporti in materia di fisco. Altro importante risultato è che lo Stato non potrà tenere per sé le riserve erariali della Sardegna per fare cassa, se non in casi di eventi eccezionali e imprevedibili, un terremoto per esempio, che rendano necessario ricorrere a risorse straordinarie.



TUTTE LE TAPPE DELLA VICENDA - Le Norme di attuazione sono state approvate dalla Commissione paritetica lo scorso 12 dicembre. Il 1 febbraio, il Consiglio regionale ha certificato il risultato approvando un ordine del giorno con i voti della maggioranza di centrosinistra. Ma l’intero percorso è iniziato nel 2006 con l’accordo Soru-Prodi che, recepito nella legge 296, modificava l’articolo 8 dello Statuto riconoscendo alla Regione nuove e maggiori entrate tributarie per un totale di 5,8 miliardi di euro. Durante la precedente legislatura, senza l’approvazione delle norme di attuazione, la vertenza era rimasta aperta per alcune entrate sulle quali non si riusciva a trovare un metodo condiviso di quantificazione e cioè Ires maturata, giochi, riserve matematiche, redditi di capitale, tutte voci che oggi vengono pienamente riconosciute come spettanti alla Sardegna. Importante la novità contenuta nell’articolo 2, ovvero la possibilità di inversione del gettito fiscale: significa che, dopo un accordo con l’Agenzia delle Entrate, la parte delle compartecipazioni erariali che spetta alla Sardegna non sarà più versata a Roma per poi tornare nell’Isola ma resterà direttamente e immediatamente disponibile nelle casse regionali.

RISORSE CERTE ANCHE PER IL FUTURO – “Siamo molto soddisfatti, il risultato è quello che volevamo e che abbiamo fermamente perseguito in questi due anni alla guida della Regione – sottolinea l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci -. Dalla nostra parte avevamo la sentenza della Corte Costituzionale del 2012 e un Governo disponibile al confronto, ma il risultato non era affatto scontato. Un risultato che oggi premia la Sardegna e i sardi, con risorse finalmente certe che potranno essere utilizzate in totale autonomia dalla Regione per migliorare la qualità della vita dei cittadini, creando opportunità di sviluppo e lavoro. Ora il nostro compito sarà quello di monitorare la situazione per verificare che tutti gli accordi siano applicati. In questo senso sarà di grande aiuto l’Agenzia regionale delle Entrate, ormai in dirittura d’arrivo”. “

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Oristano, comitato per il “No” alla riforma costituzionale

12 mag, 2016 0

“Oristano ha il suo primo Comitato per il NO alla riforma costituzionale approvata definitivamente lo scorso mese di aprile.”

Riceviamo e pubblichiamo la nota ricevuta dal Comitato per il “no”.
“Condividendo le preoccupazioni che derivano da una rivisitazione insensata ed autoritaria della Carta Costituzionale, si è sentita forte la necessità, tra un gruppo di Cittadine e Cittadini Oristanesi, di costituire un Comitato che da qui al prossimo Ottobre porti avanti e divulghi le molte ed oggettive ragioni del “NO” ad una riforma imposta dall’attuale governo ad un Parlamento di “miracolati” grazie ad una legge elettorale, il “Porcellum”, dichiarata illegittima dalla stessa Corte costituzionale.
Il Comitato e la piattaforma politica alla base delle motivazioni del NO. Saranno presentati da Carmela Contini, Giorgio Ligas, Adriano Sitzia.” Il Comitato sarà presentato alla stampa lunedì 16 maggio.

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Femminicidi, la legge per diseredare gli assassini

11 mag, 2016 0

E’ stata presentata la proposta di legge alla Camera dei Deputati che ha l’obiettivo di diseredare le persone colpevoli di aver ucciso il coniuge.
Una proposta redatta dall’avvocatessa Anna Maria Busia, e che a Montecitorio porta la firma di Roberto Capelli. Insieme a loro c’era anche Vanessa Mele: quando era bambina sua madre fu uccisa dal padre.

“Diseredare l’assassino che uccide il coniuge”. E’ questo, in breve, l’obiettivo della proposta di legge che approda alla Camera dei Deputati con Roberto Capelli, parlamentare del Centro Democratico e la collega, consigliera dell’Assemblea Sarda, l’avvocatessa Anna Maria Busia.
E’ lei l’autrice della proposta di legge che prevede il congelamento dei beni della persona che uccide il proprio coniuge.
L’“Indegnità a succedere” è uno strumento già in uso al legislatore. Con la proposta di legge C3772 si chiede che nei casi di femminicidi, l’Indegnità venga applicata automaticamente e che non passi sotto la decisione di un giudice.
La proposta di legge presentata oggi segue quella già approvata e che sempre Anna Maria Busia preparò: Camera e Senato approvarono all’Unanimità la legge che abolì il diritto alla pensione di reversibilità al coinuge colpevole di aver ucciso il marito, o la moglie.
Due atti normativi che l’avvocatessa sarda ha portato in primo piano, stando sempre accanto a Vanessa Mele, la bimba, ora divenuta donna, che nel 1998 fu privata dell’amore della madre. Anna Maria Mele venne uccisa dal marito a Nuoro.
Da quel momento Vanessa iniziò la sua battaglia contro il padre. All’età di 18 anni cambiò il suo cognome: nella sua carta d’identità comparve il cognome della madre e non quello del padre.
La seconda lotta di Vanessa fu proprio quella vinta con il voto a favore, a Palazzo Madama e a Montecitorio, della legge contro il diritto alla pensione di reversibilità al coiniuge omicida. Il padre infatti, dopo aver scontato la pena per l’omicidio della moglie, chiese e ottenne la pensione, unico sostentamento di Vanessa fino a quel momento.
Infine, l’ennesima guerra che Vanessa si appresta a vincere nel Parlamento Italiano è quella presentata oggi: togliere ogni possibilità di godimento dei beni appartenuti ad una persona uccisa da chi invece sosteneva di amarla.

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Sindacopoli: nuova operazione, 17 arresti.13 Ai Domiciliari

5 apr, 2016 0

Il vicepresidente del Consiglio regionale della Sardegna, Antonello Peru, e l’ex consigliere regionale Angelo Stochino, entrambi di Forza Italia, sono stati arrestati nell’ambito del secondo troncone d’inchiesta sugli appalti pilotati. In carcere assieme agli esponenti politici è finito l’ingegnere di Desulo, Salvatore Pinna, già coinvolto nella prima parte dell’inchiesta. Complessivamente sono state emesse dal Gip del Tribunale di Oristano tre misure cautelari in carcere, 13 ai domiciliari e un obbligo di dimora nel comune di residenza. Gli altri destinatari dei provvedimenti sono gli ingegneri e professionisti, Giovanni Pietro Cassitta, Agostino Sandro Urru, Fulvio Maurizio Pisu, Andrea Ritossa, Carlo Bernardini, Giovanni Zallocco, Girolamo De Santis, Giovanni Chierroni, Mimmo Lai, Antonio Piras, Walter Quarto, Francesco Lai, Nicola Dinnella e Paolo Manca

“I Militari del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Oristano e della Compagnia Carabinieri di Tonara, coordinati dalla Procura della Repubblica di Oristano, nella prosecuzione del filone di indagini cosiddetto “Sindacopoli” che in data 28.04.2015 aveva portato all’arresto di 21 persone e 3 obblighi di dimora a carico di numerosi amministratori locali e professionisti, in data odierna hanno dato corso ad una vasta operazione, sia sul territorio isolano che in territorio nazionale, tesa ad eseguire ulteriori provvedimenti personali restrittivi a carico di altrettanti esponenti di primo piano della politica regionale, funzionari ANAS, imprenditori e professionisti emessi dal Tribunale di Oristano.

In particolare, sono state applicate misure restrittive personali nei confronti di 17 soggetti di cui 3 in custodia cautelare in carcere, 13 agli arresti domiciliari ed uno con obbligo di dimora.

Oltre alle predette misure personali restrittive l’intera operazione ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 95 persone.

Le indagini si sono concentrate in particolare su alcuni soggetti politici e funzionari di enti pubblici che intrattenendo rapporti palesemente illeciti con imprenditori e professionisti avevano ideato ed attuato un consolidato sistema di controllo illecito degli appalti, anche corrompendo pubblici funzionari.
Questa mattina la perquisizione negli uffici, in Consiglio regionale, del vicepresidente dell’Aula Antonello Peru. Secondo quanto si è appreso i militari della Guardia di Finanza si starebbero concentrando sui documenti presenti nei locali della vicepresidenza utilizzati da Peru alla ricerca di elementi utili all’inchiesta della procura di Oristano, su appalti pilotati, che ha portato in carcere l’esponente azzurro assieme ad un altro ex consigliere dello stesso partito.

Il sistema si basava su un principio semplicissimo ossia “chi porta i finanziamenti per l’appalto lo gestisce poi a suo piacimento ed in favore dei suoi sodali”.
Per rendere possibile ciò era quindi necessario il coinvolgimento di soggetti che operavano a più livelli; il primo livello era quello dei politici regionali che con le loro decisioni contribuiscono ad orientare la spesa regionale; a livello intermedio si collocava la figura di un “faccendiere” in grado di preservare l’anonimato dei politici corrotti e di organizzare le turbative d’asta attraverso le quali i finanziamenti venivano sì riversati sul “territorio ma ad imprese e professionisti compiacenti. L’ultimo livello era rappresentato da funzionari e amministratori delle stazioni appaltanti che eseguendo le direttive dell’intermediario nella gestione dei finanziamenti ottenevano, tra l’altro, consenso popolare per il loro “impegno nei confronti della comunità”.

In questo modo l’effettiva gestione degli appalti pubblici era rimessa interamente alle scelte dell’intermediario/faccendiere, che, grazie alla corruzione dei pubblici ufficiali, è stato cosi in grado di controllare e indirizzare una buona parte del ciclo economico legato agli appalti pubblici della Regione Sardegna.

Questo sistema ha permesso al sodalizio investigato di pilotare gli appalti pubblici dei lotti 3 e 8 della Sassari-Olbia, aggiudicati rispettivamente per un importo di euro 70.775.409 ed euro 57.366.243, turbare le aste per l’assegnazione dei servizi tecnici di progettazione di due porticcioli turistici nell’area ogliastrina (Tertenia e Tortolì, quantificabili rispettivamente in circa 16 milioni di euro e 11 milioni di euro), nonché assegnare numerosissimi appalti minori per incarichi di progettazione di opere pubbliche e/o consulenze di varia natura.

Per poter attuare questo sistema in relazione ai grandi appalti si è rivelato indispensabile l’intervento del politico o del funzionario pubblico compiacente il quale, di volta in volta, si è attivamente adoperato nel far nominare quei commissari di gara malleabili nel giudicare e quindi assegnare, ad imprese o soggetti amici selezionati dal professionista a capo del sodalizio criminoso, lavori per milioni di euro.
L’attività investigativa, eseguita mediante indagini tecniche, servizi di osservazioni, perquisizioni, ispezioni documentali eseguite sia su apparati informatici che cartacei, accertamenti di natura economica svolti attraverso riscontri bancari, ha permesso di individuare il sistema di pagamento delle tangenti, avvenuto sia in territorio nazionale che all’estero, attraverso modalità formalmente lecite. Infatti, si è appurato che il predetto faccendiere/intermediario nuorese retribuiva politici e funzionari mediante tangenti mascherate da consulenze, incarichi professionali anche per interposta persona, contributi elettorali ottenendo in cambio la gestione in prima persona di una cospicua fetta di finanziamenti pubblici erogati sia dalla Regione Autonoma della Sardegna che dallo Stato.

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Le indagini hanno poi dimostrato che le provviste di denaro utili a distribuire tangenti a politici e a funzionari corrotti, originavano dall’emissione di fatture false emesse dal faccendiere nei confronti delle imprese aggiudicatarie degli appalti, o a imprese collegate, con motivazioni varie come lavori e/o consulenze in territorio nazionale ed estero.

Gli associati si sono dimostrati attenti pianificatori delle strategie illecite, operando dietro lo schermo di soggetti economici leciti, in modo tale che da un esame strettamente formale fosse difficile riuscire distinguere le operazioni lecite da quelle illecite, essendo entrambe caratterizzate dalla presenza di tutta la documentazione contabile giustificativa (contratti, fatture, note di credito e quant’altro).

In assenza di partita Iva, gli illeciti pagamenti erano effettuati mediante o denaro contante o assegnazione di fittizi incarichi o consulenze a prestanome dei medesimi (Familiari o congiunti).

Grazie a tali escamotage, gli associati, nel momento in cui ricevevano una somma di denaro “illecita”, emettevano direttamente o per interposta persona un documento fiscale formalmente corretto, ma in tutto o in parte relativo ad operazioni fittizie, cosi da poter mascherare quegli introiti di denaro tra le movimentazioni finanziarie societarie. Lo stesso meccanismo veniva poi utilizzato a rovescio nel momento in cui le somme introitate dovevano essere utilizzate per retribuire i comportamenti corruttivi.

La bontà della ricostruzione operata autonomamente dagli investigatori è stata confermata dalla confessione resa dai rappresentanti legali delle imprese aggiudicatarie di appalti inerenti i lavori del tracciato Sassari-Olbia, i quali, in presenza dei loro difensori, hanno raccontato di avere pagato la somma di euro 300.000 cadauno come prezzo per assicurarsi l’aggiudicazione dell’appalto.

Le confessioni sono riscontrate dalle perquisizioni ed ispezioni di apparati informatici, avendo rinvenuto documentazione che dimostra le illecite dazioni a favore di politici, funzionari e prestanome degli stessi, quali moglie, sorella e/o fidanzata.

In particolare si evidenzia che per un lotto della Sassari – Olbia è stato rinvenuto un elenco dei destinatari delle somme ricavate dalle tangenti pagate dagli appaltatori romani, nel quale figurano quali destinatari la sorella e la fidanzata di due politici regionali. Questa interposizione fittizia avrebbe permesso agli associati di dissimulare le tangenti sotto incarichi professionali apparentemente leciti, permettendo nel contempo ai politici coinvolti di ricevere una retribuzione illecita di 150.000 euro ciascuno.
Appare utile evidenziare che era prevista anche una ulteriore tangente per i politici/funzionari pubblici corrotti da 800.000 euro, mascherata con un contratto fittizio per prestazioni professionali di vario genere da rendere nell’ambito dell’appalto stesso; contratto utile a conferire apparenza lecita alle successive dazioni a beneficio dei prestanome e dei destinatari effetti delle somme.”

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Attilio Dedoni, sugli stanziamenti previsti in finanziaria

1 apr, 2016 0

Il capogruppo dei Riformatori Sardi in Consiglio regionale, Attilio Dedoni, sugli stanziamenti previsti in finanziaria a favore delle politiche attive per il lavoro.

“Finanziaria, il centrosinistra che parla di attenzione per il lavoro è surreale.

“Appare a dir poco surreale la difesa a spada tratta della manovra finanziaria inscenata stamani dai capigruppo del centrosinistra. Una finanziaria, a loro dire, incentrata soprattutto sul lavoro. Appare surreale perché, proprio stamani, Cagliari era invasa dai manifestanti che denunciavano il disimpegno della Regione rispetto a tutte le crisi occupazionali che investono la Sardegna. La verità è che, anche in questa manovra, per il lavoro non c’è un euro e questo i lavoratori, i disoccupati, i precari e i cassintegrati lo hanno capito perfettamente”, dichiara il capogruppo dei Riformatori Sardi – Liberaldemocratici in Consiglio regionale, Attilio Dedoni.
“Nella finanziaria mancano completamente le politiche attive per l’occupazione, gli ammortizzatori sociali, le iniziative per la ricollocazione dei cassintegrati e delle persone rimaste fuori dal mercato del lavoro, la formazione professionale”, sottolinea Dedoni. “La Sardegna attraversa la più grave crisi economica della sua storia autonomistica e il centrosinistra non ha né le idee, né le risorse necessarie per uscirne. Dai lavoratori dei call center a quelli delle industrie, dal Sulcis a Porto Torres passando per Ottana, tutti si ritrovano abbandonati da una Regione che considera il lavoro in cima alle sue priorità. Per non parlare di chi il lavoro lo sta perdendo proprio per colpa della Regione, come i diciassette dipendenti della Fiera di Cagliari o i quattrocento precari delle Province”.
“Quest’ultimo caso è emblematico: il centrosinistra ha rifiutato per ben due volte la stabilizzazione, dapprima con la legge per il riordino degli enti locali e poi con la finanziaria, preferendo scaricare la patata bollente sui Comuni”, conclude il capogruppo. “Questi ultimi, infatti, tra qualche mese si vedranno piovere addosso le funzioni che erediteranno dalle Province disciolte, senza però il personale con cui farvi fronte. In Sardegna sarà il caos, per una nuova emergenza occupazionale, per il venir meno di fondamentali servizi per i cittadini e per le casse degli enti locali. Il tutto, grazie a quel centrosinistra per cui il lavoro viene sempre al primo posto”.”

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Aumento di Irpef e Irap a partire dal 2017

19 mar, 2016 0

Va avanti l’esame della finanziaria. Il Consiglio Regionale ha approvato a maggioranza l’articolo 1 che prevede una modifica alla legge sugli aumenti di Irpef e Irap per risanare il buco di circa 400 milioni della sanità sarda.
Aliquote che aumenteranno nel 2017. In Commissione Bilancio erano stati recuperati 82 milioni dopo un riaccertamento del disavanzo della Regione per il 2015, in diminuzione rispetto a quanto previsto. Degli 82 milioni, 70 sono stati utilizzati per far slittare l’incremento delle tasse all’anno prossimo, mentre gli altri 12 sono stati messi a disposizione del “tesoretto” per diverse emergenze.
L’aula si riunirà martedì.

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Finanziaria sotto esame del Consiglio regionale

17 mar, 2016 0

La Finanziaria 2016, approda in aula, sotto l’esame del Consiglio regionale. Il dibattito in Aula è stato preceduto dalle relazioni di maggioranza e minoranza, affidate rispettivamente al presidente della commissione Bilancio Franco Sabatini (Pd) e al consigliere Ignazio Locci (Fi). Questa mattina alle 9.30 si riprende con la discussione generale. L’emendamento che avrebbe dovuto vincolare 8 milioni di risorse del Fondo unico degli enti locali per recuperare denaro a favore dei capitoli di spesa per lavoro, cultura e istruzione, è stato eliminato. Resta il ‘tesoretto’ da 33 milioni per intervenire in questi tre settori.

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