22 June, 2017
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Torre Grande, accordo tra il Comune e la Conservatoria

20 set, 2016 0

“La Torre spagnola di Torre Grande si candida a diventare uno dei luoghi più interessanti e attrattivi dell’oristanese. Grazie a un accordo, sottoscritto dal Sindaco Guido Tendas e dal Commissario della Conservatoria delle coste Giorgio Onorato Cicalò, lo storico edificio, dichiarato bene di particolare interesse culturale dal Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, sarà gestito d’intesa tra i due enti e potrà essere valorizzato e sfruttato consentendone una maggiore fruibilità.” E’ quanto spiega il COmune di Oristano in una nota.

“All’accordo si è giunti dopo che la Giunta Regionale nel 2011 adottò le misure atte a valorizzare il patrimonio costiero, affidando all’Agenzia la gestione una serie di immobili ed edifici, tra cui proprio la Torre spagnola di Torre Grande – sottolinea il Sindaco Tendas -. Il Comune di Oristano nel 2012 ne chiese l’alienazione per finalità culturali e turistiche-informative nel rispetto delle normative vigenti in materia di tutela dei monumenti di interesse storico. Uno dei primi atti della mia amministrazione fu proprio la firma dell’atto con cui la torre fu concessa al Comune, per un anno e in uso gratuito, al fine di garantirne l’apertura al pubblico e il servizio di visita guidata. Da allora è iniziato un rapporto di collaborazione tra il Comune e la Conservatoria delle coste che ha condotto all’accordo di oggi che consentirà al Comune di utilizzare l’edificio per promuovere iniziative culturali e di interesse pubblico che potranno qualificare l’offerta turistica di Torre Grande”.

L’accordo prevede che la Conservatoria delle coste ed il Comune assicurino la valorizzazione dell’edificio, garantendone l’apertura al pubblico almeno nel periodo estivo e, se le condizioni lo consentono, anche negli altri periodi dell’anno. Dovrà essere data esecuzione all’attività di valorizzazione prevista nel programma integrato che prevede l’allestimento del museo regionale delle torri costiere della Sardegna collezione “Monagheddu-Cannas”. Il Comune di Oristano, inoltre, si impegna a garantire l’apertura al pubblico da maggio a settembre secondo una programmazione oraria che sarà definita in base all’affluenza dell’utenza e alle disponibilità economico-finanziarie, oltre a eventuali aperture straordinarie durante l’anno. Dovrà essere garantito il carattere culturale, didattico, divulgativo e informativo-turistico delle iniziative ospitate, con una propensione per quelle sui temi della cultura locale, del turismo, della sostenibilità ambientale e della valorizzazione del patrimonio costiero, oltre a eventuali iniziative di carattere istituzionale su altri temi di particolare interesse pubblico promosse dal Comune.
“La Conservatoria delle coste – ha precisato Giorgio Cicalò – si impegna a mettere a disposizione il progetto di allestimento dell’esposizione sulle torri costiere relativa alla collezione Monagheddu-Cannas. Si tratta della preziosa ricostruzione di 22 torri costiere sarde in scala 1:40 che troveranno la migliore collocazione possibile nella più grande fra le torri costiere della Sardegna”.

“La Torre per molti anni è stata visibile al pubblico solo dall’esterno -. Aggiunge il Sindaco Tendas -. Negli ultimi anni saltuariamente è stata aperta per ospitare mostre, convegni e altre iniziative pubbliche. Oggi cerchiamo di gettare le basi per restituirla allea piena fruizione degli oristanesi e dei turisti che potranno conoscere una una struttura la cui costruzione, voluta da Carlo V, risale al 1535. Successivamente ha assunto il nome di Torre Grande dando il nome all’omonima borgata”.

il commissario cicalò e il sindaco tendas

“FARO E TORRE DI TORREGRANDE

Inizialmente chiamata Torre del “puerto de Oristan” (1639), solo in età sabauda assunse la denominazione attuale: “Grande de Oristan”, Torre d’Oristano e Gran Torre.
È la torre costiera più grande in Sardegna, poiché pensata già in origine come “torre de armas”, cioè come torre “gagliarda”, atta alla difesa pesante.
Pur iniziato nella prima metà del ‘500, il torrione è di concezione aragonese, come testimoniano i caratteri dell’architettura di transizione: dalla garitta in muratura sulla porta d’ingresso alla posizione delle bocche da fuoco. È dotata di cannoniere superiori in barbetta (la batteria scoperta), e di troniere inferiori, le feritoie, posizionate in casamatta (la camera coperta a prova di bomba).
Di forma cilindrica con un diametro di oltre 20 m, si sviluppa su due livelli: il primo è a circa 8 m. dal terreno, destinato quasi tutto a una grande camera, voltata, dove avevano posizione quattro grossi pezzi d’artiglieria, puntati in varie direzioni, sia verso il fiume che verso il mare. Il piano superiore è circoscritto a forma di ballatoio per contenere, attraverso varie troniere, altre armi da fuoco manovrabili manualmente.
La costruzione iniziò nel 1542, dopo le disposizioni di Carlo V nel 1535, con l’impiego di denaro della città di Oristano, ma ancora nel 1553-54 il Parlamento si lamentava della lentezza dei lavori della torre. Venne quindi ultimata dopo il 1555 grazie alle entrate legate al diritto di ancoraggio che la città di Oristano ottenne dal Viceré. L’ultimazione dell’opera è, comunque, da porre prima del 1572, anno della relazione del capitano Camos, in cui viene censita la torre.
Nonostante fosse di grandi dimensioni e in grado di ospitare una guarnigione di 20 soldati e di sostenere un assedio di qualche giorno, nel 1637, in piena Guerra dei Trent’anni, 42 bastimenti a vela francesi, comandati dall’ammiraglio Carlo di Lorena, duca di Hancourt, riuscirono a sbarcare e a depredare la città di Oristano per cinque giorni. Quindici anni più tardi, nel 1652, il governo spagnolo si liberò del gravame amministrativo della torre, cedendola insieme alle peschiere di Cabras e Santa Giusta a Girolamo Vivaldi. Nel 1684 vennero compiute opere di restauro e altre nel 1692.
Secondo la relazione del Ripol, inviato del re sabaudo, nel 1767 la torre era servita da una guarnigione composta da un alcaide (capitano), un artigliere e sei soldati; un numero pari, all’epoca, alla sola torre di Bosa. Nel 1786 sono documentati lavori di restauro e per tutto il XIX secolo si hanno notizie di opere di manutenzione che hanno garantito ottime condizioni architettoniche e statiche.
La torre venne utilizzata dal La Marmora e dal De Candia come punto geodetico per la realizzazione di carte topografiche. Accanto al fortilizio vennero costruiti dei magazzini che custodivano svariate mercanzie. Dopo lo scioglimento dell’amministrazione delle torri nel 1842 continuò ad essere presidiata come stazione semaforica. Nel XIX secolo, nella piazza d’armi, a 17 m dal suolo, fu edificata un’abitazione civile in stile neoclassico per il farista.

Fonte sito internet Regione Sardegna

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Oristano: Settimana Europea della Mobilità Sostenibile

13 set, 2016 0

Oristano è in prima fila tra i 20 comuni sardi che partecipano alla Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (SEMS). Un convegno nazionale sulle opportunità dal POR e numerose iniziative, che completano il quadro dei 100 eventi in programma in tutta l’isola, sono in programma da venerdì 16 a domenica 18 settembre.

Il programma completo dell’iniziativa sarà presentato domani ai giornalisti dal Sindaco Guido Tendas, dagli assessori comunali all’ambiente, ai trasporti e allo sport Efisio Sanna, Gianluca Mugheddu ed Emilio Naitza e dai rappresentanti delle associazioni partecipanti.

La conferenza stampa si terrà domani, mercoledì 14 settembre, alle 10,30, nella Sala Giunta del Comune di Oristano (Palazzo Campus Colonna).

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Oristano: gestione parchi di Silì, Donigala e San Martino

12 set, 2016 0

Il Comune di Oristano ha posto nuovamente in appalto la gestione dei parchi di Silě, Donigala e del San Martino a Oristano.

Alcune tra le aree verdi più importanti della città e delle frazioni potranno essere gestite dai privati. L’iniziativa è della Giunta Tendas che rilancia il piano per la valorizzazione delle dei parchi comunali.

“Il precedente bando, all’inizio dell’anno, non era andato a buon fine nonostante si fosse registrato molto interesse – spiegano il Sindaco Guido Tendas e l’Assessore Efisio Sanna -. Proprio per questo motivo lo riproponiamo accogliendo le tante sollecitazioni che abbiamo avuto. Nel frattempo abbiamo completato una serie di interventi di manutenzione che rendono i parchi ancora più fruibili e appetibili”

Domani, all’albo pretorio, sarà pubblicato il bando per l’affidamento della concessione delle aree verdi ad associazioni culturali, ambientaliste o sportive, a cooperative giovanili e/o impegnate nel sociale, nonché ad imprese artigianali e commerciali che in cambio dovranno riqualificarle e valorizzarle. La concessione avrà la durata di 6 anni. Le offerte potranno essere presentate da lunedì 19 settembre.

Tre i parchi interessati dal bando comunale: Santa Petronilla a Donigala, il più grande con una superficie complessiva di 4 ettari e 60, Sa Maddalena a Silì con una superficie di un ettaro e 30 e San Martino, nell’area compresa tra l’ospedale e il cimitero, a Oristano con una superficie di mezzo ettaro.

“Vogliamo aprire le porte all’iniziativa privata per favorire interventi di riqualificazione e valorizzazione delle aree verdi che permettano di migliorarne la fruibilità da parte dei cittadini – spiega il Sindaco Guido Tendas -. Un obiettivo che si potrà realizzare anche attraverso la realizzazione di servizi di interesse aggregativo, ricreativo e ludico/sportivo. La gestione dei parchi dovrà avvenire garantendone da un lato la custodia, dall’altro la libera fruizione da parte della cittadinanza”.

“Variamo un piano ambizioso per la gestione privata delle aree verdi di alcune delle aree verdi più importanti e frequentate – aggiunge l’Assessore Efisio Sanna -. Nella valutazione delle offerte si terrà conto della qualità dei soggetti che si candideranno alla gestione dei parchi, del progetto di valorizzazione e del canone annuo proposto al Comune. Tra gli elementi che concorreranno all’attribuzione del punteggio finale l’esperienza nel settore, l’inserimento di soggetti svantaggiati nel progetto di gestione, la qualità architettonica, paesaggistica e di sostenibilità energetica degli elementi di progetto”.

“Sarà a carico del concessionario la gestione delle aree e delle strutture e attrezzature – conclude l’Assessore Sanna -. Oltre alle attività di valorizzazione dovrà essere garantita la pulizia giornaliera, l’irrigazione e l’innaffiamento, lo sfalcio e la pulizia dei prati naturali, la potatura e sagomatura almeno stagionale degli arbusti. Dovrà essere garantita la manutenzione e la fruibilità della viabilità interna, delle panchine e dei cestini, dei cancelli e delle recinzioni dove presenti

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UNLA: “L’anarchico di Barrali”

12 set, 2016 0

Il Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano ospita, venerdì 16 settembre alle ore 17,30, la presentazione del libro di Costantino Cavalleri “L’anarchico di Barrali (quasi) 100 anni di storia per l’anarchia”, Biografia di Tomaso Serra, detto Il Barba.

Programma
Saluti: Marcello Marras
Presentazione del volume con l’autore
Coordina Giuseppe Manias

Proiezione del film
L’anarchico Tomaso Serra. Appunti per un film documentario di Massimo Lunardelli”

Costantino Cavalleri e “S’arkiviu-bibrioteka “T. Serra”
Originario di Orroli (Nuoro), Costantino Cavalleri opera principalmente a Guasila (Cagliari) nella biblioteca “S’arkiviu-bibrioteka “T. Serra”, intitolata all’anarchico di Barrali (Cagliari) che combatté nella guerra di Spagna: Tomaso Serra. L’idea de S’arkiviu-bibrioteka “T. Serra” venne concepita e socializzata verso la fine degli anni ‘70, e nel 1981 era di già realizzata. Pur originata da colui che nel tempo è poi stato il fondamentale animatore e gestore, venne socializzata nell’ambito di quella esperienza pluriforme che è stata la Collettività Anarchica di Solidarietà, fondata a Barrali a partire dai primi anni ‘60 dal militante anarchico Tomaso Serra, e trovò in quest’ultimo un valido sostenitore. Essa consisteva nel creare uno spazio, stabile nel tempo, che fungesse vuoi come centro di raccolta della memoria e del materiale documentario del movimento anarchico sardo, vuoi come punto di riferimento stabile e credibile non soltanto per i militanti libertari ed antiautoritari ma anche per i ceti del mondo subalterno isolano. Ai due fondi bibliotecari ed archivistici originari (quello del gestore, e quello di Tomaso Serra, quest’ultimo dichiarato, dopo il suo decesso avvenuto nel 1985, di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza Archivistica per la Sardegna) si sono così aggiunti (per donazione volontaria) diversi altri fondi personali di noti e meno noti anarchici sardi (Pietrino Arixi, di Villasor; Giovanni Tolu, di Sassari; ecc.) e si è raccolto il materiale di diverse situazioni del variegato movimento anarchico operante nell’isola (Macomer, Ovodha, Aritzo-Belvì, ecc.) fin dai tempi della costituzione di quella che allora si denominava Arkiviu-bibrioteka de kurtura populari (fu dopo la scomparsa di Tomaso Serra che la struttura venne a lui intestata). Il costante acquisto delle novità librarie, dei periodici, di biblioteche personali di militanti spesso sconosciuti ma anche noti a livello internazionale per lo spessore culturale (Alfredo M. Bonanno, ad es.), si è manifestato essere la politica di fondo che in un solo quarto di secolo ha potuto dar vita alla struttura attuale, senza dubbio unica in Sardegna, e che si proietta a livello internazionale come uno dei centri più significativi di documentazione (non facilmente reperibile) sulla storia dei movimenti anarchici e libertari, operai, rivoluzionari con una particolare attenzione anche a quelle che gli antropologi culturali definiscono culture subalterne. Il recente ingresso nel Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN), con l’adesione al Polo Sardegna sotto la Guida della R.A.S., ha aperto la strada oltre che alla valorizzazione della struttura e del materiale posseduto, all’inizio almeno della catalogazione delle monografie (son poco meno di 9 mila quelle ad oggi effettuate su di un patrimonio presumibile di 13-15 volumi, inclusi gli opuscoli), dei periodici e Numeri Unici (l’emeroteca consta di circa 2 mila testate), e della loro definitiva sistemazione per una più razionale ed immediata rintracciabilità più consona alle richieste dell’utenza. Rimane da “scoprire”, catalogare e sistemare per renderlo fruibile all’utenza, l’immenso materiale grigio posseduto, la collezione di manifesti, volantini, da-tze-bao (spesso olografi), ed infine i fondi archivistici personali; ma si è sulla strada giusta … Meta di militanti ma soprattutto di laureandi, studiosi, ricercatori in discipline politiche e sociali, e dei movimenti rivoluzionari, l’Arkiviu-bibrioteka “T. Serra” non si è mai, però, voluta cristallizzare in struttura museale, semplicemente, ma al servizio bibliotecario ha da sempre affiancato la produzione creativa di testi, la riproposizione di materiali spesso inediti da decenni e non più rintracciabili nel circuito commerciale, e l’editoria di opere di autori contemporanei appartenenti alle culture subalterne, isolane e non (il catalogo delle edizioni tuttora disponibili sarà pronto a breve, per eventuali richieste. Tra l’altro è in progetto una proposta alle biblioteche sarde, per un “blocco” editoriale particolarmente vantaggioso grazie a consistenti sconti sul prezzo di copertina). La gestione della struttura è ora in mani della omonima associazione culturale, e per il sostegno finanziario si basa sui contributi dei soci, dei simpatizzanti, dei sostenitori, nonché di contributi Regionali (per l’incremento del materiale bibliotecario e delle strutture connesse all’erogazione del servizio agli utenti), di contributi Ministeriali (per la catalogazione delle monografie e per strumenti informatici necessari), ed in buona parte del costante contributo e dell’opera del suo ideatore e principale sostenitore (nonché uno dei gestori attuali) Costantino Cavalleri. Infine, grazie ancora all’intervento della RAS, si è iniziata la catalogazione (in SBN) dei periodici e Numeri unici, e si aprono concrete prospettive per proseguire nel lavoro di scoperta e valorizzazione del restante materiale posseduto.

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Giovani: quante aziende hanno aperto nel 2016 in Sardegna?

7 set, 2016 0

Nei primi 6 mesi del 2016, in Italia sono nate 65 mila imprese gestite dagli under 35.
Una su tre è in mano alle giovani donne, una su cinque in mano a ragazzi stranieri.
I dati sono stati elaborati dalla Camera di Commercio di Milano che pubblica anche i numeri che riguardano la Sardegna.
Nel dettaglio, da Gennaio a Giugno a Cagliari e Nuoro sono state avviate rispettivamente 610 e 248 imprese gestite da giovani. Sono invece poco meno di 1500 le nuove attività sul territorio di Cagliari, e 572 quelle del nuorese, con a capo persone che hanno più di 35 anni.
Nella provincia di Sassari sono state aperte oltre 500 imprese giovanili, solo 98 a Oristano. Sono 1200 le persone con più di 35 anni che nei primi sei mesi di quest’anno hanno avviato nel capoluogo turritano un’attività in proprio. 236 A Oristano.
L’imprenditoria femminile a Cagliari è più presente rispetto alle altre province: sono infatti 447 le aziende in rosa del capoluogo contro le 188 e le 75 di Nuoro e Oristano. Numeri che subiscono un incremento nel sassarese fino a quota 352.
Dello stesso tenore, i dati che parlano di giovani imprenditrici. Tra Gennaio e Giugno sono 204 a Cagliari.
A Nuoro e Oristano si registrano rispettivamente 79 e 31 imprese di questo tipo, a Sassari 77.
I dati che riguardano gli stranieri possessori di partita iva non superano i 64 di Sassari. Seguono i 54 di Cagliari, i 18 di Nuoro e i 9 di Oristano.

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Rientro da Rio 2016, le parole di Stefano Loddo

24 ago, 2016 0

Di rientro dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, Stefano Loddo, tecnico della Nazionale Italiana di Canoa esprime una riflessione. Un sesto posto alla finale K1 200 metri maschile del suo atleta Manfredi Rizza, il sogno del podio che si allontana, ma non è una fine: è un punto di prtenza.
Un’analisi sul lavoro di tecnico in nazionale e nei canottieri Ticino Pavia, già cosi giovane, solo 32 anni.
E poi i ringraziamenti a quanti si sono avvicinati al suo percorso, al sogno a cinque cerchi.


“Che dire: purtroppo nella gara per le medaglie, Manfredi ha anticipato il blocco, sbattendoci sopra e perdendo pochi centimetri importanti che poi, in aggiunta anche ad una gara senza sbavature degli avversari, son costati cari. Probabilmente non saremmo stati in lotta per i due metalli più preziosi ma rimane un po’ di amaro in bocca perché chissà, il terzo posto sarebbe potuto esser abbordabile. Non me la prendo col mio atleta, anzi, lo vedo come un atto coraggioso, questo “errore”. Ha provato un gesto atletico particolare, assumendosi un rischio elevatissimo. Ha provato ad “anticipare”. Noi lo chiamiamo anticipo anche se in realtà, quando questo “giochetto” va a buon fine, si centra il timing perfetto con l’abbassamento del blocco di partenza. Questo ti fa guadagnare centimetri molto importanti al fine della competizione contro altri atleti. Il punto è che con i se e con i ma, la storia non si fa, quindi stop.

Partiamo da qui. Partiamo da un’Olimpiade. Mi fa sorridere se penso a quando, otto anni fa, ancora un po’ scottato dall’essere obbligato a smettere la carriera da atleta, ho cominciato ad allenare. L’olimpiade è sempre stato un sogno prima ancora di essere un obiettivo. Quando ho cominciato la carriera da allenatore, il mio spirito di competizione, la natura umana e la legge dello sport, oltre ad una passione che da sempre mi lega a questo sport, mi hanno portano inevitabilmente ad ambire quanto più in alto possibile. Senza presunzione, con rispetto, molta umiltà, dedizione e determinazione. Stesse caratteristiche che negli anni ho provato (spero con buoni risultati) a trasmettere ai miei atleti di club come anche di nazionale. È strana come sensazione, quella di non essere pienamente appagati dal sesto posto su scala planetaria ma riguardando i dati registrati dai gps e dai sistemi di telemetria del percorso, è emerso che Manfredi ed il francese (argento) hanno raggiunto il picco di velocità massima, superiore a tutti gli altri. Vuol dire che fisicamente c’eravamo, che eravamo veloci nonostante fossimo i più giovani (lui tra gli atleti della finale ed io tra i tecnici di tutto il panorama canoistico internazionale). Dobbiamo lavorare ancora. Come abbiamo sempre fatto. In silenzio e con la determinazione che caratterizza gli sport che io considero “di fatica” o, forse, di tutti gli sport considerati (ingiustamente) “minori”.

D’obbligo sono i ringraziamenti: Ai Presidenti Societari che ho incontrato nel mio cammino e che mi hanno permesso di allenare nelle migliori condizioni possibili. Al Medico dello Sport, il Dott. Marco Vescovi, il quale a più riprese, mi ha dato un sostegno scientifico e metodologico (ma non solo) costante. Ai tecnici dei settori giovanili: Marco, Giovanni (ora in Libano per un rispettosissimo progetto personale) e Michela (fortissima triatleta ed ironman). Ai genitori di tutti gli atleti della società ed ai supporters della Canottieri Ticino Pavia (anche quelli acquisiti in Sardegna, ovvio). Al mio primo Allenatore Gianmarco (CNO) che mi ha spinto sempre, anche da atleta, ad incuriosirmi di più, costantemente. A tutti gli amici, alla mia famiglia ed a lui, al supporter numero 1: il mio nipotino Riccardo.”

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Vandalismo e baby-prostituzione per ricarica telefonica

23 ago, 2016 0

Accade che il passato ritorna a cicli periodici e costanti. Le prime avvisaglie gli abitanti del centro storico di Oristano, le hanno già viste da tempo ma, si sperava fossero occasioni mancate di buone educazione di taluni adolescenti in libera temporanea uscita. Lo si era già vissuto cinque anni fa circa.

Lo scenario privilegiato è sempre il centro storico. Zona birreria, Santa Chiara, piazzetta Tre Palme: ambiente tranquillo di abitanti silenziosi, spesso disturbati da qualche locale dai toni poco sotto controllo, dal fumo o i profumi di qualche ristorante-pizzeria che si impongono nelle case altrui ma, di fatto, nulla di più.

Da qualche tempo però, rompe lo stagnante silenzio un certo vociare di bestemmie e sospiri hard, di vandalismi e bombolette spray, di fumi esotici e bevande che “scaldano”.

I protagonisti, neppure a dirlo, piccole bande di adolescenti ancora in età scolare dell’obbligo, dagli 11 ai 14 anni, che “rompono la noia” o “arrotondano la paghetta” con chiacchiere poco pudico-sperimentali ed “intrattenimenti” a pagamento, bordo strada: un’intimità pubblica consumata fra una porta di un appartamento ed un auto parcheggiata. Tutto sotto l’occhio di costernati abitanti del centro storico, passanti, finestre di clausura e di cittadini sgomenti per il tanto ardire.

Ore pomeridiane di genitori ignari ancora a lavoro, di figli forse abituati ad avere molto e poco consapevoli di ciò che stanno veramente facendo. Di figlie che si vendono per una ricarica telefonica!

Figli uguali a quelli di ciascuno di noi. Non marziani. Figli di cui sappiamo poco. Forse tranquillissimi a casa, ma che celano un disagio e disorientamento che non promette nulla di buono.
Squarci di una apparente tranquillità indifferente, di una eterna Twin Peaks che si rinnova:Oristano.

Emergere allora, un volto orrido di una città che ami ma che non ti piace così, che ti rifiuti di riconoscere pur davanti alle prove documentali. Una Oristano in cui periodicamente le Forze dell’Ordine scoprono case chiuse, in cui la prostituzione domiciliare impera quasi quanto lo spaccio di droga, in cui l’alcoolismo giovanile avanza, ed in cui non ti aspetti che dodicenni offendano la città con atti di vandalismo annoiato o svolgano prestazioni sessuali on the road in pieno pomeriggio e sotto casa tua.

I cittadini protestano scorati, senza troppe speranze e stanchi di segnalare alle Forze dell’Ordine la necessità di maggior controllo. Avvisare le famiglie? “Siamo stanchi, ci riferiscono alcuni cittadini che ci segnalano il disagio, di dover avvisare famiglie di genitori ignari di quanto fanno i loro figli. Di genitori che localizzano i cellulari per sentirsi tranquilli ma non sanno, in verità, cosa fanno realmente. Ci sono genitori poi, che riusciamo ad avvisare e ci ringraziano. Altri, come è accaduto anni fa, o non rispondono alla segnalazione o ci intimano di non ledere la privacy dei loro figli. Siamo disarmati ed in balia di ragazzini a briglia sciolta.”

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Rio 2016, canoa: una finale che parla sardo

20 ago, 2016 0

Ha 32 anni Stefano Loddo, tecnico della nazionale di canoa che allena Manfredi Rizza. L’atleta si è aggiudicato l’accesso alla finale olimpica della K1 200 metri maschile.
In Italia Stefano Loddo è impegnato nei canottieri Ticino Pavia ma la sua formazione la si deve al Circolo Nautico di Oristano, prima casa anche dell’azzurro Stefano Oppo.
In quest’esperienza alle Olimpiadi di Rio sono tante le emozioni e le sensazioni che si vivono.

Abbiamo raccolto la testimonianza di Stefano dopo la gara che ha consentito a Manfredi Rizza di accedere alla finale.

“Il Lavoro che abbiamo fatto negli ultimi anni è stato davvero tanto, duro ed incastrato (a volte con fatica) con gli studi di ingegneria meccanica cui Manfredi si è laureato.
Le sensazioni che si vivono sono ogni volta diverse e comunque tutte fanno ubriacare la mente e, durante la gara, fan tenere il fiato, quasi in apnea. Per tutti e 35 i secondi.
Abbiamo lavorato tanto e senza guardare l’orologio, solo concentrati sull’obiettivo. Ai tempi in cui siamo partiti con questo progetto targato Canottieri Ticino e Fick, non volevamo la qualifica olimpica, non pensavamo alla finale.
L’obiettivo è sempre stato essere più forti del test precedente, della gara precedente, dell’anno precedente.
Tanti lavori in palestra prima che l’alba bussasse alla porta e tante, tantissime delusioni.
Tanti quarti posti quando si puntava al podio. Tanti argenti quando si poteva mirare all’oro.
Ma forse è quello ciò che ci ha dato la forza per continuare sempre più determinati.
La mia fortuna è che la testa di Manfredi è come le centraline delle auto da corsa. Imposti il setting, modifichi il motore e sei quasi sicuro che in gara non succedono brutti scherzi.

Le emozioni poi passano attraverso il circolo nautico di Oristano, da quel sogno che avevo quando ero ancora bambino ed atleta.
Le fatiche, anche quelle da atleta, passano sempre da quella società pseudo sgangherata che nel tempo e grazie agli sforzi di presidenti, dirigenti , famiglie ed allenatori (un ringraziamento va anche a Gian Marco patta, dal quale ho preso l’estrema puntigliosità) si e strutturata ed ora può sognare, senza doversi allontanare dall’isola come ho fatto io (ed anche Stefano Oppo del canottaggio).”

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Antonello Pinna Merit Award 2016: 10 studenti candidati

19 ago, 2016

Sono 10 i neodiplomati del Liceo Scientifico di Oristano che concorrono all’assegnazione della “Borsa di Studio Antonello Pinna per Meriti Scolastici – 2016” , denominata “Antonello Pinna Merit Award 2016”.

I candidati sono 6 ragazzi e 4 ragazze di eta’ compresa tra i 18 e 19 anni tutti nati in Italia con l’eccezione di una candidata nata in Ucraina, e provenienti dalle ultime classi del Mariano IV d’Arborea inclusa la sede staccata di Ghilarza. Hanno riportato tutti un voto di maturita’ di 100/100, tre di loro hanno ottenuto anche la lode.

Il premio, della somma di tremila euro, e’ stato istituito dal professor Graziano Pinna, nato a Oristano, e attualmente Professore Associato presso la University of Illinois at Chicago, USA e Visiting Professor all’Universita’ degli Studi di Cagliari ed e’ dedicato alla memoria del fratello Antonello, studente del Liceo Scientifico Mariano IV di Oristano, scomparso ad appena 27 anni.

Pinna aveva annunciato l’assegnazione della Borsa di Studio che avrà una cadenza annuale come omaggio alla città, in occasione del riconoscimento “Stella d’Argento – Oristanesi nel Mondo 2016” , consegnatogli dal Sindaco Guido Tendas.

“La borsa di studio vuole essere un contributo per facilitare gli studi ad uno studente meritevole e per premiare l’eccellenza dei nostri studenti” – Afferma Graziano Pinna – “I partecipanti al bando, nelle lettere di autopresentazione, dimostrano di avere le idee ben chiare sulla direzione da intraprendere nella prosecuzione dei loro studi. Alcuni si sono anche gia’ iscritti all’Universita’.” Pinna si è reso disponibile anche ad incontrare i ragazzi qualora abbiamo bisogno di chiarimenti nella scelta dei corsi universitari. “Il mio intento rimane il modesto tentativo di contribuire a ispirare e motivare gli studenti a crescere e progredire nella loro carriera”, spiega ancora Pinna.

Le domande sono al momento all’esame della commissione composta da quattro sardi residenti all’estero che proporranno a Graziano Pinna la loro opinione, una votazione e una indicazione sulla scelta del vincitore.

Da ricordare che l’assegno è destinato a uno studente di nazionalità italiana o straniera, diplomatosi al Liceo Scientifico “Mariano IV d’Arborea” e iscritto/a al primo anno di un corso di studi universitari. L’assegnazione della borsa di studio è prevista per un solo anno e non è rinnovabile. Il beneficiario della borsa di studio sarà individuato attraverso la graduatoria che terrà conto di: condizioni economiche; voto di Maturità; certificate attività di volontariato; lettera di raccomandazione di tre insegnanti; lettera di auto presentazione del candidato, riportante le motivazioni, gli interessi, le passioni e il percorso di studio e il progetto di vita che lo hanno indotto a scegliere il corso universitario a cui iscriversi. Tra i criteri di esclusione, la partecipazione in attività di bullismo o violenza e infine conflitti d’interesse quali parentele con la commissione esaminatrice e i professori.

La cerimonia di premiazione e’ stata fissata per sabato 3 Settembre 2016 alle ore 11:00 presso l’aula magna del Liceo Scientifico Mariano IV d’Arborea ad Oristano. Il dirigente Luigi Roselli fara’ gli onori di casa. Sarà il Professor Graziano Pinna a conferire direttamente al vincitore l’attestato e l’assegno della borsa di studio.

Tra le autorità invitate alla cerimonia, ci sono il sindaco Guido Tendas e l’Arcivescovo Ignazio Sanna. Previsto anche l’intervento di un insegnante del Liceo Scientifico in rappresentanza dei tanti che hanno scritto le lettere di raccomandazione in supporto dei candidati, previste dal bando.

La commissione esaminatrice per l’edizione 2016 del premio e’ composta da cinque sardi residenti all’estero. Oltre al Professor Pinna, ne fanno parte :

Alberta Lai, Direttrice del Italian Cultural Institute of Chicago, nata a Cagliari e laureata in lettere classiche all’Universita’ di Cagliari, master in didattica dell’italiano a stranieri presso l’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia, specializzata in paleografia e codicologia greca presso la Scuola Vaticana di Paleografia e un dottorato in filologia classica presso l’Universita’ di Urbino. Dopo un’esperienza decennale come docente di latino e greco nei licei classici di Iglesias, Carbonia e Cagliari ha ricoperto per 5 anni l’incarico di lettore di lingua e cultura italiana presso l’Universita’ d’Islanda a Reykjavik. Come funzionario del Ministero degli Affari Esteri e’ stata addetto culturale presso l’Istituto Italiano di Cultura di Oslo, direttore dell’Istituto Italiano di Cultura di Vancouver e dall’autunno 2015 dirige l’IIC di Chicago.

Eugenio Perrier, Global Chief Marketing Officer di Sabra Diping Co a New York. Nato a San Gavino Monreale e laureato in Economia e Commercio all’Universita’ degli Studi di Cagliari, MBA al MIP Politecnico di Milano. Prima dell’attuale ruolo, ha vissuto a Parma, Svezia, Chicago lavorando per oltre 22 anni alla Barilla, sviluppando strategie e piani di marketing in numerosi Paesi (Italia, Svezia, Germania, Paesi Bassi, USA, Canada, Mexico, Brasile, etc). E’ membro ed attivo partecipe alle attivita’ dell’Accademia Italiana della Cucina dal 2001. Pratica ciclismo e corsa avendo completato 3 maratone (Chicago e due volte Boston).

Mario Macis, Professore Associato di Economia alla Johns Hopkins University, insegna microeconomia, economia delle organizzazioni e economia delle politiche pubbliche, ed e’ direttore del Master in Health Care Management. Nato a Cagliari e cresciuto tra Samugheo e Oristano, si e’ laureato in Discipline Economiche e Sociali alla Bocconi, dottorato in Economics alla University of Chicago. La ricerca del professor Macis si concentra su global health, economia del lavoro e su temi all’intersezione tra economia, sanita’ e bioetica. Mario Macis e’ anche Associate Faculty all’Armstrong Institute della Johns Hopkins School of Medicine, e Faculty Research Fellow al National Bureau of Economic Research, ed e’ stato consulente della Banca Mondiale, della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo.

Sandro Corso, dirigente dell’Ufficio Scolastico presso il Consolato Generale d’Italia a Chicago, nato a Cagliari, 2 Lauree Univ. di Cagliari, M.A. Univ. Venezia Ca’ Foscari, PhD Univ. di Edimburgo. Le sue pubblicazioni comprendono studi sulla letteratura di viaggio The Invention of Sardinia”, la nozione di ambiguità e fantastico nella letteratura Europea “Il Manifestarsi dell’Ambiguo”, oltre a vari articoli sulla letteratura di viaggio, la didattica delle lingue e Pasolini. I suoi più recenti interessi di ricerca si estendono alle attuali declinazioni della questione della lingua ed alla glottodidattica dell’italiano.

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Strade, sanzioni in calo a Cagliari e Sassari

3 ago, 2016 0

Sanzioni in calo per gli automobilisti che transitano sulle strade di Cagliari e Sassari. In aumento invece, per quelli che guidano a Oristano e Nuoro.
I numeri sono quelli raccolti dal cervellone telematico del Siope, il Sistema informativo delle operazioni degli enti pubblici.
Il sistema informatico raccoglie ed elabora gli incassi dei singoli comuni italiani. Nei primi 6 mesi del 2016 i principali comuni sardi hanno incassato cifre totalmente differenti tra loro e che provengono dalle infrazioni commesse dagli automobilisti alla guida.
Il vigili urbani del Comune di Cagliari hanno strappato sanzioni per un milione e 659 mila euro circa, un milione in meno hanno registrato i colleghi di Oristano. A Sassari gli automobilisti sono stati sanzionati per 548 mila euro. A Nuoro sembra che i guidatori siano più disciplinati: nel centro barbaricino sono state comminate multe per un totale di 13 mila euro. Rispetto allo stesso periodo del 2015, i numeri registrano un calo a Cagliari e Sassari, rispettivamente al 50° e 84° posto nella classifica nazionale. Un incremento invece si è registrato a Oristano e Nuoro, distanti nella classifica italiana: la prima è al 21° posto, la seconda al 102°.

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