21 October, 2017
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Nuoro: Il perineo. Prevenzione/educazione e cura.

5 lug, 2016 0

Si svolgerà giovedì 7 luglio, presso l’Unità Operativa di Ginecologia e Ostetricia del Presidio Ospedaliero San Francesco di Nuoro, diretta dal Dott. Angelo Multinu, la giornata mondiale della salute della donna dal titolo “Donna = Disagio? Mai più!”.

Anche stavolta è l’AIUG (Associazione Italiana di Urologia Ginecologica e del Pavimento Pelvico) a promuovere il WWPC, World Women Perineal Care.

La Struttura del San Francesco sarà aperta GRATUITAMENTE al pubblico per una giornata, per fornire informazioni a tutte le donne su “Il perineo: prevenzione/educazione e cura”

Sarà dunque possibile avere le migliori informazioni su:
1) Il Perineo che cos’è? Fasi di mutamento biologico nel corso della vita di una donna
2) Disordini perineali e alterazione dell’equilibrio psico fisico
3) Fattori di rischio e Sintomi
4) Corretto stile di vita
5) Piano terapeutico e riabilitativo

A tal fine giovedì 7 luglio, dalle ore 9.00 alle ore 13.00 il reparto di Ginecologia e Ostetricia apre le porte alla cittadinanza, per fornire informazioni a tutte le donne ed effettuare visite gratuite, previa prenotazione al numero 0784 240240.

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La Giornata Mondiale del Sangue. I numeri della Sardegna

14 giu, 2016 0

Si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata del Sangue. L’obiettivo è arrivare a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della donazione. La nostra regione è la terza in Italia per numero di donazioni ma l’alto numero di pazienti talassemici. Tradotto in numeri, in Sardegna sono presenti 49,8 donatori ogni 1000 abitanti, la media nazionale è di 42.
L’indice di consumo però eccede: ogni 1000 abitanti sono necessarie 66 sacche di sangue. Ecco che si rende necessaria quindi, l’acquisizione di sacche da altre regioni.
Durante il 2015 sono stati 82 mila i donatori a fronte di 105 mila richieste di trasfusioni.
In media sono 1000 i donatori che in un anno si recano al Centro Raccolta Sangue di Quartu, dopo i controlli risultano idonee circa 450 persone.
Lo slogan della Giornata Mondiale del Sangue 2016 è “Blood connect us all”, il sangue ci mette in relazione. Lo slogan italiano è “Condividi la vita, dona il sangue”.

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Mamme a confronto a Sassari. Le vostre foto

17 mag, 2016 0

C’erano anche le mamme partite da Oristano a Sassari, dove durante il fine settimana scorso si è tenuto il secondo Raduno dei gruppi sardi da mamma a mamma.
L’evento è stato organizzato dal Consultorio Familiare di Sassari con il patrocinio della Commissione pari opportunità del Comune turritano, del Collegio Interprovinciale delle Ostetriche di Sassari e Olbia–Tempio e delle Asl Oristano e Carbonia.
All’iniziativa ha partecipato anche il dottor Michele Grandolfo, direttore del reparto Salute della donna e dell’età evolutiva dell’Istituto Superiore di Sanità.

L’allattamento è uno dei temi su cui maggiormente si discute: allattare o no al seno? Per quanto tempo? Tante le mamme che hanno avuto la possibilità di confrontarsi anche su questo tema.

Sfoglia le foto inviate a IllaTv da Barbara Marras



A Sassari si è così tenuta la seconda edizione di un evento che accomuna tutte le madri. L’appuntamento è nato “per permettere alle neomadri di conoscersi e confrontarsi sui temi della genitorialità e di scambiarsi le reciproche esperienze e conoscenze: lo scorso anno – spiega la Asl 5- erano state le mamme appartenenti al gruppo di mutuo aiuto di Oristano, nato nel 2010 all’interno del Consultorio familiare, a dare vita al primo raduno dei gruppi sardi.”

Tramandare i saperi sulla maternità, riscoprire le tradizioni che le nonne conoscevano e utilizzavano per crescere i loro figli, far riemergere le loro intrinseche potenzialità di dare alla luce, allattare e accudire i loro piccoli. «Sempre maggiori evidenze scientifiche – spiega la dottoressa Maria Antonietta Grimaldi, pediatra del Consultorio di Oristano – mostrano quanto sia fondamentale e inalienabile il ruolo materno nel promuovere e tutelare la salute dei bambini e della comunità tutta, a breve e lungo termine».

“A Oristano- si legge ancora sul sito della Asl 5- il gruppo da mamma a mamma ha istituito un apposito momento di incontro e confronto, lo “Spazio mamme”: le madri, che possono portare con sé i propri piccoli, si riuniscono tutti i lunedì dalle ore 10 alle 12 presso il Consultorio familiare di Via Carducci 41, per affrontare, di volta in volta, un argomento diverso, con il supporto e la consulenza delle figure consultoriali.”

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Tre ospedali sardi al top su “dove e come mi curo”

12 mag, 2016 0

“L’ospedale “San Martino” di Oristano, ma anche il “Delogu” di Ghilarza e il “Mastino” di Bosa sono strutture al top nella cura di diverse patologie. A dirlo è il monitoraggio del portale “Dove e come mi curo”- si legge nella nota stampa della Asl 5 che pubblichiamo integralmente- un sito indipendente che, incrociando i dati provenienti da ben 1372 strutture pubbliche e private accreditate e con il supporto di uno staff medico-scientifico di alto profilo, ha stilato una classifica nazionale che indica quali siano i migliori ospedali italiani, prestazione per prestazione.

Scorrendo la classifica, si scopre così che il “San Martino” di Oristano è promosso a pieni voti nel trattamento della cistifellea, grazie all’alta percentuale di interventi (il 45%) di colecistectomia laparoscopica eseguiti in regime di ricovero diurno (day surgery) dall’Unità Operativa di Chirurgia guidata dal dottor Gianfranco Porcu. La brevità delle degenze post operatorie conferma l’appropriatezza degli interventi: al “San Martino” ben l’88 per cento dei pazienti che hanno subito questo tipo di operazione vengono dimessi entro 3 giorni.

Fra le eccellenze del nosocomio oristanese anche quelle dell’Unità Operativa di Cardiologia, diretto dal dottor Antonio Caddeo. A far guadagnare il massimo dei voti al reparto è la tempestività con cui si eseguono gli interventi di angioplastica coronarica, un’operazione salvavita che permette di bloccare l’infarto nelle fasi iniziali riducendo i tassi di mortalità. A conferma dell’alta qualità delle prestazioni cardiologiche è anche la bassa percentuale (poco più dell’1 per cento) dei pazienti colpiti da infarto che hanno bisogno di essere ricoverati nuovamente nei due giorni successivi alle dimissioni.

Nei posti alti della classifica nazionale è anche l’Unità Operativa di Ortopedia e Traumatologia guidata nel 2014 (anno delle rilevazioni) dal dottor Andrea Ruiu, attuale Direttore sanitario della Asl 5, ed oggi dal dottor Paolo Sanna. In questo caso, il metro per misurare sicurezza e appropriatezza delle prestazioni è la rapidità con cui vengono effettuati gli interventi per la frattura del collo del femore, in quanto minore è il tempo che intercorre tra il trauma e l’operazione, minore è il rischio di morte o disabilità del paziente. Al “San Martino” nel 2014 ben il 62 per cento degli interventi sono stati eseguiti entro due giorni dalla frattura, un dato che nel 2015 ha raggiunto l’80 per cento. Altra dato al di sopra degli standard non solo nazionali, ma anche internazionali, è l’alto volume di interventi: 207 quelli eseguiti nel 2014, un numero che attesta un elevato grado di esperienza dei professionisti oristanesi.

Il “San Martino” viene promosso a pieni voti, infine, nel trattamento dei tumori all’apparato riproduttivo femminile (ovaio e utero): l’alto volume di interventi chirurgici effettuati dai medici dell’Unità di Ginecologia e Ostetricia diretta dal dottor Antonio Onorato Succu colloca l’ospedale oristanese fra quelli più virtuosi in Italia.

Anche il “Delogu” di Ghilarza vanta delle eccellenze. Il nosocomio del Guilcer si attesta al di sopra della media nazionale nel trattamento dello scompenso cardiaco assicurato dall’Unità Operativa di Medicina, di cui è responsabile il dottor Antonello Cossu. A misurare l’efficacia delle cure è la mortalità a trenta giorni dal ricovero, mortalità che qui si attesta al 5 per cento, una bassa percentuale che, in misiura inversamente proporzionale, indica un’alta ed efficacia delle cure. Il monitoraggio nazionale colloca l’ospedale di Ghilarza al top anche per ciò che riguarda il numero di interventi di legatura o stripping delle vene degli arti inferiori, operazioni programmate effettuate dai professionisti dell’Unità Operativa di Chirurgia, guidata dal dottor Alessandro Baccoli.

Soddisfacenti i risultati registrati dall’ospedale “Mastino” di Bosa per ciò che riguarda il trattamento chirurgico dei tumori del sistema endocrino: il volume di operazioni effettuate nel nosocomio della Planargia è tale da decretarne il posizionamento nella parte alta della classifica nazionale.

«I risultati del monitoraggio nazionale effettuato dal portale “Dove e come mi curo” – commenta il Commissario Straordinario Maria Giovanna Porcu – mettono in luce diversi punti di forza dei nostri presìdi ospedalieri, dando merito alla nostra Azienda del grande impegno organizzativo e professionale. Contrariamente ai luoghi comuni, la rilevazione fa comprendere che le eccellenze sono presenti anche nelle nostre realtà e che spesso non è necessario intraprendere lunghi e costosi spostamenti per trovare servizi di qualità che magari sono molto più vicini a noi di quanto si creda».”

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Come cambierà la sanità sarda dal 1° Luglio 2016

4 mag, 2016 0

Prosegue la riorganizzazione sanitaria della Sardegna. Cambia il modello organizzativo: nasce l’Azienda Sanitaria Unica Regionale.

Riduzione dei costi del 30%, un solo bilancio, un solo sistema di controllo ed un collegio di revisori dei conti anziché 8.
La rivoluzione della Sanità sarda si concretizza ufficialmente il 1° luglio prossimo, dopo il passaggio in Consiglio Regionale del Disegno di Legge approvato dalla Giunta Pigliaru nella giornata di ieri. Nasce così l’Azienda Sanitaria Unica Regionale, l’Asur. A partire dalla stessa data e per i successivi 6 mesi, i bilanci dovranno allinearsi.
Di “razionalizzazione e maggiore efficienza” parla l’Assessore alla Sanità Luigi Arru. Il Governatore Francesco Pigliaru si dice pronto ad ascoltare le forze dell’opposizione per migliorare la proposta.
Entro il 30 giugno dovrà essere nominato un direttore generale, a partire da quel momento ed entro i 18 mesi successivi è prevista una verifica dei risultati raggiunti. In caso di esito positivo, la conferma del direttore entro tre mesi dalla scadenza del termine.
Con l’Asur scompariranno le attuali Asl, ma nasceranno 8 Aree socio-sanitarie locali che rispetteranno il Piano di Riordino territoriale della Regione. In una prima fase di prima applicazione e fino alla completa adozione del piano, le aree coincideranno con le attuali asl.
Con l’Azienda Sanitaria Unica Regionale nascono anche l’azienda ospedaliera Brotzu, le due ospedaliero-universitarie di Cagliari e Sassari e l’Azienda regionale dell’emergenza-urgenza.
Confermate le funzioni dell’Areus, “una garanzia- ha spiegato Arru- per i sardi per le patologie tempodipendenti come l’infarto che necessitano di pronto intervento”.

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Cagliari: salute, inaugurata l’Accademia del cittadino

12 apr, 2016 0

Salute, il cittadino protagonista con il progetto di Regione e Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari.
Alleanza tra pazienti e istituzioni. Rinaldi e Pilloni: cancelliamo la parola malasanità.

“L’Accademia del cittadino è una realtà. È stato inaugurata ieri pomeriggio dall’assessore della Sanità Luigi Arru, nell’Aula Thun dell’ospedale Microcitemico a Cagliari, l’Accademia del cittadino, nome provvisorio per un importante progetto di Regione e Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari: pazienti, familiari di pazienti, associazioni di tutela lavoreranno fianco a fianco agli operatori per fare buona sanità. Si parte con un periodo di formazione e poi subito al lavoro per cambiare davvero il modo di intendere e rapportarsi al pianeta salute.

Al progetto partecipano 25 rappresentanti di altrettante associazioni, che hanno deciso di mettersi al servizio della collettività. Queste 25 persone saranno prima formate (i corsi iniziano domani mattina) da professionisti del settore e poi saranno coinvolti nei percorsi di qualità, umanizzazione e sicurezza delle cure.

«Vogliamo bandire per sempre la parola mala sanità – ha detto Oliviero Rinaldi, direttore sanitario dell’Azienda ospedaliero universitaria di Cagliari – e questo lo faremo partendo dal punto di vista del malato e dei familiari del pazienti. Lavoreremo fianco a fianco per migliorare e crescere insieme».

L’obiettivo, dunque, spiega Rita Pilloni, Risk Manager dell’assessorato della Sanità, «è formare i rappresentanti di associazioni di pazienti e di tutela dei cittadini della Sardegna sui temi della salute e della sanità. In questo modo svilupperemo una rete di persone capaci di interloquire a livello regionale e locale per migliorare la qualità delle cure, la gestione del rischio clinico e della sicurezza dei pazienti. Inoltre favoriremo la comunicazione fra le strutture assistenziali e le forme associative dei malati, oltre che di facilitare un ruolo attivo e consapevole del paziente nella gestione del suo percorso di cura».”

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Primo Soccorso Pediatrico a Cagliari. Ingresso libero

29 mar, 2016 0

“Sabato 2 aprile allo Spazio eventi al 1° piano della Mem Mediateca del Mediterraneo, dalle ore 9.30 alle ore 12.30 si terrà il Corso di Primo Soccorso Pediatrico.

Annegamento, disostruzione, convulsioni febbrili, trauma cranico e ustioni. Come bisogna comportarsi di fronte a queste piccole o grandi emergenze? Un medico specializzato ci insegnerà misure di prevenzione, tecniche, posizioni, miti da sfatare.

Sono invitati genitori, nonni, insegnanti, educatori, istruttori sportivi, ristoratori e chiunque voglia essere in grado di intervenire in situazioni di emergenza.

Il Corso di Primo Soccorso Pediatrico è promosso dalla Fondazione Benessere Donna ONLUS.
Per ulteriori informazioni www.bimbiemamme.it
Ingresso libero”

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Sassari, nascono i Punti Salute della Comunità

29 mar, 2016 0

Disagio ed emarginazione possono essere combattuti grazie al contributo di infermieri e portieri di comunità. L’accordo siglato tra il Comune e la Asl di Sassari ha l’obiettivo di potenziare gli interventi nel centro storico e formare figure professionali per avviare i Punti di salute della comunità.

“L’obiettivo è creare un Punto di salute della comunità nel centro storico per intercettare i bisogni dei soggetti più deboli come anziani, disabili, favorire la presa in carico con azioni di prevenzione, educazione, promozione, monitoraggio e socializzazione così da escludere il rischio di emarginazione. È quanto prevede l’accordo siglato nei giorni scorsi tra il Comune di Sassari e l’Azienda sanitaria locale e che vedrà il quartiere di San Donato protagonista dell’azione che si apprestano ad avviare i due enti.
Alla sigla del protocollo, nella sala giunta di Palazzo Ducale si sono ritrovati il sindaco Nicola Sanna, l’assessora alle Politiche sociali Monica Spanedda, il commissario dell’Asl Agostino Sussarellu, il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria Serenella Zedda quindi il drigente del Settore Coesione sociale del Comune Mario Mura e il direttore del Distretto di Sassari Nicolò Licheri.
I due enti che già da diverso tempo collaborano tra loro nell’ambito dei progetti di integrazione sociosanitaria, attraverso i Pua (punti unici d’accesso), con questo accordo hanno deciso di compiere un ulteriore passo per il potenziamento della rete sociosanitaria territoriale.
«Occorre aprire con determinazione una nuova stagione di welfare generativo – afferma il primo cittadino Nicola Sanna – costruito con e per la città, partendo dall’assunto che i problemi sociali di una comunità come quella di Sassari, e in particolare quella del centro storico, non sono relegabili solo ai servizi comunali, ma sono un problema di tutta la comunità che occorre affrontare e, per quanto possibile risolvere, facendo leva sulle energie e l’impegno di tutti, non solo su quello delle istituzioni».
L’intervento, per circa 245mila euro, si inserisce all’interno degli Iti (Interventi territoriali integrati) che individuano proprio nel quartiere di San Donato il luogo in cui promuovere azioni di innovazione sociale per prevenire il disagio e sostenere l’autonomia e l’inclusione sociale.
È dal centro storico che arriva una crescente domanda di servizi, di risorse, di interventi, e dove si manifesta un crescente disagio economico e sociale, ma anche relazionale, delle persone e delle famiglie. Ecco allora che il Punto di salute della comunità per il benessere dei soggetti fragili intende promuovere il diritto alla salute, il benessere dei cittadini del quartiere per migliorare la loro qualità della vita, sperimentando forme innovative di servizi. «Vogliamo creare un modello di rete – aggiunge l’assessora alle Politiche sociali Monica Spanedda – che metta in collegamento tra loro i diversi livelli socio-assistenziali, percorsi diagnostico-terapeutico e i diversi operatori coinvolti, con un approccio multidisciplinare».
«Mettiamo insieme le nostre sinergie – afferma il commissario dell’Asl Agostino Sussarellu – per sperimentare un progetto che si inserisce all’interno di un percorso che fa dialogare due enti e unifica i sistemi di accesso ai servizi determinando una progettualità e presa in carico unitaria. Consente poi, al contempo, di mantenere le peculiarità delle diverse mission degli Enti chiamati a intervenire nella specifica situazione di bisogno».
«Si tratta di una novità che integra la collaborazione già in atto da tempo tra Asl e Comune con i punti unici d’accesso – aggiunge il direttore del Distretto Nicolò Licheri – e si rafforza con un approccio proattivo su aree con bisogni consolidati».

Il primo step, allora, sarà quello di creare e formare un’equipe di professionalità in grado di operare all’interno dei Punti di salute di comunità. Si tratta di infermieri di comunità e portieri di comunità, che dovranno interagire tra loro con il compito di orientare, informare e conoscere i cittadini e i bisogni specifici socio-sanitari e attivare percorsi di presa in carico nella rete dei servizi.
Tra le novità, il Punto di salute della comunità, la cui creazione si inserisce nei processi di riforma del sistema sanitario regionale avviati, intende attuare il passaggio dalla medicina d’attesa alla medicina d’iniziativa: i professionisti adeguatamente formati favoriranno il benessere psicofisico dei soggetti, individueranno i bisogni assistenziali e i fattori di rischio per la salute prima che si manifestino come domanda di servizi.
Una volta avviato il Punto di salute, saranno inseriti nei percorsi di medicina d’iniziativa circa 250 pazienti di età superiore ai 65 anni in carico ai medici di base che operano nel quartiere di San Donato. Per questi pazienti saranno definiti percorsi di presa in carico, saranno elaborati progetti personalizzati d’intervento finalizzati al miglioramento della cronicità, sostenere la domiciliarità e l’autonomia dei soggetti fragili.”

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Buon uso dei farmaci: un corso per i medici prescrittori

9 mar, 2016 0

Sabato 12 marzo alle ore 9.00 all’ospedale San Martino di Oristano si terrà un evento formativo sui nuovi strumenti informatici per favorire l’appropriatezza prescrittiva.

“Una app che permetterà al medico di medicina generale, al pediatra di libera scelta ed agli altri prescrittori di monitorare l’elenco dei farmaci dispensati dal Servizio Sanitario a ciascun paziente assistito negli ultimi 12 mesi, così da evitare duplicazioni prescrittive o interazioni fra farmaci che possono danneggiare la sua salute e impedire un utilizzo inappropriato delle risorse sanitarie. E’ questo il principale obiettivo di “www.medicodigitale.it”, l’applicativo web elaborato dalla Marno, società che cura la rilevazione e l’analisi dei consumi farmaceutici della Sardegna, che sarà presentato a tutti i medici di medicina generale, pediatri di libera scelta, medici di continuità assistenziale, specialisti ambulatoriali e medici dipendenti Asl, nel corso dell’evento organizzato dalle Unità di Farmacia Ospedaliera e Territoriale dell’Azienda Sanitaria Locale n. 5 dal titolo “Appropriatezza prescrittiva: analisi dei dati 2015 e nuovi strumenti di monitoraggio per il medico prescrittore”, che si terrà sabato 12 marzo, con inizio alle ore 9.00 nella sala conferenze (aula verde) dell’ospedale San Martino di Oristano.

L’evento sarà introdotto dai saluti del Commissario Straordinario della Asl 5 Maria Giovanna Porcu, del Direttore Sanitario Andrea Ruiu e del Direttore Amministrativo Luciano Oppo. La parola passerà quindi ai referenti Marno Filippo Costagli, che presenterà i dati sulla spesa farmaceutica in Sardegna e in provincia di Oristano aggiornati al dicembre 2015, e Mario Volpato, che presenterà ai medici l’applicativo web sviluppato dalla società di rilevazioni, che potrebbe rivelarsi un prezioso strumento di monitoraggio per le prescrizioni farmaceutiche. Ma il portale “www.medicodigitale.it” presenta anche altre potenzialità, tra cui l’opportunità di semplificare le comunicazioni fra medici e Azienda Sanitaria e la possibilità di attivare un cloud, ovvero uno spazio virtuale, in cui il medico potrà archiviare qualunque documento riguardante il suo assistito per poterlo visionare quando necessario o renderlo disponibile ad altri colleghi.

Quello di sabato sarà il secondo degli appuntamenti formativi sull’appropriatezza prescrittiva voluti dall’Asl 5, che nel 2014 è risultata la più virtuosa in Sardegna nella prescrizione dei farmaci, grazie a un gioco di squadra fra Azienda, medici di famiglia e pediatri di libera scelta. «La spesa farmaceutica assorbe metà del budget sanitario – spiega il Commissario Straordinario Maria Giovanna Porcu – ed è una leva fondamentale su cui agire per utilizzare al meglio le risorse a disposizione. Siamo soddisfatti del risultato già raggiunto dal nostro territorio, ma occorre continuare in questo senso e migliorare ulteriormente le nostre performance. Se le nuove tecnologie digitali ci possono venire in aiuto, siamo ben disponibili ad adottarle».

Si ricorda che, per permettere a tutti i medici di medicina generale di partecipare all’evento, la Asl ha disposto l’entrata in servizio della Guardia medica a partire dalle ore 9.00 di sabato 12 marzo.”

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Sassari: sclerosi multipla e diabete 1, luce sulle cause

9 mar, 2016 0

Gli studi di un gruppo di ricercatori dell’Università degli studi di Sassari sulle cause scatenanti della Sclerosi multipla e del Diabete 1 sono state pubblicate sul Scientific Report.

“Alcune infezioni possono contribuire all’insorgenza di patologie autoimmuni quali la Sclerosi multipla e il Diabete di tipo 1, sia in età adulta che in età pediatrica, ad altissima incidenza in Sardegna. Lo confermano due nuovi studi di un’équipe di ricerca di Microbiologia del Dipartimento di Scienze Biomediche dell’Università di Sassari, guidata dal prof. Leonardo Sechi, approdati sulle pagine della rivista Scientific Reports – Nature.

La Paratubercolosi dei ruminanti e il virus di Epstein Barr. Il Mycobacterium avium subspecies paratubercolosis (Map), ossia il batterio che causa la Paratubercolosi nei ruminanti, e il virus Epstein Barr, responsabile della mononucleosi infettiva nell’uomo, sono stati associati dai ricercatori al Diabete di tipo 1 e alla Sclerosi multipla rispettivamente, sulla base di studi che vanno avanti da anni e che gli ultimi esperimenti hanno avvalorato. “La scoperta indica la necessità di dotarsi di piani efficaci di controllo delle infezioni, in particolare della Paratubercolosi – spiega Leonardo Sechi – Infatti, il Map è un patogeno altamente resistente, diffuso in circa il 50-60 per cento degli allevamenti in Sardegna”.

Le due infezioni possibili concause della Sclerosi multipla. L’articolo più recente è uscito oggi, 9 marzo 2016, e riguarda l’associazione fra il Map, il virus di Epstein Barr (EBV) e antigeni omologhi dell’uomo coinvolti nella Sclerosi Multipla (la proteina basica della Mielina e l’IRF5). “Lo studio ha evidenziato la presenza di anticorpi contro questi antigeni sia nel sangue periferico, sia nel liquido cerebrospinale dei pazienti affetti da Sclerosi Multipla – spiega il dott. Giuseppe Mameli, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche e primo autore dell’articolo – Inoltre è stata osservata una produzione intratecale di anticorpi che mette in evidenza l’importanza del ruolo dei linfociti B (le cellule che producono anticorpi) nella malattia”. Ciò conferma, in altre parole, l’importante contributo che le due infezioni possono avere come concause della Sclerosi Multipla. La ricerca è stata effettuata in collaborazione con le professoresse Eleonora Cocco e Maria Giovanna Marrosu dell’Università di Cagliari. Questa direzione era stata già indicata in un precedente lavoro di ricerca, pubblicato su European Journal of Neurology a gennaio di quest’anno, dal prof. Sechi e dal dott. Mameli insieme ai professori Giordano Madeddu e Roberto Manetti del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Sassari.

Anticorpi contro il Map anche nei bambini a rischio diabete. È del 29 febbraio invece, quindi di pochi giorni fa, il primo articolo del gruppo di ricerca di Leonardo Sechi, incentrato sul rapporto tra il Mycobacterium avium subspecies paratubercolosis e il Diabete di tipo 1. “La novità è che “non solo in pazienti affetti da diabete di tipo 1, ma anche in bambini a rischio di diabete arruolati presso le strutture dell’Università di Tor Vergata, si riscontrano anticorpi contro antigeni del Map e gli omologhi della Proinsulina e della proteina Znt8, questi ultimi due classici autoanticorpi presenti nei diabetici” spiega la dott.ssa Magda Niegowska, dottoranda del corso in Life Science and Biotechnologies e prima autrice dell’articolo. In un precedente lavoro pubblicato su Journal of Diabetes Research a gennaio 2016 che aveva preso in considerazione bambini sardi coinvolti nello studio internazionale TRIGR, in collaborazione con il Dott. Marco Songini dell’Ospedale Brotzu di Cagliari, è stato osservato che gli anticorpi contro il batterio compaiono prima degli anticorpi contro gli omologhi umani. Ciò significa che i bambini vengono a contatto con il batterio in tenera età, e questo può contribuire ad attivare la risposta autoimmune contro le cellule beta del pancreas portando in poco tempo alla loro distruzione e, quindi, al diabete.

“La ricerca sta andando avanti rapidamente e contiamo di estendere lo studio all’età pediatrica anche per ciò riguarda il rapporto tra il Map, l’EBV e la Sclerosi multipla”, conclude il prof. Sechi.


Nella foto: Da sinistra Magda Niegowska, Giuseppe Mameli, Leonardo Sechi, Daniela Paccagnini, Giannina Arru, Elisa caggiu, Vida Eraghi

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