26 April, 2017
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Sport, la campagna per la fibrosi cistica

28 feb, 2016 0

Al via da oggi la campagna ‘Sport per la Fibrosi cistica’ organizzata dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica (Lifc) in collaborazione con il mondo sportivo, che scende in campo per supportare i pazienti con questa malattia. La campagna è abbinata al numero solidale 45501 attivo fino al 6 marzo. Per il quarto anno consecutivo sui campi da gioco della Legabasket, infatti, l’iniziativa sarà ospitata sui campi da gioco della Serie A Beko per sensibilizzare sportivi e tifosi sulla patologia invitando tutti, in campo e sugli spalti, a donare al 45501 per ‘vincere insieme questa partita’. In tutti i campi da gioco verrà esposto prima della partita un grande striscione con lo slogan dell’iniziativa e il numero 45501 per raccogliere fondi da destinare alla tecnica di ricondizionamento extracorporeo dei polmoni ‘Ex Vivo Lung Perfusion (EVLP)’ perché #unrespiroinpiù per i pazienti con fibrosi cistica non sia solo una speranza ma un traguardo raggiungibile. Molte le novità di questa edizione, tra cui il coinvolgimento del mondo della pallavolo, grazie alle attività di sensibilizzazione della Nazionale Italiana Trapiantati e Dializzati Volley, della Federazione Italiana Rugby, che ha aderito all’iniziativa coinvolgendo gli atleti della nazionale italiana e dell’U.S. Alessandria Calcio 1912. “#unrespiroinpiù – afferma Gianna Puppo Fornaro, Presidente LIFC – esprime il significato più profondo di questa iniziativa, ovvero donare una speranza concreta ai pazienti in lista di attesa per un trapianto polmonare. Con un piccolo contributo possiamo infatti aumentare il numero di polmoni disponibili per il trapianto, riducendo significativamente le liste di attesa grazie alla tecnica innovativa del ricondizionamento polmonare. Condividendo simbolicamente l’hashtag #unrespiroinpiù possiamo inoltre diffondere la sensibilizzazione sul tema della donazione di organi”. Secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti, sebbene il 2015 sia stato un anno che ha visto l’incremento generale del numero dei trapianti eseguiti (3.317), il trapianto polmonare ha subito infatti un’inflessione, passando dai 126 trapianti del 2014 ai 112 del 2015. Un altro dato importante è poi rappresentato dalle liste di attesa: i pazienti iscritti per un trapianto di polmone sono 383 a fronte dei 367 del 2014.

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Prevenzione diabete di tipo 2

22 gen, 2016 0

E’ partita la fase finale del progetto di Prevenzione del Diabete di tipo 2 dedicato alla popolazione del Distretto Area Vasta della Asl di Cagliari. L’obiettivo è individuare i soggetti a rischio diabete nella popolazione di età superiore ai 35 anni dei comuni di Cagliari, Monastir, Monserrato, Nuraminis, Quartucciu, Selargius, Sestu, Settimo San Pietro, Ussana, per un totale di oltre 250.000 abitanti. Il progetto, però, “ha suscitato molte polemiche da parte dei medici territoriali”, ha dichiarato Claudia Zuncheddu. Il progetto è stato presentato questa mattina dalla responsabile del Dipartimento di prevenzione della Asl, Silvana Tilocca, dal direttore del Distretto Area Vasta, Pino Frau, e dal responsabile della Diabetologia del PO Binaghi, Luciano Carboni. L’iniziativa si svolgerà in 5 fasi, più una sesta di valutazione complessiva. La prima fase consisterà in una campagna di informazione-sensibilizzazione: in ogni comune del Distretto verrà organizzata una giornata dedicata alla quale parteciperanno autorità locali, medici e farmacisti ai quali verrà illustrata l’articolazione del progetto e gli obiettivi. La seconda fase consiste nella distribuzione del questionario di Tuomilehto agli utenti di età superiore ai 35 anni. Il progetto prevede per la fase tre che il questionario sia compilato dal medico o dall’equipe medica itinerante. Nella quarta fase, sulla base dell’esito del controllo glicemico, si predispone un successivo controllo nei Centri di Diabetologia. Per i soggetti con alterazioni glicometaboliche, individuati tramite i questionari, è prevista la quinta fase, ossia l’offerta di strumenti di informazione e sensibilizzazione. Il diabete è diffuso nel 6,2% della popolazione, pertanto circa 34.100 persone hanno il diabete; a queste si aggiunge un 3,1% della popolazione che ha un diabete non noto, e un ulteriore 5% presenta condizioni metaboliche borderline. La Presentazione del Progetto “ha suscitato polemiche – ha detto Zuncheddu – da parte dei medici territoriali. Prevede la compilazione di un questionario negli ambulatori di Medicina di Base e il rilevamento di parametri specifici su circa 300 mila assistiti di età superiore ai 35 anni. Il progetto, seppur encomiabile vista l’elevata incidenza del diabete in Sardegna, se svolto negli ambulatori di medicina di base già super affollati, richiede molto tempo. I medici di base sempre più stretti nella morsa della burocrazia che riduce la libertà nello svolgimento della professione e impone forti restrizioni nelle indagini diagnostiche e nelle prescrizioni terapeutiche, hanno rigettato la proposta”.

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