26 April, 2017
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Seduta del Consiglio regionale del 19 luglio

19 lug, 2016 0

Seduta del Consiglio regionale del 19 luglio.

Incominciato l’esame sul DISEGNO DI LEGGE N. 321/A (GIUNTA REGIONALE) “Istituzione dell’Azienda sanitaria unica regionale (ASUR) e disposizioni di adeguamento dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifiche alla legge regionale 28 luglio 2006, n. 10 (Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge regionale 26 gennaio 1995, n. 5)”.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito il Consiglio ha iniziato l’esame dell’ordine del giorno con il Dl 321/A (“Istituzione dell’azienda sanitaria unica regionale – Asur – e disposizioni di adeguamento dell’assetto istituzionale e organizzativo del servizio sanitario regionale. Modifica della legge 10/2006 – Tutela della salute e riordino del servizio sanitario della Sardegna. Abrogazione della legge 5/95”).

Intervenendo sull’ordine dei lavori, il consigliere Emilio Usula dei Rossomori ha segnalato all’attenzione del Consiglio, come “fatto di una gravità fuori dal Comune” la vendita all’asta per soli 258.000 euro «una parte del patrimonio genetico della popolazione ogliastrina, 230.000 campioni di 13.000 cittadini, per iniziativa di una società londinese quotata in borsa e cresciuta in borsa nel frattempo di ben 11 punti». Tutto questo, ha protestato vivamente Usula, «è accaduto nel colpevole silenzio della politica; noi invece riteniamo che non sia lecito che il nostro patrimonio genetico possa essere nella disponibilità esclusiva di una società estera per una cifra da elemosina, perché così stiamo aprendo le porte a presunte eccellenze sanitarie straniere». E indubbiamente un intervento tardivo, ha concluso, «ma che almeno Giunta e politica si adoperino almeno per non escludere le nostre università dalla ricerche relative a con quei dati».

Il presidente ha osservato che, dal punto di vista formale, l’intervento del consigliere Usula non può essere considerato pertinente all’ordine dei lavori, ed ha invitato il consigliere a trasformarlo in atto dell’Assemblea. Successivamente ha dato la parola al relatore di maggioranza del Dl n.321/A, il presidente della commissione Sanità Raimondo Perra (Psi).

Nella sua relazione, Perra ha parlato di «un giorno importante non solo per la maggioranza ma per tutto il Consiglio regionale, tappa fondamentale di un percorso della riforma sanitaria già avviato nel 2014, di cui l’azienda unica lascia inalterati i capisaldi». Sulla riforma, ha ricordato, «c’è stato un grande dibattito come è comprensibile per una legge di così grande portata richiesta dai cittadini che lamentano giustamente grandi problemi nell’accesso al diritto alla salute». Forse sarebbe servita qualche riflessione in più, ha aggiunto Perra, «e questo è un compito dell’Aula, comunque siamo davanti ad una riforma coraggiosa, forse anche impopolare, ma necessaria, che funzionerà se si dimostreranno all’altezza gli operatori della sanità ad ogni livello; con la governance unitaria cambia in profondo il sistema e si colpiscono alla radice sprechi ed inefficienze». Nella fase transitoria, ha posi spiegato il presidente della commissione Sanità, «il nuovo Dg dovrà pilotare il passaggio a nuova struttura e individuare gli ambiti territoriali ottimali secondo uno schema più coordinato più semplice, aperto alla partecipazione degli Enti locali, con meno costi, per dare ai sardi un servizio di qualità».

Per la minoranza il vice presidente della commissione Sanità Marcello Orrù (Psd’Az) ha affermato che la riforma «ha un suo disegno strategico ma finalizzato soltanto ad occupare posizioni di potere, è una specie di colpo di mano per sostituire posizioni dirigenziali diversificate con un uomo solo al comando, dando vita ad una nuova fase di accentramento in cui una sola persona deciderà tutto sulla sanità pubblica regionale, obbedendo ciecamente agli ordini del potere politico». Orrù ha inoltre negato che la riforma possa produrre risparmi. In realtà, ha detto, «è solo un paravanto per nascondere le responsabilità della maggioranza, i risultati concreti sono fumosi ed il sistema sardo appare fuori dalla realtà». Dal punto di vista politico, ha aggiunto Orrù, «emergono la solita ipocrisia e la malcelata complicità dei consiglieri del centro sinistra che si voltano come sempre dall’altra parte di fronte ad una manovra centralista che non contiene azioni incisive, perché non c’è sviluppo della sanità ma un susseguirsi di tagli lineari che nei prossimi mesi impatteranno negativa sulla realtà locale, soprattutto nelle zone interne». Non c’è un solo a sostegno delle tesi della maggioranza, ha concluso Orrù, «fatta eccezione per uno studio dell’Università di Venezia ed è davvero ben poco per un esecutivo fatto da accademici».

Il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, sull’ordine dei lavori, ha comunicato che gli è stata richiesta la firma per la convocazione dell’assessore dei Trasporti in commissione. Non vorrei, ha sostenuto, «che si consentisse, come è accaduto oggi, di sovrapporre i lavori dell’Aula a quelli della commissione Bilancio; penso che sia un modo sbagliato di procedere, oltre che vietato dal Regolamento; se ci sono esigenze particolari devono valutarle i capigruppo».

Il presidente ha dichiarato che, in effetti, c’è stato un fortuito sfasamento di tempi.

Il capogruppo dell’Udc Gianluigi Rubiu si è associato alle argomentazioni dell’on. Pittalis.

Intervenendo nella discussione generale della riforma della sanità, il consigliere del Pd Luigi Ruggeri ha sottolineato che «il provvedimento si inserisce nel percorso di ricerca dell’equilibrio fra processi di fusione ed efficienza del sistema sanitario, tenendo presente che i processi di concentrazione hanno notevoli passi avanti in campo nazionale con una riduzione delle aziende di oltre il 25%, in molte Regioni come Friuli-Venezia Giulia, Lombardia, Emilia, Toscana e Veneto». Rispetto a tali situazioni, ha proseguito Ruggeri, «è difficile trovare un modello comune sorretto da chiare evidenze scientifiche, resta il fatto che il sistema sardo è quello più costoso e poco efficiente e quindi l’Asur è una risposta coerente a questa situazione; noi pensiamo che la governance unica possa produrre risposte efficaci e non risparmi basati su tagli dei servizi». Abbiamo il dovere, ha aggiunto il consigliere, «di modificare la realtà in modo strutturale altrimenti non ci saranno risultati; nel breve periodo ci saranno vantaggi dal punto di vista finanziario su servizi ed acquisti ma in prospettiva il vero risparmio arriverà dalla diffusione delle conoscenze e di una cultura di buoni comportamenti, investendo anche su persone perché le risorse umane della sanità sarda sono invecchiate». Dobbiamo innovare rischiando, ha concluso Ruggeri, «mettendo anche nel conto con la possibilità di sbagliare, restare fermi sarebbe invece un grave danno per la società sarda».

Al termine di quest’ultimo intervento, il presidente ha disposto una breve sospensione della seduta. (Af)

Alla ripresa è intervenuto l’on. Edoardo Tocco (Forza Italia): “La riforma deve essere fatta ma ci troviamo a fare questa razionalizzazione in tempi rapidissimi, facendo diventare periferico il problema dei piccoli ospedali della Sardegna. Ecco, da quelle esigenza, dei territori saremmo dovuti partire invece che pianificare dall’alto una riforma che sta suscitando una reazione negativa in tutta la Sardegna”. L’oratore ha parlato anche dell’autonomia gestionale prevista dalla riforma: “Quanto sarà ampia questa autonomia? Il nuovo direttore generale avrà tanti poteri al punto che non ne avrà più l’assessore alla Sanità? Ho l’impressione che ci sia troppa fretta in questa riforma e ho notato che pure la commissione consiliare è stata esautorata. Mi dispiace”.

Per l’on. Roberto Deriu (Pd) “la prima considerazione da fare è che il presidente della Regione ci sta offrendo la possibilità di essere protagonisti in una svolta, quella in materia sanitaria. L’opinione pubblica condivide la necessità di un intervento impellente sulla Sanità per contenerne i costi e realizzare servizi uniformi in tutta l’Isola e competitivi sotto il profilo medico e delle tecniche. Non trovo convincente però un elemento cardine della riforma ovvero la possibilità che il direttore della struttura unica nella fase di avvio sia anche responsabile di un’azienda. Penso che sia una grande difficoltà, anche per un supermanager”. L’esponente del Pd nuorese ha proseguito sulla scorta di altri rilievi al testo di legge, per il quale ha richiamato l’attenzione dell’Aula e in particolare del suo partito: “C’è una grande responsabilità delle giunte regionali che dovranno gestire questa grande riforma, che dovrà poi essere applicata con sapienza tecnica e lungimiranza politica”.

Per Forza Italia ha preso la parola l’on. Marco Tedde (Forza Italia), che ha detto: “Si sente dire in queste ore di tutto, anche che il Consiglio regionale debba svolgere in questa vicenda un ruolo notarile e ragionieristico. State lavorando, colleghi del centrosinistra, sotto la cappa grigia delle purghe staliniane: dove siete? Dov’è la maggioranza e dov’è la commissione? Da tutto questo vostro lavoro deriva una qualità normativa molto scadente. Nel frattempo pensano a tutto i commissari, in barba alle direttive della giunta, dando consulenze a siciliani. E nel frattempo il buco della Sanità si allarga. Ma avete prorogato voi i commissari o sono i commissari che stanno prorogando la vita di questa giunta Pigliaru?”.

Per il Partito dei Sardi ha preso la parola l’on. Gianfranco Congiu, secondo cui “siamo consapevoli di partecipare a un processo di rinnovamento ineludibile. Nella nostra isola non siamo all’anno zero sulla Sanità e non si annoverano casi di mala sanità come altrove. Nella logica di dare risposte sanitarie di qualità, in tutti i territori, la relazione tra la Sanità e chi usufruisce deve essere attiva e fattiva. La vera innovazione sarà nella erogazione del sistema di welfare. Con questo livello di attenzione noi ci siamo posti davanti alla riforma e ne do atto all’assessore e al presidente della Regione”.

Secondo l’on. Ignazio Locci (Forza Italia) “in realtà con questo schema di legge non si riforma nulla perché non è riformato il modello economico di organizzazione sanitaria e di finanziamento. Ancora, abbiamo scoperto dall’intervento dell’on. Deriu, che ancora dovete trovare il modello amministrativo. Noi non avevamo bisogno di leggere i quotidiani per conoscere il livello della spesa sanitaria e del disavanzo: è arrivato il momento di dirvi che questa non è una riforma storica e tra qualche mese ne avrete la dimostrazione quando proverete ad applicarla”. (c.c.)

Il consigliere dell’Udc, Gianni Tatti, ha lamentato il mancato parere del Consiglio delle autonomie locali (il mandato è nel frattempo scaduto): «E’ un fatto grave e preoccupante anche alla luce delle proteste che si levano nei diversi territori della Sardegna».

L’esponente della minoranza ha quindi criticato l’operato dei commissari delle Asl («continuano ad assumere iniziative anche in questi giorni in cui si annuncia la riforma delle aziende sanitarie») ed ha affermato che «il modello di servizio sanitario proposto nel Dl 321 farà aumentare “l’ospedalicentrismo” con l’accentramento dell’offerta sulle grandi strutture cagliaritane». «Aumenterà così – ha spiegato Tatti – la migrazione delle zone interne verso Cagliari, Olbia e gli altri i grandi centri, mentre serve la territorializzazione dell’offerta sanitaria». Il consigliere dei centristi ha quindi accusato la Giunta regionale di operare con un “prospettiva soltanto economicistica” mentre il fine ultimo della riforma deve essere quello di salvaguardare e garantire “lo stato di salute delle popolazioni”.

Tatti ha concluso definendo “pericoloso” l’accentramento di potere in un’unica persona nominata dal potere politico ed ha ribadito che “con la riforma dell’Asl unica restano in realtà cinque aziende (Asur, Brotzu, le aziende ospedaliero universitarie di Cagliari e Sassari e l’azienda dell’emergenza urgenza”. «Si prevedono anche – ha dichiarato il consigliere dell’Udc – aree socio sanitarie locali articolate in distretti con annessi direttori e con capacità autonoma di spesa che dimostrano che non c’è semplificazione nè razionalizzazione del sistema».

La consigliere del Pd, Rossella Pinna, ha ribadito pieno sostegno al progetto riformatore intrapreso dalla Giunta e dalla maggioranza («ci assumiamo la responsabilità di trovare soluzioni alle criticità della nostra sanità che è la Cenerentola in italia») ed ha definito “malata” la sanità sarda.

Riprendendo l’ultimo pronunciamento della Corte dei Conti sull’aumento della spesa sanitaria regionale, la consigliera del centrosinistra, ha evidenziato come nella stessa si riconoscano “gli sforzi del governo regionale per il controllo della spesa” e che “sull’incremento della spesa farmaceutica incidono i farmaci cosiddetti innovativi (quelli per diabete, talassemia, epatite tipo “c”)”.

L’onorevole Pinna ha quindi ricordato come il nuovo assetto organizzativo proposto con la riforma sia in linea con le tendenze in atto nel resto d’Italia dove, così ha affermato l’esponente dl Pd, in quattro anni si è passati da 330 a 245 aziende sanitarie. «La Asl unica – ha insistito Rossella Pinna – rafforza la relazione tra centro e periferia con la previsione delle aree socio sanitarie locali ma il beneficio più grande sarà quello di riuscire a garantire nuove sinergie per rendere il sistema sanitario sardo più equo e sostenibile».

Il consigliere Michele Cossa (Riformatori) ha ricordato le iniziative intraprese dal suo gruppo consiliare, nella precedente e nella legislatura in corso, tendenti all’istituzione della Asl unica e si è detto soddisfatto che la Giunta regionale abbia “sposato l’idea avanzata dai Riformatori”.

«La riforma della sanità – ha ribadito l’esponente della minoranza – non è un’opzione ma una scelta necessitata ma la nostra proposta muove con l’obiettivo di far ritrarre la politica dalla sanità sarda e vuole garantire alla Regione compiti e funzioni di programmazione, controllo e verifica degli obiettivi». «Bene dunque – ha proseguito Cossa – la gestione centralizzata degli acquisti e del personale, perché è lì che sono più elevati i rischi per la corruzione e gli sprechi».

Nella parte conclusiva del suo intervento, il consigliere dei Riformatori, ha denunciato la corsa “alla nomina” in atto nelle diverse aziende per prefigurare eventuali “posizioni di privilegio” in vista dell’operatività dell’Asur ed ha dunque invitato l’assessore della Sanità “ad azzerare tutte le nomine fatte in questi ultimi mesi dai commissari della sanità sarda”. Cossa ha quindi auspicato la nomina di un super manager («un Marchionne, per intenderci») alla guida della istituenda Asur ed ha dichiarato di “attendere gli emendamenti annunciati per valutare se le proposte di modifiche del centrosinistra indichino davvero la volontà di cambiamento o siano tendenti a rimettere le dita nella marmellata”

Il consigliere Christian Solinas (Psd’Az) ha aperto il suo intervento facendo riferimento alla vendita della Shardna ad una società inglese: «E’ una coincidenza nefasta che il dibattito sulla riforma della Sanità si sviluppi mentre apprendiamo della vendita del patrimonio genetico di ciascuno di noi per poche migliaia di euro, ed è per questo che invito la Giunta a farsi parte zelante perché la Sardegna non rinunci a questo enorme patrimonio anche alla luce della prevista autorizzazione al Brotzu per l’acquisizione di rami di azienda nel campo della ricerca, come dovrebbe accadere per la società “Fase1”».

Nel merito dei contenuti del disegno di legge, l’esponente della minoranza ha riconosciuto che in Italia è in atto un processo di aggregazione delle Asl ma ha affermato che nel 2015 le perdite del sistema siano aumentate rispetto agli anni precedenti, raggiungendo la considerevole cifra di 33, 75 miliardi di euro.

«Esistono degli studi – ha proseguito Christian Solinas – come quelli dell’Università Bocconi che ci dicono che la reingegnerizzazione di un ospedale può generare risparmi fino al 20% nel breve periodo, mentre gli studi che si riferiscono all’azienda unica dimostrano che l’eventuale risparmio può quantificarsi nel 4 o 5% nel medio periodo».

Il segretario dei sardisti ha quindi invitato ad un’ulteriore approfondimento sul modello organizzativo ed ha ricordato che gli spazi per la riduzione della spesa sono ridottissimi («da anni si assiste alla riduzione delle risorse e bisogna superare la retorica del costo della siringa, perché la sfida è quella di una nuova organizzazione che tenga conto del modificato quadro epidemiologico sardo dove aumentano cronicità e la popolazione è più anziana»).

«Auspico correttivi profondi – ha concluso Christian Solinas – e in attesa degli emendamenti annunciati sospendo il giudizio sul disegno di legge». (A.M.)

La consigliera Anna Maria Busia (Sdl) ha sostenuto che « la riforma che rappresenta un processo importante dal punto di vista politico e sociale, anche perché la percezione delle persone disegna un sistema di sofferenza non più tollerabile, segno di un modello ospedalo-centrico che deve essere superato, che ha problemi di sostenibilità e di trasparenza che restano aperti a causa di una visione marcatamente economicistica dello stesso sistema che, però, perde di vista la vera missione, il diritto alla salute dei cittadini». Il modello della Asl unica, ha detto ancora la Busia, indubbiamente «semplifica e centralizza e potrebbe rappresentare una scelta valida ma richiede più coraggio e soprattutto un cambiamento di logica che consenta rettifiche in corsa ove necessarie, insomma una gestione dinamica con un forte rapporto fra soggetti gestionali e politici». Sotto questo profilo, ha precisato, «la nostra proposta di tre aree omogenee ci sembra più convincente, anche perché parte dalla centralità dell’organizzazione e non ci sembra che questo aspetto sia correttamente affrontato dal testo della Giunta per cui a nostro avviso occorre correggere alcune carenze tecniche, cosa che faremo con alcun emendamenti qualificanti». Per noi, ha continuato, «azienda unica significa nuove funzioni per una azienda regionale ma non si può pensare che il tavolo tecnico non sia servito ad immaginare uno schema nord-centro-sud, siamo anche contrari all’Areus come nuova azienda monofunzione e per una forte attenzione alla fase transitoria; divergenze ce ne sono e non le neghiamo, dobbiamo andare verso una dimensione nuova e confido in un ripensamento complessivo».

Il consigliere Giancarlo Carta (Forza Italia) ha messo l’accento sulla mancanza di un dibattito aperto in commissione che avrebbe consentito anche alla minoranza di dare un contributo, «invece siamo qui davanti al solito testo che alla fine sarà stravolto dalle modifiche dell’ultimo momento, come dimostrato anche da molti interventi dei consiglieri della maggioranza; nel merito, inoltre, si sta proponendo una Asl unica che in realtà non c’è perché le aziende sono cinque ed i risparmi non sono superiori al 2% annuo: siamo alla montagna che partorisce il topolino». La sanità sarda, ha aggiunto Carta, «ha bisogno di ben altro e dei gravi limiti di questa riforma si sono accorti gli stessi cittadini e restiamo convinti che lo schema ottimale sia quello di nord-centro- sud che avrebbe avuto ben altro senso». Quanto alla governance, ha osservato, «emerge la figura del mega direttore generale che finisce per svuotare di ogni ruolo l’assessore della Sanità, basti pensare a quanto accaduto nelle gestioni dei commissari, andate sotto molti profili fuori controllo: concorsi, assunzioni, promozioni, istituzione di nuovi servizi». Noi siamo per il cambiamento, ha concluso, «e la riforma della sanità deve essere una riforma di tutti i sardi, ma è stata la maggioranza a scegliere una strada opposta».

Il consigliere Stefano Tunis, anch’egli di Forza Italia, ha detto di sentir aleggiare sul Consiglio «l’ennesimo spettro della soluzione finale della grande riforma, con un testo totalmente riscritto dagli emendamenti della Giunta, con una sconfessione plateale del lavoro della commissione e dello stesso dibattito fin qui svoltosi in Consiglio ma, stando al testo che c’è, sospenderò il giudizio politico ma rinnovo la disponibilità a partecipare in maniera attiva alla costruzione di una buona riforma, visto che stiamo parlando di una legge fondamentale per la Sardegna». Ricordando che di Asl unica non si parlò mai in Sardegna prima della fine del 2015 quando si profilava un aumento delle imposte, Tunis ha dichiarato che «le evidenze scientifiche sono poche nonostante il problema della riduzione delle aziende sia stato affrontato da molte Regioni fin dagli anni ‘90, passando da una soglia di 200.000 abitanti per azienda ad una più equilibrata di una per 400.000 abitanti». Per noi, ha assicurato, «basterebbero tre Asl, parlando di cose applicabili e non di salti nel buio, perché non possiamo riorganizzare la sanità senza intervenire a tutto campo, quindi anche sulla rete ospedaliera e sulle tariffe». Aspetto argomenti della Giunta e della maggioranza, ha concluso, «perché prima si parla di organizzazione snella ma poi fra Regione, aziende, aree, distretti, si allunga la catena di comando con grande impatto sull’utenza; sembra il tentativo della maggioranza di riequilibrare il testo della Giunta».

Il consigliere Giorgio Oppi (Udc) ha affermato che non avrebbe mai creduto di essere d’accordo con la Giunta ma, nei fatti, «è vero che il sistema non garantisce il diritto alla salute dei sardi, la spesa è fuori controllo, dati con i quali la stessa Giunta dichiara il suo fallimento ma purtroppo l’onestà intellettuale non è durata a lungo perché sono stati prorogati i commissari per l’estate (e forse ci sarà un emendamento della maggioranza per farli arrivare fino a dicembre), continua il silenzio sul Mater Olbia, c’è da chiedersi quanti nella maggioranza siano consapevoli della realtà», La sanità è pericolosa per chi governa, perché si vive ma si può anche morire, ha avvertito Oppi, «e al terzo anno di governo di questa maggioranza la situazione peggiorata tanto che la Corte dei conti parla di voragine; quella della Asl unica è una legge che nasce male con emendamenti azzerati in commissione, non è poi unica perché comprende quattro o cinque aziende ma ciò che è più sbagliato è incidere su unica cosa positiva, che era il radicamento territoriale delle strutture». La centralizzazione, secondo il consigliere dell’Udc, «ha senso per le questioni amministrative lasciando le Asl alla loro missione naturale, mentre qui si sta creando un caos enorme senza dati scientifici, le riforme non si fanno a sentimento in fretta e furia, al termine di un lunghissimo ciclo di audizioni in cui sono tutti contrari: a che istanza risponde allora?» Solo a quella, ha concluso Oppi, «dell’uomo solo al comando, col massimo del potere senza controllo, mentre noi siamo per la prevalenza della politica sulla burocrazia».

Il consigliere Luigi Crisponi (Riformatori) ha riconosciuto all’assessore Arru esperienza e competenza precisando però di non essere ottimista «perché quanto è accaduto dall’inizio della legislatura non consente nessuna apertura, soprattutto perché la riforma arriva in Aula con un pesantissimo fardello di proteste arrivate da tutti i territori della Sardegna, la vera voce dei cittadini che la maggioranza e la Giunta hanno ignorato». Noi siamo per la Asl unica e non da oggi, ha ribadito Crisponi, «perché riteniamo che la sanità debba essere gestita da chi davvero la conosce con la politica che fa un passo indietro, in modo da ricostituire quel clima di fiducia che è venuto meno; auspichiamo che l’assessore respinga gli assalti dei suoi compagni di squadra e richiami semmai il presidente a lottare al suo fianco».

Il consigliere Paolo Truzzu (Misto-Fdi) ha detto di aver faticato a resistere alla «tentazione di sparare a zero che la stessa maggioranza ha alimentato, visto che nessuno ha difeso la proposta per convinzione, nel merito e nel metodo; anzi, dopo anni di dibattiti all’ultimo tornante si cambia tutto e si ricomincia daccapo». La situazione è disastrosa e tutti vogliamo cambiare ma non a prescindere, ha osservato Truzzu, «bisogna fare bene non tanto sul numero delle Asl quanto su come garantire la salute dei cittadini e come creare nuovo sistema di prevenzione e di cure; da questo punto di vista l’Asl unica non risolve i problemi della sanità sarda che ha i conti fuori controllo, i servizi continuamente tagliati prima ancora del varo del varo della riforma, si assiste al solito assalto alla diligenza con i commissari che attribuiscono incarichi per i prossimi tre anni». Questi danni li pagheranno i cittadini sardi, ha protestato Truzzu, «ed anche per questo la scelta dell’Asl unica è perciò una scelta di disperazione, con gestione affidata ad un monarca unico, che forse non sarà nemmeno sardo e magari risponderà ad altre logiche; tuttavia non può essere l’unica soluzione possibile, è ora di tornare alla politica migliorando il sistema ed è una cosa che possiamo fare già ora con gli strumenti disponibili, rinforzando magari l’assessorato e rinunciando all’ennesimo compromesso al ribasso che inchioda la maggioranza alle sue responsabilità ma non fa bene a tutta la politica». (Af)

Dopo l’on Truzzu ha preso la parola l’on. Augusto Cherchi (Partito dei Sardi), che ha detto: “La riforma che stiamo esaminando è necessaria, perché sono evidenti le lacune di qualità e di sostenibilità economica della Sanità sarda. Non serve soffermarci su chi ha prodotto il debito e su come lo ha prodotto: negli ultimi quindici anni la politica sarda non è stata capace di curare questo sistema malato. C’è bisogno di un cambiamento ragionato e calato sui bisogni della Sardegna”. Sulla riduzione del numero delle Asl ha detto: “Accorpare non sempre significa risparmiare. Ma se sono favorevole a uno choc nella Sanità chiedo anche che sia il Consiglio regionale a farlo e non con atti attuativi a carico della Giunta. Per questo presenteremo emendamenti sull’Areus e non solo, proponendo nuovi dipartimenti che migliorino in Aula questa legge”.

Per il coordinatore di Sel, on. Luca Pizzuto, “siamo alle soglie di un cambiamento epocale per la Sanità sarda. E’ evidente che non possiamo continuare con questo modello sanitario ma la legge deve avere già gli strumenti per la gestione del sistema. Ci serve una legge che consenta davvero la riduzione degli sprechi ma che al tempo stesso garantisca la salute anche alle realtà sarde minori”.

Il presidente Ganau ha dichiarato conclusi i lavori della mattinata. L’Aula riprenderà alle 16.

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Seduta del Consiglio regionale

28 giu, 2016 0

Seduta antimeridiana del Consiglio regionale del 28 giugno 2016.

Rinviata l’elezione del Vice presidente del Consiglio. Approvato il conto consuntivo del Consiglio regionale per l’anno 2015; la rendicontazione annuale dei gruppi consiliari 2015 e il resoconto attività Corecom 2015. Approvata la Pl 347 (Cocco Pietro e più) “Disposizioni urgenti in materia di Lavori Pubblici”. Approvato il DL 338: prorogati i commissari nelle Asl fino al 31agosto 2016.

La seduta si è aperta sotto la presidenza del presidente Gianfranco Ganau. Dopo le formalità di rito, il presidente ha comunicato che, per quanto riguarda l’elezione di un vice presidente dell’Assemblea, è stato raggiunto un accordo per il rinvio.

Successivamente l’Aula ha cominciato l’esame del Conto consuntivo del Consiglio per l’anno 2015. Il presidente del collegio dei Questori Per Mario Manca ha sottolineato l’importanza del documento, che consente di confrontare i risultati di esercizio e la previsione di spesa, verificandone la coerenza. Rispetto ad una dotazione complessiva di 66 milioni e 300 mila euro, ha aggiunto Manca, si è verificato uno scostamento di oltre 5 milioni riconducibile ad economie su tutte le voci di spesa.

Prima di passare al voto, il capogruppo di Sdl Roberto Desini ha chiesto se, a differenza degli esercizi precedenti, erano state previste relazioni del collegio dei Questori al completo.

Il presidente Ganau ha risposto negativamente, precisando che la relazione del presidente rappresenta ovviamente tutto il collegio.

Il consigliere dell’Udc Giorgio Oppi, intervenendo per fatto personale, ha lamentato che «il collega Desini interferisce ancora sempre sullo argomento; per quanto concerne il bilancio di previsione del 2015 ho motivato la mia astensione, mentre ora ho votato il consuntivo, sia chiaro comunque che non prendo direttive da nessuno».

Al termine di quest’ultimo intervento il Consiglio ha approvato tutti i documeti che compongono il rendiconto: entrate, spese, allegati, rendiconti dei gruppi sul personale il comando, rendiconto finanziario del Corecom.

Prima del voto finale, il consigliere del gruppo Misto Mario Floris ha ricordato che, con una lettera, il presidente dell’Assemblea ha informato i consiglieri sulle possibili ripercussioni negative della riforma costituzionale sulla dotazione organica dei gruppi consiliari. «Io interpreto queste norme in materia diversa e ritengo che il Consiglio abbia gli strumenti per agire a sua tutela», ha detto Floris, «però ritengo che in generale il Consiglio non possa restare assente da grande questione che riguarda tutta politica; propongo quindi una seduta ad hoc per evitare la paralisi delle istituzioni regionali».

Il presidente Ganau ha definito «molto utile» il richiamo di Floris all’argomento oggetto della lettera, scaturita da un dibattito nazionale svoltosi in sede di conferenza dei presidenti dei Consigli regionali, dibattito dal quale il problema prospettato esce in parte ridimensionato anche a seguito di un ordine del giorno sulla materia da parte del Governo nazionale. Si tratta di un segnale positivo, ha concluso il presidente del Consiglio, rispetto al quale occorre comunque non abbassare la guardia ed intensificare il lavoro dei Consigli regionali di concerto con i due rami del Parlamento.

Successivamente il Consiglio ha espresso il voto finale sul rendiconto, con 37 voti favorevoli e 22 astensioni.

Al termine dello scrutinio, il presidente ha comunicato che in base alle decisioni della conferenza dei capigruppo saranno sottoposti all’attenzione dell’Aula due provvedimenti urgenti in materia di Lavori pubblici e Diritto allo studio; la seduta è stata quindi sospesa per consentire la distribuzione dei documenti. (Af)

Alla ripresa dei lavori il presidente Ganau ha aperto la discussione sulla proposta di legge n. 347 “Disposizioni urgenti in materia di Lavori Pubblici” firmata da tutti i gruppi di maggioranza e opposizione. Il provvedimento, portato in Aula con la procedura d’urgenza prevista dall’articolo 102 del Regolamento, detta le linee per la mitigazione del rischio idrogeologico e per dare soluzioni ad alcune problematiche sul fronte dei lavori pubblici.

Non essendoci iscritti a parlare, il presidente Ganau ha messo in votazione il passaggio agli articoli che è stato approvato dall’Assemblea. Approvati, in rapida successione, anche i quattro articoli del testo di legge: l’art 1 “Disposizione per la gestione delle piccole dighe”; l’art.2 “Disposizioni per l’accelerazione degli interventi per la prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico ed altre opere urgenti”; l’art.3 “Acquisizione di aree strumentali al servizio idrico integrato”; art. 4”Entrata in vigore”. L’Aula ha poi approvato il testo finale con 44 voti a favore e 2 contrari.

Si è quindi passati all’esame del D.L n. 338 per la proroga, fino al prossimo 31 luglio, degli attuali commissari delle Asl.

Il presidente della Commissione Sanità Raimondo Perra, relatore di maggioranza, ha parlato di provvedimento necessario per consentire al Consiglio di approvare la legge che istituisce l’Azienda sanitaria unica regionale (Asur). «La Commissione –ha detto Perra – ha preso atto della richiesta della Giunta approvando il D.L., senza modifiche e con il solo voto della maggioranza, il 17 giugno scorso».

Profonda delusione per la presentazione della richiesta di proroga dei commissari delle Asl ha invece espresso il relatore di minoranza Gianfranco Carta (Forza Italia).

«Secondo la legge 23 del 2014 – ha ricordato Carta – il commissariamento sarebbe dovuto durare quattro mesi, il tempo necessario per avviare la riforma sanitaria. Questo disegno di legge rappresenta invece l’ennesima proroga utile a risolvere i problemi interni alla maggioranza»

Carta ha quindi elencato i vari interventi adottati da Giunta e Consiglio negli ultimi tempi: dalle precedenti proroghe dei commissari (L.R. 22 del 2015) alla legge 36 del 2015 che prevedeva, entro 30 giorni dall’approvazione, l’istituzione dell’Asur.

«Questa proroghina serve non a consentire un’istruttoria compiuta del disegno organico in Commissione – ha sottolineato Carta – ma esclusivamente a dar modo a una maggioranza che si è mostrata quanto mai divisa e litigiosa, di comporre i propri contrasti interni».

Il relatore di minoranza ha quindi paventato il rischio che lo strumento della proroga, strumento a cui si dovrebbe ricorre in casi eccezionali, venga invece istituzionalizzata “in deroga alle norme sui requisiti e sulle modalità di nomina degli organi permanenti e in contrasto con la normativa nazionale”.

Carta, a nome di tutta l’opposizione, ha concluso il suo intervento annunciando il voto contrario al D.L 338 ed esprimendo rammarico «per non aver potuto dare il proprio contributo a scrivere un buon testo di riforma nell’interesse di tutti i sardi e del loro incomprimibile diritto alla salute».

Ha poi preso la parola il consigliere Edoardo Tocco (Forza Italia) che, dopo aver lamentato l’assenza in Aula del presidente Pigliaru, ha bocciato senza mezzi termini la proposta di proroga dei commissari delle Asl presentata dalla Giunta.

«E’ un provvedimento farsa – ha detto Tocco – questa fiera prima o poi dovrà finire. Non si vede una strategia sulla sanità. Più volte ho visitato i piccoli presidi della Sardegna dove ho registrato un gran malcontento. I territori si mobilitano e voi siete qui a proporre un’altra proroga dei commissari».

Tocco ha ricordato le difficoltà presenti in molti ospedali: dalle lunghe liste d’attesa al Brotzu e all’Oncologico fino ai disagi vissuti dai piccoli nosocomi. «Ciò che più fa specie è che la Commissione Sanità non conta più niente – ha rimarcato l’esponente azzurro – serve uno scatto d’orgoglio. Ho paura che la situazione non si risolverà con l’ennesimo commissariamento al 31 di Luglio. E’ necessario che raggiungiate un accordo al più presto».

Piermario Manca (PdS) ha annunciato il voto contrario al provvedimento. «Il problema non è dare una proroga ma mettere in evidenza che le persone prorogate non sono all’altezza – ha detto Manca – avevano il dovere di risolvere i problemi per cui sono stati indicati. Sono consapevole che le questioni sono complesse ma alcuni commissari, non solo non riescono a risolvere i problemi più banali, ma anzi li amplificano. A Thiesi, per fare un esempio, manca il servizio ticket e la popolazione è costretta a recarsi alle Poste per il ritiro dei referti,. Si invoca la mancanza di personale, nonostante la Asl di Sassari abbia un +15% di personale amministrativo».

Manca ha quindi invitato la Giunta a una pausa di riflessione. «Forse è meglio fermarsi un attimo e ascoltare i consiglieri eletti. Mio dovere è segnalare con puntualità le storture ed esercitare il mio diritto di controllo – ha concluso Manca – voglio vigilare sulle istituzioni e dare risposte alle persone che mi hanno votato».

Marcello Orrù (Psd’Az), pur riconoscendo la legittimità dei commissariamenti (“diritto di una coalizione che si insedia dopo aver vinto le elezioni”) ha criticato la durata degli stessi. «Non vi siete resi conto che state andando incontro al terzo anno di governo e ancora ci portate un proposta di proroga – ha detto Orrù – due sono le questioni: o i commissari sono talmente bravi oppure c’è un problema all’interno della maggioranza».

Secondo il consigliere sardista, la proroga è uno dei segni della cattiva gestione della sanità sarda. «Da quando vi siete insediati abbiamo assistito a diverse manifestazioni di protesta e alla sofferenza di tante strutture di eccellenza che rischiano la chiusura: pediatria a Sassari, oculistica Ozieri, gli ospedali di Thiesi e Ittiri etc. C’è una tristezza infinita a constatare l’indebolimento della sanità a Sassari».

Per Orrù, infine, il D.L 338 certifica lo scollamento tra la Giunta e la sua maggioranza. «Le forze politiche che sostengono il governo regionale dichiarano contrarietà a una riforma rivelatasi fasulla. Nonostante ciò, l’atteggiamento borioso della Giunta prosegue, non soltanto nei confronti dei cittadini ma anche del Consiglio e della sua maggioranza. Un’arroganza – ha concluso l’esponente del Psd’Az – che si materializza in questo disegno di legge». (Psp)

Ignazio Locci (Fi) ha rivolto un richiamo alla maggioranza sulla situazione in cui versa la Sanità sarda, caratterizzata, a suo giudizio, da un disavanzo di 349 milioni di euro che a fine “2016 si stima raggiunga la cifra di oltre 400 milioni di euro”. Per Locci è necessario “superare il totem della asl unica e concentrarsi su una nuova governance”. «Il problema – ha affermato l’esponente della minoranza – è infatti il governo delle reti di cura e dei processi decisionali e non già un dibattito inutile su quante debbano essere le Asl». Ignazio Locci ha definito un “rattoppo” la proroga dei commissariamenti” ed ha evidenziato che alla sanità sarda serve garantire stabilità e continuità per assicurare servizi migliori e più accessibili. «Impegniamoci a costruire un sistema di governace utile ai cittadini – ha concluso Locci – e non un sistema legato alle esigenze partigiane della politica».

Il consigliere del Pd, Roberto Deriu, è intervenuto per preannunciare il voto a favore della proroga ma ha dichiarato che il termine del 31 luglio “non è realistico né concreto”.

Il consigliere Stefano Tunis (FI) ha affermato in premessa del suo intervento di voler evitare di cogliere “la ghiotta occasione per mettere in evidenza le difficoltà palesi della maggioranza” e di preferire un atteggiamento propositivo sul delicato tema della sanità. «Servono soluzioni – ha affermato l’esponente della minoranza – perché la sanità è il tema che unisce maggiormente i cittadini sardi che oggi temono di perdere ciò che hanno in materia di assistenza sanitaria». Tunis ha quindi criticato il termine del 31 luglio per la proroga dei regimi commissariali: serve il tempo necessario per approfondire un tema complesso. Il consigliere di Fi ha quindi invitato la maggioranza a “cogliere la disponibilità della minoranza per contribuire a realizzare una riforma efficace e condivisa, perché il costo della sanità è aumentato e la qualità dei servizi è peggiorata, anche per la cosiddetta discontinuità amministrativa.

Il consigliere dell’Udc, Giorgio Oppi, ha definito la proroga fino al 31 luglio dei commissariamenti “il secondo grande bluff della giunta dopo quello dell’ospedale fantasma del Mater Olbia”. «L’ospedale fantasma di Olbia – ha spiegato l’esponente dell’opposizione – ha come unica realizzazione la trasformazione da agricoli a edificabili dei terreni di proprietà dei Qatarini».

A proposito della proroga Oppi ha elencato glia adempimenti che, qualora la data del 31 luglio sarà approvata, attenderebbero l’eventuale direttore della cosiddetta Asl unica. «Nel mese di agosto – ha proseguito il leader centrista – si dovrebbe costituire un nuovo soggetto giuridico e fiscale, fare una nuova tesoreria, installare nuovi software, sistemare le graduatorie dei concorso, rifare le contrattazioni aziendali, il censimento del patrimonio e dei rapporti attivi e passivi, rivedere il riparto del fondo nazionale per i vari soggetti del sistema sanitario, l’accreditamento della nuova azienda, adeguare i Cup e tante altre cose che è irrealistico possano essere fatte nel mese di agosto». «Se proroga deve essere – ha concluso Oppi – che proroga sia, prendetevi quindi il tempo necessario per tutte le procedure e sia garantito il rispetto delle istituzioni».

Il consigliere dei Riformatori, Michele Cossa, si è detto “imbarazzato” dai termini della discussione e sui contenuti del provvedimento («il commissariamento è la prova della voracità dei partiti della maggioranza»). L’esponete della minoranza ha quindi ricordato la proposta di legge avanzata dal suo gruppo consiliare che prevede la proroga dei commissari nelle Asl fino al 31 dicembre 2016 ed ha evidenziato come sia del tutto assente una “valutazione sull’operato dei commissari che sono espressione della Giunta regionale con mandato e limiti precisi”. Cossa ha quindi criticato l’attuale gestione della sanità e delle Asl in particolare («assistiamo a cosa mai viste, ad incominciare dalla vendita del pesce nei sotterranei dell’ospedale Brotzu a Cagliari»). «La Asl unica – ha dichiarato Cossa – è l’unico modo per riportare a razionalità un sistema che non ha più controllo ma il penultimatum del 31 luglio è una data non realistica che dimostra come il centrosinistra non sarà in grado di fare alcuna seria riforma del sistema sanitario in Sardegna». (A.M.)

Il consigliere Oscar Cherchi (Forza Italia), iniziando con una sintesi, ha parlato di «una leggina che chiede l’ennesima proroga dopo due anni e quattro mesi dall’insediamento del centro sinistra al governo della Regione: un fallimento totale come ammesso da qualche collega della maggioranza, per cui diligentemente voterò contro e diligentemente condivido la proposta dell’opposizione». La scadenza di fine luglio, ha proseguito, «non è troppo lunga o troppo breve, non ci doveva nemmeno essere, noi critichiamo la maggioranza perché i risultati non ci sono e non basta essere un bravo medico per essere anche un bravo assessore della Sanità; non basta mettere assieme un cartello elettorale per governare bene la sanità sarda». Questa norma non deve neanche essere votata, ha concluso, «che la maggioranza trovi condivisione se ci riesce, altrimenti si nominino i direttori generali, almeno avremo una amministrazione stabile».

Il consigliere Gianni Tatti (Udc) si è detto in disaccordo con il collega Manca quando sostiene che le persone non sono all’altezza dei compiti assegnati. In realtà, ha sostenuto, «è la Giunta che non ha il coraggio di metterci la faccia e chiede ai commissari di agire per interposta persona a cominciare dal riordino della rete ospedaliera; è questa politica che sta andando contro tutti e forse a favore di qualcuno e sta distruggendo i servizi sul territorio». E’imbarazzante, ha ricordato, «vedere i consiglieri regionali eletti nelle zone interne che nei territori sfilano alle manifestazioni e poi votano tutto quello che decide la Giunta, come accaduto proprio pochi giorni fa nel Sarcidano; dovete parlare anche qui, dire che siete contro il taglio dei servizi, degli ambulatori, dei laboratori di analisi nei paesi e nelle città, contro il blocco del turn over, spiegare perché in ogni territorio stanno nascendo comitati spontanei di cittadini a difesa del diritto alla salute». Nell’azione dei commissari nominati dalla Giunta, ha terminato Tatti, «c’è anche molto materiale per la commissione di inchiesta, come i 750 euro a notte pagati ad un anestesista all’ospedale di Isili dove la sala operatoria è chiusa; non sono per l’antipolitica ma queste sono schifezze».

Il consigliere Chistian Solinas (Psd’Az), dopo aver affermato che i colleghi Deriu, Tunis e Oppi hanno detto cose ragionevoli, ha dichiarato di non essere scandalizzato dalla proposta di proroga in relazione a portata di riforma ma piuttosto, «lascia perplessi la data del 31 luglio con le criticità che abbiamo di fronte, con un modello di riforma che non sembra confortato da analisi ed indicatori ex ante ed ex post per sapere se si risparmierà o si spenderà di più; c’è invece un modello scientifico (ed anzi occorrerebbe una riflessione in più comparando le migliori esperienze dell’Italia, d’Europa e del Mondo) secondo il quale il modello della Asl unica è abbastanza in discussione ed i primi effetti concreti dicono che servono correzioni». Allora, si è chiesto Solinas, «perché questa fretta, senza valutazioni corrette ed una riflessione di tutta l’Aula? Al cittadino non interessano direttori o modelli organizzativi ma la qualità di servizi, la lunghezza liste d’attesa, le file al pronto soccorso o per le visite specialistiche; prima bisogna lavorare su questo studio (ce ne sono tanti altri disponibili) poi viene tutto il resto». Ha fatto bene il presidente Pigliaru, ha detto in chiusura il consigliere sardista, «a riaffermare le proprie competenze sui tempi della verifica ma, allo stesso modo, le forze politiche dovrebbero avere la forza per riaffermare che neanche il Consiglio può farsi dettare i tempi di riforme strutturali; se non difendiamo queste prerogative mettiamo in discussione noi stessi».

Il consigliere Paolo Truzzu Misto-Fdi) ha criticato il fatto che «alcuni della minoranza hanno spostato altrove il dibattito sulla Asl unica ma io, invece, non voglio rinunciare a denunciare le responsabilità della maggioranza pur condividendo la necessità di andare oltre le appartenenze, e ricordare a tutti cosa è successo in questi due anni». La legislatura, ha sostenuto, «è iniziata sapendo che la sanità era il problema dei problemi e la verità è che dopo due anni e mezzo siamo a bomba, la situazione è anche peggiorata e la sanità sta sottraendo ancora risorse al bilancio regionale». Questo è accaduto, ha annotato Truzzu, «perché il problema della sanità non è stato affrontato e non si sa che obiettivi seguano i commissari; anzi ognuno ha creato un suo califfato dove si vedono cose buffe, da una parte il blocco assunzioni e dall’altra si inventano posti di lavoro». La proroga, ha concluso soffermandosi sul merito del provvedimento, «semmai andrebbe legata ad una vera riforma, altrimenti tanto vale lasciare i commissari dove sono; politicamente, piuttosto, è ora che qualcuno si assuma qualche responsabilità dopo due anni e mezzo, in caso contrario la maggioranza ha dimostrato di non avere una consistenza, mandando ai sardi il messaggio devastante che nella sanità non è cambiato niente».

Il capogruppo dei Riformatori Attilio Dedoni ha parlato di una sanità che «registra dappertutto un momento di arretramento della qualità dei servizi rispetto al bisogno di salute; questo è il problema, un complesso di cose che riguarda l’organizzazione ed il funzionamento del sistema; sotto questo profilo chiedo alla maggioranza se ritenga di essere coerente dopo aver annunciato, in campagna elettorale, una vera e propria rivoluzione in sanità addossando tutte le colpe di ciò che non funziona al centro destra». Ora, ha aggiunto Dedoni, cosa è rimasto di quegli annunci? «Era solo propaganda e due anni e mezzo sono passati invano perché non ci sono stati confronti istituzionali ma trattative di potere; il problema non è la Asl unica ma verificare quanto fanno i commissari in materia di contratti, appalti ed assunzioni, è piuttosto quello dell’assenza di un vero progetto per la sanità sarda del futuro». Noi pensiamo, ha detto infine, «che la nostra Asl unica valga solo per personale ed acquisti lasciando autonomia ai territori ed è molto diversa dalla vostra».

Il capogruppo di Sel Daniele Cocco ha osservato che «molti colleghi dell’opposizione hanno sbagliato la tempistica perché all’ordine del giorno c’è la proroga dei commissari e non la riforma della sanità di cui avremo modo di parlare molto a lungo; siamo consci di tutti i problemi del servizio sanitario regionale ed anche del fatto che per molti non abbiamo trovato soluzioni». Tuttavia, ha continuato, «questo è accaduto non per colpa dell’assessore ma perchè ha messo in campo una squadra che non ha giocato come collettivo e non ha risposto alle aspettative, dimenticando che in questa fase ci si deve attenere solo agli atti ordinari e non è sopportabile che alcuni istituiscano nuove strutture complesse e semplici perché questo non lo accettiamo; così come non accettiamo che si facciano oggi atti di portata decennale, come quelli relativi ad da 90 unità provenienti dalle agenzie». Chiedo all’assessore, ha sollecitato Cocco, «un intervento di massima urgenza che blocchi immediatamente le delibere, perché non vorrei che qualcuno si faccia riconoscere generose indennità; ma non è giusto sottolineare solo le cose che non vanno, ce ne sono anche di buone come la decisione di prolungare il termine delle manifestazioni di interesse per la ricerca dei manager, bene così dimostreremo che saranno scelte le professionalità migliori». (Af)

In apertura del suo intervento, il capogruppo dell’Udc, Gianluigi Rubiu, ha ironicamente proposto una modifica del titolo del D.L in “Norme sulla politica del rinvio, del rinnovo delle poltrone e delle finte proroghe”. L’esponente della minoranza ha stigmatizzato la decisione della Giunta di procedere a un’ulteriore proroga dei commissari delle Asl: «La riforma del sistema sanitario prevedeva un termine di 4 mesi per il commissariamento delle Asl – ha sottolineato Rubiu – per cinque volte consecutive siete riusciti ad andare contro questo termine.
La Giunta si occupa di proroghe e non dei veri problemi della Sardegna».

Il capogruppo dell’Udc ha quindi segnalato la difficile situazione di alcune strutture territoriali come il Cto di Iglesias e il San Marcellino di Muravera. «Il pericolo è che con la Asl unica questi presidi vengano smantellati – ha rimarcato Rubiu – eppure la legge 23 andava in un’altra direzione. Il processo di riforma si è arenato. Non è servita la lezione che gli elettori hanno dato all’attuale maggioranza: le ultime elezioni amministrative hanno punito il centrosinistra ed evidenziato che la Sanità è il principale tema di scontro. Il diritto alla salute riguarda tutti».

Rubiu ha proseguito il suo intervento sottolineando i problemi interni alla maggioranza sulla Asl unica: «Per aggirare le difficoltà si ricorre al più vecchio degli espedienti: rinviare per tirare a campare – ha concluso il consigliere di minoranza – gli attuali commissari prendono decisioni senza controllo. La richiesta di proroga è, di fatto, una bocciatura per l’assessore. L’Udc è per il riordino della sanità, il piano deve passare da una maggioranza solida e certa, in grado di dare risposte. Si scivola invece nella politica dei rinvii e dei rimandi».

Alle accuse del centrodestra ha replicato sarcasticamente il capogruppo del Pd Pietro Cocco. «Sembra di assistere a una commedia – ha esordito Cocco – qui sembrano tutti scolaretti alle prime armi, persone che non hanno mai partecipato alla gestione della cosa pubblica. Quando ci siamo insediati nel 2014 la Sanità funzionava a meraviglia, il sistema era riformato, le Asl non venivano commissariate e i conti erano a posto. Questo per dire che nessuno ha la bacchetta magica. Ciò che ho sentito stride con l’onestà intellettuale. Quando parliamo di diritto alla salute, parliamo di un valore assoluto, la bussola e il punto di riferimento a cui tutti dobbiamo guardare».

Cocco ha quindi ribadito la volontà della maggioranza di procedere alla riforma della sanità sarda. «Noi diciamo che vogliamo fare una proroga di un mese, probabilmente non basterà, ma diciamo anche che la riforma la facciamo – ha rimarcato Cocco – una parte è stata fatta con la legge 23 che ha introdotto il riordino della rete ospedaliera e disegnato un nuovo sistema di emergenza-urgenza. Dopo 20 anni la Regione si è dotata di un piano di servizi sanitari che non c’era. Le fibrillazioni interne alla maggioranza sono una cosa normale. Ci sono forze con ideali diversi, questo è un valore aggiunto. Noi la legge la faremo. Ciò che conta è il risultato, il lavoro dell’assessore è complicato ma arriverà a compimento».

Secondo il capogruppo di Forza Italia Pietro Pittalis, sulla sanità si è aperta una vera e propria crisi politica per il centrosinistra: «C’è uno scontro all’interno della maggioranza che avrebbe dovuto indurre Pigliaru ad essere presente in Aula per rendersi conto di cosa sta succedendo – ha detto Pittalis – minimizzare non vi serve e non serve alla Sardegna».

Pittalis ha quindi paragonato Pigliaru ad Attilio, soldato romano diventato santo festeggiato oggi 28 giugno. «Attilio si trovò di fronte a un grande dilemma: scegliere tra gli ordini dell’imperatore e il volere della Chiesa. Per questo venne condannato a morte – ha ricordato Pittalis – Attilio è la fotografia di un presidente regionale che vive nel perenne dilemma del fare o non fare, essere o non essere. E’ una rappresentazione tragicomica dell’immobilismo che ha caratterizzato leggi come quella sugli Enti locali o Forestas, stessa situazione sui trasporti (con le compagnie aeree che scappano). Per due anni e mezzo avete passato il tempo a denunciare le politiche fallimentari del centrodestra sulla sanità. Oggi vi presentate non con la riforma ma con un’ulteriore proroga dei commissari delle Asl».

Successivamente, Pittalis ha rivolto una critica al presidente della Commissione Sanità Raimondo Perra: «Non si può sostenere in una relazione di maggioranza che la proroga dei commissari serve per consentire al Consiglio di approvare la riforma sanitaria – ha affermato Pittalis –non riversate la responsabilità sul Consiglio, i ritardi dipendono dalla maggioranza. Ci si chiude nelle stanza del Partito democratico per decidere cosa fare sulla Sanità. Vi lamentate della nomine Isre ma non è questo il problema, lamentatevi di cosa non fate per la sanità».

Pittalis è quindi tornato sul tema politico: «Due anni e mezzo sono passati, si rimandano le decisioni per rinviare la questione degli assetti di Governo. Vi stanno chiedono il rimpasto, c’è un problema o no? E’ la stessa maggioranza a dire che l’azione della Giunta è fallimentare – ha concluso il capogruppo azzurro – la politica seria è assente. Intanto la situazione della Sardegna è sempre più drammatica» (Psp)

L’assessore della Sanità Luigi Arru ha escluso che “la sanità sarda sia allo sfascio come sembrano affermare gli esponenti dell’opposizione” ed ha quindi invitato la minoranza consiliare “a confrontarsi sui dati”, ricordando però come, per decisioni assunte nella passata legislatura “la Sardegna è scomparsa dagli indicatori dei Lea”.

L’assessore ha quindi evidenziato i positivi risultati raggiunti dai commissari nelle Asl, ad incominciare dai risparmi conseguenti dalla gara unica per l’acquisto degli ausili («quando c’erano centinaia di carrozzine buttate nei magazzini»).

Arru ha quindi riaffermato l’attenzione per le zone interne dell’Isola: «Non stiamo togliendo servizi ma vogliamo investire sulla prevenzione e non su ospedali che vengono occupati al 50% della potenzialità». L’esponente della Giunta ha inoltre invitato i consiglieri a valutare le politiche sanitarie nella sua completezza ed ha elencato una serie di azioni positive nelle gestioni (l’appalto per le nuove cliniche a Sassari e il triplo dei trapianti del 2015, nonché lo sforzo per garantire 50 milioni da destinare ai farmaci per l’epatite “c”). L’assessore ha dunque difeso l’istituzione della Asl unica ed ha escluso che ci siano studi o dossier che possano inficiarne l’efficacia («è vero che il trend è avere macro aree con 500mila abitanti ma dobbiamo testare il sistema e per questo ci servono i monitoraggi come quelli trimestrali che facciamo sulle gestioni delle Asl»). «Esaltiamo le cose positive – ha insistito l’assessore – ricordiamoci l’eccellenza di Olbia per le cure palliative territoriali e teniamo presente che c’è bisogno di servizi e non di ospedali occupati al 50%».

«Io non ci sto a dare l’immagine dello sfascio per la sanità sarda – ha concluso Arru – e la Asl unica sarà importante non solo per 30% di economie nelle macro acquisizioni ma perché permetterà la creazione di un’ agenda unica per il governo clinico, così come riconosco l’esigenza di migliorare la nostra azione ed è per questo che abbiamo bisogno di un nuovo modello organizzativo, di una rete di garanzie proporzionale al rischio e di continuare a lavorare per migliorare la salute».

A conclusione dell’intervento dell’assessore della Sanità il capo gruppo del Pd, Pietro Cocco, ha chiesto un minuto di sospensione che il presidente del Consiglio ha accordato ed alla ripresa l’Aula ha approvato il passaggio agli articoli, dopo che il consigliere dell’Udc, Gianni Tatti, aveva dichiarato voto contrario. Aperta la discussione sull’articolo 1 (proroga dei termini) del Dl 338, il consigliere di Forza Italia, Marco Tedde, ha duramente criticato l’operato dei commissari ed anche l’intervento in Aula dell’assessore Arru. «Ricordi l’assessore – ha dichiarato Tedde – quando un capogruppo di maggioranza ha definito “marcia” la gestione delle Asl in Sardegna». «La verità – ha proseguito l’esponente della minoranza – è che sono i commissari e non la Giunta a riorganizzare la sanità sarda che continua ad essere gestita completamente dalla politica in spregio al programma declinato in quest’Aula dal presidente Pigliaru».

Dopo l’intervento del consigliere Tedde il presidente Ganau ha informato l’Aula che sono stati presentati due emendamenti: il primo, soppressivo totale dell’articolo 1 e il secondo che proroga i commissari fino al 31 agosto 2016. La commissione ha espresso parere contrario all’emendamento 1 e favorevole all’emendamento 2 .

E’ poi intervenuto Michele Cossa (Riformatori sardi) che ha detto che l’assessore Arru non ha risposto al tema più importante. Il problema che abbiamo posto da settimane – ha detto Cossa – è la legittimità degli atti che pongono in essere i commissari. Questi commissari stanno danno incarichi, stanno facendo concorsi, istituendo strutture complesse, blindando posizioni. E la giunta non dice nulla. Questi commissari hanno dei limiti – ha chiesto – o possono agire in maniera indiscriminata? Inoltre, è necessario introdurre degli elementi di valutazione per l’operato di questi commissari. Spesso ci sono elementi di comportamento non virtuoso. Alessandra Zedda (Forza Italia Sardegna) ha detto di non voler discutere sulla buona fede dell’assessore alla sanità ma non si può far passare il trio Soru- Dirindin- Gumirato come il migliore del mondo. Voi avete detto che avreste migliorato i servizi sanitari – ha aggiunto – ma niente è stato fatto. Noi non vogliamo sparare sulla Croce rossa, ma siamo convinti che le risposte ai cittadini che soffrono bisogna darle. Quindi nessuno accusa l’assessore ma bisogna evitare di fare proclami.

L’emendamento n. 1,soppressivo totale dell’articolo 1, è stato bocciato (votanti 54, sì 24, no 30) .

Sull’emendamento 2 , che proroga la data al 31 agosto 2016, Stefano Tunis ha detto , ironicamente, che far slittare di un mese la data del fallimento sposta dal pericolo di dover svolgere campagna elettorale ad agosto. Tunis ha confermato il voto contrario all’emendamento. E’ poi intervenuto Marco Tedde (Forza Italia Sardegna) che ha detto che l’emendamento 2 è la certificazione che non è la maggioranza che proroga i commissari ma è il contrario. Si arriva al 31 agosto esautorando sia la commissione che il Consiglio.

L’emendamento 2, su cui c’era il parere fvorevole della commissione, è stato approvato. (Presenti 52, sì 30, no 22) . Sono stati approvati gli articoli 1 ( sì 30, no 25), 2 (sì 30, no 25) e l’intera legge (presenti 55, sì 30, no 25).

Il Consiglio è stato convocato per questo pomeriggio alle 16 e 30

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Consiglio e Commissioni: calendario lavori

27 giu, 2016 0

Calendario dei lavori del Consiglio regionale e delle Commissioni.

I lavori del Consiglio e delle Commissioni

Il Consiglio regionale si riunirà domani, martedì 28 giugno, alle 10.00. All’ordine del giorno, l’elezione di un nuovo vicepresidente, il conto consuntivo dell’Assemblea per il 2015, la rendicontazione annuale dei gruppi consiliari e il resoconto dell’attività 2015 del Corecom. L’Aula esaminerà, inoltre, il D.L. 338 della Giunta per la proroga fino al prossimo 31 luglio dei commissari delle Asl; la proposta di legge 341/A “Modifiche e integrazioni alla L.R. n.8 2016 (legge forestale della Sardegna) e la proposta di legge 340/A “Attuazione della legge regionale di riordino del sistema delle autonomia locali della Sardegna, trasferimento del personale”.
Settimana di lavoro, compatibilmente con i lavori dell’Aula, anche per le Commissioni permanenti.
Martedì pomeriggio alle 15.00 si riunirà la Seconda “Lavoro, cultura e formazione professionale” presieduta da Gavino Manca. In programma l’esame del D.L 295 per la modifiche alle legge 21 del 1997 “Disciplina della tassa regionale per il diritto allo studio universitario” e la delibera di attuazione della legge regionale n.9 del 2016 “Disciplina dei servizi e delle politiche per il lavoro”.
Per mercoledì 29 giugno, alle 15.30, è convocata invece la Quinta Commissione presieduta da Luigi Lotto chiamata ad esprimere un parere di competenza sul Testo unificato per la tutela e la disciplina della raccolta e commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei. Il parlamentino delle “Attività Produttive” esaminerà inoltre il P/114 (Programmazione Unitaria 2014-2020 strategia 2 “competitività e internazionalizzazione delle imprese”) e sentirà in audizione il prof. Pulina dell’Università di Sassari e i rappresentanti di Confindustria, Confapi, Faita Federcamping, Federcampeggio, Assoviaggi, Associazione albergo diffuso, Associazione guide ambientali escursionistiche su alcune proposte di legge in materia di turismo. I lavori della Commissione proseguiranno giovedì 30 giugno, alle 10.00, con l’audizione dell’assessore al turismo Francesco Morandi.
Giovedì, infine, si riunirà anche la Prima Commissione “Autonomia e ordinamento regionale” guidata da Francesco Agus. All’attenzione dell’organismo consiliare il D.L, 254 “Norme sulla qualità della regolazione e di semplificazione dei procedimenti amministrativi”.

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Sedute delle commissioni permanenti

7 giu, 2016 0

Calendario delle sedute delle commissioni permanenti del Consiglio regionale.

I lavori delle commissioni

Riprende domani, martedì 7 giugno, l’attività delle commissioni permanenti del Consiglio regionale.
Alle 16.00, si riunirà la commissione “Governo del territorio, ambiente, infrastrutture e mobilità”. All’ordine del giorno l’audizione dell’Amministratore unico della Delcomar sulle problematiche dei collegamenti con le isole minori e l’esame di alcune proposte di legge per la tutela e la disciplina della raccolta e della commercializzazione dei funghi epigei e ipogei spontanei. Sull’argomento, il giorno successivo, alle 10, saranno sentite in audizione la Pro Loco di Laconi, l’Associazione micologica norbellese, l’Associazione micologica Bresadola (gruppo Sette Fratelli) e il gruppo micologico torralbese. Nella tarda mattinata di mercoledì, alle 12.00, l’organismo consiliare guidato da Antonio Solinas farà invece il punto sullo stato di attuazione delle opere finanziate con il mutuo regionale da 700 milioni di euro. In programma l’ audizione dell’assessore dei lavori pubblici Paolo Maninchedda.
Mercoledì 8 giugno, alle 10.00, si riuniranno anche la Quinta e la Sesta Commissione. All’attenzione del parlamentino delle “Attività Produttive”, presieduto da Luigi Lotto, il piano energetico regionale approvato dalla Giunta e alcune proposte di legge su turismo nautico, attività ricettive, turismo itinerante, e riordino delle professioni turistiche. I lavori della commissione proseguiranno nel pomeriggio e nella giornata di giovedì 9 giugno.
La Sesta “Salute e politiche sociali”, guidata da Raimondo Perra, proseguirà l’esame del Disegno di Legge della Giunta sull’istituzione della Asl unica regionale.

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La mostra su Grazia Deledda aperta anche nel weekend

27 mag, 2016 0

Resterà aperta anche in questo fine settimana, dalle 9.00 alle 20.00, la mostra “Stato di Grazia, artisti e opere intorno a Grazia Deledda”, allestita nella hall del palazzo del Consiglio regionale di via Roma a Cagliari, nell’ambito della XX° edizione di Monumenti aperti.
L’esposizione ricorda fra l’altro la ricorrenza dei 90 anni dalla nascita della grande scrittrice nuorese e degli 80 dall’assegnazione del premio Nobel per la letteratura.
Divisa in tre sezioni, è una sorta di viaggio nel mondo deleddiano, attraverso foto d’epoca ed immagini, e di racconto della Sardegna del primo Novecento, stagione culturale, intellettuale ed artistica quanto mai ricca di personaggi di grandissimo livello come Francesco Ciusa, Giuseppe Biasi, Eugenio Tavolara ed Antonio Ballero.

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Mandrolisai, Barbagia e Barigadu in difesa del San Camillo

18 mag, 2016 0

Sindaci, associazioni di volontariato e tanti cittadini del Mandrolisai, della Barbagia e del Barigadu protestano davanti al Consiglio Regionale per dire NO alla chiusura dell’ospedale San Camillo di Sorgono, unico presidio sanitario del territorio.
Grazie a Maria Antonietta Corona per le foto e a Sebastiano Demuru per i video.

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“Stato di Grazia. Artisti e opere intorno a Grazia Deledda”

14 mag, 2016 0

Inaugurata oggi a Cagliari la mostra del Consiglio regionale “Stato di Grazia. Artisti e opere intorno a Grazia Deledda”.

E’ stata inaugurata questa mattina in Consiglio regionale la mostra dedicata alla scrittrice sarda Grazia Deledda, in occasione della due giorni di Monumenti Aperti a Cagliari. L’esposizione, curata da Davide Mariani, dal titolo “Stato di Grazia. Artisti e opere intorno a Grazia Deledda” ripercorre attraverso un racconto per immagini, i momenti più significativi che hanno contrassegnato la vita e l’opera della scrittrice. Dopo il taglio del nastro, il presidente del Consiglio regionale, Gianfranco Ganau ha ricordato lo scultore Pinuccio Sciola – “un’artista straordinario – ha sottolineato Ganau – che purtroppo ci ha lasciato ma che sono convinto continuerà a vivere attraverso le sue pietre sonanti. Non mancheremo di offrire il giusto tributo che merita la sua arte».
Suddivisa in tre sezioni tematiche, la mostra è arricchita dagli inediti appartenenti al patrimonio del Consiglio regionale, i manoscritti e le corrispondenze tra la scrittrice sarda e il professor Luigi Falchi. Si tratta di una serie di lettere e cartoline indirizzate all’intellettuale sassarese, tra il 1891 e il 1928. La raccolta è stata donata alla Biblioteca del Consiglio regionale dagli eredi dello scrittore nel 1999.
L’obiettivo principale che ha seguito il curatore della mostra è stato proprio quello di scoprire e rendere finalmente fruibili al pubblico le risorse del patrimonio del Consiglio regionale, come i libri della scrittrice in edizione d’epoca e la stessa raccolta dei manoscritti.
La mattinata ha avuto inizio già alle nove quando i primi visitatori hanno incominciato ad “invadere” gli uffici della presidenza situati al sesto piano del Palazzo di via Roma. Lungo il corridoio della Galleria dei ritratti degli ex presidenti, dentro la stanza del presidente e all’interno dell’emiciclo dell’aula consiliare, i cittadini hanno potuto seguire delle accurate visite guidate offerte dagli studenti dell’Istituto Tecnico Statale “Enrico Mattei” di Decimomannu ai quali sino a domani, domenica 15 maggio, sarà affidata la narrazione del patrimonio storico e artistico dell’edificio.
La mostra invece rimarrà aperta al pubblico sino al 30 giugno, tutti i giorni dalle 9 alle 20.

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Il Presidente Ganau incontra i lavoratori Euralliminia

4 mag, 2016 0

Il Presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau ha raggiunto i lavoratori Euralluminia in sit in di protesta sotto il Palazzo del Consiglio Regionale.

«Credo ci siano tutti i presupposti affinché questa vertenza possa essere definitivamente risolta». IL presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau ha raggiunto questa mattina prima dell’avvio dei lavori dell’aula, insieme al presidente della Commissione Lavoro, Gavino Manca e al capogruppo di SEL in Consiglio, Daniele Cocco una rappresentanza dei componenti RSU dei lavoratori Euralluminia, in sit in di protesta sotto il Palazzo del Consiglio di via Roma.

I lavoratori hanno illustrato al massimo rappresentante dell’Assemblea sarda le ultime tappe della lunga vertenza Euralluminia , inserita come è noto tra quelle industriali di interesse nazionale.

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«Entro il mese di maggio – hanno spiegato i componenti dell’RSU – dovrà svolgersi la conferenza di servizi per l’autorizzazione definitiva alla partenza del piano industriale e dei relativi investimenti, presso l’Assessorato regionale all’Ambiente. Chiediamo con la mobilitazione già avviata a Roma in piazza Montecitorio il 29 Aprile e con quelle organizzate nel territorio e oggi qui a Cagliari il vostro impegno e quello del Consiglio regionale affinché non ci siano intoppi e battute d’arresto legate ad impedimenti burocratici».

«C’è stato un intervento diretto da parte del Presidente del Consiglio dei Ministri Renzi – ha sottolineato il presidente Ganau – che ha delegato il sottosegretario Lotti a seguire sino alla fine la conclusione della vertenza, così come è stata dimostrata massima disponibilità da parte del Ministro dell’Ambiente, Galletti per accelerare le autorizzazioni. Siamo pronti a fare la nostra parte – ha concluso il presidente Ganau – per il rilancio del comparto industriale del territorio e della Sardegna»

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Audizione dei sindacati in Quinta Commissione

28 apr, 2016 0

Audizione dei sindacati in Commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale sulle politiche industriali e energetiche.

Una svolta sulle politiche industriali e maggiore chiarezza su quelle energetiche. Sono le richieste formulate dai sindacati sentiti questo pomeriggio in audizione dalla Commissione “Attività Produttive” del Consiglio regionale.
I segretari di Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil Giacomo Migheli, Marco Nappi e Tore Sini hanno illustrato all’organismo consiliare le principali problematiche che affliggono il comparto industriale sardo.
I tre segretari hanno invocato un atteggiamento diverso da parte della Giunta regionale e del presidente Francesco Pigliaru chiedendo il supporto della Commissione. «La politica deve capire che senza industria la Sardegna sarà più povera e destinata a spopolarsi rapidamente – hanno rimarcato i sindacati – il processo di riconversione industriale non può limitarsi alle attività di bonifica, occorre passare dalla chimica tradizionale a quella verde e puntare sul manifatturiero sostenibile. Le bonifiche vanno fatte per legge, sono doverose per tutelare l’ambiente e la salute ma la politica industriale non può basarsi solo su queste: le ricadute occupazionali sarebbero marginali».
Sulle cause della crisi dell’industria i sindacati hanno le idee chiare: «E’ una crisi che viene da lontano e che ha un comune filo conduttore che si chiama energia – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – senza una soluzione strutturale non potrà essere garantito un futuro produttivo ai nostri siti industriali».
Secondo i sindacati, l’obiettivo primario è quello di garantire energia a basso costo alle imprese che operano in Sardegna. «Occorre fare chiarezza sul progetto di metanizzazione dell’Isola – hanno detto Migheli, Nappi e Sini – condividiamo l’indirizzo del Piano energetico regionale che, in linea con le scelte strategiche dell’Unione Europea, individua nel GNL (gas naturale liquido) la principale fonte di approvvigionamento di metano. Peccato che subito dopo l’approvazione del Piano il presidente Pigliaru si sia espresso a favore della costruzione del gasdotto Toscana-Sardegna. Una scelta che, pur prevista dal Piano energetico, allungherebbe i tempi e non consentirebbe di dare risposte immediate al sistema produttivo».
I rappresentanti di Cgil-Cisl e Uil hanno poi affrontato la questione relativa alla mancata riduzione dei costi dell’energia alle 18 imprese sarde che possono usufruire del regime di interrompibilità elettrica. «Negli incontri tenuti da Governo, Regione Autority dell’Energia e Unione Europea si era preso l’impegno di equiparare il prezzo dell’energia a quello della fascia più bassa praticato in Europa. Attualmente non c’è traccia di un provvedimento che vada incontro alle industrie sarde e alle imprese di altri comparti che chiedono energia a basso costo per essere competitive sul mercato».
Pessime notizie anche sul fronte dell’essenzialità, regime revocato alle tre centrali sarde di Fiumesanto, Ottana e Portovesme. «Senza essenzialità la centrale di Ottana è destinata a morire – hanno detto Migheli, Nappi e Sini – la revoca ha inoltre comportato un aggravio dei costi per il servizio di dispacciamento che garantisce in ogni istante l’equilibrio tra domanda e offerta di energia. Terna nel 1° bimestre del 2016 si è dovuta rivolgere al mercato per garantire questo servizio spendendo 40 milioni di euro in più rispetto allo stesso bimestre del 2015. Su Ottana manca una risposta sulla possibilità di riconoscere alla centrale l’essenzialità per il servizio di riaccensione della rete elettrica sarda in caso di blackout. Tutto questo nonostante i problemi di tensione e di sicurezza nel sistema di distribuzione dell’energia in Sardegna come dimostrato dalle 4 prove effettuate da Terna nel 2015 per la riaccensione della rete».
Nell’audizione, infine, è stato affrontato il tema della chimica verde e la mancata riconversione del sito di Porto Torres. «Eni non ha rispettato gli accordi sottoscritti nel 2011 – hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil – la cessione di Versalis al fondo di investimento SK Capital significherebbe l’abbandono definitivo del progetto. Registriamo un atteggiamento troppo morbido della Giunta nei confronti di Eni che ha realizzato finora solo 2 dei sette impianti previsti e rinunciato definitivamente alla costruzione della centrale a biomasse».
Al termine dell’audizione, il presidente Luigi Lotto ha assicurato la massima attenzione alle problematiche del settore industriale. «E’ una questione rilevante che sarà al centro dei nostri lavori – ha detto Lotto – l’industria esistente va salvaguardata, non possiamo permetterci di creare nuovi disoccupati. Nostro obiettivo è trovare, in collaborazione con la Giunta, le soluzioni migliori per un’efficace politica industriale».

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Settore ittico, in Consiglio si chiede una struttura ad hoc

27 apr, 2016 0

I consiglieri regionali di diversi schieramenti politici portano in Aula una mozione con l’obiettivo di istituire una struttura regionale tecnico-organizzativa, autonoma e potenziata, a cui attribuire le funzioni in materia di pesca, acquacoltura e molluschicoltura.
Gli ultimi stanziamenti dell’Unione Europe hanno portato in Sardegna 18 milioni di euro per il settore ittico, alla Sicilia ne sono giunti 152. Il totale elargito all’Italia è supera il mezzo milione.
“Abbiamo una risorsa non sfruttata al meglio”, spiegano i consiglieri. Il settore dà reddito a 10 mila famiglie, necessita quindi di essere supportato e aiutato con una struttura ad hoc. Si parlerà anche di questo durante le discussioni in Aula che coinvolgeranno la pesca: Gianfranco Congiu, di Sovranità Democrazia e Lavoro, e primo firmatario della mozione, auspica che si discuta del “pacchetto mare”, che coinvolga questa ma anche altre mozioni.

“L’Unione europea, con un finanziamento di 18 milioni assegnato alla Sardegna, punta sul rilancio della pesca e la nostra Regione deve essere pronta ad affrontare questa sfida rafforzando la sua struttura organizzativa e sostenendo adeguatamente un settore che ha grandissimi margini di crescita”.

Lo ha dichiarato il consigliere regionale Gianfranco Congiu (Sdl), primo firmatario di una mozione sottoscritta anche da consiglieri di altre forze politiche, che fra l’altro ha lo scopo di istituire all’interno dell’assessorato dell’Agricoltura una nuova struttura tecnica autonoma (direzione generale o dipartimento) in grado di supportare efficacemente gli operatori del settore.

La Sardegna, ha ricordato Congiu, “ha una vocazione geografica e culturale per la pesca, anche se incide marginalmente sul Pil regionale (lo 0.31% contro lo 0.24 della media nazionale) pur avendo una marineria composta da 1350 imbarcazioni, un fatturato di circa 90 milioni annui ed una occupazione di circa 10.000 unità, compreso l’indotto: ciò significa che il settore non è ben governato ma ha grandi potenzialità che dobbiamo essere capaci di cogliere”.

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Per il presidente del gruppo Cps Pierfranco Zanchetta “la pesca nei nostri mari è andata avanti fra tradizione ed impegno dei pescatori ma possiamo fare molto di più perché la qualità del pescato è fra le migliori del Mediterraneo ed il prelievo avviene in modo selettivo, nel rispetto dell’ambiente e con modalità che favoriscono sia la conservazione dell’habitat marino che il ripopolamento dei fondali”. Un settore ittico ben organizzato, ha concluso, “può essere un’opportuna nuova anche per i giovani per inserirsi in un mestiere antico con un futuro davanti”.

Ritengo sia arrivato il momento di un testo organico sul mare, ha osservato il consigliere del Cps – Psi Raimondo Perra, “non foss’altro perché inspiegabilmente importiamo grandi quantità di pesce; dobbiamo invece invertire la tendenza rilanciando il comparto e fissando regole più rigorose per evitare la pesca a strascico, purtroppo ancora diffusa in alcune realtà”. Senza dimenticare, ha aggiunto, “che consumare più pesce migliora le nostre abitudini alimentari, favorisce una dieta equilibrata e fa bene alla salute”.

Sostenere la pesca, ha detto Augusto Cherchi (Sdl), “non è solo una cosa di buon senso ma anche un intervento necessario; la nostra marineria vive un momento di grande difficoltà, come dimostrano i dati macro – economici, ed occorre una governance più efficiente per sfruttare le opportunità dell’Unione europea che per i nostri pescatori, purtroppo, sono qualcosa di lontano ed irraggiungibile”.

La mozione è una iniziativa lodevole, ha affermato il consigliere Antonio Gaia (Cps), “perché il legislatore ha il dovere di intercettare le potenzialità legate ai fondi europei, orientando il rilancio dei processi economici, favorendo l’accesso ai bandi e semplificando le procedure; di tutto questo la nostra pesca ha molto bisogno e quello del ritorno ai mestieri del mare può essere un messaggio interessante da rivolgere ai giovani”.

Il consigliere Congiu, in conclusione, ha annunciato che chiederà alla conferenza dei presidenti di commissione, in cui sarà definita la prossima programmazione bimestrale dei lavori, l’inserimento di una serie di provvedimenti che riguardano il “pacchetto mare”.

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