20 August, 2017
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Presentazione del progetto “A chent’annos in salude”

26 apr, 2016 0

Sarà presentato giovedì 28 aprile, alle 11, nell’aula magna del rettorato in via Università a Cagliari, il progetto “A chent’annos in salude”, su attività fisica e benessere negli over 65, a cura della Scuola regionale dello sport del Coni. Testimonial lo schermidore Valerio Aspromonte, oro nel fioretto a Londra 2012.

A chent’annos in salude, scienza
terza età e profumo di olimpiade
Valerio Aspromonte, medaglia d’oro ai giochi olimpici di Londra 2012, in aula magna. Lo schermidore è testimonial del progetto su attività fisica e benessere negli over 65, curato dalla Scuola regionale dello sport del Coni con la supervisione di Mauro Carta, Massimiliano Pau e Andrea Loviselli, specialisti di Medicina clinica, Ingegneria meccanica e Scienze motorie. Un proficuo esempio di coordinamento e intesa tra istituzioni a favore dei cittadini

Giovedì 28 aprile, alle 11, l’aula magna del rettorato – via Università n. 40, Cagliari – ospita la conferenza stampa di presentazione del progetto “A chent’annos in salude”. Ai lavori prendono parte il rettore, Maria Del Zompo, il pro rettore, Francesco Mola, il direttore generale del Coni nazionale, Cecilia D’Angelo, il presidente della Federazione italiana medicina sportiva, Gianfranco Beltrami, il presidente del Coni regionale, Gianfranco Fara e il direttore scientifico Scuola regionale dello sport del Coni, Gian Mario Migliaccio
Intesa Coni-Ateneo. Competenze mediche, sanitarie, ingegneristiche più ricerche e modelli didattici e comportamentali testati scientificamente dagli specialisti. Da un lato. Dall’altro, le iniziative sul territorio curate dal Coni Sardegna. Un mix produttivo e volto al futuro. Nel corso degli anni il Comitato olimpico regionale ha cooperato in vari ambiti e con successo con l’Università di Cagliari. Da citare, il contributo in aree dello sport di élite, quale quella degli schermidori di vertice con il pluricampione Andrea Cassarà. Ma le attività hanno avuto per riferimento anche le fasce della popolazione più sensibili, come nel caso del progetto inerente la fascia degli ultra sessantacinquenni.
Over 65. Nato in Sardegna, forte di importanti risultati scientifici internazionali, il progetto “A chent’annos in salude” è stato adottato a livello nazionale dal Coni. Terza età, salute, stili di vita, benessere ed equilibrio: dal progetto sono state pubblicate 46 ricerche su riviste autorevoli (Scopus e con alto Impact factor). Il metodo scientifico e di qualità è stato applicato alla popolazione ultrasessantenne. Con oltre 300 persone selezionate, 500 atleti e otto team di ricerca, sono stati appurati i forti cambiamenti dovuti all’attività fisica. In particolare, su Qualità della vita, Miglioramento equilibrio, Efficienza cardio-polmonare, Capacità motorie, Composizione corporea, Riduzione massa grassa e Valori medi. Il Coni Italia, dopo un anno di valutazioni e tavoli tecnici, ha ritenuto che il lavoro sia il modello più solido per una diffusione nazionale. Da qui, il ruolo del Coni in Sardegna, regione pilota con l’incarico di definire le linee guida nazionali da applicare nel 2017. Il progetto ha la supervisione dei docenti Mauro Carta (area medica), Massimiliano Pau (biomeccanica) ed è supportato dal corso di laurea in Scienze motorie presieduto da Andrea Loviselli.
Valerio Aspromonte. Il testimonial del progetto “A chent’annos in salude”, è il fiorettista romano (classe ‘87), Valerio Aspromonte. Cresciuto nel Frascati Scherma, dove tuttora si allena, fa parte delle Fiamme Gialle e della nazionale. Fra i suoi maestri ha avuto Salvatore Di Naro. Alle Olimpiadi di Londra 2012 ha vinto la medaglia d’Oro nel torneo di fioretto a squadre insieme ad Andrea Baldini, Andrea Cassarà e Giorgio Avola. Nel 2014 ha partecipato come concorrente alla trasmissione tv “Ballando con le stelle” in coppia con la maestra ballerina Ekaterina Vaganova.

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Proteine e Fitness, cosa devi sapere? Parola all’esperto!

6 feb, 2016 0

Credo che chiunque abbia frequentato una palestra da qualche anno abbia senz’altro per lo meno sfogliato qualche rivista specifica di bodybuilding. Generando spesso o una reazione di ammirazione o, forse il più delle volte, una certa perplessità riguardo la possibilità reale o l’eventuale prezzo da pagare per arrivare a questi livelli di sviluppo muscolare. Adesso però con la disciplina sportiva quale il Body-Fitness, l’atleta deve sviluppare un fisico contenuto nei limiti di peso che sono quelli dati dall’altezza.

Le proteine sono i mattoni della massa muscolare, sia se volete aumentare la vostra muscolatura, sia se volete definirla. Non si possono sviluppare o mantenere adeguate masse muscolari senza un sufficiente apporto di proteine; quelle migliori e più biodisponibili sono quelle di origine animale, ma anche quelle derivate dai legumi non sono da disprezzare. Come regola generale bisogna consumare almeno 2,5 g di proteine per kg. dipeso corporeo al giorno, il che equivale nel nostro atleta di 80 Kg. a 800 calorie sotto forma di proteine, che forniscono per grammo 4 calorie. Quindi, le proteine devono costituire almeno il 25% del totale fabbisogno calorico giornaliero.
Le proteine devono, a seconda del tipo di pratica motoria e sportiva, rappresentare il 10-15% delle calorie totali assunte nella giornata e dovrebbero preferibilmente essere una combinazione di alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e latticini) e vegetale (legumi e cereali). Il fabbisogno di proteine aumenta se l’allenamento è indirizzato allo sviluppo della forza e quindi del trofismo muscolare o se il carico dell’allenamento è particolarmente impegnativo e l’attività quotidiana.
Un’adatta combinazione degli alimenti è un fattore che qualifica enormemente lo stile alimentare poiché consente di assimilare nel modo migliore le diverse sostanze o, addirittura, di evitarne la perdita. La quota di proteine assunte deve essere sufficiente sia ad assicurare il turnover delle proteine muscolari (che in parte si consumano durante l’esercizio e poi si ricostituiscono durante il riposo), sia a fornire un adeguato apporto energetico. Infatti, nell’esercizio fisico protratto oltre l’ora anche le proteine muscolari concorrono nel metabolismo energetico. A tale proposito è stata posta da tempo la questione di quale debba essere l’apporto nella dieta degli aminoacidi ramificati, che nei soggetti praticanti attività di resistenza sostengono proprio l’attività catabolica. Occorre tenere presente che,
con il trascorrere delle settimane e dei mesi di allenamento, l’adattamento meccanico e fisiologico si traduce in un minor costo a parità di carico di lavoro e, quindi, anche il fabbisogno di proteine diminuisce. Il restante 25-30% dell’apporto calorico deve provenire dai lipidi che, se la prestazione fisica è di lunga durata e di intensità bassa, vengono utilizzati come fonte energetica. Esprimendo il concetto sinteticamente, si può dire che un’alimentazione che comprenda i cinque gruppi fondamentali di alimenti e che sia adeguata al dispendio energetico è certamente in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali del soggetto.


Il concetto delle proteine nell’ipertrofia muscolare
In un praticante sportivo, l’aumento di 3 Kg di massa muscolare corrisponde a circa 600 grammi di incremento delle proteine muscolari (il restante 80% dell’aumento è sostanzialmente acqua). Ipotizzando che tale incremento venga raggiunto in circa sei mesi (180 giorni) di allenamento e tenendo conto che si riesce ad utilizzare circa il 70% delle proteine ritenute, significa che la ritenzione proteica complessiva deve essere pari a circa 860 grammi. Tradotto in termini di fabbisogno giornaliero di proteine, significa che il praticante sportivo deve incrementare l’assunzione di proteine di circa 4,8 grammi rispetto al fabbisogno medio stabilito in 1g/Kg di peso corporeo (4,8 x 180 giorni = 856 grammi). Va ancora sottolineato che, al di là di un determinato apporto di proteine, la loro sintesi tende all’appiattimento, il che vuol dire che tale quota proteica maggiorata non si traduce in una maggiore massa muscolare. Anzi, l’eccesso provoca un maggior impegno metabolico dell’apparato renale per l’eliminazione dell’ammoniaca. Particolare attenzione va invece posta quando lo sportivo segua una dieta completamente vegetariana in cui non vengano assunti né latticini né uova; ad eccezione della soia e dei suoi derivati, le proteine contenute nei vegetali hanno un valore biologico molto inferiore a quello delle proteine animali. Oltre all’utilizzo abbondante di legumi e di soia, un vegetariano praticante attività sportiva può avere il bisogno di ricorrere ad integratori proteici. Una cosa importante è che se io organizzo la mia alimentazione devo cercare di valutare anche la qualità delle proteine che introduco che influenza l’efficacia dell’uso delle proteine stesse e degli aa che derivano da queste proteine per fare la mia sintesi proteica. In realtà quello che si è visto è che esiste un valore massimo abbastanza limitato di capacità di costruzione della massa muscolare, sempre che sia adeguato l’apporto energetico non proteico, quindi dare solo proteine o dare proteine in eccesso senza assicurare un apporto di energia non proteica non aiuta sicuramente la sintesi proteica, e dopo un certo periodo di tempo il percorso che si ha è quello dell’aumento dell’ossidazione proteica e quindi l’eliminazione degli aa in eccesso che aveva introdotto.
Per concludere, voglio ricordare un aspetto molto importante, ovvero quando si ottimizza un piano
alimentare, non ci si devono aspettare risultati rapidi. Quando un corpo comincia a nutrirsi meglio, bisogna
attendere che la dinamica fisiologica faccia crescere nuove cellule sane. Pertanto la costanza di una corretta
alimentazione, associata ad un costante e corretto allenamento, sono la chiave per un fisico in forma e per
una performance vincente.

Dott. Andrea Zonza

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