26 April, 2017
Puoi utilizzare WP per costruire dei menù

Tragedia alla Metro, muore una bambina

21 ott, 2016 0

Avrebbe compiuto due anni il prossimo dicembre, Sofia Saddi. La bambina di Sinnai ha perso la vita nel primo pomeriggio tra le corsie del Centro all’Ingrosso Metro, a Elmas.
I genitori facevano la spesa, Sofia era con loro, seduta nel passeggino, tra gli scaffali accanto alle casse. La tragedia si è consumata in un attimo: un pesante bancale di cartoni per pizza ha travolto il passeggino, travolgendo anche Sofia.
Il pacco dei cartoni per le pizze è caduto da un’altezza di circa 4 metri, forse a causa della rottura di una parte dello scaffale.
L’urto è stato talmente forte che le ruote del passeggino si sono spezzate.
I genitori erano accanto a lei, a nulla sono valsi i tentativi di salvare la vita alla piccola, nemmeno l’arrivo di un’ambulanza del 118.
La madre, in attesa di un altro bimbo, ha avuto un malore ed è stata trasportata all’ospedale.
Sul corpo di Sofia Saddi non verrà effettuata l’autopsia, secondo quanto deciso dal PM Andrea Massidda.
Intanto, i Carabinieri hanno avviato le indagini.

Leggi

Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio

20 ott, 2016 0

Conoscevamo la leggenda della “Bella di Cabras”, ci mancava, e ne avremmo volentieri fatto a meno, la “Bulla di Muravera”.

In verità di bulli, in quel video oramai passato a sentenza definitiva popolare, se ne sono visti più d’uno. Quando ho visto per la prima volta il video, ho pensato ad una sit-com dei ragazzi.

Tutto troppo surreale, per essere vero. Ho lasciato cadere. Vedevo già il film: i social ed i media a scrivere, analizzare, commentare la notizia marciando sui click che fanno monetizzare. Il populismo cannibale di un giornalismo che intervista la vittima vendicando, con la fama della popolarità positiva, il torto subito. La commissione di esperti mandata dalla Ministro in persona a fare chiarezza ed a rieducare la comunità. Come se in Sardegna, l’Ordine degli psicologi da tempo, non lavorasse perché in ciascuna scuola ci sia un professionista che aiuti insegnanti ed allievi. Quelli romani devono essere più bravi! Il ministro, mi pare, poco rispettoso e molto sensibile ai provvedimenti da palcoscenico.
Mi aspetto una eco sul salotto della domenica pomeriggio e su quello di Vespa: tutti ospiti in prima fila con i rispettivi legali e consulenti.

Nelle redazioni, forse, si respira un sospiro di sollievo davanti a tanto piattume di cronaca. Tutto questo, è ovvio, in barba alla Carta di Treviso che non impone ipocritamente di oscurare i volti sulla stampa o di scrivere le iniziali del minore protagonista di un fatto ma raccomanda ai giornalisti, la salvaguardia in primo luogo del buon nome e del futuro del minore.

Il dovere di cronaca, non può e non deve, essere superiore al futuro certamente rovinato di una bulla e del suo branco di ignavi quanto della sua vittima. Questo è l’oggi.
Domani, le stesse redazioni, riceveranno una lettera di un legale che ne chiederà il diritto all’oblio.

Spero che l’Ordine dei giornalisti vigili su questo pericoloso indirizzo che si sta prendendo e che non sia lo sciacallaggio sui minori o sugli animali, a far svoltare le sorti commerciali dei media.

Ciò che mi genera più sgomento, tuttavia, è che i Carabinieri ed il Tribunale dei minori siano costretti ad indagare. Il video è oltremodo pubblico ma nessun dei protagonisti, bulla-vittima e branco, riconosciutosi nel video o individuato il proprio figlio-nipote-vicino di casa, anche solo dalla voce, dalle scarpe o solo perché informato dei fatti, risulta essersi presentato in Procura.

Su questo si tace. Muravera non è una metropoli. Sono quasi certa che si conoscano i nomi e cognomi di tutti, compreso di chi ha documentato i fatti con il cellulare. Non pare neppure l’unico operativo.

I fatti di Muravera peraltro arrivano poco dopo quelli dei ragazzi, tutti italianissimi, che hanno dato una strapazzata ad un disabile e che, rimbrottati dall’insegnante, i genitori hanno protestato dal dirigente che imponesse il “silenzio-nota sul registro” all’insegnante. Accade dopo poco tempo anche dalle barricate di alcuni genitori che difendevano i propri figli “bene”, accusati di stupro collettivo di una compagna. Accade dopo il silenzio di genitori che voltano lo sguardo altrove a chi li informa della “brutta piega” dei figli (alcoolismo, prostituzione giovanile, spaccio ed uso di stupefacenti etc) dei loro figli.

Sono una mamma e quanto accade mi preoccupa. Ma mi intimorisce ed indigna più il silenzio degli adulti molto più della bravata violenta, dell’intemperanza di un’insicura, della complicità di compagni senza midollo, dell’apparente debolezza di una vittima che sta regolando, in perdita in questo caso, un torto perpetrato. Vittima e carnefici vivono nello stesso codice. E’ solo una caso, forse, che le parti siano documentate in un verso.

Per tutti i ragazzi, sono certa ci possa essere un’occasione di riflessione e di maturazione; di cambiamento ed evoluzione.
Per i genitori e la comunità di cui ciascun cittadino, è figlio, il silenzio omertoso di finta tutela sancisce solo che tutto si può fare.

Per questa ragione non mi hanno mai convinto le fiaccolate di comunità di ogni luogo e tempo, che si ribellano alla violenza ma tacciono quando si tratta di dare un contributo individuale alla denunciare un crimine.

Il denunciarsi, ossia assumersi pubblicamente la propria responsabilità, sarebbe un atto di sano esercizio di civiltà collettiva; di esempio verso i nostri figli. E’ proprio vero l’antico motto africano, ben noto nella pratica nei nostri paesi della Sardegna, “Per educare un bambino ci vuole un intero villaggio”. Ma per educare un villaggio globale, aggiungo io, non servono né i giustizieri del web né i media sciacalli.

L’immagine di questo articolo rimanda ad un film “I nostri ragazzi”, Anno 2014 diretto da Ivano De Matteo, interpretato da Alessandro Gassmann, Giovanna Mezzogiorno, Luigi Lo Cascio e Barbora Bobuľová.Il film, liberamente ispirato al libro La cena di Herman Koch.

Leggi

Peste suina africana, gli ispettori in Sardegna

12 ott, 2016 0

E’ giunta in Sardegna la delegazione dell’Ufficio Alimentare e Veterinario della Commissione Europea: un lavoro che impegnerà gli esperti per una settimana su tutto il territorio regionale per valutare gli effetti del Piano di eradicazione della peste suina africana.

Rimarranno in Sardegna fino a martedì 18 ottobre gli ispettori dell’Ufficio Alimentare e Veterinario della Commissione Europea.
Il loro lavoro in terra sarda ha l’obiettivo di valutare lo stato di applicazione delle nuove norme volte a contrastare la Peste Suina Africana e i risultati finora raggiunti.
Il gruppo di lavoro comprende anche i delegati del ministesro della Salute, quelli del Centro di Referenza nazionale Pesti suine e i rappresentanti dell’Unità di Progetto per l’eradicazione della peste suina.
Le ispezioni toccheranno diversi territori: il team di esperti visiterà allevamenti, macelli, imprese di trasformazione. Previsti anche incontri con le rappresentanze delle organizzazioni di categoria del mondo dell’agricoltura.
L’ultima visita degli ispettori in Sardegna risale al 2013. Il Piano di eradicazione della Peste suina africana che viene posto sotto controllo durante questa settimana, si basa su tre pilastri:
La riorganizzazione della catena di comando, che ha visto nella nascita dell’Unità di Progetto il centro decisionale in cui sono rappresentate le istituzioni coinvolte.
Un secondo punto riguarda l’utilizzo delle risorse finanziarie che serviranno per debellare la piaga, per favorire l’emersione degli allevamenti irregolari e sostenere le imprese che operano nella legalità.
Il terzo ed ultimo pilastro riguarda in vece la repressione del sommerso. Fino ad oggi sono stati 500 i capi illegali abbattuti.

Leggi

Rapina a mano armata alle Poste. Caccia all’uomo a Olbia

12 ott, 2016 0

Intorno alle 12 di oggi l’ufficio postale di San Pantaleo a Olbia, è stato preso d’assalto da due banditi che con il volto coperto e armati, hanno intimato all’unico dipendente presente al momento, di consegnare l’incasso.
Nell’ufficio erano presenti anche due clienti. I due, ottenuto il bottino, che dovrebbe ammontare a circa 500 euro, sono fuggiti a bordo di una moto.
Il modus operandi della rapina di oggi, sarebbe simile a quello di altre due rapine avvenute nel 2006 e nel 2008 ai danni dello stesso ufficio postale.
Le ricerche dei due banditi si sono estese prima nelle campagne, poi alla città di Olbia.
Al lavoro i Cacciatori di Sardegna e i Carabinieri. Si è alzato in volo anche un elicottero. La moto dei malviventi è stata ritrovata nel quartiere di Sa Minda Noa a Olbia.

Leggi

Dagli scarti nuove risorse per l’alimentazione

11 ott, 2016 0

Le trasformazioni operate dall’industria alimentare producono più residui che alimenti: si calcola che gli scarti finiscano per rappresentare oltre il 70% della materia prima che alimenta gli impianti, con conseguenti problemi e costi di smaltimento. Ma la novità emersa durante l’XI Congresso nazionale di Chimica degli Alimenti – a Cagliari nei giorni scorsi – è che convertire gli scarti agroalimentari in prodotti chimici di base e in alimenti per l’uomo e per gli animali può essere da 3,5 a 7,5 volte più conveniente rispetto alla loro conversione in biocombustibili. Per questo è necessario mantenere ben salda la collaborazione tra le aziende e il mondo della ricerca, l’unica in grado di valorizzare integralmente le materie prime all’ingresso negli impianti, attraverso speciali sistemi integrati, vere e proprie bioraffinerie, secondo i ricercatori.

L’iniziativa è stata organizzata dal Gruppo Interdivisionale di Chimica degli Alimenti (GICA), dall’Università di Cagliari in collaborazione con l’Ateneo di Sassari, sotto l’egida della Società Chimica Italiana (SCI) con il riconoscimento della Food Chemistry Division della EuCheMS. Per quattro giorni 150 ricercatori da tutta Italia si sono confrontati con gli esperti dell’Ateneo di Cagliari su qualità alimentare e salute umana.

Qualità e sicurezza degli alimenti, novel foods e integratori alimentari sono stati i topics delle relazioni che hanno lasciato spazio alla discussione anche sulle nuove fonti sostenibili derivate da scarti e by-products: 53 comunicazioni e cento poster, previste borse di studio e premi per i giovani ricercatori più meritevoli.

Alberto Angioni

Alberto Angioni



“Il congresso ha permesso di confermare il ruolo fondamentale della Chimica degli alimenti in tutti gli stadi della filiera agroalimentare – spiega il prof. Alberto Angioni, docente dell’Università di Cagliari e presidente del Comitato organizzatore del Congresso – nel controllo e nella valorizzazione dei prodotti”.

Particolare attenzione è stata riservata alle caratteristiche nutrizionali dell’olio extra vergine d’oliva e dei piccoli frutti, senza dimenticare il vino, il latte e i derivati, con particolare attenzione al pecorino romano D.O.P. privo di lattosio e galattosio. “I risultati riportati durante il convegno hanno evidenziato le caratteristiche peculiari degli alimenti tipici della dieta mediterranea e della cultura alimentare italiana – aggiunge Marco Arlorio, docente dell’Università del Piemonte Orientale e coordinatore del Gruppo italiano di Chimica degli alimenti – nonché le qualità e i rischi correlati ai novel food e agli integratori alimentari”.

Rosangela Marchelli, docente dell’Università di Parma e membro dell’EFSA WG on Novel Foods and WG on Food Allergy ha rimarcato l’importanza della corretta informazione sugli alimenti in particolare sui novel foods considerati comunemente cibi ad alto valore nutrizionale o con effetti benefici sulla salute, specificando che la loro inclusione in questa categoria è relativa non ad una valutazione del beneficio, bensì ad una assenza di pericolosità per la salute umana.

La ricerca e lo sviluppo di prodotti ad elevata qualità nutrizionale e di sicurezza alimentare condotta da alcune aziende agroalimentari sarde sono stati al centro di un momento del Congresso: numerose imprese hanno presentato i loro prodotti, con la partecipazione di Coldiretti con i prodotti stagionali dell’ortofrutta.

Numerose sono le iniziative che il GICA sta mettendo in cantiere per diffondere al meglio la cultura della qualità e sicurezza alimentare soprattutto verso i consumatori, in vista del XII Congresso Nazionale che si terrà nelle Marche a Camerino.

Leggi

Cagliari, le vecchie mura svelate dai lavori del Largo?

7 ott, 2016 0

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa integrale inviato in redazione dal deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu: presentata un’interrogazione al Ministro per i Beni e le attività culturali Dario Franceschini e al Sindaco di Cagliari Massimo Zedda.

“I lavori del Largo svelano le vecchie mura della città? Pierpaolo Vargiu interroga Ministero della Cultura e Sindaco.

“Nel 1854, le prime foto della città ci consegnarono una delle poche immagini della Porta Stampace, tra l’odierna Piazza Yenne e il Largo. Subito dopo iniziò “lo smuramento”, che cancellò le fortificazioni della Marina e, insieme, fece sparire un pezzo importante della memoria storica della nostra città”.
Lo ricorda il deputato dei Riformatori Pierpaolo Vargiu, che ha presentato due distinte interrogazioni, al Ministero della Cultura e al Sindaco di Cagliari (firmata insieme a Giorgio Angius e Alessio Mereu) per sapere se i lavori in corso nel Largo Carlo Felice abbiano svelato i resti della cinta muraria del quartiere della Marina.
“Se così fosse – conclude Vargiu- senza rallentare in alcun modo i lavori e non ricoprendo interamente neppure le rovine romane, si potrebbe decidere di ripavimentare parzialmente con materiale trasparente, lasciando visibile la traccia di un reperto che consente di contribuire al rilancio del “brand identitario di Cagliari”, importante per la coesione della nostra comunità, ma addirittura fondamentale per la costruzione di qualsiasi narrazione a fini turistici e per la crescita economica della nostra città”.

Il sottoscritto deputato Pierpaolo Vargiu interroga il Ministero della Cultura
premesso che – per sapere

L’identità della città di Cagliari rappresenta un valore fondante insostituibile per la comunità che vi abita;
L’identità storica della città rappresenta altresì uno dei più formidabili “brand” cagliaritani, in grado di corroborare l’interesse turistico per la città, contribuendo così in modo straordinario alla improcrastinabile ripresa economica;
Sono da tempo in corso lavori di rifacimento stradale nel Largo Carlo Felice che hanno portato alla scoperta di vestigia del passato sottostanti il manto stradale;
E’ nota da tempo la localizzazione nella sede dei lavori dei resti della città romana, mentre i cagliaritani più anziani ancora ricordano le spettacolari rovine romane a suo tempo portate alla luce dagli scavi di costruzione del complesso bancario prospiciente la Via del Mercato Vecchio;
nella zona attualmente interessata dagli scavi, nella parte alta del Largo, al confine del quartiere della Marina insisteva anche il complesso di mura difensive che circondava pressoché interamente i quartieri storici della città, la cui demolizione venne completata negli anni successivi al 1866, quando Cagliari cessò di essere annoverata tra le piazzaforti militari;
probabilmente al 1856 risale invece la demolizione della Porta di Stampacio o Stampace, immortalata nelle prime foto della città, scattate da Eduard Delessert;
sarebbe dunque interessante sapere se una parte delle massicce opere urbane portate alla luce dagli attuali scavi nel Largo siano pertinenza delle antiche mura della città;
qualora una parte delle vestigia riportate alla luce dagli attuali scavi fosse davvero riferibile alle antiche mura civiche, pur nella convinzione che non debbano essere rallentati i lavori di ripristino della sede stradale, sarebbe davvero importante che tali reperti potessero essere valorizzati, a fini identitari e turistici, per poter più compiutamente contribuire alla narrazione storica dell’affascinante passato della nostra città;
la stampa locale ha riportato che, nell’attuale sede degli scavi, sarebbe intervenuta la Sopraintendenza, che avrebbe eseguito rilievi specifici, che dovrebbero aver consentito di inquadrare adeguatamente l’esatta attribuzione dei reperti portati alla luce dalle azioni di sventramento stradale;
se gli attuali scavi nella parte alta del Largo Carlo Felice abbiano fatto affiorare resti storici romani e di pertinenza dell’antica cinta muraria della città di Cagliari e, in particolare, della porta Stampace.
se -in tal caso- non ritengano utile suggerire al Comune di Cagliari la immediata valutazione di un’adeguata valorizzazione di tali reperti, attraverso la conservazione della possibilità della fruizione visiva diretta, accompagnata da adeguati supporti fisici e multimediatici che consentano di introdurre sia il cagliaritano, che il turista, alla narrazione storica della città di Cagliari e del fascino del suo brand.”

Leggi

Uranio impoverito, Ganau in audizione in Commissione

7 ott, 2016 0

Audizione del presidente Ganau in Commissione parlamentare d’inchiesta:
“Serve un addendum al Patto per la Sardegna sui vincoli miliari e la dismissione dei poligoni”

«E’ un’esigenza politica forte la predisposizione di un addendum al Patto per la Sardegna che scriva il piano per la progressiva diminuzione delle aree soggette a vincoli militari e la totale dismissione dei poligoni, nonché determini la compensazione economica dei danni ambientali, sanitari ed allo sviluppo subiti a causa del gravame militare, insieme con le risorse necessarie per le bonifiche e la riconversione dei siti, così come chiesto dal Consiglio regionale il 17 Giugno del 2014».
È la proposta avanzata dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Gianfranco Ganau durante l’audizione di questa mattina nella Commissione parlamentare d’inchiesta sugli effetti dell’utilizzo dell’uranio impoverito, convocata in Prefettura a Cagliari, al termine di una settimana di sopralluoghi nelle aree militari della Sardegna.
Come massimo esponente dell’Assemblea sarda, il presidente del Consiglio ha ribadito in modo chiaro e inequivocabile la volontà dei sardi, espressa con chiarezza dal Consiglio regionale che lo rappresenta, nel giugno del 2014 con l’ultimo atto del Parlamento sardo che ribadisce la richiesta “della progressiva diminuzione delle aree soggette a vincoli militari e la dismissione dei poligoni.
«Non è più tollerabile l’omissione sui rischi e le conseguenze delle esercitazioni e di tutte le altre attività effettuate nei poligoni sardi – ha sottolineato Ganau – in materia di salute pubblica deve valere il principio di precauzione: deve essere lo Stato a dimostrare che le attività dei poligoni non minacciano la salute dei sardi e non dunque i sardi a dimostrare che con i poligoni ci si ammala e si muore».

Secondo il presidente del Consiglio regionale è necessario l’avvio di monitoraggi indipendenti sui danni sanitari e di salute pubblica legati alla presenza dei poligoni militari e l’istituzione di osservatori permanenti indipendenti per il monitoraggio ambientale al loro interno. La liberazione delle aree gravate da servitù militari deve essere accompagnata da piani di sviluppo seri e concreti che partano dalla bonifica dei territori inquinati, insieme all’avvio di un tavolo tecnico che ridefinisca il sistema dei contributi ai comuni maggiormente gravati da servitù militari.
«Non bisogna ripetere gli errori commessi alla Maddalena dopo la dismissione della base USA, le aree gravate da servitù militari devono essere riconsegnate nella disponibilità dei sardi – ha aggiunto il massimo rappresentante dell’Assemblea sarda, ribadendo in ordine alla questione di Guardia del Moro il dettato dell’ordine del giorno approvato il 18 febbraio del 2015 dal Consiglio regionale che ha espresso la ferma contrarietà all’imposizione della servitù militare a protezione del deposito di munizioni di Guardia del Moro. «La richiesta di riesame del decreto – ha ricordato Ganau – è ad oggi senza risposta e senza alcun coinvolgimento del governo regionale, né tanto meno delle comunità locali, viene disposto l’ampliamento del pontile sud dell’Isola di Santo Stefano alla Maddalena. Le proteste dei pescatori di questi giorni – ha concluso il presidente del Consiglio – sono il simbolo di due modelli di sviluppo che non possono più coesistere. Abbiamo scelto di fare dell’ambiente e delle attività produttive connesse, la nostra era occasione di rinascita e questo non è più compatibile con il sacrificio che lo Stato ci chiede ormai da troppo tempo».

Leggi

“Amatriciana Solidale”.Prociv Arci:oltre4 mila volte grazie

7 ott, 2016 0

Oltre 80 kg di malloreddus; quasi 100 volontari coinvolti direttamente; 34 sponsor; 459 pasti distribuiti per un ricavato di oltre 4 mila euro da destinare al Comune di Amatrice, duramente colpito dal sisma. Sono questi i numeri della gara di solidarietà scaturiti dall’evento “Amatriciana Solidale”, organizzata e diretta dalla Prociv Arci di Assemini lo scorso 30 settembre.
La presidente, Anna Cascino, esprime piena soddisfazione per la riuscita della manifestazione che ha coinvolto operativamente l’Amministrazione comunale, la Pro Loco, l’Associazione Sant’Andrea, la Consulta delle Donne, la Fondazione Giulini, lo chef del Cagliari Calcio e il suo staff e il Comitato Civico “ViviAssemini”. Un grande risultato che ha unito la città di Assemini, anche grazie alla generosità di tante aziende che hanno donato i loro prodotti e offerto spazi per la riuscita di questo importante evento, come la Gemeaz.
La Prociv Arci è la prima associazione di protezione civile nata ad Assemini nel 1981. Dal quartier generale di via Iglesias coordina costantemente le operazioni di formazione, prevenzione e gestione delle criticità. In queste ore è anche impegnata nella gestione dell’emergenza profughi.

Leggi

Milis, bruciava i rifiuti in campagna. Giovane denunciato

3 ott, 2016 0

“A seguito di una intensa attività di controllo del territorio, finalizzata alla prevenzione -si legge nella nota del Corpo Forestale di Oristano- e al contrasto della diffusa pratica dell’abbandono dei rifiuti nel territorio e lungo le strade, il personale del Corpo Forestale della Stazione Forestale di Seneghe, con l’ausilio tecnico del Nucleo investigativo dell’Ispettorato Forestale (NIPAF), nei giorni scorsi ha accertato una violazione penale per abbandono e smaltimento con l’uso del fuoco di rifiuti e contestuale violazione amministrativa per il solo abbandono di rifiuti.
Già da tempo i Forestali tenevano sotto controllo la zona, in località Murdegu a poca distanza dal centro abitato di Milis, dove, lungo una strada di penetrazione agraria che conduce alla zona degli aranceti, si verificavano episodi di abbandono di materiale vario.
Oltre ai rilevanti depositi di rifiuti, in prossimità degli stessi erano presenti vari cumuli di cenere, che lasciavano presupporre che i rifiuti, periodicamente, venivano eliminati col fuoco.
Si era deciso, pertanto, di monitorare il sito con l’uso di strumentazioni tecnologiche per l’osservazione puntuale di tali illeciti.
Ad esito di ciò, nei giorni scorsi, con l’impiego di una delle macchine installate in prossimità di un cumulo di rifiuti di carta, cartone e cassette di legno, nonché di frutta e verdura marcescente, si accertava l’arrivo di un’autovettura con alla guida un giovane. Questi- conclude la nota del Corpo Forestale- una volta sceso dall’automezzo, ne scaricava il materiale che vi era a bordo per poi procedere all’accensione delle fiamme sui rifiuti.
Gli elementi acquisiti hanno consentito ai Forestali di procedere alla individuazione dell’uomo, A.V. 24 anni di Milis, e a contestargli lo smaltimento illecito di rifiuti con l’uso del fuoco, provvedendo poi alla denuncia all’Autorità Giudiziaria per la violazione dell’art. 256 del D. L. vo n. 152/2006, per smaltimento di rifiuti e l’immissione di fumi in atmosfera, punito dall’art.674 del Codice Penale per cui è prevista la pena dell’arresto da tre mesi ad un anno o un’ammenda da euro 2500 a 26.000 se si tratta, come in questo caso di rifiuti non pericolosi.”

Leggi

Incidenti, traffico in tilt verso Cagliari

3 ott, 2016 0

Sono tre gli incidenti che si sono verificati questa mattina in direzione Cagliari.
Il primo è avvenuto lungo la Statale 195, a Macchiareddu. Uno scontro tra due auto ha provocato il ferimento di 4 persone, tra loro anche una bimba di 4 anni. Le sue condizioni NON sono gravi.
L’importante bretella che collega Pula con Cagliari è stata chiusa, in direzione del capoluogo, per un’ora. Le auto hanno subito rallentamenti e deviazioni verso la zona industriale di Macchiareddu.
Sul posto le ambulanze e la polizia municipale.
Altri due incidenti si sono verificati a poche centinaia di metri l’uno dall’altro, sulla Statale 131, prima delle 10 di oggi.
Sulla corsia in direzione Cagliari, all’altezza di Sestu, si è verificato un tamponamento tra un bus e due auto. Alcune centinaia di metri più avanti altre due auto sono rimaste coinvolte in un altro incidente. Anche qui il traffico ha subito forti rallentamenti, sono intervenuti i mezzi di soccorso, la Polizia stradale e l’Anas.

Leggi