22 June, 2017
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Sclerosi Multipla, nuove terapie

31 mag, 2016 0

L’odierna disponibilità di innovativi principi attivi è il segno che la scienza medica continua a interessarsi alle condizioni delle persone con questa malattia del sistema nervoso, che in Sardegna sono più di 6.000, al fine di dare loro una qualità di vita uguale al resto della popolazione.
In quest’ottica alcuni rimedi “storici”, che vantano una consolidata esperienza d’uso, sono stati riformulati soprattutto per rendere più semplice la loro assunzione. Tra questi il peginterferone beta-1a, una nuova molecola frutto dell’unione del noto interferone con una catena lineare di PEG, già disponibile e rimborsata dalla nostra Regione che essendo iniettabile sotto cute ogni due settimane impedisce che queste persone diventino “stanche” di prendere la terapia.
Grazie all’innovativo processo chimico della peghilazione, la molecola è infatti diventata più stabile nel tempo e quindi più idonea a essere efficace e ben tollerata per lunghi periodipur con una minore frequenza d’assunzione.
Sebbene non si sia ancora in grado di guarire dalla sclerosi multipla, è possibile tuttavia rallentare la sua progressione. A questo importante traguardo contribuisce anche il peginterferone beta-1a che ha dimostrato – secondo lo studio ADVANCE – di ridurre in modo significativo il numero di ricadute, le lesioni cerebrali riscontrabili alla risonanza magnetica e l’avanzare della disabilità.

L’intervista alla Prof.ssa Maria Giovanna Marrosu, professore ordinario di Neurologia all’Università di Cagliari e responsabile del Centro Sclerosi Multipla dell’ospedale Binaghi.

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Randagismo, 57 gatti sterilizzati

25 gen, 2016 0

Prosegue l’attività dell’Enpa, l’Ente nazionale di protezione degli animali, nell’ambito di una campagna legata al progetto “Rete Solidale”. Sono 57 i gatti randagi sterilizzati a Sassari grazie all’iniziativa, tesa alla prevenzione e al contrasto del randagismo, è durata due giorni ed è stata realizzata grazie al coinvolgimento dei volontari di Enpa della sezione di Sassari, dei veterinari Meir Levy, Manuela Parretta e Federica Vincentelli, dell’Asl, del Comune e dell’associazione “Qua la Zampa”. Come spiegano i medici che hanno effettuato le sterilizzazioni, “gli interventi sono stati condotti nel pieno rispetto del benessere animale, delle buone pratiche veterinarie e di efficaci protocolli chirurgici, anestetici e antibiotici”. Gli accertamenti fatti a 48 ore di distanza dalle operazioni “hanno confermato che gli animali sono in ottime condizioni di salute e hanno ripreso la loro vita di tutti i giorni”.

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Servizi Veterinari di tempio Pausania trasferiti ad Aggius

12 gen, 2016 0

La Asl di Olbia informa che i servizi Veterinari del Distretto di tempio Pausania sono stati trasferiti ad Aggius.
Di seguito il comunicato stampa.

“Da ieri mattina, lunedì 11 gennaio, i servizi Veterinari del Distretto di Tempio Pausania sono stati trasferiti dai locali di via Valentino, a Tempio, ai locali di via Roma, ad Aggius.

Dal nono piano dei locali del “Palazzo Multineddu”, a Tempio, i Veterinari si sono trasferiti al piano terra dell’ ex “scuola elementare”, in via Roma, al civico 85, nel comune di Aggius, nei locali adiacenti gli uffici di Poste Italiane.

La struttura, dotata di ampi parcheggi e sala d’attesa, da oggi ospita i seguenti Servizi Veterinari:

- Il Servizio di Sanità animale (Area A)

- Igiene degli alimenti di origine animale (Area B)

- Igiene degli allevamenti e delle produzioni zootecniche (Area C)

Per contattare i servizi, al momento, il numero di telefono è lo 079 633267.

La Asl di Olbia si scusa con la popolazione per eventuali disservizi che in una prima fase potrebbero verificarsi, ma assicura che gli operatori saranno a loro disposizione per risolvere eventuali difficoltà.”

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Asinelli bianchi, uno studio li salverà dall’estinzione?

28 dic, 2015 0

Rischiano l’estinzione e sono protetti. Gli asinelli bianchi vivono allo stato brado nel paradiso terrestre dell’Isola dell’Asinara, seguiti e accuditi dall’Ente Parco.
Nel Novembre 2015 è stata pubblicata una ricerca, ideata e realizzata dal dottorando di ricerca sardo Valerio Joe Utzeri, che potrebbe salvare gli asinelli dall’estinzione.

Valerio Joe Utzeri è un giovane oristanese, Dottorando di Ricerca in Scienze e Tecnologie Agrarie Ambientali e Alimentari dell’Università di Bologna.
Come ogni sardo che attraversa il mare, ha sempre portato con sé la sua Sardegna. E nella sua Isola è tornato con un’idea nuova e intraprendente per il mondo della Ricerca: capire i motivi che consentono la colorazione bianca del manto negli asini che vivono allo stato brado nell’Isola dell’Asinara.

Tutto è partito dalla tesi di laurea: qui, Valerio Joe aveva studiato i geni che nei conigli (ma anche negli altri animali tra cui l’uomo) provocano variazioni nel colore del mantello e sono legati alle diverse forme di albinismo.
“Lo studio di questi geni continua ancora oggi, parallelamente ad altre ricerche che compio- racconta a IllaTv- in ambito di fauna selvatica, rinselvatichita e di allevamento. Questo studio ha prodotto fino ad ora la pubblicazione sul Brown locus in coniglio (Articolo scientifico pubblicato su Animal Genetics, rivista molto importante in quanto posizionata nel primo quartile del settore – ISI Journal Citation Reports © Ranking: 2014: 3/57 Agriculture Dairy & Animal Science – con Impact Factor: 2.207).
Nella stessa rivista è stato pubblicato anche il lavoro sugli asini dell’Asinara, cominciato circa un anno fa.”

L’idea. Una “semplice addizione di condizioni” ha portato Valerio Joe a questo studio: “sono Sardo; in Sardegna conosco abbastanza bene la fauna locale e cerco nelle mie ricerche di avere un occhio di riguardo verso la Sardegna e le sue risorse; – vorrebbe- poter dimostrare che anche dal “Continente” si può fare ricerca per la Sardegna e poter colmare un vuoto scientifico tramite le conoscenze che ho e che sto acquisendo nel campo della genetica e della genomica.
Da molto tempo- prosegue- si parlava di sintomi dovuti a forme di albinismo per l’asinello bianco dell’Asinara ma non esistevano ancora studi genetici per capire quale fosse il motivo molecolare di quel fenotipo e quindi nessuno studio di associazione. Quegli asini vivono praticamente senza aiuto dell’uomo e in natura non ho trovato esempi di popolazioni di mammiferi che allo stato selvatico mantengano in quei numeri un fenotipo del genere.”

“Nel settembre del 2014, previ accordi con l’Ufficio Risorse Terrestri dell’Ente Parco dell’Asinara, sono riuscito ad ottenere una collaborazione con permesso di maneggiare gli animali rigidamente controllati e protetti all’interno dell’isola.
Grazie all’appoggio del mio Tutor di Dottorato, Prof. Luca Fontanesi, una volta effettuato il campionamento di un ciuffo di crine da 17 asini bianchi dell’Asinara e 5 con colore del mantello classico, ho svolto le fasi sperimentali nei laboratori del DISTAL (Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari) della Scuola di Agraria e Veterinaria dell’Università di Bologna.
Una volta estratto il DNA dai campioni di tutti gli esemplari campionati, le analisi dei dati ottenuti dal sequenziamento del gene TYR (tirosinasi), hanno evidenziato una mutazione che accomuna tutti gli asini bianchi e li distingue da tutti gli asini “colorati”.”
Tutte procedure che Valerio Joe Utzeri ha eseguito durante il periodo trascorso all’Isola dell’Asinara.

“Li chiamo “colorati” non per niente: negli asini bianchi- spiega- l’enzima chiave che per ragioni biochimiche permette la formazione delle melanine (e quindi della colorazione del mantello) è geneticamente compromesso e il gene che lo codifica è proprio il gene TYR.”

“La situazione che ci si prospetta davanti è quindi quella di una forma di albinismo molto pesante (il che non significa che questi asini vivano male).
Finalmente abbiamo il risultato che finora è mancato per spiegare la colorazione così particolare e unica di questi animali che sono il simbolo del Parco ma anche una razza di asino in via d’estinzione.
Ovviamente questa scoperta- conclude il dottorando sardo- oltre a risolvere un quesito che molti si sono posti da più di 40 anni, può dare un’altra spiegazione sulla comparsa di questo raro fenotipo (molto probabilmente autoctona) oltre che essere uno strumento per evitare l’estinzione di questi animali unici per cui anche tanti turisti vengono in Sardegna.”

Consulta il lavoro di Valerio Joe Utzeri cliccando qui.

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Riparte esportazione maialetto sardo, il via del Ministero

14 dic, 2015 0

Dopo l’oasi temporale circoscritta all’Expo di Milano, sembrava che neanche i maialetti sardi termizzati potessero superare il mare.
Mesi di trattative con il Ministero della Salute e l’attivazione di tutte le misure previste per consentire l’esportazione in sicurezza hanno tolto il blocco.
I primi prodotti partiranno mercoledì. Si premia così il lavoro coordinato tra istituzioni e associazioni degli allevatori, spiega la Regione. “E’ un importante risultato, atteso da tempo e frutto della collaborazione responsabile tra i soggetti della filiera suinicola e le istituzioni”, afferma l’assessore della Sanità, Luigi Arru, ricordando il lavoro svolto insieme alle colleghe dell’Agricoltura e dell’Ambiente, Elisabetta Falchi e Donatella Spano, con i rispettivi assessorati; l’importante ruolo dell’Unità di progetto per la peste suina, guidata dal direttore generale della Presidenza, Alessandro De Martini; l’azione propositiva e fondamentale di Coldiretti e Assica. “Il maialetto sardo può tornare sulle tavole degli italiani per le feste imminenti e lo fa in assoluta sicurezza”, conclude l’assessore.

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Animali: LNDC”Farmaci generici a costi contenuti”.Petizione

20 nov, 2015 8

Chi vive insieme ad un animale sa bene quanto costino le spese per le cure veterinarie. I farmaci hanno un costo pesante sul bilancio di quanti non rinunciano ad accudire animali in difficoltà. La Lega Nazionale per la Difesa del Cane si fa portavoce di una nuova iniziativa.

“I medicinali veterinari hanno prezzi altissimi nonostante, in moltissimi casi, abbiano la stessa composizione di quelli per uso umano. LNDC lancia una petizione popolare per chiedere di mettere fine a questa ingiustizia.

Nelle giornate del 12 e 13 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti degli Animali, Lega Nazionale per la Difesa del Cane lancia una petizione per chiedere al Presidente del Consiglio e al Ministro della Salute la possibilità di prescrivere i farmaci generici a costo contenuto anche per uso veterinario. Attualmente, infatti, la legge prevede che i medici veterinari non possano prescrivere farmaci per uso umano se esiste il corrispondente farmaco per uso veterinario. Tuttavia questi ultimi costano in media 4 o 5 volte, arrivando perfino a 10 o 20 volte, più di quelli per l’uomo nonostante il principio attivo sia identico.

Queste differenze di prezzo sono ingiustificate e incomprensibili e portano moltissimi proprietari di animali da compagnia a non potersi occupare adeguatamente della salute e del benessere del proprio amico a quattro zampe. Una situazione che nuoce alle famiglie, già provate dalla crisi attuale, e che impone di usare dei medicinali specifici in ragione degli interessi dell’industria farmaceutica, senza considerare la reale tutela sanitaria degli animali che non possono e non devono essere considerati beni di lusso bensì un valore sociale.

Lega Nazionale per la Difesa del Cane si batterà quindi affinché gli animali domestici che ormai fanno parte integrante delle nostre famiglie non debbano soffrire a causa di questa ingiusta discriminazione e possano essere curati a prezzi accessibili, quando possibile. LNDC lancia quindi un appello a tutte le persone che vivono con uno o più pet, o semplicemente a chi li ama e vuole vedere tutelati i loro diritti, affinché firmino la petizione popolare – ai sensi dell’art. 50 della Costituzione Italiana – per chiedere di emanare una disposizione secondo cui i generici già registrati per gli umani, a parità di composizione, siano di fatto considerati anche a uso veterinario.”

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Influenza, 100mila italiani a letto, i più colpiti sono i bambini

8 nov, 2015 0

Sono quasi 100mila, precisamente 96.900, i casi di influenza registrati ad oggi in Italia dall’inizio, nella seconda metà di ottobre, del monitoraggio della rete Influnet, coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità(ISS), in collaborazione con il Centro Interuniversitario per la Ricerca sull’Influenza (CIRI-IT) di Genova e il sostegno del Ministero della Salute. La rete si avvale del contributo dei medici di medicina generale, pediatri e referenti presso le Asl e le Regioni.

Il numero di casi stimati nella settimana che va dal 26 ottobre al 1 novembre, a cui è relativo l’ultimo rapporto pubblicato il 4 novembre che riporta le segnalazioni di 659 medici sentinella, è pari a 42.300, circa 11mila in più rispetto alla settimana precedente in cui erano stati 31mila. L’attività dei virus influenzali èai livelli di base come nelle precedenti stagioni influenzali, si sottolinea nel rapporto, che evidenzia come ad essere più colpiti siano i bambini
Nel mentre i vaccini vengono distribuiti nelle varie Asl e a breve entrerà nel vivo la stagione delle vaccinazioni.

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Un convegno per i novant’anni dell’Istituto zooprofilattico sperimentale

6 nov, 2015 0

“Novant’anni di certosino lavoro che hanno garantito un importante contributo per lo sviluppo delle scienze veterinarie e hanno consentito di costruire la storia sanitaria, scientifica ed economica della Sardegna. L’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sardegna “G. Pegreffi” è pronto a ricordare quasi un secolo di attività e lo farà con un convegno celebrativo. Nei giorni scorsi il sindaco di Sassari Nicola Sanna ha ricevuto a Palazzo Ducale il direttore generale dell’istituto di via Duca degli Abruzzi Alberto Laddomada. Un incontro durante il quale il vertice dell’Izs ha illustrato al primo cittadino i contenuti dell’importante appuntamento che si svolgerà il 13 novembre alle 10, nell’aula magna dell’Università di Sassari.

Creato nel 1921 come Stazione sperimentale per le malattie infettive del bestiame con giurisdizione su tutta “l’isola di Sardegna”, l’istituto iniziava ufficialmente la sua attività il 4 gennaio 1925. È questa la data nella quale, nei laboratori situati nella sede in località Pischina a pochi chilometri da Sassari, veniva emesso il primo responso diagnostico. In quello stesso anno i laboratori dell’istituto venivano trasferiti a Rizzeddu, in alcuni locali dell’allora ospedale psichiatrico provinciale di Sassari, e nel 1926 nella villetta Farris sul colle dei Cappuccini. La Stazione sperimentale avrebbe dovuto aspettare sino al 1932 per avere la sua sede definitiva, quella dell’attuale via Duca degli Abruzzi, all’epoca alle porte della città.
«Celebriamo novant’anni di eccellenza di rilievo nazionale e internazionale nella ricerca e nella profilassi veterinaria di un istituto che – afferma il sindaco Nicola Sanna – ha sede a Sassari, perché siamo stati e continueremo a esserlo una città di eccellenze».
«In novanta anni di attività – afferma il direttore generale Alberto Laddomada – e insieme alle altre istituzioni regionali e nazionali, l’Istituto ha dato un contributo di grande rilievo allo sviluppo delle scienze. Il convegno consentirà di tracciare la storia dell’Istituto e il suo ruolo presente e futuro nella sanità pubblica veterinaria, di tutela della salute pubblica e di supporto del settore agro-alimentare della Sardegna».
Venerdì ad aprire i lavori del convegno, dopo i saluti del sindaco Nicola Sanna e del presidente del Consiglio regionale Gianfranco Ganau, sarà il presidente dell’Izs Pasqua Tilocca.
La storia dell’Istituto zooprofilattico della Sardegna, dai primi passi ai giorni nostri, sarà tracciata da Aldo Marongiu, responsabile della struttura di Igiene degli alimenti dell’Izs e già direttore dell’istituto dal 2005 al 2010.
Sarà, invece, il direttore generale Alberto Laddomada a descrivere il ruolo attuale e futuro dell’istituto nella sanità pubblica veterinaria.
L’assessore regionale alla Sanità Luigi Arru illustrerà il ruolo dell’Izs nel contesto isolano, spiegando il punto di vista della Regione.
La relazione tra Università di Sassari e Izs, invece, sarà spiegata dal rettore dell’Ateneo sassarese Massimo Carpinelli. La chiusura dei lavori sarà affidata al presidente della Regione Francesco Pigliaru.

Al convegno è stata invitata a partecipare il ministro della Salute Beatrice Lorenzin.”

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Veterinaria, operazione d’avanguardia per il micio Klaus. Il primo caso in Sardegna

6 nov, 2015 0

“Nell’Ospedale Didattico Veterinario del Dipartimento di Medicina Veterinaria dell’Ateneo di Sassari è stato eseguito il primo intervento di ipofisectomia trans-sfenoidale mai realizzato in Sardegna. Il paziente si chiama Klaus ed è un gatto europeo di 11 anni.” A darne notizia è l’Università degli Studi di Sassari. “Oggi il felino è in perfetta forma, nonostante la non più giovane età e un passato da trovatello ormai, per fortuna, dimenticato. L’intervento chirurgico, condotto dal medico olandese Bjorn P. Meij, è stato necessario per rimuovere un tumore al cervello, diversamente non operabile. Questa tecnica pionieristica, messa a punto dallo stesso prof. Bjorn P. Meij, consente di asportare l’ipofisi attraverso un approccio trans orale (il cavo orale), ossia attraverso l’osso sfenoide.

Per la riuscita dell’intervento, è stata fondamentale la stretta collaborazione tra il veterinario libero professionista, referente del paziente, la proprietaria dell’animale e lo staff medico dell’Ospedale Didattico, in particolare la prof.ssa Maria Lucia Manunta per l’assistenza chirurgica, il prof. Giovanni Mario Careddu per l’assistenza anestesiologica, la dott.ssa Maria Antonietta Evangelisti per la risonanza e la dott.ssa Isabella Ballocco per il monitoraggio post operatorio.

Il gatto è stato inizialmente sottoposto a risonanza magnetica del cranio per un planning preoperatorio e, dopo l’intervento chirurgico (avvenuto il 24 ottobre), è rimasto ricoverato nel Reparto di Terapia Intensiva dell’Ospedale Didattico per 10 giorni. Per tutto il periodo, i veterinari hanno potuto monitorare lo stato clinico 24 ore su 24. I medici dell’Ospedale Didattico Veterinario (Francesca Cubeddu, Roberta Deiana, Letizia Guida, Giovanna Serra e Roberta Usai), e il tecnico Franco Gaddia, comprendendo la difficoltà del caso clinico, hanno messo a disposizione tutta la propria professionalità, nonostante le attività siano state drasticamente ridotte nel mese di ottobre a causa della carenza di fondi per il funzionamento.

L’operazione, prima in Sardegna nel suo genere, è il secondo intervento di chirurgia intracranica effettuato nell’Ospedale Didattico del Dipartimento di Medicina Veterinaria che, con la gestione del prof. Sanna Passino, punta ad offrire al territorio un servizio di referenza altamente specialistica.”

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Attività venatori in Gallura: i veterinari della Asl di Olbia incontrano i cacciatori

28 ott, 2015 0

“I veterinari della Asl di Olbia incontrano a Berchidda e Alà dei Sardi i cacciatori per illustrare i nuovi requisiti previsti dal programma straordinario regionale di eradicazione della peste suina 2015-2017 e che consentono, in deroga, di cacciare anche nelle zone infette da cinghiale selvatico.
Il Servizio Veterinario di sanità Animale ha organizzato degli incontri nelle due “zone infette da cinghiale selvatico” che ricadono nel territorio della Asl di Olbia:
-giovedì 29 ottobre 2015, alle ore 18.30, nell’Auditorium del Comune di Berchidda, si terrà il primo degli incontri rivolto ai responsabili delle compagnia di caccia e ai cacciatori dei comuni di Berchidda, Oschiri, Monti;
- venerdì 30 ottobre 2015, alle ore 17.30, nel locale comunale adiacente la chiesa di Sant’Antonio nel comune di Alà dei Sardi, rivolto ai responsabili delle compagnia di caccia e ai cacciatori dei comuni Alà dei Sardi, Buddusò, Padru, della frazione di Berchiddeddu (comune di Olbia);
Con l’adozione del provvedimento regionale sull’eradicazione della peste suina del biennio 2015/2017 sono cambiate le regole per l’esercizio dell’attività venatoria, sia nelle “zone libere” che in quelle “infette”. A tal proposito sono iniziati in tutto il territorio una serie di incontri di formazione e informazione tra i veterinari dell’Azienda sanitaria e i cacciatori in cui verranno illustrati i requisiti necessari alle compagnia di caccia per esercitare l’attività venatoria, e ottenere, nelle zone infette da cinghiale selvatico, l’autorizzazione.”

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