21 August, 2017
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UNLA: “L’anarchico di Barrali”

12 set, 2016 0

Il Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano ospita, venerdì 16 settembre alle ore 17,30, la presentazione del libro di Costantino Cavalleri “L’anarchico di Barrali (quasi) 100 anni di storia per l’anarchia”, Biografia di Tomaso Serra, detto Il Barba.

Programma
Saluti: Marcello Marras
Presentazione del volume con l’autore
Coordina Giuseppe Manias

Proiezione del film
L’anarchico Tomaso Serra. Appunti per un film documentario di Massimo Lunardelli”

Costantino Cavalleri e “S’arkiviu-bibrioteka “T. Serra”
Originario di Orroli (Nuoro), Costantino Cavalleri opera principalmente a Guasila (Cagliari) nella biblioteca “S’arkiviu-bibrioteka “T. Serra”, intitolata all’anarchico di Barrali (Cagliari) che combatté nella guerra di Spagna: Tomaso Serra. L’idea de S’arkiviu-bibrioteka “T. Serra” venne concepita e socializzata verso la fine degli anni ‘70, e nel 1981 era di già realizzata. Pur originata da colui che nel tempo è poi stato il fondamentale animatore e gestore, venne socializzata nell’ambito di quella esperienza pluriforme che è stata la Collettività Anarchica di Solidarietà, fondata a Barrali a partire dai primi anni ‘60 dal militante anarchico Tomaso Serra, e trovò in quest’ultimo un valido sostenitore. Essa consisteva nel creare uno spazio, stabile nel tempo, che fungesse vuoi come centro di raccolta della memoria e del materiale documentario del movimento anarchico sardo, vuoi come punto di riferimento stabile e credibile non soltanto per i militanti libertari ed antiautoritari ma anche per i ceti del mondo subalterno isolano. Ai due fondi bibliotecari ed archivistici originari (quello del gestore, e quello di Tomaso Serra, quest’ultimo dichiarato, dopo il suo decesso avvenuto nel 1985, di notevole interesse storico dalla Sovrintendenza Archivistica per la Sardegna) si sono così aggiunti (per donazione volontaria) diversi altri fondi personali di noti e meno noti anarchici sardi (Pietrino Arixi, di Villasor; Giovanni Tolu, di Sassari; ecc.) e si è raccolto il materiale di diverse situazioni del variegato movimento anarchico operante nell’isola (Macomer, Ovodha, Aritzo-Belvì, ecc.) fin dai tempi della costituzione di quella che allora si denominava Arkiviu-bibrioteka de kurtura populari (fu dopo la scomparsa di Tomaso Serra che la struttura venne a lui intestata). Il costante acquisto delle novità librarie, dei periodici, di biblioteche personali di militanti spesso sconosciuti ma anche noti a livello internazionale per lo spessore culturale (Alfredo M. Bonanno, ad es.), si è manifestato essere la politica di fondo che in un solo quarto di secolo ha potuto dar vita alla struttura attuale, senza dubbio unica in Sardegna, e che si proietta a livello internazionale come uno dei centri più significativi di documentazione (non facilmente reperibile) sulla storia dei movimenti anarchici e libertari, operai, rivoluzionari con una particolare attenzione anche a quelle che gli antropologi culturali definiscono culture subalterne. Il recente ingresso nel Sistema Bibliotecario Nazionale (SBN), con l’adesione al Polo Sardegna sotto la Guida della R.A.S., ha aperto la strada oltre che alla valorizzazione della struttura e del materiale posseduto, all’inizio almeno della catalogazione delle monografie (son poco meno di 9 mila quelle ad oggi effettuate su di un patrimonio presumibile di 13-15 volumi, inclusi gli opuscoli), dei periodici e Numeri Unici (l’emeroteca consta di circa 2 mila testate), e della loro definitiva sistemazione per una più razionale ed immediata rintracciabilità più consona alle richieste dell’utenza. Rimane da “scoprire”, catalogare e sistemare per renderlo fruibile all’utenza, l’immenso materiale grigio posseduto, la collezione di manifesti, volantini, da-tze-bao (spesso olografi), ed infine i fondi archivistici personali; ma si è sulla strada giusta … Meta di militanti ma soprattutto di laureandi, studiosi, ricercatori in discipline politiche e sociali, e dei movimenti rivoluzionari, l’Arkiviu-bibrioteka “T. Serra” non si è mai, però, voluta cristallizzare in struttura museale, semplicemente, ma al servizio bibliotecario ha da sempre affiancato la produzione creativa di testi, la riproposizione di materiali spesso inediti da decenni e non più rintracciabili nel circuito commerciale, e l’editoria di opere di autori contemporanei appartenenti alle culture subalterne, isolane e non (il catalogo delle edizioni tuttora disponibili sarà pronto a breve, per eventuali richieste. Tra l’altro è in progetto una proposta alle biblioteche sarde, per un “blocco” editoriale particolarmente vantaggioso grazie a consistenti sconti sul prezzo di copertina). La gestione della struttura è ora in mani della omonima associazione culturale, e per il sostegno finanziario si basa sui contributi dei soci, dei simpatizzanti, dei sostenitori, nonché di contributi Regionali (per l’incremento del materiale bibliotecario e delle strutture connesse all’erogazione del servizio agli utenti), di contributi Ministeriali (per la catalogazione delle monografie e per strumenti informatici necessari), ed in buona parte del costante contributo e dell’opera del suo ideatore e principale sostenitore (nonché uno dei gestori attuali) Costantino Cavalleri. Infine, grazie ancora all’intervento della RAS, si è iniziata la catalogazione (in SBN) dei periodici e Numeri unici, e si aprono concrete prospettive per proseguire nel lavoro di scoperta e valorizzazione del restante materiale posseduto.

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Giardino del Centro: “Il mio nemico è l’indifferenza”

12 lug, 2016 0

Il Giardino del Centro 2016 Migrazioni: martedì 12, luglio alle ore 21,00, presentazione del libro “Il mio nemico è l’indifferenza” di Pierluigi Di Piazza.

“L’incontro con l’altro riguarda ancora chi fa fatica a vivere nella società; chi per la sua diversità più evidente, per così dire, viene stigmatizzato ed emarginato dai meccanismi, dall’esclusione sociale, culturale e anche religiosa. Le tante esperienze di vicinanza, ascolto, accompagnamento vivono l’esigenza di capire i meccanismi che producono le situazioni; non confondendo le persone con i problemi, partecipando alle storie difficili, sofferenza fisica e psichica, di dipendenze da sostanze, di carcere e dopo carcere, di prostituzione e di altro ancora, e proprio con queste esperienze contribuire ad umanizzare la società e ad incidere sulle responsabilità personali e sociali. E l’incontro con l’altro riguarda gli stranieri, la loro presenza, con una considerazione continua sulle cause dell’immigrazione, con progetti di vera cooperazione con i paesi di provenienza, con politiche e legislazioni di accoglienza nel nostro paese, non confondendo le regole doverose, con una concezione etnocentrica, con egoismi e localismi tribali. Con razzismo culturale e, istituzionale, e politico, si può considerare ancora un altro possibile Altro, chiamato in modi diversi per indicarne la presenza misteriosa. Nella nostra Regione e nel nostro Paese tanti lo riconoscono nel nome e nell’insegnamento di Gesù Cristo, salvo poi a strumentalizzarlo e a smentirne il messaggio con scelte che con evidenza lo negano, con politiche razziste a confronto di un insegnamento di apertura e solidarietà universali.” (Don Pierluigi Di Piazza)

Martedì 12 luglio ore 21,00

Presentazione del libro

Il mio nemico è l’indifferenza
Essere cristiani nel tempo del grande esodo
(Ed. Laterza)

di Pierluigi Di Piazza

Dialogano con l’autore
Paola Aracu e Anna Maria Uras

In collaborazione con la Libreria Mondadori di Oristano

Il libro – Non ci si può dichiarare cristiani e prendere parte alle ingiustizie. Non ci si può dichiarare cristiani e accettare la discriminazione di omosessuali, nomadi, carcerati, migranti. Non ci si può dichiarare cristiani ed essere complici della distruzione e dell’usurpazione dell’ambiente. Non ci si può dichiarare cristiani e professare il razzismo. Il libro racconta in prima persona le difficoltà incontrate a tutti i livelli nel proporre l’accoglienza di chi sta ai margini, nei trent’anni dedicati al Centro Balducci per immigrati e profughi (a Zugliano, vicino Udine). Accanto allo sdegno morale per una colpevole indifferenza diffusa dentro e fuori la Chiesa, così come per una politica ritardataria, attendista, autoreferenziale, c’è anche spazio per le esperienze positive e per una speranza. Quella che ciascuno impari a prendersi cura, per quanto può, delle sorti degli altri.

Pierluigi Di Piazza, prete dal 1975, laureato in Teologia, ha ricevuto nel 2006 la laurea ad honorem dell’Università degli Studi di Udine quale ‘imprenditore di solidarietà’. Insegnante per 30 anni, nel 1988 ha fondato il Centro di accoglienza per stranieri e di promozione culturale “Ernesto Balducci” di Zugliano (Udine) di cui è responsabile. Collabora con giornali e riviste. Tra le sue pubblicazioni, Nel cuore dell’umanità, storia di un percorso (2006), Questo straordinario Gesù di Nazaret (2010) e Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete (con Margherita Hack, 2012).

Su barche di carta siamo partiti
su barche, lasciando la terra,
cercando la terra.
Su barche di carta siamo partiti,
trovando la terra, su barche di carta

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Oristano: Il libro “Il mio nemico è l’indifferenza”

8 lug, 2016 0

Il Giardino del Centro 2016 – Migrazioni: il 12 Luglio alle ore 21,00 “Il mio nemico è l’indifferenza – Essere cristiani nel tempo del grande esodo”, di Pierluigi Di Piazza.

La quarta barchetta approda al porto
Il Giardino del Centro 2016 – Migrazioni

“L’incontro con l’altro riguarda ancora chi fa fatica a vivere nella società; chi per la sua diversità più evidente, per così dire, viene stigmatizzato ed emarginato dai meccanismi, dall’esclusione sociale, culturale e anche religiosa. Le tante esperienze di vicinanza, ascolto, accompagnamento vivono l’esigenza di capire i meccanismi che producono le situazioni; non confondendo le persone con i problemi, partecipando alle storie difficili, sofferenza fisica e psichica, di dipendenze da sostanze, di carcere e dopo carcere, di prostituzione e di altro ancora, e proprio con queste esperienze contribuire ad umanizzare la società e ad incidere sulle responsabilità personali e sociali. E l’incontro con l’altro riguarda gli stranieri, la loro presenza, con una considerazione continua sulle cause dell’immigrazione, con progetti di vera cooperazione con i paesi di provenienza, con politiche e legislazioni di accoglienza nel nostro paese, non confondendo le regole doverose, con una concezione etnocentrica, con egoismi e localismi tribali. Con razzismo culturale e, istituzionale, e politico, si può considerare ancora un altro possibile Altro, chiamato in modi diversi per indicarne la presenza misteriosa. Nella nostra Regione e nel nostro Paese tanti lo riconoscono nel nome e nell’insegnamento di Gesù Cristo, salvo poi a strumentalizzarlo e a smentirne il messaggio con scelte che con evidenza lo negano, con politiche razziste a confronto di un insegnamento di apertura e solidarietà universali.” (Don Pierluigi Di Piazza)

Dialogano con l’autore
Paola Aracu e Anna Maria Uras

In collaborazione con la Libreria Mondadori di Oristano

Il libro – Non ci si può dichiarare cristiani e prendere parte alle ingiustizie. Non ci si può dichiarare cristiani e accettare la discriminazione di omosessuali, nomadi, carcerati, migranti. Non ci si può dichiarare cristiani ed essere complici della distruzione e dell’usurpazione dell’ambiente. Non ci si può dichiarare cristiani e professare il razzismo. Il libro racconta in prima persona le difficoltà incontrate a tutti i livelli nel proporre l’accoglienza di chi sta ai margini, nei trent’anni dedicati al Centro Balducci per immigrati e profughi (a Zugliano, vicino Udine). Accanto allo sdegno morale per una colpevole indifferenza diffusa dentro e fuori la Chiesa, così come per una politica ritardataria, attendista, autoreferenziale, c’è anche spazio per le esperienze positive e per una speranza. Quella che ciascuno impari a prendersi cura, per quanto può, delle sorti degli altri.

Pierluigi Di Piazza, prete dal 1975, laureato in Teologia, ha ricevuto nel 2006 la laurea ad honorem dell’Università degli Studi di Udine quale ‘imprenditore di solidarietà’. Insegnante per 30 anni, nel 1988 ha fondato il Centro di accoglienza per stranieri e di promozione culturale “Ernesto Balducci” di Zugliano (Udine) di cui è responsabile. Collabora con giornali e riviste. Tra le sue pubblicazioni, Nel cuore dell’umanità, storia di un percorso (2006), Questo straordinario Gesù di Nazaret (2010) e Io credo. Dialogo tra un’atea e un prete (con Margherita Hack, 2012).

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Maurizio Pallante presenta il uo libro alla MEM

5 lug, 2016 0

Maurizio Pallante, fondatore italiano del Movimento Decrescita Felice (MDF), venerdì 8 luglio, alla ‘MEM Mediateca del Mediterraneo’ a Cagliari, presenterà il suo libro “Destra e Sinistra addio. Per una nuova declinazione dell’uguaglianza”.

Venerdì 8 luglio il fondatore italiano del Movimento Decrescita Felice (MDF), Maurizio Pallante, sarà a Cagliari per presentare il suo ultimo libro “Destra e Sinistra addio. Per una nuova declinazione dell’uguaglianza”, edito da Lindau Torino.
L’incontro pubblico, che si svolgerà presso la ‘MEM Mediateca del Mediterraneo’ in via Mameli 164 (I piano sala eventi), sarà moderato dal promotore dell’iniziativa Carlo Vigasio. Parteciperanno inoltre il teologo Pierpaolo Loi (Rete Radiè Resch) e Dafni Ruscetta giornalista aderente a MDF.

Come afferma lo stesso Pallante: “È il momento di intraprendere un percorso politico nuovo, di aprire una nuova fase della storia in cui l’economia non sia più schiava della distopia della crescita infinita. Se si abbandona l’ideologia della crescita, che ha accomunato da sempre la destra e la sinistra, sarà ancora possibile articolare in maniera diversa e rilanciare la tensione all’uguaglianza”.

La manifestazione sarà anche l’occasione per approfondire il dibattito sull’Enciclica ‘Laudato si’ di Papa Francesco, in cui lo stesso Pontefice afferma la necessità di accettare una certa decrescita in alcune parti del mondo perché si possa crescere in modo sano anche altrove. Per la prima volta la decrescita riceve un riconoscimento della massima autorevolezza morale e viene indicata come mezzo indispensabile per perseguire l’eguaglianza tra gli uomini.

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Stintino: un libro sulle colonie penali dell’Ottocento

5 lug, 2016 0

Al nuovo Museo della Tonnara di Stintino prende il via, giovedì 7 luglio, l’iniziativa “Aperitivi al museo”, presentazioni di libri e incontri a tema storico-scientifico e archeologico: primo appuntamento, la presentazione del libro “Le carte liberate” sulle colonie penali dell’Ottocento.

Sarà il libro “Le carte liberate – Viaggio negli archivi e nei luoghi delle colonie penali della Sardegna”, giovedì 7 luglio, a dare il via agli “Aperitivi al museo”, gli appuntamenti al nuovo Museo della Tonnara con presentazioni di libri e incontri a tema storico-scientifico e archeologico.

A organizzare l’incontro, inserito anche nel cartellone degli eventi estivi del Comune di Stintino, è il Centro studi sulla Civiltà del mare e per la valorizzazione del Parco e del Golfo dell’Asinara.

L’appuntamento, con inizio alle ore 18,30, sarà l’occasione per presentare il libro scritto da Vittorio Gazale e Stefano A. Tedde, edita da Carlo Delfino. Un volume che offre una descrizione delle colonie penali sarde alla fine dell’Ottocento attraverso una narrazione storica e fotografica. Centinaia i documenti raccolti, e proposti ai lettori, per tentare di colmare non solo la carenza di informazioni sulle colonie penali sarde ma anche la distanza esistente tra mondo carcerario e società civile.

Non a caso a coordinare la serata sarà Mario Dossoni, garante dei diritti delle persone private della libertà personale per il Comune di Sassari. È prevista, inoltre, la partecipazione straordinaria di Piero Marras che ha preso spunto dalle storie tratteggiate nel libro per comporre nuove canzoni. Una serata poetico-musicale, che si concluderà con un aperitivo con i vini della Cantina Santa Maria la Palma.

Gli eventi sono anche un’occasione per visitare le mostre temporanee presenti al Museo di via Lepanto. È aperta fino al 10 luglio l’esposizione “Vita e morte dei prigionieri austro-ungarici sull’isola dell’Asinara, una crisi umanitaria”. La mostra ripercorre il viaggio di 27 mila soldati dell’esercito austroungarico, giunti in Sardegna come prigionieri alla fine della Prima guerra mondiale. Un lungo percorso dalla Serbia all’Asinara, la malattia, la quarantena e, per molti di loro, la morte. La mostra, curata da Salvatore Rubino ed Esmeralda Ughi, allestita dall’architetto Paolo Greco, si compone di quattro video realizzati da Antonello Fresu e Gabriele Carenti, una pianta calpestabile che mostra i luoghi della prigionia e alcuni pannelli che raccontano, in forma giornalistica, gli eventi del 1915-1916. Sulle pareti le opere di grafica di Antonello Fresu, nei monitor fotografie e documenti d’epoca e alcuni acquerelli che tratteggiano i luoghi dell’Asinara, per una mostra dal forte impatto emotivo, accompagnata dalle musiche di Paolo Fresu.

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Oristano: il libro “Ada Colau, la città in Comune”

5 lug, 2016 0

Il 6 Luglio, al Librid di Oristano, verrà presentato il libro “Ada Colau, la città in Comune”, da Steven Forti e Giacomo Russo Spena.

L’Associazione Comuna di concerto con il Collettivo Furia Rossa ha organizzato per il 06 Luglio 2016 alle 19:00, presso LIBRID sito in piazza Eleonora
a Oristano la presentazione del libro “Ada Colau, la città in Comune” scritto da Steven Forti e Giacomo Russo Spena. Il libro è edito da Edizioni Alegre.

L’autore Steven Forti dialogherà con Stefano Orrù dell’Associazione Comuna. Alla presentazione seguirà un dibattito sulle tematiche del libro.

Attivista del movimento No Global nei primi anni Duemila, Ada Colau diviene leader riconosciuta nella sua città fondando la Pah (Piattaforma delle vittime dei mutui), movimento sociale apartitico che dal 2011 s’intreccia con gli Indignados e si oppone agli sfratti con picchetti e trattative con le banche.
Il libro racconta come da quell’esperienza di movimento sia stato possibile arrivare al governo della città in un percorso distinto dai partiti, compreso l’alleato Podemos, seppur di “confluenza” con essi.
Da qui nasce Barcelona en Comú, realtà che ha saputo capitalizzare al meglio la crisi del sistema politico spagnolo portando al governo le virtù e i limiti dei movimenti sociali. Gli autori raccontano i suoi primi mesi da sindaca, le esperienze virtuose, la rete con le altre “città ribelli” spagnole, i legami con chi ragiona di un Plan B in Europa, ma anche gli errori e la dialettica con gli stessi movimenti da cui proviene.
Classe 1981, Steven Forti nasce a Trento ma da anni vive a Barcellona. Ricercatore presso l’Instituto de Historia Contemporanea dell’Universidade Nova de Lisboa, collabora con riviste e giornali in Italia, Spagna e Grecia (Micromega, Bez, Atlántica XXII, Avgi, Epohi). È autore di El peso de la nación. Nicola Bombacci, Paul Marion y Óscar Pérez Solís en la Europa de entreguerras (USC, 2014) e di numerosi saggi in riviste scientifiche internazionali.

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Il libro “Canale Mussolini. Parte Seconda”

28 giu, 2016 0

Antonio Pennacchi presenta, il 3 Luglio alle ore 19:00 ad Arborea, il suo romanzo, vincitore del Premio Strega 2010, “Canale Mussolini. Parte Seconda”.

Domenica 3 Luglio 2016 alle ore 19:00 l’Associazione di Promozione Sociale Trama – Intrecci Culturali, in collaborazione con il Comune di Arborea presenterà l’ultimo romanzo del Premio Strega 2010 Antonio Pennacchi dal titolo “Canale Mussolini. Parte Seconda” presso piazza Giulio Dolcetta ad Arborea. A fare da spalla all’autore ci sarà il giornalista e blogger Vito Biolchini. Il romanzo è edito da Mondadori.
La presentazione è inserita in una cornice chiamata “Letteraturae” dedicata alle letterature popolari e contadine. “L’idea è quella di proporre delle giornate di Letteratura in tutto il territorio del Terralbese, storicamente un territorio a vocazione rurale, partendo appunto da Arborea con Antonio Pennacchi” dichiara la coordinatrice dell’associazione Stefania Costanzo. “Dopo tre anni di rincorse siamo riusciti finalmente e con grande soddisfazione a portare Pennacchi ad Arborea” prosegue un membro dell’associazione Stefano Orrù.
Dopo la presentazione, il programma prosegue con un aperitivo biologico a km zero e una selezione musicale che va dal jazz alla world music in chiave beat ed elettronica, curata dal musicista cagliaritano Palitrottu.
Classe 1950, Antonio Pennacchi è nato a Latina, da coloni della bonifica dell’Agro Pontino. E’ stato operaio per quasi trent’anni, trascorsi per lo più a turni di notte, presso la Fulgorcavi di Borgo Piave.
Nel 1994, a 44 anni, sfruttando un periodo di cassintegrazione, si è laureato in Lettere.
Nello stesso anno c’è stata la pubblicazione per Donzelli di “Mammut”, Seguiranno, sempre per Donzelli, “Palude” (1995) e “Una Nuvola Rossa” (1998) e, con Vallecchi, “L’Autobus di Stalin e altri scritti”. Nel 2003 per Mondadori pubblica il romanzo “Il fasciocomunista”, che vince il Premio Napoli e da cui è tratto il film “Mio fratello è figlio unico”. Nel 2006, sempre con Mondadori, esce la raccolta di racconti “Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni”. Nel 2008, per Laterza, viene pubblicato “Fascio e Martello. Viaggio per le città del Duce”. Nel 2010, per la casa editrice Mondadori, esce “Canale Mussolini”, con cui Antonio Pennacchi vince Il Premio Strega. Sempre nel 2010 esce, per Laterza, “Le Iene del Circeo”. Collabora a “Limes, rivista italiana di geopolitica” per la quale ha scritto in più occasioni anche di Arborea. Suoi scritti sono apparsi su ‘Nuovi Argomenti’, ‘Micromega’ e ‘La Nouvelle Revue Française’.

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UNLA: libri di Emanuele Cioglia e Nicolò Migheli

21 giu, 2016 0

Il Centro Servizi Culturali UNLA di Oristano ospita, il 24 giugno alle ore 18.30, “Fuoco incrociato”: Nicolò Migheli presenta il libro di Emanuele Cioglia “MutaMorfosi” e Emanuele Cioglia presenta il libro di Nicolò Migheli “La storia vera di Diego Henares de Astorga”.

Mutamorfosi – Un fotografo di lauree zooma sul padre di una laureanda, lo visualizza sul display, e si trasforma in lui. Come un Saturno che divora l´umanità, ingoia le persone che inquadra e le trasferisce sulla scheda di memoria. Ma deve liberarsi dei doppioni. Deve sgravarsi delle loro anime. Per questo diventa un serial killer. Una specie di Zelig maligno che si innamora di Daria, forse una ragazza, forse un hard-disk esterno.
Da Stampace, il commissario Libero Solinas indaga a modo suo. Bevendo birra, facendo castelli di carte sulla scrivania, litigando con i magistrati e rifugiandosi in sillogismi che non si chiudono mai. Eppure, nel finale, lo troveremo impegnato in un epico, delirante, regolamento di conti.
MutaMorfosi è un romanzo tra il noir letterario e il thriller, intinto in atmosfere pulp e comico-grottesche. Rivisita tematiche universali – come quelle del doppio e dell´androginia – in chiave moderna. È ambientato in una Cagliari e in una Sardegna vere, oniriche e allucinate, senza cadere nel provincialismo e nello stereotipo etnografico. Vaga in luoghi della fantasia, dell´incubo, e dell´ironia più beffarda senza temere di sporcare le anime.

Emanuele Cioglia è nato a Cagliari nel 1971.
Ha pubblicato Un rivoluzionario al bar (La Riflessione, 2005); Il mozzateste (Aipsa, 2006), vincitore del Premio Grazia Deledda Sezione Narrativa Giovani nel 2008; Tranquillo come una salma (Aipsa, 2009); Asia non esiste (Arkadia 2012), menzione speciale per la Narrativa al Premio Francesco Alziator nello stesso anno; Il registro dei grandi risentimenti. Vita tracollo e miracoli di un fotografo di matrimoni (Caracò, 2014); MutaMorfosi (Condaghes, 2015).
Pubblica racconti sul suo blog “Il clandestino”, su quotidiani e in raccolte di scritti brevi. E’ uno scrittore inserito nel FASS (Fondo Autografi Scrittori Sardi).

La storia vera di Diego Henares de Astorga – Nella Spagna di Filippo II, il giovane Diego Henares de Astorga, arruolatosi per bisogno, inizia la sua vita avventurosa nei diversi fronti caldi dell’epoca: Corsica, Malta, le Fiandre, la Sardegna, segnalandosi per il suo coraggio e ardimento, finché un brutto episodio lo costringe a lasciare le armate. Giunto dopo qualche tempo a Cagliari, diventa ben presto aiutante del comandante della piazzaforte, in prima linea nella difesa del Mediterraneo dagli assalti dei turchi. Così, mentre si rafforzano le mura e ci si prepara a una possibile invasione, Diego assiste allo scontro tra la nobiltà locale e i rappresentanti regi, alle rivalità che oppongono gli Aymerich agli Zatrillas, all’impoverimento del Regno. Intanto continua la sua ascesa sociale che però è bruscamente bloccata da una denuncia per stregoneria ai danni della moglie che viene imprigionata dall’Inquisizione. Diego è costretto a calarsi in una lotta senza quartiere per la propria salvezza e per quella della sua famiglia. Affresco potente e fedele di un periodo turbolento, sullo sfondo delle lotte tra riformati e “vecchi cristiani”, tra monarchi che aspirano al predominio dell’Europa.

Nicolò Migheli – Sociologo, si occupa di sviluppo rurale e di comportamento organizzativo. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni di carattere scientifico, molte delle quali dedicate alla cultura, alla storia, alla tradizione di vari territori e comunità sarde. È anche autore di numerosi interventi e articoli su agricoltura, pastorizia, cibo e altre tematiche collegate alla conservazione e gestione dei saperi e peculiarità dell’isola. Hidalgos è il suo romanzo d’esordio (2011), con il quale è finalista al Premio Alziator 2012, al Premio Chambery 2013 e al Premio Cuneo . Nel 2013 partecipa all’antologia La cella di Gaudì (Arkadia). Del 2013 è il suo nuovo romanzo, sempre per Arkadia, intitolato La storia vera di Diego Henares de Astorga.

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Oristano, presentazione del libro “Il cugino comunista”

20 giu, 2016 0

“Giovedì 23 giugno, alle ore 19, a Oristano presso la Sala Centro Servizi Culturali UNLA si terrà la presentazione del libro Il cugino comunista di Walter Piludu.
Presenta e coordina Gabriele Calvisi
Video “Il Cugino comunista, viaggio al termine della vita” di Antonello Carboni.

Interventi di Guido Tendas, Sindaco di Oristano S.E. Monsignor Ignazio Sanna, Arcivescovo di Oristano. Messaggio di Walter Piludu.

intervengono: Antonio Carta, Tore Cherchi, Alessio Mandis, Caterina Pes, Antonio Pinna, Luigi Roselli, Antonio Solinas, Mario Tendas.

Il libro – Dal PCI alla Sla: l’itinerario umano e politico di Walter Piludu, nella narrazione autobiografica di un ex funzionario di partito, con lo scenario della politica dalla fine degli anni ’60 ai primi anni ’90 e con gli intrecci familiari, il ritratto di un combattente sconfitto ma orgoglioso, sino alla sua ultima battaglia di oggi per una necessaria buona legge sul fine vita.
Anche questo libro aiuterà la battaglia per una legge sul fine vita sebbene l’Autore non lo abbia programmaticamente concepito con questa finalità. La conclusione del libro è, infatti, la espressione di un pensiero che ispira un’azione in atto: pensiero e azione destinati a produrre effetti importanti sull’evoluzione dei diritti della persona nei fondamenti della nostra società. Aggiungo subito che, a mio avviso, di quel “manifesto” di pensiero e azione, si coglie il senso pieno solo in connessione con la biografia politica di Walter, narrata nella prima parte del libro. L’agire politico nel presente, infatti, è saldamente innestato nell’esperienza politica del passato. Il legame lo ritrovo nelle idealità professate, nel metodo praticato per affrontare le questioni, nel linguaggio usato. È passato un quarto di secolo dallo scioglimento del Partito comunista italiano (dove Walter ha militato), ma per milioni di italiani, i valori di quel partito costituiscono un riferimento attuale. Quella di Walter è la fonte del testimone diretto. Il cugino comunista del titolo del libro è Walter Piludu. Costretto in una sedia a rotelle dalla malattia, Walter narra in prima persona di vicende vissute, politiche essenzialmente ma non solo.

Dalla Prefazione di Tore Cherchi
L’autore
Walter Piludu Milano 1950, è stato militante e dirigente del PCI fino ai primi anni ’90. È stato segretario della sezione universitaria “Carlo Marx” fino al 1974. Ha diretto la FGCI della Sardegna fino al 1979. Eletto nel 1985 alla Provincia di Cagliari, nel 1988 ne divenne Presidente. Contrario alla svolta della Bolognina non aderì al PDS e si impegnò nel Partito della Rifondazione Comunista, del quale fu coordinatore regionale fino al maggio 1992. Restò consigliere della Provincia di Cagliari come indipendente. Non aderì mai più ad alcun partito.”

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Sassari, la storia della politica e burocrazia in un libro

20 giu, 2016 0

In un libro la storia della politica e della burocrazia a Sassari. Oggi,lunedì 20 giugno, nella sala consiliare di Palazzo Ducale la presentazione del libro di Paolo Cau con Luigi Berlinguer e Manlio Brigaglia.

“Palazzo Ducale, politica, burocrazia e lavoro al Comune di Sassari in età liberale (1848-1914)”, è il titolo del libro scritto da Paolo Cau e promosso dal Comune di Sassari che sarà presentato oggi,lunedì 20 giugno, alle ore 19, nella sala consiliare di Palazzo Ducale.
Il volume, in sette capitoli, racconta la storia dell’amministrazione comunale di Sassari del 1848 sino alla Grande Guerra.
Il progetto – si legge nell’introduzione curata dallo stesso autore – mira al recupero del sistema di funzionamento della macchina amministrativa comunale nella sua coralità, quindi anche di quell’insieme di infrastrutture e servizi di cui l’organismo urbano si è andato dotando in quel periodo, dando corso ad una nuova forma di “organizzazione della città”, all’inseguimento di nuovi standard di vita collettiva: per le attività del mercato e per la macellazione della carne, per l’illuminazione delle strade e per la distribuzione dell’acqua potabile. Ed anche per la stessa immagine che la Municipalità voleva offrire di sé con una sede di rappresentanza e di lavoro importante.
Quindi dopo le vicende storiche e i modelli di organizzazione Paolo Cau affronta il tema della “casa” per il Comune e ancora la nascita e l’organizzazione della città moderna, del lavoro femminile, del servizio sanitario civico, delle guardie urbane e, in chiusura, traccia il profilo di alcuni protagonisti della vita del municipio sassarese.
«Il volume è un affresco della nostra storia amministrativa, con le sue accelerazioni e anche con le sue contraddizioni – afferma il sindaco Nicola Sanna, che ha fortemente voluto la realizzazione del progetto – fatta di politica, burocrazia e lavoro, ma inscindibile da quella della città. E come tale aiuta a dispiegare la collocazione del Comune nella trama dell’imago urbis istituzionale, sociale, culturale, oltreché storico-architettonica, in un momento in cui Sassari già esprimeva consolidate funzioni metropolitane».
All’incontro, diretto da Antonello Mattone e aperto dai saluti del sindaco di Sassari Nicola Sanna e dell’assessora alla Cultura Raffaella Sau, parteciperanno gli storici Luigi Berlinguer e Manlio Brigaglia.”

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