24 October, 2017
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Cgil sarda: assemblea regionale dei quadri e delegati

23 giu, 2016 0

Cgil sarda: i contenuti dell’assemblea regionale dei quadri e delegati della Cgil sarda svoltasi a Sassari ieri a Sassari.

Le vertenze ancora aperte, il dialogo insufficiente con le rappresentanze sociali, la crisi dei settori produttivi, l’astensionismo alle ultime elezioni, le difficoltà per migliaia di disoccupati di rientrare nel mondo del lavoro e per i giovani di trovare una prima occupazione, le prospettive legate all’imminente patto per la Sardegna: sono alcune delle questioni affrontate dall’assemblea regionale dei quadri e delegati della Cgil sarda riunita a Sassari ieri pomeriggio. L’iniziativa – preceduta in mattinata dal dibattito con il mondo accademico e gli studenti dell’università di Sassari sulla proposta della Cgil di un nuovo Statuto dei lavoratori – è stata l’occasione per discutere delle politiche del lavoro e dello sviluppo in Sardegna. Oltre a questo, l’assemblea, conclusa dal segretario nazionale Nino Baseotto, ha fatto il punto sulla campagna di raccolta firme a sostegno della legge di iniziativa popolare per la Carta dei diritti universali nel lavoro – che andrà avanti fino a settembre – e dei tre referendum su appalti, voucher e licenziamenti illegittimi, che si completa a giugno.

La discussione del pomeriggio si è incentrata sull’analisi della programmazione regionale, sui percorsi riformatori e sugli effettivi risultati che le azioni complessive, soprattutto in tema di politiche attive del lavoro, hanno prodotto. Da qui la richiesta alla Giunta regionale di uno scatto in avanti nelle politiche per il lavoro e nel confronto con le parti sociali. “Riscontriamo purtroppo – ha detto Carrus – una distonia tra orientamenti e contenuti programmatici che apprezziamo e condividiamo e alcuni obiettivi e risultati che vorremmo fossero più immediati: l’impostazione complessiva delle politiche ha il pregio di essere tarata sul medio lungo periodo ma il difetto di non essere accompagnata da azioni dai riflessi immediati sulla situazione di emergenza che accomuna purtroppo tante persone senza lavoro”.

La Cgil ha avuto modo di esprimere apprezzamento anche per l’intento riformatore che caratterizza questa fase politica ma rileva che “il percorso di condivisione delle riforme è debole e quando non si costruisce ampio consenso intorno ai processi di cambiamento, succede che intorno a questi si infiammino troppo facilmente critiche strumentali o interessi particolari che rallentano l’attività legislativa e la stessa attuazione delle riforme. “Ecco perché – ha spiegato il segretario della Cgil – il sindacato confederale rivendica un confronto continuo, stringente e incisivo, non è sufficiente essere convocati per ricevere informazioni senza poter esplicare il proprio ruolo di rappresentanza: il nostro obiettivo è dare un contributo a processi che riteniamo indispensabili ma nello stesso tempo crediamo debbano andare avanti con la condivisone dei lavoratori coinvolti e dei cittadini che vedranno ricadere sul loro quotidiano il riflesso di quelle riforme”.

In generale, secondo il sindacato “c’è un atteggiamento di autosufficienza della politica e un tentativo di saltare i processi democratici che implicano un corretto dialogo con le rappresentanze sociali, un atteggiamento che appare evidente in modo particolare a livello nazionale e che può essere, insieme all’assenza di risultati tangibili nel vissuto quotidiano dei cittadini, una delle cause della disaffezione al voto e degli stessi risultati delle elezioni amministrative”.

Il segretario – riferendosi in particolare al territorio di Sassari e ai diversi problemi aperti, a partire dai ritardi e dalle incertezze sul futuro della chimica verde – ha ricordato che per ottenere un primo confronto con la Giunta si è reso necessario proclamare uno sciopero generale. Da qui l’auspicio affinché, a iniziare dall’imminente firma del Patto per la Sardegna, che la Cgil considera importantissimo, soprattutto se porterà in dote maggiori risorse da investire e disponibilità immediate, si sviluppi un nuovo corso, che dia risposte effettive ad alcuni nodi critici – insularità, energia, reti e trasporti – che contribuiscono non poco a bloccare lo sviluppo. “Ecco – ha concluso Carrus – questo piano d’interesse generale, che incide sull’attualità e sulle prospettive dell’isola, vorremmo conoscerlo meglio e contribuire alla definizione dei contenuti concreti e dei processi attuativi, perché non resti un atto di rilevanza solo interistituzionale tra esecutivo regionale e governo centrale. Questo segnerebbe un rapporto migliore e più strutturato tra governo e parti sociali”.

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Cgil Cisl Uil Cagliari su elezioni

8 giu, 2016 0

Cgil Cisl Uil Cagliari suin risultati delle elezioni.

“Per Cagliari e l’intera Città metropolitana si preannuncia un’interessante prospettiva di sviluppo suggellata anche dalla continuità politica che i cittadini hanno scelto con decisione nel voto di domenica”: lo hanno detto i segretari di Cgil, Cisl e Uil Carmelo Farci, Mimmo Contu e Gianni Olla che, sottolineando l’ottimo risultato raggiunto al primo turno, rivolgono al sindaco Massimo Zedda e all’intera coalizione un augurio di buon lavoro.

“Il voto dimostra che i cittadini premiano chi porta avanti i suoi progetti arrivando a risultati tangibili”, ed è questo il punto di partenza per affrontare tutte le criticità ancora aperte: “Anche il nostro territorio – hanno sottolineato Cgil, Cisl e Uil di Cagliari- ha subito i riflessi della crisi e, oggi più che mai, è arrivato il momento di superare le fragilità economiche mostrate, potenziando il tessuto economico esistente ma anche favorendo la costruzione di nuove realtà produttive, in particolare nei settori innovativi per i quali è sicuramente determinante la presenza dell’università e di importanti centri di ricerca”.

Da qui l’auspicio che le opportunità di crescita economica e sociale legate alla Città metropolitana e alle cospicue risorse europee da investire, si trasformino presto, attraverso accordi di parternariato, in scelte operative: “Abbiamo davanti prospettive di sviluppo importanti che richiedono politiche e scelte di indirizzo sulle quali – hanno detto Farci, Contu e Olla – chiediamo un confronto istituzionale nel quale dare un contributo fattivo delle forze sociali, soprattutto in riferimento all’imminente sottoscrizione del patto per Cagliari con il governo Renzi”.

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Flc Cgil Cisl Scuola Uil Scuola: sciopero 20 maggio

18 mag, 2016 0

Sciopero del 20 maggio indetto da Flc Cgil Cisl Scuola Uil Scuola Snals Confsal: seguono nel comunicato le ragioni nazionali e le rivendicazioni regionali.

Due le manifestazioni nell’Isola: a Cagliari, dove arriveranno i lavoratori in sciopero da Oristano, Ogliastra, Medio Campidano e Carbonia, si svolgerà, dalle 9 alle 14 al Molo Calata Darsena in via Roma, la manifestazione con gli interventi di insegnanti, personale ata e precari, a Olbia l’appuntamento, al quale partecipano anche delegazioni di lavoratori provenienti dai territori di Sassari e Nuoro, è alle 11 e 30 in via Porto Romano per il presidio e dibattito.

SEGRETERIE REGIONALI SARDEGNA
FLC Cgil, CISL Scuola, UIL Scuola e SNALS Confsal hanno proclamato lo sciopero
nazionale generale della scuola per venerdì 20 maggio
Per il contratto non rinnovato da sette anni:
la Corte costituzionale e una successiva pronuncia del Tribunale di Roma hanno
sentenziato l’illegittimità di ulteriori rinvii. Il 5 aprile, inoltre, è stato sottoscritto
l’Accordo Quadro che definisce le nuove aree contrattuali della Pubblica
Amministrazione; il Governo non ha ormai più alcun alibi per giustificare il mancato
avvio della contrattazione.
Per il personale amministrativo tecnico e ausiliario (ATA):
ignorato dalla legge 107 ma oggetto di attenzioni inaccettabili dalle varie leggi di
Stabilità che tagliano l’organico, riducono la possibilità di sostituire il personale
assente, riversano sulle segreterie scolastiche profluvi di adempimenti che nulla
hanno a che fare con la funzione istituzionale della scuola. Assunzioni, concorsi per i
DSGA, incremento dell’organico, semplificazione amministrativa sono i punti
rivendicativi fondamentali.
Per la scomparsa completa e definitiva del lavoro precario:
attraverso il riconoscimento pieno di chi ha maturato diritti all’impiego per aver
prestato servizio per almeno 36 mesi (limite imposto dalla Corte di Giustizia europea)
da supplente e per aver acquisito titoli validi alla stabilizzazione. Per una
valorizzazione della professione docente, centrata – diversamente da quanto prevede
la legge 107 – sulla valutazione del lavoro collegiale e sull’impegno individuale,
alleggerito dagli attuali eccessi burocratici – attraverso l’introduzione di meccanismi
oggettivi di progressione della carriera da definirsi in ambito contrattuale. Il salario
va ricondotto all’accordo fra le parti e sottratto all’arbitrio di un organo monocratico.
Per la libertà d’insegnamento:
e l’imparzialità della Pubblica Amministrazione incompatibili con la “chiamata
diretta” dei docenti da parte del dirigente scolastico. Solo dei meccanismi oggettivi,
non discrezionali, di assegnazione dei docenti alle scuole garantiscono la libertà
d’insegnamento, l’uguale accesso al diritto all’apprendimento e scongiurano il rischio
insito nella legge 107 di una più grave divaricazione tra scuole e tra zone
avvantaggiate e svantaggiate.
Per i dirigenti scolastici:
non è più accettabile la sperequazione con la dirigenza pubblica, né il sovraccarico di
incombenze e responsabilità cui fa riscontro un calo delle retribuzioni percepite. Si
profila inoltre una modalità di valutazione ingiusta e offensiva.
Per investimenti nell’istruzione:
che colmi il gap con la media degli investimenti dei paesi Ocse (5,9%) incrementandoli
di un punto di PIL.
A questi temi generali si aggiungono quelli specifici della Sardegna che
detiene ben tristi record. Uno su tutti quello della dispersione scolastica (25%). Non
bastano i timidi tentativi di replicare progetti che hanno avuto successo in altre

SEGRETERIE REGIONALI SARDEGNA
regioni italiane (la Puglia) come il progetto i “Tutti a Iscol@”, se non inseriti in un
disegno organico per il sistema dell’istruzione in Sardegna. Serve un’idea forte per
rivendicare, di fronte al governo, l’esigenza di un sistema d’istruzione strutturato e
organico che tenga conto delle nostre specificità e della nostra idea di sviluppo.
Numeri e parametri validi per le grandi città del nord, infatti, poco si
adattano ad un realtà che vive la concentrazione della popolazione in alcune zone
costiere e lo spettro della scomparsa di tanti centri a causa della denatalità in
nelle zone interne entro qualche decina d’anni. I nostri record negativi non vengono
dal nulla: organici tagliati a caso e scuole chiuse lasciando il territorio senza alcun
presidio culturale, che risultato avrebbero dovuto dare altrimenti?
Abbiamo bisogno di un riordino legislativo in Sardegna che ridia certezze e
sicurezze al nostro sistema d’istruzione e che renda esigibili diritti fondamentali
per i cittadini. Se un cittadino sardo paga le tasse come (e in certi casi) più di un
cittadino lombardo o piemontese perché non dovrebbe avere il diritto alla stessa
qualità del sistema d’istruzione e alle stesse chances di successo per i propri figli?
Se le condizioni culturali, economiche e valoriali di partenza sono diverse,
spetta allo Stato rimuoverle: così impone la nostra costituzione. La Regione deve
difendere questo diritto e richiamare il governo centrale ai suoi obblighi
costituzionali. In Sardegna non e’ facile, fare una scuola, con 27/30 alunni per
classe. Non e’ facile, fare scuola educare al bello, far nascere la passione per la
conoscenza e motivare gli alunni in ambienti inadatti; Non è facile, fare scuola,
realizzando una didattica moderna, adeguata al tempo che viviamo, senza strumenti!
Non è facile organizzare l’attività con autonomie scolastiche che abbracciano più di
venti comuni distanti decine e decine di chilometri l’uno dall’altro. Non è facile
organizzare la farsa dell’alternanza scuola lavoro dove il lavoro non c’è senza la
possibilità di adattarsi didatticamente a questa realtà.
Tutto questo va risolto e per questo il 20 maggio chiederemo alla Regione
Autonoma della Sardegna gli investimenti necessari e di voler rappresentare i
bisogni dei propri cittadini a testa alta e con la schiena dritta di fronte a questo
governo. Su questo ribadiamo che l’Unione fa la forza e le forze sindacali sarde sono
pronte a questa battaglia.
FLC CGIL CISL SCUOLA UIL SCUOLA SNALS Confsal
Ivanoe Vacca Maria Giovanna Oggiano Alessandro Cherchi Maria Biosa

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Flai Cgil Sardegna, una donna alla guida

26 apr, 2016 0

Cambio al vertice della Flai Cgil regionale che, alla fine del mandato del segretario Raffaele Lecca, ha eletto la sua prima segretaria regionale donna, Anna Rita Poddesu, unica fra le strutture regionali Flai d’Italia, tutte guidate da uomini.

Due lauree – scienze politiche e psicologia del lavoro – e una lunga esperienza sindacale, caratterizzano il curriculum di Anna Rita Poddesu, in Cgil dal 1987. Da quell’anno, in cui si è svolto il primo congresso Flai, dopo l’unificazione delle categorie Filziat-Federbraccianti, la neoeletta segretaria ha ricoperto incarichi diversi, di categoria e confederali, al patronato, al Nidil, alla Camera del Lavoro e, sino al momento della recente elezione, ha guidato la Flai di Cagliari.

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Meridiana, preoccupazioni dei dipendenti

22 apr, 2016 0

Piloti, assistenti di volo, tecnici e personale Meridiana esprimono preoccuapazione per la situazione che stanno vivendo.

Pubblichiamo integralmente la nota

“In data 8 aprile 2016, la Società Meridiana Fly S.p.A, ha aperto una procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge 223/91.
Detta procedura interessa gran parte del personale della Compagnia, ma in particolar modo 142 Piloti, 649 Assistenti di Volo e 75 Tecnici dislocati nella basi di Verona, Milano, Firenze, Cagliari ed Olbia: questi dati corrispondono a circa il 90% del personale in forza.

Le basi attualmente operative sono quelle di Cagliari ed Olbia, dove sono in forza 95 Piloti e 354 Assistenti di Volo e la quasi totalità dei Tecnici.
Detto personale da 5 anni è interessato dalla Cassa Integrazione a rotazione e questo comporta un continuo alternarsi nei turni di lavoro, con periodi di astensione che possono arrivare anche a 5/6 mesi per il personale di cabina e 1/2 mesi per il personale di condotta.
Detta turnazione è uno degli elementi, ma non l’unico, di stress psicofisico subìto dagli equipaggi.
La decisione della Compagnia di aprire una procedura di licenziamento collettivo per oltre il 90% della forza lavoro del personale navigante e del 25% dei Tecnici ha sicuramente aumentato tale stress.

Le scriventi RR.SS.AA. ricevono quotidianamente sempre più numerose segnalazioni di Piloti, Assistenti di Volo, Tecnici e Personale degli uffici fortemente preoccupati per la precaria situazione lavorativa, il che inizia inevitabilmente ad avere anche ripercussioni sulla serenità necessaria dei lavoratori interessati.

Consapevoli anche del potenziale rischio che ciò comporta sulla regolarità delle operazioni, che potrebbe deteriorarsi nel prosieguo della vertenza Meridiana Fly, le RR.SS.AA. chiedono a quanti in indirizzo, vista la delicatezza dei temi trattati, un attento ed adeguato monitoraggio della vertenza e delle sue ripercussioni ultime sulle operazioni di volo.

RR.SS.AA. Filt Cgil Fit Cisl UilT UGLTA USB APM Anpav
Meridiana Fly”

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Nuova Agenzia Forestas: conferenza dell’opposizione

22 apr, 2016 0

Martedì 26 aprile alle ore 10.30, sala conferenze del Consiglio, i consiglieri regionali dell’opposizione terranno una conferenza stampa per illustrare la loro posizione sulla legge istitutiva della nuova Agenzia Forestas.

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Cisl, “formazione professionale, lavoratori abbandonati”

21 apr, 2016 0

La Giunta Regionale abbandona al loro destino i lavoratori della Formazione Professionale

“Nonostante proclami e buoni propositi, la Giunta Pigliaru- accusa la segretaria regionale Oriana Putzolu- trascura la formazione professionale. I segnali provenienti da alcune agenzie formative su possibili imminenti licenziamenti del personale sono, infatti, causati esclusivamente dai ritardi della Regione e dalla mancata generale riforma del sistema formativo regionale.
Come le Giunte regionali precedenti -prosegue- Oriana Putzolu anche questa presieduta dall’onorevole Pigliaru non riesce a varare un’organica integrazione tra scuola e formazione professionale; procede a singhiozzo con miniriforme scolastiche dettate dal governo nazionale e penalizzanti per molti territori dell’isola, ignora la formazione professionale come elemento fondamentale di politica attiva del lavoro e trascura le potenzialità del sistema formativo come strumento di prevenzione e lotta contro la dispersione scolastica.
I numeri -conclude Oriana Putzolu- dicono che la formazione professionale rappresenta un comparto produttivo di centinaia di posti di lavoro, utili alla Sardegna della crisi e della disoccupazione per la programmazione e attuazione delle attività formative, in virtù di una presenza qualificata e costante in tutti i territori dell’isola .
Un settore che la Cisl sarda, come ha fatto altre volte, tutelerà con tutte le azioni ritenute utili. Anche quelle forti.”

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Nasce la Piattaforma Movimento per il Lavoro

13 apr, 2016 0

“Non chiediamo l’elemosina, chiediamo lavoro”. Così i sindacalisti di USB che hanno costituito la piattaforma Movimento per il Lavoro.
“Per uscire dalla crisi- sostengono i rappresentanti del sindacato- non servono incentivi alle imprese ma l’incentivo pubblico, o assegno sociale dello stato, deve essere garantito ai disoccupati, agli inoccupati, a chi non ha un reddito dignitoso, al lavoratore per integrare”.
Per quanti non si realizzano le condizioni lavorative, la Piattaforma del Movimento per il Lavoro chiede che i servizi sociali siano gratuiti, che il diritto alla casa sia assicurato, che l’istruzione pubblica sia gratuita e di massa, libera dagli interessi di mercato.
La carenza di lavoro resta al centro dei temi di Cgil- Cisl e Uil di Sassari che annunciano una mobilitazione generale del territorio “per cambiare il presente e costruire un futuro di lavoro e benessere per le città”.

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Cgil su Lavoro e Finanziaria

11 apr, 2016 0

Cgil su Lavoro e Finanziaria: giudizio del segretario generale della Cgil Michele Carrus nell’editoriale del giornale L’Altra Sardegna dal titolo “Lavoro, la svolta attesa non c’è”.

CGIL
“La Finanziaria finalmente approvata, con tre mesi di ritardo, consente di utilizzare appieno le risorse disponibili, ma restano aperte alcune questioni determinanti in un’Isola che ha un disperato bisogno di riforme e lavoro”: è il giudizio del segretario generale della Cgil Michele Carrus nell’editoriale del giornale L’Altra Sardegna dal titolo “Lavoro, la svolta attesa non c’è”, in cui chiede “segni tangibili di discontinuità per restituire speranza ai troppi lavoratori abbandonati a se stessi in una condizione drammatica di disagio”. La lentezza delle politiche per il lavoro e delle riforme connesse, i tre mesi di esercizio provvisorio, i ritardi della progettazione territoriale, consegnano una realtà diversa dalle aspettative che l’impostazione complessiva della politica regionale aveva lasciato intravedere: “E’ ora necessario – scrive Carrus – trasformare quell’impostazione nella sua concreta attuazione che ancora non si percepisce: è solo questa la risposta alla gravità insostenibile della crisi che si fa sentire in modo particolare in alcuni territori e che, non a caso, ha già portato all’avvio della mobilitazione sindacale in Ogliastra, nel Nuorese, prossimamente nel Sassarese e a breve nel Sulcis Iglesiente”.

In particolare, sono gli interventi sul lavoro che c’è e su quello che manca a preoccupare il sindacato. Carrus sottolinea che “malgrado gli impegni assunti si limitano in modo inaccettabile le risorse destinate al rinnovo dei contratti dei dipendenti della Regione e non si risolve la questione del rinnovo dell’integrativo dei forestali, per i quali va anche realizzata la stabilizzazione dei precari. E poi le misure di politica attiva, “che stentano a produrre apprezzabili risultati effettivi: occorre prenderne atto e da qui ripartire inserendo i giusti correttivi. Le riforme dei Servizi per l’impiego e della Formazione professionale – entrambe al palo – sono condizione per l’efficacia delle azioni proposte e perché la spesa vada a segno. Non neghiamo affatto le buone intenzioni ma le procedure sono troppo lente, e rileviamo l’esclusione di troppe persone dai bacini dei destinatari. Perciò diciamo che le azioni vanno ancora implementate ed estese, che servono altre risorse, ma soprattutto che occorre immediatamente mettere in campo una nuova stagione di cantieri verdi, con interventi nel territorio e nei paesi, nei quartieri, nell’arredo urbano e nei sottoservizi, nei servizi pubblici e nelle reti locali, per bonificare discariche, recuperare alla fruibilità siti ambientali e beni culturali,”.

Il giudizio è positivo sugli investimenti pubblici, circa 1,2 miliardi di euro, dei quali 676 milioni per opere già cantierabili, ma il segretario Cgil auspica la costituzione di una task force con unità di missione o di progetto, a sostegno delle attività di progettazione degli enti locali, per accelerare le procedure e l’affidamento dei lavori. Oltre a questo, il sindacato ribadisce la necessità di creare un Fondo unico Regione-Enti locali destinato alle opere pubbliche, strumento utile a superare i vincoli del patto di stabilità interno, che frena la capacità spesa, ma anche a ridurre le stazioni appaltanti e limitare l’invadenza pervasiva del malaffare e della corruzione, rivelata ancora una volta dalle cronache di questi giorni.

Secondo il Michele Carrus “in atti concreti, e soprattutto in risorse aggiuntive, dovranno tradursi anche i risultati della trattativa in corso con il Governo sul Master Plan per il Sud, che potranno dare slancio alla nostra isola in settori importanti come quello dell’energia e dei trasporti”. Perciò il sindacato aspetta “un tavolo di confronto dedicato e di monitoraggio permanente con il presidente Pigliaru, perché possa far pesare nel dialogo con il Governo il consenso e la compartecipazione delle forze sociali e produttive della sua regione e non si senta invece troppo solo in questo difficile compito. Del resto, quando si parla del futuro di noi tutti, nessuno può davvero pensare di disporre di deleghe in bianco una volta per tutte”.

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Truzzu:“Morte del lavoro nei punti nascita di Cagliari”

30 mar, 2016 0

“Paolo Truzzu,Consigliere regionale di Fratelli d’Italia-An, denuncia la situazione dei lavoratori dei Punti nascita chiusi nelle cliniche Sant’Anna e Villa Elena di Cagliari.
“Sono circa 30 i lavoratori che a breve perderanno il proprio lavoro dopo la chiusura dei punti nascita nelle case di cura Sant’Anna e Villa Elena di Cagliari”. Paolo Truzzu, Consigliere regionale di Fratelli d’Italia-An, è solidale con i dipendenti delle cliniche private che, questa mattina, hanno manifestato con un sit-in davanti all’assessorato alla Sanità, in via Roma a Cagliari. “La vicenda è grave, se non assurda – spiega l’esponente di FdI – in quanto la ragione della possibile perdita del lavoro di decine di operatori, addetti e altre figure professionali non è da imputare alla giusta chiusura dei reparti, ma ai ritardi nella ricollocazione del personale da parte della Asl e dell’assessorato alla Sanità”.
I sindacati già da tempo avevano chiesto che si intervenisse per gestire la chiusura dei due punti nascita in modo che si scongiurasse la possibilità di lasciare senza impiego diversi lavoratori, ma dalle istituzioni non è ancora arrivata una risposta. “Spero che ora, anche se in grave ritardo, visto il pericolo concreto di perdita del lavoro per tante professionalità, l’assessore Arru si svegli e dia una risposta concreta alle richieste di chi operava nei due reparti”, conclude Truzzu. “Personale che rischia di perdere la propria occupazione solo a causa delle lungaggini e della lentezza di una burocrazia lontana dai problemi concreti delle gente”.”

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