22 June, 2017
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Morighessa, l’amico fedele di Nonno Michele

19 nov, 2015 0


Oggi il mondo piange un fedele amico dell’uomo, il cane diesel delle squadre speciali francesi. E tutti magari abbiamo pensato anche solo per un momento all’immenso dolore del suo conduttore, quando il cane oramai ferito, è andato quasi istintivamente a morire proprio fra le sue braccia. Probabilmente il cane ha salvato la vita al proprio conduttore sacrificandosi per lui, amore reciproco e incondizionato.

“E qui mi torna in mente la storia di Morighessa (frutto del gelso) che mi raccontava sempre mia nonna. Morighessa era una femmina di pastore fonnese che mio nonno allevò. Al suo rientro dalla campagna d’Africa nel 1923, oramai in congedo per motivi di salute, si dedicò all’allevamento. Una volta accudito il bestiame, tutte le mattine dalla sua Silì si recava ad Oristano. Il rientro avveniva sempre verso mezzogiorno e Morighessa, sempre attenta, almeno dieci minuti prima dell’arrivo del suo amato padrone incominciava a scodinzolare e agitarsi facendo suonare su “pittiou” che aveva attaccato al collare. Dal comportamento del cane, mia nonna capiva che Michele stava tornado a casa e così poteva buttare la pasta.

Ma una mattina mia nonna notò che Morighessa era particolarmente nervosa, si accucciò sotto il tavolo, e ogni tanto si recava verso la porta guaendo. Ad un tratto bussarono alla porta, il cane scattò in piedi mettendosi vicino alla porta. Purtroppo il suo amato padrone non farà più ritorno, morì sulla strada del rientro.

Il cane, approfittando della confusione, uscì e si incamminò per andare incontro al suo padrone. E dal giorno, forse per il dolore, Morighessa non fece più ritorno a casa.”

Antonio Sanna

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Silì, correva l’anno 1917 quando il fiume Tirso straripò…

18 nov, 2015 0


Oggi 18 novembre 15 cade l’anniversario del ciclone Cleopatra in Sardegna portando morte e distruzione in molte zone dell’isola, ancora oggi tante ferite restano aperte, ponti mai ricostruiti, strade mai ripristinate e l’angoscia delle persone ancora palpabile ancora ad ogni allerta meteo.

Molti si chiederanno come magari in passato si affrontavano certe emergenze anche con conseguenze gravi, come nel 1917 a Silì il fiume Tirso straripando, per la quasi assenza di argini, distrusse tantissime case costruite in mattoni di fango (ladrini) nella parte bassa nell’abitato nei pressi di via Sicilia, tutta la zona ormai distrutta dalla furia dell’acqua venne sgomberata e subito dopo si attivarono le procedure d‘urgenza per la ricostruzione delle case in una zona del paese più sicura e più alta rispetto alla precedente. Il sindaco Naldini un ex carabiniere, si attivò immediatamente e con a capo l’Ing. Meloni del Genio Civile, il 4 maggio del 1919 venivano consegnate le prime 11 case, nella via poi denominata via Naldini proprio in onore di chi così celermente aveva voluto la ricostruzione”


Antonio Sanna

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