20 August, 2017
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Rapina a mano armata alle Poste. Caccia all’uomo a Olbia

12 ott, 2016 0

Intorno alle 12 di oggi l’ufficio postale di San Pantaleo a Olbia, è stato preso d’assalto da due banditi che con il volto coperto e armati, hanno intimato all’unico dipendente presente al momento, di consegnare l’incasso.
Nell’ufficio erano presenti anche due clienti. I due, ottenuto il bottino, che dovrebbe ammontare a circa 500 euro, sono fuggiti a bordo di una moto.
Il modus operandi della rapina di oggi, sarebbe simile a quello di altre due rapine avvenute nel 2006 e nel 2008 ai danni dello stesso ufficio postale.
Le ricerche dei due banditi si sono estese prima nelle campagne, poi alla città di Olbia.
Al lavoro i Cacciatori di Sardegna e i Carabinieri. Si è alzato in volo anche un elicottero. La moto dei malviventi è stata ritrovata nel quartiere di Sa Minda Noa a Olbia.

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Maxi operazione in campo Rom sulla ss 387

17 ago, 2016 0

Sessanta militari sono intervenuti questa mattina all’alba presso il campo rom sito nella strada statale 387 per l’identificazione di possibili latitanti o persone pericolose insieme alla ricerca di refurtiva, armi e droga.

 

 

L’arresto di quattro rom per un furto in un deposito di attrezzi sulla 554 e il loro successivo obbligo di dimora nel campo nomadi sulla strada statale 387 potrebbe essere stato il punto di partenza di una operazione scattata oggi all’alba e messa in atto dai carabinieri del comando provinciale di Cagliari dai cacciatori di Sardegna, unità cinofile antidroga e antiesplosivo nello stesso campo in località Pitz’e Pranu in comune di Selargius.
Un massiccio dispiegamento di forze con oltre 60 militari e un elicottero, dovuto alla possibile presenza di latitanti o persone sulle quali pende un provvedimento restrittivo della libertà personale che potrebbero essere anche pericolose e armate.


Nel corso dei controlli sono stati rilevate diverse prove di attività illecita, per prima è stata rinvenuta una piccola piantagione di marijana con 40 piante alte circa 1 metro.
L’area attrezzata si trova al primo piano di un edificio a centro del campo nomadi a cui si accedeva solo con una scala a pioli da una finestra chiusa da un pannello in compensato.

 


Recuperate e sequestrate anche tre auto rubate in concessionari e già smontate in ogni loro parte, pronte per una eventuale vendita pezzo a pezzo, si tratta di una Volkswagen Golf, un Fiat 500 e una Fiat Doblò .
Nessuna arma ma in compenso i militari hanno scoperto un armadio corazzato per la custodia di armi lunghe.
Nel corso di alcune perquisizioni poi non sono mancati i consueti monili, tra cui un prestigioso orologio, un Rolex in oro del valore di circa 20.000 euro.

 


I diversi oggetti ora sono al vaglio degli inquirenti per verificare una eventuale provenienza illecita, la responsabilità di tutto il materiale sequestrato per adesso è a carico di ignoti.
L’operazione si è conclusa con la perquisizione di 50 unità abitative e l’identificazione di una sessantina di persone, darà ora spazio all’intervento del Noe e del Nas per i problemi igienici sanitari e ambientali.

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Maxi piantagione di marijuana in Gallura

5 ago, 2016 0

I Carabinieri del Reparto Territoriale di Olbia insieme allo Squadrone Eliportato Cacciatori di Sardegna, nelle prime ore di questa mattina, hanno sequestrato un’imponente piantagione di marijuana. Le dimensioni della piantagione, che si estendeva su un’area di circa 10mila mq nella zona boschiva tra Olbia e Sant’Antonio di Gallura, hanno fortemente condizionato l’operato degli investigatori. Alla luce anche dei tragici avvenimenti dei mesi scorsi nelle campagne di Marsala, i Carabinieri di Olbia, coordinati dalla Procura della Repubblica di Tempio Pausania, hanno deciso di procedere al sequestro della piantagione senza attendere l’arresto in flagranza di reato dei soggetti che hanno creato un impianto così complesso e sofisticato. I responsabili della piantagione, già in parte individuati, hanno realizzato un investimento decisamente oneroso, valutato approssimativamente intorno ai 30/50 mila euro. Nel corso dell’operazione sono stati rinvenuti e sequestrati circa 5 km di tubi, centinaia di raccordi professionali, un pozzo con pompa sommersa, una cisterna da 5mila litri, un gruppo elettrogeno, fertilizzante, trappole, un posto di osservazione, perfettamente occultato, che utilizzavano per proteggere la piantagione, tutto per garantirsi la coltivazione e la successiva vendita di circa 4000 piante di marijuana che, una volta venduta, avrebbe potuto fruttare oltre 3 milioni di euro. Si tratta di un sequestro record per l’intera Gallura e probabilmente per la Sardegna, ottenuto proprio nel corso di una stagione estiva altrettanto da record in Costa Smeralda.

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La piantagione era stata osservata grazie all’impiego del 10° Nucleo Elicotteri dei Carabinieri di Olbia, utilizzati anche nel corso della mattinata odierna per il trasporto dei Cacciatori dei Carabinieri al fine di garantire la cornice di sicurezza adeguata, considerato che c’era una buona probabilità che la vigilanza della piantagione fosse armata.

Le operazioni, grazie alla cinturazione assicurata dallo Squadrone Eliportato Cacciatori dei Carabinieri, si sono svolte in assoluta tranquillità, mentre le indagini proseguono per assicurare alla giustizia tutti i componenti della banda, dei quali, come già detto, alcuni sono già stati individuati. Allo stato attuale non è possibile dare alcuna informazione sui responsabili per la delicatezza delle indagini in corso.

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Oristano, controlli dei Carabinieri per un’estate sicura

4 lug, 2016 0

“Controlli a tappeto dei Carabinieri in tutto il territorio della Compagnia di Oristano al fine di garantire un’estate sicura ai cittadini residenti e vacanzieri in transito lungo le arterie stradali e le principali località turistiche per prevenire il potenziale aumento dei fenomeni criminosi ed in particolar modo dei reati di natura predatoria, di quelli legati al fenomeno dell’uso e dello spaccio di stupefacenti nei pressi dei locali notturni e dell’abuso di bevanda alcoliche. Ad agire i militari delle Stazioni di ­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­­Oristano, di Milis, di Riola Sardo, di Simaxis, di Narbolia, di Villaurbana, di Cabras, di Marrubiu, di Arborea e de Nucleo Operativo e Radiomobile delle Compagnia di Oristano diretti dal Cap. Francesco GIOLA. Sono stati eseguiti accertamenti su oltre 100 veicoli, identificate 158 persone, ed effettuate nei casi sospetti, perquisizioni per la ricerca di armi, droga e refurtiva. Nella circostanza un consumatore di eroina è stato segnalato alla prefettura ed è stato sventato un furto di attrezzature edili con conseguente denuncia all’autorità giudiziaria per l’autore del tentativo. Sono stati Inoltre eseguiti, controlli amministrativi ai locali pubblici ed alle discoteche per prevenire il disturbo della quiete pubblica, l’uso smodato di sostanze alcoliche e lo spaccio di sostanze stupefacenti.”

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Festa dell’Arma a Nuoro. Le immagini

7 giu, 2016 0

I Carabinieri di Nuoro hanno celebrato a livello locale l’anniversario della loro fondazione, avvenuta il 13 luglio 1814.
La “festa dell’Arma” – così come è pubblicamente conosciuta – è, innanzi tutto, un momento di incontro fra l’Istituzione e la gente. E’ l’occasione in cui il cittadino approfondisce ulteriormente ed apprezza lo spirito del carabiniere: quello dell’operatore di polizia orgoglioso della sua militarità, punto di riferimento generoso ed insostituibile per il cittadino della grande città come per quello della frazione più isolata, tra i confini nazionali come lontano da essi, anche in Paesi martoriati da dittature e da arretratezza socio-culturale, laddove la gente ha comprensibilmente più fame e più sete di progresso e di democrazia che di cibo e di acqua. E’ il momento in cui i Carabinieri si sentono ancora più stretti dall’abbraccio forte e caloroso della gente; abbraccio che deriva anche dal fatto che la popolazione vede nel carabiniere il proprio figlio, il proprio fratello, il proprio genitore, il proprio nipote o il proprio amico e come tale, in questo momento, si sente idealmente vicina a lui, partecipando, appunto, alla sua festa, come alla festa di una persona cara o amica. Ed oggi i Carabinieri della Provincia di Nuoro si sentono festeggiati ed uniti alle popolazioni locali ed a tutti coloro che sentono e vedono l’Istituzione come uno “spaccato” della società italiana; che considerano i componenti dell’Arma come espressione della gente comune del nostro amato Paese; che apprezzano il carabiniere per la sua semplicità formale, per la sobrietà del suo stile e per la genuinità dei suoi comportamenti; che lo apprezzano, insomma, per la sua “normalità”, racchiudendo egli in sé tutti gli elementi caratteristici del cittadino italiano, con tutti i suoi pregi e difetti.

Come sempre, il “compleanno” dell’Istituzione, oltre che occasione di festa, costituisce momento di riflessione per valutare l’attività svolta, ma anche e soprattutto per individuare e trarre nuovi stimoli, per perfezionare i progetti, sempre allo scopo di migliorare il servizio che viene reso alla popolazione.
Al riguardo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Nuoro, strutturato in 9 Compagnie, 1 Tenenza, 78 Stazioni , un Reparto Squadriglie e 7 Squadriglie, dal mese di giugno dello scorso anno ad oggi hanno svolto 50.054 servizi esterni, controllato 171.122 persone e 131.312 veicoli, perseguito 5.624 delitti, arrestato 267 persone indagandone in stato di libertà 3.032, rinvenuto e sequestrato 44 armi da fuoco, 58 kg di sostanza stupefacente e 9.188 piante di marijuana.
In totale, l’Arma ha perseguito il 93% dei delitti perpetrati nella Provincia.

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Nello stesso periodo sono state concluse importanti operazioni, tra cui:
ottobre 2015: i Carabinieri della Compagnia di Bitti e della Stazione di Orune hanno arrestato Francesco DIGOGLIU, 49enne di Orune, responsabile del tentato omicidio di un paesano contro il quale aveva esploso numerosi colpi di pistola per vecchi rancori;
novembre 2015: i Carabinieri del Reparto Operativo di Nuoro hanno arrestato Nico Francesco Piras, 34 anni, e la moglie Alice Flore, 32 anni, ritenuti responsabili dell’omicidio di Angelo Maria Piras, allevatore di 40 anni, fratello dell’assassino, ucciso in un agguato a colpi di fucile la mattina del 25 gennaio 2015 a Lula verosimilmente per questioni di natura economica;
gennaio 2016: i Carabinieri del Reparto Operativo di Nuoro, della Compagnia di Bitti e della Stazione di Lula arrestano Mario Faris, 74enne di Lula, responsabile dell’omicidio di Antonio LONGU, 71enne, suo vicino di casa, contro il quale aveva esploso numerosi colpi di pistola per futili motivi;
aprile 2016: i Carabinieri della Compagnia di Tonara, su disposizione della Procura della Repubblica di Oristano, arrestano 16 persone, perlopiù pubblici amministratori, ritenuti responsabili di turbativa d’asta e corruzione, nell’ambito dell’indagine ribattezzata dagli organi di stampa “sindacopoli”;
maggio 2016: i Carabinieri del Reparto Operativo di Nuoro, dopo un anno di indagini, arrestano Paolo Enrico Pinna, 18enne di Nule, e Alberto Cubeddu, 21enne di Ozieri, ritenuti i responsabili del duplice omicidio di Stefano Masala e Monni Gianluca, perpetrati rispettivamente il 7 maggio 2015, a Nule, e l’8 maggio 2015, a Orune.
Durante la cerimonia sono stati premiati i militari che si sono distinti in particolari attività di servizio.

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Carabinieri, 202° Anniversario della Fondazione dell’Arma

7 giu, 2016 0

“All’interno della Caserma “Salvo D’Acquisto” di Tor di Quinto, l’Arma dei Carabinieri celebra il 202° Annuale di Fondazione, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, del Ministro dell’Interno On. Angelino Alfano, del Ministro della Difesa Sen. Roberta Pinotti, del Ministro della Salute On. Beatrice Lorenzin, del Capo di Stato Maggiore della Difesa Generale Claudio Graziano e del Comandante Generale Tullio Del Sette.
La cerimonia, che ha avuto inizio alle ore 18.00 con lo schieramento di due Reggimenti di formazione rappresentativi di tutte le componenti dell’Arma, ha previsto gli onori al Capo dello Sato che passerà in rassegna i reparti schierati, un breve intervento del Ministro della Difesa e la consegna della Medaglia d’Oro al “Merito della Sanità Pubblica” alla Bandiera di Guerra dell’Arma dei Carabinieri con la seguente motivazione:
“L’Arma dei Carabinieri ha continuato a dare prova di spiccata professionalità ed encomiabile impegno nella salvaguardia della salute pubblica, conseguendo brillanti risultati, grazie allo sforzo del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute e al costante apporto di tutti i reparti territoriali. Le innumerevoli azioni di prevenzione e di contrasto, in piena unità d’intenti con le strutture ministeriali, hanno riscosso la riconoscente ammirazione della collettività ed esaltato il prestigio dell’Istituzione in Italia e all’estero.” Territorio nazionale ed estero 2013 – 2016.

Successivamente si è proceduto con la consegna delle “Ricompense” ai sottonotati Carabinieri:
Medaglia d’Oro al Valore Civile alla “memoria” al MAsUPS Antonio Taibi, Comandante del nucleo comando del Comando Provinciale di Massa Carrara: “Libero dal servizio, non esitava ad affrontare, disarmato, il genitore di un giovane arrestato anni prima e poi condannato per reati in materia di stupefacenti. L’uomo animato da irragionevole rancore nei suoi riguardi, lo feriva mortalmente sparandogli un colpo di pistola. Esemplare interprete dei più alti valori etici dell’Arma dei Carabinieri, con il suo estremo sacrificio sublimava una vita mirabilmente dedicata all’adempimento del dovere”. Carrara (MS), 27 gennaio 2016;

Medaglia d’Oro al Valore Civile al Brig. Capo Maurizio Seritti e all’App. Sc. Massimiliano Maialetti, effettivi al NORM della Compagnia di Tagliacozzo (AQ): “Con eccezionale coraggio, ferma determinazione e cosciente sprezzo del pericolo, non esitavano a intervenire in una fabbrica di fuochi pirotecnici interessata da una forte esplosione, riuscendo a raggiungere e a estrarre dalle macerie quattro persone. Successivamente, benché investiti dall’onda d’urto, mettevano in salvo una quinta persona. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere.” Tagliacozzo (AQ), 09 luglio 2014;

Medaglia d’Oro al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Mar.A.s.UPS Lorenzo Masala e Medaglia d’Argento al Valore dell’Arma dei Carabinieri al Magg. Walter Calvi, al Brig. Nicola Guzzo e al V. Brig. Massimiliano Temperini: “Militari effettivi alla 2^ Brigata Mobile, evidenziando altissimo senso del dovere, spiccata professionalità e singolare perizia, partecipavano a delicata e pericolosa operazione per la liberazione di ostaggi in territorio afghano. Fatti segno a proditoria e violenta azione di fuoco, nel corso della quale rimaneva gravemente ferito il Mar.A.s.UPS Lorenzo Masala investito dall’esplosione di una bomba a mano, non esitavano a rispondere con una controffensiva che si concludeva con la liberazione di 31 ostaggi. Chiaro esempio di elette virtù militari e altissimo senso del dovere”. Herat (Afghanistan), 3 novembre 2011;

Medaglia d’Argento al Valore Civile al Ten. Col. Claudio Rubertà, Comandante del Nucleo Radiomobile di Roma: “Con eccezionale coraggio e cosciente sprezzo del pericolo, non esitava ad affrontare un uomo armato che minacciava i passanti. A seguito di violenta colluttazione, riusciva, benché gravemente ferito, a bloccarlo e a farlo trarre in arresto. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere.” Roma, 10 settembre 2014;


Medaglia d’Argento al Valore Civile al Brig. Ca. Salvatore Cottone, Comandante del Nucleo Comando in S.V. della Compagnia di Villacidro (CA): “Con eccezionale coraggio ed esemplare altruismo, libero dal servizio, non esitava a soccorrere una persona gravemente ferita, rimasta intrappolata tra le lamiere della propria auto, già interessata da un incendio, e a porla in salvo poco prima dell’esplosione del mezzo. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere.” Villacidro (CA), 14 dicembre 2014;

Medaglia d’Argento al Valore Civile all’App. Sc. Danilo Massetti, effettivo all’Aliquota Operativa della Compagnia di Seregno (MB): “Con ferma determinazione, esemplare iniziativa ed eccezionale coraggio, libero dal servizio e disarmato, durante una rapina in un supermercato non esitava ad affrontare uno dei malfattori, armato di pistola. Durante la violenta colluttazione riusciva ad immobilizzare il malvivente, venendo però aggredito alle spalle dal complice che lo colpiva ripetutamente alla testa con il calcio della pistola, rimanendo gravemente ferito. Chiaro esempio di elette virtù civiche e non comune senso del dovere.” Cesano Maderno (MB), 29 gennaio 2015.

A seguire, come di consueto, è prevista la consegna del “Premio Annuale” a cinque Comandanti di Stazione. Un riconoscimento carico di significati per l’importante ruolo svolto dalla Stazione Carabinieri nelle relazioni con il territorio e la sua comunità di riferimento. Un rapporto che spesso travalica le problematiche inerenti la sicurezza e la legalità sfociando in esigenze legate al vivere quotidiano.

Quest’anno sono premiati i seguenti Sottufficiali:
Lgt. Fiorello ROSSI, Comandante della Stazione di Jesi (AN);
MAsUPS Roberto GUASCO, Comandante della Stazione di Rivergaro (PC);
MAsUPS Dario Stefano SCANU, Comandante della Stazione di Torino Po Vanchiglia (TO);
MAsUPS Arturo D’AMICO, Comandante della Stazione di Campomarino (CB);
Mar. Ca. Luigi DI GIOIA, Comandante della Stazione di Platì (RC).

Lo Storico Carosello Equestre è stato eseguito dal 4° Reggimento Carabinieri a Cavallo per rievocare la gloriosa “Carica di Pastrengo” del 1848.
Gli onori finali al Presidente della Repubblica hanno chiuso la cerimonia.
L’Arma celebra la propria festa il 5 giugno, giorno in cui, nel 1920, la Bandiera dell’Arma fu insignita della prima Medaglia d’oro al Valor Militare per la partecipazione dei Carabinieri alla Prima guerra mondiale. La motivazione che ha accompagnato la medaglia è la seguente: “Rinnovellò le sue più fiere tradizioni con innumerevoli prove di tenace attaccamento al dovere e di fulgido eroismo, dando validissimo contributo alla radiosa vittoria delle armi d’Italia”.”

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Giovane disperso nelle campagne, ritrovato ferito

30 mag, 2016 0

Si chiama Cristian il ragazzo di 30 anni ritrovato dopo la segnalazione di scomparsa da parte della famiglia nella giornata di ieri. Il ragazzo di Pimentel era uscito per un’escursione in mountain bike sulle montagne di Sant’Andrea Frius ma non aveva più fatto rientro. Il suo telefono squillava a vuoto, così i suoi parenti, preoccupati, hanno allertato le forze dell’ordine.
E’ scattato immediatamente la procedura di localizzazione del giovane da parte dei Carabinieri della Compagnia di Sanluri. I militari hanno scoperto subito che il ragazzo si trovava in un’ampia zona boschiva compresa tra il comune di Donori e di Sant’Andrea Frius.
Sono iniziate così le ricerche dello scomparso, “protrattesi per tutta la notte- spiegano i Carabinieri- con personale delle due limitrofe compagnie carabinieri di Dolianova e Sanluri.”

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Nelle prime ore della mattina, con la collaborazione  dell’elisoccorso dei vv. Ff. Di cagliari, di personale del “118” e di numerosi volontari,  lo scomparso è stato ritrovato in localita’ “su cappucciu” di Donori, riverso a terra in stato di semincoscienza.
Secondo la ricostruzione dei fatti operata dai Carabinieri della stazione di Donori, Cristian, nel percorrere  un viottolo accidentato, sarebbe caduto sbattendo violentemente a terra il capo, senza piu’ essere in grado di rialzarsi dal suolo. I soccorritori lo hanno trovato nel punto in cui è caduto. Gli esami effettuati al Brotzu, hanno portato i medici a constatare un trauma cranico e diverse contusioni e per fortuna non corre pericolo di vita.

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Omicidio Monni, scomparsa Masala: arrestati due giovani

25 mag, 2016 0

Sono cugini e hanno 18 e 21 anni, Paolo Enrico Pinna di Nule e Alberto Cubeddu di Ozieri, i presunti responsabili dell’omicidio di Gianluca Monni.
Sono stati arrestati all’alba, in un blitz dei Carabinieri di Nuoro.
Entrambi sono accusati anche di aver sequestrato, a scopo di rapina, Stefano Masala, di averlo ucciso e occultato il cadavere e dato alle fiamme la sua Opel. Del giovane di Nule, dopo un anno, non si sa ancora nulla.
Due vite che si intrecciano, quelle di Stefano e Gianluca, a cui viene posta fine rispettivamente la sera del 7 maggio, secondo gli inquirenti, e la mattina dell’ 8 maggio 2015.

Stefano Masala, scomparso da Nule il 7 Maggio 2015

Stefano Masala, scomparso da Nule il 7 Maggio 2015


Secondo quanto emerso dalle indagini sfociate negli arresti di questa mattina, tutto era iniziato il 13 dicembre 2014 a Orune, durante la manifestazione Cortes Apertas.
Paolo Enrico Pinna avrebbe infastidito la ragazza di Gianluca Monni, nacque un alterco: sarebbe poi spuntata una pistola che Pinna, allora minorenne, avrebbe puntato contro Monni. Fu disarmato dallo stesso Monni e poi pestato violentemente. La pistola, ad oggi, non è ancora stata ritrovata.
Quel giorno con Pinna c’era anche Masala che non si intromise nella rissa.

Il Colonnello Ceglie: “se non ci fosse stata la rissa il 13 dicembre, non ci sarebbero stati omicidi”.

I carabinieri tracciano un percorso che porta le indagini al 20 aprile 2015, quando sul telefono di Pinna arriva una filastrocca che viene interpretata come una presa in giro nei suoi confronti, dopo la rissa del dicembre precedente.
Un messaggio vocale che avrebbe fatto scattare in Pinna la sete di vendetta.
In quel giorno il ragazzo contattò il cugino, Alberto Cubeddu: avrebbero dovuto rimettere in funzione una moto. Il 28 aprile 2015 Pinna si mise in contatto con Stefano Masala e il 7 maggio furono visti insieme a Nule. Masala sarebbe stato attirato con un pretesto da Pinna. Gli avrebbe fatto credere di aiutarlo ad incontrare una ragazza per cui nutriva simpatia. La stessa sera, Masala sarebbe stato ucciso e il suo cadavere fatto sparire.
L’auto del ragazzo, portata a Ozieri, con la moto rimessa in sesto, Pinna avrebbe fatto ritorno alla propria abitazione a Nule.
L’8 maggio 2015, la Opel grigia di Stefano fu utilizzata per l’assassinio di Gianluca Monni a Orune e poi bruciata nelle campagne di Pattada.
Perchè quindi, far sparire Stefano Masala? Perchè era una persona buona, spiegano i carabinieri, e i presunti assassini avrebbero voluto facilmente far ricadere su di lui la colpa dell’omicidio.

Orune, gli inquirenti sul luogo dell'assassinio di Gianluca Monni

Orune, gli inquirenti sul luogo dell’assassinio di Gianluca Monni



In un anno sono stati scandagliati i tabulati telefonici, viste e riviste le immagini delle telecamere, si è cercato di chiudere un cerchio e capire quali sono stati i ruoli e i rapporti intercorsi tra assassini e vittime in questa terribile vicenda.

Gli investigatori hanno lavorato scontrandosi con un muro di omertà a Orune.
Paolo Enrico Pinna viene descritto dal capo della Procura dei minori di Sassari Elena Pitzorno come un ragazzo dalla “personalità molto forte, con atteggiamenti ruvidi sopratutto nei confronti della madre e con fare spavaldo all’interno dei bar, un carattere, come si dice da queste parti, da verto “balente”.”
La madre di Enrico Paolo Pinna, nonostante gli atteggiamenti descritti, lo avrebbe sempre difeso.
Da Nule, intanto, ieri pomeriggio è giunta la notizia della morte della madre di Stefano Masala, Carmela Dore, 59 anni. Stroncata da un male incurabile e dal dolore per non sapere dove fosse suo figlio. Agli investigatori, fino all’ultimo aveva chiesto di riportare Stefano a casa.

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Il Generale Nardone in visita a Nuoro

19 mag, 2016 0

Nel corso della mattina di ieri, il Generale di Brigata Paolo Nardone, che sabato 14 maggio ha assunto il comando della Legione Carabinieri Sardegna, ha effettuato le prime visite ai reparti dipendenti, iniziando dalle Stazioni del Comando Provinciale di Nuoro.
“In particolare- si legge nella nota dei Carabinieri del Comando provinciale di Nuoro- accompagnato dal Comandante Provinciale Colonnello Saverio Ceglie, si è recato in visita alle caserme di Lula, Orune (alla presenza del Luogotenente Carbone, comandante interinale della Compagnia di Bitti) e Orgosolo (alla presenza del Cap. Alessio Falzone, comandante della Compagnia Carabinieri di Nuoro) che, da sempre, costituiscono il cuore della Sardegna e, per l’Arma dei Carabinieri, rappresentano dei presidi fondamentali nel dispositivo di prevenzione e sicurezza di questa regione.”

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In ciascun comando, il Generale Nardone si è prima intrattenuto con i militari, rivolgendo l’esortazione a continuare ad operare con fiera e serena determinazione, consapevoli del dovere di fornire ai cittadini tempestive e concrete risposte e di garantire, in ogni momento, la legalità.
Successivamente, ha voluto incontrare i rispettivi Sindaci (Mario Calia per Lula, Michele Deserra per Orune e il Commissario Felice Corda per Orgosolo), ribadendo il massimo impegno dei Carabinieri per garantire la sicurezza di quelle collettività.
Nel corso della visita, il Generale Nardone ha sottolineato l’emozione del suo ritorno dopo 50 anni nell’isola che aveva lasciato, da ragazzino, al seguito del padre anch’egli carabiniere e del grande legame che esiste fra la sua famiglia e la Sardegna (infatti, oltre al papà, hanno fatto servizio nell’isola anche altri due fratelli, entrambi Ufficiali dei Carabinieri).”


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Traffico internazionale di droga, 27 arresti a Cagliari

17 mag, 2016 0

Un’altra operazione dei Carabinieri di Cagliari, concentrata sopratutto a Is Mirrionis, ha portato a smantellare “un’associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti di illecita detenzione, commercio, trasporto, vendita e consegna di sostanze stupefacenti in ambito nazionale ed internazionale”. Cocaina, eroina ed ecstasy sono le droghe al centro del traffico scoperchiato.
27 Le ordinanze custodia cautelare eseguite, nel dettaglio, 23 sono le persone finite in manette, altre quattro sono state raggiunte da un provvedimento di obbligo di dimora. 48 In tutto gli indagati, compresi gli arrestati.
L’operazione è partita da Cagliari e si è estesa altri comuni di altre province sarde e della penisola.
35 Le perquisizioni obiettivo dell’operazione di polizia giudiziaria a Cagliari, Carloforte, Quartu S’Elena, Dolianova, Assemini, Uta, San Gavino Monreale, Monserrato, Sassari, Arborea, Isili.
L’operazione Calesse è giunta fino a Mesero in provincia di Milano e nella città olandese di Tilburg.


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Tutto era iniziato con l’operazione Triplete, con base nel Sulcis. A portare avanti le indagini sono stati i militari della Compagnia di Carbonia che hanno tenuto sotto controllo gli spacciatori della zona.
Tra le persone arrestate oggi compare anche Giovanni Vacca, la persona che secondo gli inquirenti, avrebbe fornito di hascisc un professionista, che a sua volta avrebbe rivenduto la droga in Sardegna.

Sono quattro i gruppi criminali che sono stati scoperchiati secondo quanto emerso dalle indagini dei Carabinieri.
Del primo gruppo fa parte una famiglia di cagliaritani che si è trasferita in Olanda. Per due dei componenti sono ancora in corso le ricerche. La famiglia avrebbe rifornito di eroina, cocaina e pasticche la piazza di Cagliari.

Giovanni Vacca invece, sarebbe stato a capo del secondo gruppo. L’uomo è considerato dagli inquirenti un esponente di spicco del mercato della droga, in particolare dello spaccio a Is Mirrionis. Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe rifornito di eroina Cagliari, San Gavino, Carbonia e Carloforte. Dopo l’arresto di Vacca per un ordine di carcerazione, la gestione degli affari sarebbe passata alla moglie, Francesca Capizzo, ora ai domiciliari.

I fratelli Giuseppe e Maurizio Argiolas, residenti a Monserrato, farebbero invece parte del terzo gruppo finito sotto indagine.
I due avrebbero avuto contatti diretti con la famiglia trasferitasi in Olanda. Da qui, sarebbero giunte in Sardegna le pasticche di ecstasy.
Ad aiutare gli Argiolas, sarebbe stato Corrado Secci, già noto alle forze dell’ordine perchè arrestato in passato con l’accusa di aver ferito uno spacciatore a causa di una partita di droga scarsa qualità, l’uomo è finito in manette nei giorni scorsi: in questo caso l’accusa è quella di aver picchiato un automobilista al culmine di un litigio per il traffico.

Il quarto e ultimo gruppo sarebbe stato diretto da Fausto Cadelano e Marco Pezzi.
Proprio Pezzi era stato arrestato un anno fa dalla Polizia perchè trovato in possesso di 4 kg di eroina.
Cadelano e Pezzi sarebbero le persone specializzate nello spaccio di hascisc a Pirri.
Alla banda di Pirri, i militari contestano un’estorsione legata al mancato recupero del denaro per un chilo di cocaina, poi ‘pagato’ entrando in possesso con le minacce di una casa in provincia di Cagliari, che oggi gli inquirenti hanno sequestrato. Gli inquirenti avrebbero accertato che la droga arrivava dall’Olanda su camion e tir, a volte anche con corrieri via aereo.

I nomi degli arrestati: Giuseppe Argiolas, di 37 anni, Maurizio Argiolas, di 38, Fausto Cadelano, di 57, Marco Mura, di 60, Marco Pezzi, di 47, Corrado Secci, di 38, Giovanni Vacca, di 53, ai domiciliari sono Angelo Canetto, di 46, Francesca Capizzo, di 40, Christian Cappai, di 41, Vincenzo Caredda, di 36, Maurizio Garau, di 48, Matteo Marra, di 40, Enrico Marras, di 30, Giovanni Pellaramo e Sergio Rocca, entrambi di 44, Eugenio Sini, di 39, Ajet Spahiu, di 44, Massimiliano Urru, di 37, Roberto Vadilonga, di 43. Obbligo di dimora per Federico Ciullo, di 27, Alessio Dessì, di 44, Massimiliano Mascia, di 40, e Matteo Ravastini, di 45. Quest’ultimo è stato arrestato nel milanese, dove si era trasferito, perché trovato in possesso di 20 grammi di cocaina.

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