21 August, 2017
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Regione, disequilibri di maggioranza

2 set, 2016 0

L’ultimo vertice di maggioranza di ieri sera non è servito a trovare un punto di unione sulla nomina del super manager, nonostante fosse necessario rispettare i tempi della legge istitutiva dell’Azienda unica regionale, che prevedeva come data ultima il 31 di agosto. Lunedì 5 il prossimo vertice di maggioranza dove probabilmente si discuterà anche del possibile futuro rimpasto in giusta.

Equilibri di giunta legati a quelli di maggioranza, del resto non potrebbe essere diversamente, il governo della regione si regge su un preciso rapporto tra gli schieramenti che hanno sostenuto la nascita e il proseguo del lavoro della attuale rappresentanza, ma a poco più di due anni dall’insediamento della squadra di Francesco Pigliaru, le diverse anime della politica di centro sinistra chiedono una verifica politica. Da qui si parte per capire come mai, in questi giorni i vertici di maggioranza siano così serrati e allo stesso tempo blindati, ieri sera in quattro ore e mezza il nulla di fatto. I temi in discussione sono delicati e mirano a ridefinire lo scenario di governo regionale fino a scadenza del mandato.
Da una parte si dovrebbe decidere quali assessorati devono cambiare guida, dall’altra la figura apicale della tanto discussa asl unica, il super manager.
Due giorni fa la scelta, diretta del presidente ricadeva sull’ex docente della Bocconi ed ex direttore generale dell’Asl 2 di Lanciano Vasto Chieti, Francesco Nicola Zavattaro, un professionista che Francesco Pigliaru ha individuato, secondo quanto da lui stesso evidenziato, per non essere vincolato alle logiche di partito e di lobby locali. Quelle stesse logiche che in poche ore hanno fatto saltare il banco. Da quello dell’opposizione arriva l’urlo all’ammutinamento, 7 assessori su 12 si sono opposti e la stessa sera il presidente ha dovuto fare un passo indietro.
Tutto rinviato sino a lunedì prossimo, nel mentre i Commissari delle aziende sanitarie della Sardegna rimarranno al proprio posto in regime di prorogatio.
Una fase di ascolto, ha dichiarato Pigliaru, ci potrà aiutare ad essere ancora più certi della decisione finale che farà comunque la giunta, non possiamo lasciare la sanità a lungo senza una guida di cui c’è estremo bisogno è urgenza.

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Caos motorizzazioni, fino a 13 mesi per una revisione

6 lug, 2016 0

Da oltre un anno e mezzo il taglio nell’organico nelle sedi delle motorizzazioni ha inciso fortemente anche in Sardegna. Lo si evince dai dati pubblicati da Confartigianato Trasporti Sardegna che denuncia il caso della motorizzazione di Sassari: qui è necessario attendere 6 mesi per sostenere un esame per la patente di guida, altrettanti per l’immatricolazione di un veicolo. Ben 13 mesi di attesa per una revisione.
L’inoperatività di aziende e lavoratori privati, autoscuole, e cittadini è una delle conseguenze.
Nel 2015 la situazione venne portata in Parlamento dal deputato grillino Andrea Vallascas. Seguì la garanzia del sottosegretario ai trasporti Umberto De basso de caro, del passaggio di 14 unità di personale in comando dalle province. “Rinforzi che non sono mai arrivati” spiega Confartigianato che ha deciso di scrivere al Ministro dell’Interno Angelino Alfano, al Presidente della Regione Francesco Pigliaru e ai parlamentari sardi.
Dall’associazione di categoria si chiede “un immediato intervento a tutela del sistema dei trasporti delle merci e delle persone.”

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La visita dell’Ambasciatore Guryanov in Sardegna

16 giu, 2016 0

Dal 9 all’11 giugno si è svolta la visita ufficiale dell’Ambasciatore Straordinario e Plenipotenziario della Repubblica di Belarus in Italia S.E. Aleksandr Guryanov in Sardegna.

3- INCONTRO CON PRESIDENTE SARDEGNA PIGLIARU

Nell’ambito della visita si sono tenuti una serie di incontri dell’Ambasciatore Aleksandr Guryanov accompagnato dal Console onorario della Repubblica Belarus in Sardegna Giuseppe Carboni con il Presidente della Regione Sardegna on. Francesco Pigliaru, con il Prefetto di Cagliari S.E. Giuliana Perrotta, e il con Vice Presidente del Consiglio Regionale on. Eugenio Lai.

1- INCONTRO CON PRESIDENTE SARDEGNA PIGLIARU

Al centro dei colloqui con le autorità della regione sono state le questioni legate allo sviluppo della cooperazione economica, la realizzazione di progetti congiunti nella ricerca applicata, così come la reciproca collaborazione nel settore umanitario e culturale. E’ stato anche auspicato, lo sviluppo ulteriore dell’accordo di collaborazione sottoscritto fra la Regione Sardegna e la Regione di Minsk.

Le parti hanno dedicato particolare attenzione alle prospettive rappresentate dal nuovo progetto di cooperazionee della sfera aerospaziale. Si è discusso, infine, della cooperazione nel settore agroindustriale.

Nell’ambito della visita l’Ambasciatore ha anche visitato ed incontrato i responsabili dell’Ente Regionale “SARDEGNA RICERCHE”.

2-INCONTRO CON RAPPRESENTANTI SETTORE ECONOMICO

Il 10 giugno si è tenuta una tavola rotonda”, con la partecipazione, oltre all’Ambasciatore e il suo staff, anche dei rappresentanti del Ministero dell’Istruzione bielorusso e della compagnia aerea “BELAVIA”, ai lavori della tavola rotona hanno preso parte i rappresentanti del mondo economico della Sardegna. Durante tale incontro è stato presentanto il potenziale economico-commerciale del paese.


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Sabbia rubata,interrogazione a Pigliaru e Spano

17 mag, 2016 0

È servito l’ultimo, l’ennesimo caso di sabbia rubata per far sì che alcuni consiglieri regionali, due per la precisione, Cesare Moriconi e Lorenzo Cozzolino del PD, avanzassero un’interrogazione all’assessore regionale all’ambiente Donatella Spano e al Presidente della Regione Francesco Pigliaru.

Pubblichiamo l’intero testo dell’interrogazione:
“CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA
INTERROGAZIONE n.
INTERROGAZIONE Moriconi, Cozzolino, con richiesta di risposta scritta, sui furti di sabbia dalla spiagge sarde.
***************

I sottoscritti,
premesso che l’avvio della stagione estiva ripropone in tutta la sua intensità il deprecabile fenomeno di furti di sabbia dalla spiagge della Sardegna perpetrato da improvvidi e insensibili turisti che, noncuranti dei severi divieti e ordinanze, si procurano un souvenir delle loro vacanza nell’Isola;
rilevato che stando ai dati relativi alla passata stagione estiva 2015 registrati nel solo aeroporto di Elmas, durante i controlli di routine degli addetti dello scalo sono state rilevate e sequestrate oltre 5 tonnellate di sabbia rimossa dai turisti;
atteso che, nonostante la severità di delibere, ordinanze e divieti emanate da tutte le autorità preposte alla tutela del demanio marittimo, il fenomeno non sembra arrestarsi. Si rendono necessarie, quindi, ulteriori misure, a tutela e salvaguardia di un bene prezioso non rinnovabile, attraverso una maggiore presenza e vigilanza del CFVA regionale e una intensa campagna di sensibilizzazione per debellare il fenomeno che spesso e frutto di scarsa sensibilità e ignoranza,
chiedono di interrogare il Presidente della Regione e l’Assessore della Difesa dell’Ambiente per sapere:
1) quali siano i dati aggiornati da parte della Regione sul fenomeno denunciato;
2) se non ritengano opportuno valutare l’ipotesi di rafforzare l’attività del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale nel periodo estivo con l’istituzione, in tutti i porti e aeroporti dell’Isola, di un presidio di forestali con specifici compiti preventivi, ispettivi e sanzionatori;
3) se non ritengano, altresì, opportuno avviare una adeguata e incisiva campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione turistica e locale, da divulgare attraverso i mezzi di comunicazione e web e con l’affissione di appositi pannelli in tutte le zone arrivi e partenze degli scali aerei e marittimi da e per la Sardegna.

Cagliari, 17 maggio 2016

F.to
Cesare Moriconi – Cozzolino Lorenzo”

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Chiusa la partita sulla Vertenza Entrate della Sardegna

17 mag, 2016 0

“L’ultimo sigillo alla chiusura definitiva, dopo 10 anni, della Vertenza Entrate è arrivato ieri da Roma.
Il consiglio dei Ministri ha infatti approvato le Norme di attuazione dell’articolo 8 dello Statuto, che elenca tutte le entrate che spettano alla Sardegna incluse quelle oggetto del contenzioso. Significa, ed è un risultato storico a lungo perseguito- si legge nella nota della Regione Sardegna- che l’accordo con lo Stato diventa una legge certa, con regole scritte e precise che riconoscono pienamente tutto quanto rivendicato dalla Sardegna all’interno della Commissione paritetica Stato-Regione per l’attuazione dello Statuto speciale.

“Oggi la parola fine sulla lunga e complicata vicenda della Vertenza Entrate è davvero definitiva, e sono felice di poter chiudere da Presidente una partita che il governo di centrosinistra ha avviato 10 anni fa – dice il presidente Francesco Pigliaru -. È un risultato straordinario, ottenuto grazie a un costante lavoro quotidiano con Palazzo Chigi, con il Ministero dell’Economia e delle Finanze e con la Ragioneria dello Stato. Voglio ringraziare la Commissione paritetica per il suo impegno, e il Consiglio regionale che ha avuto in questa vicenda un ruolo molto importante. Portiamo a casa regole certe, condivise e che ristabiliscono quanto dovuto alla Sardegna, dopo che nel 2006 ottenemmo una riscrittura dell’articolo 8 dello Statuto molto più favorevole di quanto lo fosse fino ad allora. Oggi finalmente chiudiamo il cerchio: ed è il frutto di un rapporto di leale, costante collaborazione tecnica e politica con il Governo, alla vigilia di altri importanti accordi e risultati che arriveranno nelle prossime settimane per far crescere la Sardegna e migliorare la vita di tutti i sardi”.

CHE COSA CAMBIA - In termini di denaro, significa che nelle casse della Sardegna entreranno fra i 130 e i 150 milioni in più all’anno, e che tutti i 900 milioni di arretrati rivendicati saranno pagati in 4 anni (300 già versati a gennaio 2015, primi soldi incassati dal 2010). In termini di garanzie il risultato non ha precedenti, perché le regole sono state finalmente scritte dalla Regione, condivise con Roma e dunque regoleranno tutti i futuri rapporti in materia di fisco. Altro importante risultato è che lo Stato non potrà tenere per sé le riserve erariali della Sardegna per fare cassa, se non in casi di eventi eccezionali e imprevedibili, un terremoto per esempio, che rendano necessario ricorrere a risorse straordinarie.



TUTTE LE TAPPE DELLA VICENDA - Le Norme di attuazione sono state approvate dalla Commissione paritetica lo scorso 12 dicembre. Il 1 febbraio, il Consiglio regionale ha certificato il risultato approvando un ordine del giorno con i voti della maggioranza di centrosinistra. Ma l’intero percorso è iniziato nel 2006 con l’accordo Soru-Prodi che, recepito nella legge 296, modificava l’articolo 8 dello Statuto riconoscendo alla Regione nuove e maggiori entrate tributarie per un totale di 5,8 miliardi di euro. Durante la precedente legislatura, senza l’approvazione delle norme di attuazione, la vertenza era rimasta aperta per alcune entrate sulle quali non si riusciva a trovare un metodo condiviso di quantificazione e cioè Ires maturata, giochi, riserve matematiche, redditi di capitale, tutte voci che oggi vengono pienamente riconosciute come spettanti alla Sardegna. Importante la novità contenuta nell’articolo 2, ovvero la possibilità di inversione del gettito fiscale: significa che, dopo un accordo con l’Agenzia delle Entrate, la parte delle compartecipazioni erariali che spetta alla Sardegna non sarà più versata a Roma per poi tornare nell’Isola ma resterà direttamente e immediatamente disponibile nelle casse regionali.

RISORSE CERTE ANCHE PER IL FUTURO – “Siamo molto soddisfatti, il risultato è quello che volevamo e che abbiamo fermamente perseguito in questi due anni alla guida della Regione – sottolinea l’assessore della Programmazione e del Bilancio Raffaele Paci -. Dalla nostra parte avevamo la sentenza della Corte Costituzionale del 2012 e un Governo disponibile al confronto, ma il risultato non era affatto scontato. Un risultato che oggi premia la Sardegna e i sardi, con risorse finalmente certe che potranno essere utilizzate in totale autonomia dalla Regione per migliorare la qualità della vita dei cittadini, creando opportunità di sviluppo e lavoro. Ora il nostro compito sarà quello di monitorare la situazione per verificare che tutti gli accordi siano applicati. In questo senso sarà di grande aiuto l’Agenzia regionale delle Entrate, ormai in dirittura d’arrivo”. “

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Le trivelle spaccano la politica sarda

13 apr, 2016 0

La politica sarda si spacca sul Referendum di Domenica 17 aprile.
Il presidente dell’Assemblea Sarda Gianfranco Ganau che si schiera per il “Sì”. Contrapposte le opinioni del Governatore Francesco Pigliaru che invece sostiene il “no”.
Entrambe le posizioni dei due esponenti del PD si discostano dalla linea del Premier, quella dell’astensionimo.

Campagna referendaria in dirittura d’arrivo, il 17 aprile gli italiani sono chiamati ad esprimersi attraverso il cosìdetto referendum “sulle trivelle”.
I cittadini dovranno decidere se le piattaforme situate entro le 12 miglia dalla costa e dalle aree protette possono, oppure no, proseguire il lavoro di estrazione di idrocarburi fino all’esaurimento dei giacimenti, o se entro i prossimi 20 anni, dovranno chiudere i battenti quando scadranno le concessioni. Non si chiede di decidere sull’avvio di nuove ricerche e nuovi pozzi.
L’esito del quesito referendario del 17 aprile quindi, inciderà sul futuro di 48 piattaforme eroganti situate in zone marittime ricche di giacimenti di idrocarburi.
Gli schieramenti politici danno indicazioni di voto agli elettori e in Sardegna la politica regionale si spacca: da un lato c’è il Presidente del Consiglio Regionale Gianfranco Ganau che sostiene il “sì”: “sì” che segue una logica ambientalista e che vuole seguire la strada che porta ad un approvvigionamento energetico sostenibile.
Dall’altro, c’è il Presidente della Regione Francesco Pigliaru che si schiera a favore del “no”. Non è “ragionevole cancellare da un giorno all’altro l’uso di combustibili fossili- sostiene il Governatore che è però convinto che sia ragionevole “consentire ai pochi impianti oggi attivi continuare l’estrazione fino all’esaurimento dei giacimenti.”
Prese di posizione, quelle di Ganau e Pigliaru, contrapposte e contrastanti alla linea dettata dal Premier Renzi e dalla maggioranza del Pd nazionale, quella dell’astensionismo.
Non si fa attendere la voce dell’opposizione in Consiglio Regionale con Ugo Cappellacci che si schiera per il “Sì” e che reputa la decisione del suo successore “un clamoroso voltafaccia”, visto che la Sardegna è tra le Regioni promotrici del Referendum.

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“Terra ai Giovani”, fare economia tornando alla terra

13 apr, 2016 0

“Terra ai Giovani” si rivolge ai giovani agricoltori under 40 che hanno voglia di fare agricoltura. Il progetto, elaborato dall’assessorato dell’Agricoltura in collaborazione con la presidenza della Giunta regionale e l’assessorato degli Enti locali, ha come obbiettivo quello di favorire il ricambio generazionale e la crescita del comparto agricolo. Ecco in video le interviste al Presidente della Regione Francesco Pigliaru, all’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e all’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu. Di seguito comunicato stampa della Regione del 12 aprile.

“Terra ai giovani è un progetto elaborato dall’assessorato dell’Agricoltura, in collaborazione con la presidenza della Giunta regionale e l’assessorato degli Enti locali, per favorire il ricambio generazionale e la crescita del comparto agricolo. 695 ettari di terre incolte di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna saranno messe a bando in 11 lotti e concesse in affitto agevolato per 10 anni, eventualmente rinnovabili per un altro decennio. Otto i territori interessati dalla delibera approvata oggi in seduta di Giunta: Sassari, Alghero, Serramanna, Villasor, Vallermosa, Ussana, Donori e San Vito.
I bandi si rivolgono ai giovani d’età non superiore ai 40 anni (non compiuti) e prevedono una serie di premialità legate alla presentazione di un piano aziendale con chiari obiettivi di valorizzazione economica e delle qualità agroalimentari da raggiungere anche attraverso l’uso di tecnologie innovative nelle fasi di produzione, trasformazione e commercializzazione. Stessa attenzione sarà data ai progetti di tutela ambientale, alla formazione dei candidati, compreso l’aver seguito corsi di studio specifici in agricoltura, alle capacità tecniche e alle esperienze lavorative maturate sul campo. In fase di selezione si terrà conto inoltre dell’adesione a Organizzazioni dei Produttori, Consorzi di Tutela, all’essere cooperativa sociale, imprenditore agricolo professionale, coltivatore diretto, cooperativa agricola di produzione o di trasformazione/ commercializzazione.

I 695 ettari sono solo una prima fase del progetto Terra ai giovani, che nei prossimi mesi interesserà altre centinaia di ettari in tutta l’Isola. Gli uffici regionali, in collaborazione con le Agenzie agricole Laore e Agris, sono infatti già al lavoro per recuperare proprietà dismesse o poco utilizzate da rimettere in produzione e sul mercato.

Le tipologie dei siti individuati permetteranno l’avvio di attività imprenditoriali che varieranno da territorio a territorio. I lotti di Vallermosa, San Vito e Donori-Ussana sono per esempio più indicati per la zootecnia (ovicaprino e bovino), mentre i terreni di Villasor, Serramanna o del nord ovest dell’Isola possono dare il meglio sul versante dell’ortofrutticolo, del cerealicolo e delle coltura a ciclo breve.
Nuovo lavoro dalle terre incolte regionali. “Siamo profondamente convinti che l’agricoltura, con la filiera agroalimentare, sia un settore fondamentale per l’economia della Sardegna, quello che più di qualunque altro può diffondersi nel territorio creando in breve tempo sviluppo, lavoro e produzione di qualità”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Sarebbe quindi assurdo che la Regione, per prima, non desse il segnale sbloccando migliaia di ettari oggi improduttivi che sono di sua proprietà. Abbiamo già aperto la strada annunciando la volontà di rimettere in produzione gli oltre 1200 ettari di Surigheddu e Mamuntanas. Oggi destiniamo 700 ettari a giovani che vogliano dedicare le loro energie e competenze all’agricoltura. Significa occupazione e reddito in un ambito che per noi ha un potenziale in gran parte inesplorato e in cui abbiamo un evidente vantaggio competitivo.”

Impegno raggiunto. “Lo avevamo messo in programma e lo abbiamo fatto”. Così l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, nel commentare l’approvazione della progetto Terra ai giovani. “C’è voluto un anno di intenso lavoro tra assessorati e Agenzie agricole, ma la delibera di oggi dimostra che è obiettivo di questa Giunta valorizzare il patrimonio agricolo regionale favorendo l’avvio di attività di impresa che puntino sul ricambio generazionale, sull’aggregazione e sui percorsi di filiera. Parole d’ordine irrinunciabili se vogliamo stare al passo con i nostri competitor nazionali ed esteri, soprattutto adesso che tutti i dati parlano di un ritorno alle attività agricole molto sentito fra i giovani. È perciò importante che anche la Regione faccia la sua parte mettendo a disposizione di progetti validi e innovativi le terre incolte in suo possesso”.

Patrimonio pubblico da valorizzare. “È un’iniziativa importante, che mira a valorizzare il patrimonio della Regione, in questo caso con riferimento a terreni coltivabili che possono generare un valore sociale ed economico attraverso il coinvolgimento di giovani agricoltori qualificati – spiega l’assessore degli Enti locali, finanze e patrimonio Cristiano Erriu -. Il patrimonio pubblico è una risorsa da valorizzare nell’interesse di tutta la comunità sarda, anche ai fini produttivi oltre che occupazionali, superando la logica del l’immobilismo. Lo stesso ragionamento è applicabile al settore dell’artigianato, con il recupero degli ex centri Isola, e per i beni dismessi delle ferrovie”.”

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La protesta dei migranti blocca il centro di Cagliari

5 apr, 2016 0

Hanno bloccato la via Roma a Cagliari dalla fine della mattina di ieri per poi concludere la protesta nel tardo pomeriggio: 70 migranti hanno manifestato nel Largo Carlo Felice esprimendo la volontà di lasciare la Sardegna. Non intendono procedere con la registrazione delle impronte.
Traffico paralizzato nell’ora di punta, auto e bus incolonnati in una fila interminabile. I migranti si sono seduti in mezzo alla strada impedendo ai veicoli di circolare.
Tanti i disagi per i cittadini dopo l’ennesima protesta che segue quella di alcuni giorni fa che causò disagi al traffico per qualche ora nei pressi dell’Asse Mediano.
“Pur riconfermando con chiarezza e senza ripensamenti la propria politica di accoglienza la Regione pretende però il rispetto delle regole e non ritiene accettabile che si creino disagi per la cittadinanza, specie nel momento in cui sono pienamente operative sul campo numerose risorse umane dedicate e mediatori culturali che stanno svolgendo al meglio il loro lavoro”. Sono le parole della Giunta Pigliaru che segue da vicino l’evolversi della situazione.

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Addio G7, Cossa (Riformatori): Renzi tradisce La Maddalena

1 apr, 2016 0

“Addio G7, Cossa (Riformatori): Renzi tradisce La Maddalena e colpisce alle spalle la Sardegna
Pigliaru abbandonato al suo destino anche dal premier.

“Ancora una volta il governo amico colpisce alle spalle a tradimento la Sardegna e La Maddalena. Era successo per il G8 con Berlusconi, capita di nuovo con Renzi per il G7. Gli attori cambiano ma la storia si ripete: Roma non vuole la nostra Isola se non per sfruttarla”. Lo dice il coordinatore regionale dei Riformatori sardi, Michele Cossa.

“Renzi ha rottamato i suoi nemici ma non il vecchio modo di fare politica e di sfruttare la Sardegna – dice ancora Cossa – il governo nazionale ha soltanto debitI con la nostra Isola ma evidentemente non ha intenzione di onorarne neppure uno. E per l’ennesima volta assistiamo a tradimenti dettati da calcoli elettorali e di immagine più che dal buon senso”.

Ma, prosegue Cossa, “la vicenda del G7 ci fa capire anche altro: pure Renzi ha deciso di abbandonare al suo destino la disastrata Giunta di Francesco Pigliaru e un centrosinistra che, da quando si è insediato, ha solo bloccato la Sardegna e cercato di aumentare le tasse”.”

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Alcoa, Renzi incontra Pigliaru ma la protesta non si ferma

24 mar, 2016 0

Il presidente del Consiglio Matteo Renzi ha incontrato oggi a Palazzo Chigi il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru. Durante il colloquio si è parlato della situazione dello stabilimento Alcoa di Portovesme, ma ai delegati sindacali, in presidio a 60 metri di altezza in una piattaforma dello stabilimento, non basta.

Renzi, che si è tenuto in contatto telefonico con il Ministro dello Sviluppo Economico Federica Guidi, riferiscono fonti di governo, ha condiviso l’impegno già espresso dal governo a operare affinché rimangano aperte le prospettive di ripresa del sito e le misure predisposte, nel rispetto delle normative italiana ed europea, per il contenimento del costo dell’energia per lo smelter. Per adesso i metalmeccanici Rino Barca della cisl, Roberto Forresu cgil e Daniela Piras uil passeranno un altra notte all’agghiaccio e forse, domani, dopo 5 giorni, prenderanno una decisione.

Il presidente della regione Francesco Pigliaru ha chiesto più volte ai rappresentanti dei sindacati di scendere dal silo per proseguire le interlocuzioni con le istituzioni e portare avanti la lotta per la salvaguardia dei posti di lavoro nelle forme ordinarie, evidenziando che Il Governo ha confermato il suo impegno ad operare con determinazione affinché rimangano aperte le prospettive di ripresa del sito a partire dalla proposta all’esame di Glencore, ancora ufficialmente presente al tavolo delle trattative. I manifestanti hanno ricevuto nella serata di ieri la solidarietà di alcuni consiglieri regionali e questa mattina quella del movimento dei sindaci del Sulcis. I lavoratori e i loro rappresentanti sindacali chiedono certezze e in tempi stretti, il luogo della protesta non è certamente tra i più agevoli, con le polveri che si sollevano ogni soffio di vento, Rino Barca 59 anni, una moglie e due figli, è alla sua seconda esperienza sul silos. Roberto Forresu, 52 anni compiuti tre giorni fa a 60 metri di altezza. Daniela Piras 39 anni della Uilm forse tra i tre è quella che risente di più fisicamente della prova, ma non ha alcuna intenzione di mollare.

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