29 April, 2017
Puoi utilizzare WP per costruire dei menù

Zona Franca nell’area industriale di Oristano, la proposta

28 apr, 2016 0

“Proposta di istituzione della Zona Franca nell’Area Industriale di Oristano. Ricevamo e pubblichiamo la nota del Consorzio Industriale”.

“Alla luce della recente deliberazione con la quale la Giunta Regionale ha riavviato la procedura per l’attivazione delle Zone Franche nei porti dell’isola e si è impegnata a predisporre un disegno di legge per abrogare le norme contenute nella l.r. 20/2013, che attribuisce alla società “Sardegna Free Zone” i compiti di gestione delle Zone Franche, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio Industriale ha stabilito di confermare la proposta già concordata nel 2013 insieme ai Comuni di Oristano e Santa Giusta, alla Provincia ed alla Capitaneria di Porto, di istituire una Zona Franca interclusa nell’area di colmata adiacente il porto di Oristano.

La proposta verrà presentata alla Regione dal Consorzio Industriale, che ha tra i suoi compiti statutari pure quello di gestire zone franche e depositi franchi, ed è finalizzata a creare condizioni più vantaggiose per le imprese che intendono insediarsi nell’area industriale. Inoltre, tenuto conto della imminente scadenza del termine del 1° maggio per la istituzione di nuove zone franche non intercluse, il Consiglio di Amministrazione del Consorzio ha pure approvato una seconda delibera che propone la perimetrazione della restante parte dell’Agglomerato Industriale, ricadente in territorio dei Comuni di Oristano e Santa Giusta, come zona franca non interclusa, stabilendo di inoltrare la proposta alla Regione nella eventualità di una proroga del predetto termine.”

Leggi

Mutui immobiliari, aumentano in Sardegna gli sfratti

25 mar, 2016 0

Aumentano in Sardegna gli sfratti per morosità e le sofferenze relative ai mutui immobiliari: la casa continua ad essere un problema per le famiglie sarde. La CNA dichiara “auspichiamo dalle banche un atteggiamento più positivo”. Proponiamo integralmente il comunicato stampa del presidente e del segretario regionale della Cna Sardegna, Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, relativo ai dati sulle sofferenze nel pagamento dei mutui-casa e sugli sfratti per morosità in Sardegna.

Difficoltà di pagare mutuo e affitti e sfratti per morosità: la casa continua ad essere un problema per tante famiglie sarde

Approvazione direttiva mutui in discussione in Parlamento: si annunciano effetti pesanti sulla casa anche per le famiglie sarde

Nel settembre 2014 le sofferenze relative a mutui immobiliari ammontavano a 188 milioni (più 165 milioni con inadempienza probabile)

In aumento anche gli sfratti: dal 2005 al 2014 sono saliti da 413 a 663 (+ 60%): in Sardegna il 90% è per morosità contro un dato nazionale dell’83%

Nella nostra regione più del 70% delle sofferenze bancarie riguarda l’acquisto di una abitazione

Nel 2014 i nuovi finanziamenti per acquisto di una casa sono aumentati del 10%, nei primi 9 mesi del 2015 il valore dei mutui-casa è salito del +65,9%. Questi dati sono condizionati dalle surroghe e delle sostituzioni di mutui, ma il mercato del credito nell’isola sembra meno rigido

Piras e Porcu (CNA): Il ruolo del credito è fondamentale per le famiglie sarde. Auspichiamo dalle banche un atteggiamento più positivo viste anche le agevolazioni che il decreto mutui comporterà per gli istituti bancari

Nell’attuale congiuntura economica in Sardegna come in tutto il territorio nazionale l’accesso alla casa e la sostenibilità del mutuo e degli affitti sono problemi fondamentali per le famiglie. A fine settembre 2015, secondo la Banca d’Italia, nell’isola le sofferenze delle famiglie relative ai mutui immobiliari ammontavano a 188 milioni (a questi se ne aggiungono 165 con inadempienza probabile). I dati diffusi dal Ministero dell’Interno indicano poi una netta crescita degli sfratti dal 2005 ad oggi: da 413 provvedimenti di sfratto emessi nel 2005 se ne contano 663 nel 2014 (un valore più alto era stato registrato solo nel 2012): numeri che corrispondono auna crescita del 60% in tutto il periodo (69% l’incremento medio nazionale nello stesso arco di tempo).

Dai dati resi noti dal Centro Studi della Cna Sardegna risulta che in media negli ultimi dieci anni in Sardegna addirittura il 90% dei provvedimenti di sfratto è stato emesso per morosità (inquilini che non pagano l’affitto), quota cresciuta nettamente dal 2005 quando era inferiore all’80%. Oggi la nostra regione si caratterizza per un’incidenza del fenomeno superiore alla media nazionale dove tale percentuale è pari in media all’83%.
Insieme ai provvedimenti di sfratto negli ultimi dieci anni nell’isola sono aumentate anche le richieste di esecuzione (da 405 nel 2005 a 650 nel 2014) e quelli effettivamente eseguiti (da 185 a 370).

illatv_immobili_sardegna

Sul fronte generale del credito la situazione per i bilanci delle famiglie sarde si mostra ancora molto difficile. Stando ai dati della Banca d’Italia in Sardegna più del 70% delle sofferenze in essere nel 2015 ha riguardato l’acquisto di abitazioni (percentuale che sale all’80% con riferimento agli inadempimenti probabili).

illatv_sfratti_sardegna

Nel 2014 le nuove erogazioni di finanziamenti per l’acquisto di abitazioni sono aumentate del 10% e hanno avuto un forte incremento soprattutto nei primi nove mesi del 2015 quando il valore dei finanziamenti concessi per l’acquisto di abitazioni è addirittura balzato del +65,9%. Questo dato risente però, almeno in parte, del fenomeno delle surroghe e delle sostituzioni di mutui che a livello nazionale incide per circa il 25% dei finanziamenti erogati nel 2014 e per circa il 40% nel 2015. Una corretta interpretazione della dinamica del credito, dunque, deve incorporare questo dato ridimensionando conseguentemente il tasso espansivo. Questo ridimensionamento trova peraltro conferma in una dinamica ancora negativa delle compravendite di abitazioni nel 2014 (-3,5%) e in una crescita modesta, stimata per il 2015 sulla base dei dati relativi al primo semestre (+5,2%).

Eppure nonostante l’incidenza delle surroghe – stando allo studio della Cna – un dato appare evidente: il mercato del credito in Sardegna appare meno rigido. Nel 2006 l’importo medio di un finanziamento per acquistare un’abitazione era di circa 51mila euro (quasi 75 mila in Italia). Nel 2013 tale ammontare era sceso a meno di 40 mila euro (58 mila in Italia), mentre nel 2014 e nel 2015 il forte incremento (45 e 71 mila) va solo in parte ricondotto al fenomeno delle surroghe. Inoltre si deve ricordare che nel 2006 il volume delle erogazioni si riferiva a finanziamenti oltre i 18 mesi, mentre nel periodo più recente tale soglia è stata abbassata a 12 mesi.

Leggi

Dal 2004 , 300 milioni agli aeroporti sardi

19 mar, 2016 0

Negli ultimi 12 anni, in Sardegna i tre principali aeroporti di Cagliari, Alghero e Olbia hanno beneficiato di oltre 300 milioni di euro.
Il Riviera del Corallo ha ottenuto il 44% delle risorse, Cagliari Elmas Mameli il 42% e Il Costa Smeralda il 14%. Sono i dati bilanci regionali e del report dell’Enac sull’accordo di programma quadro sul trasporto aereo del 2004.
Negli anni dal 2009 al 2013, invece, la società di gestione dello scalo algherese, la Sogeaal ha potuto contare sui contributi per il marketing territoriale per un totale di oltre 36 milioni euro, la Sogaer di Cagliari con più di 20 milioni euro, mentre alla Geasar di Olbia poco meno di 14 milioni di euro.

Leggi

Un fondo dedicato alla povertà, l’appello alla regione

16 feb, 2016 0

Un fondo dedicato alla povertà e soprattutto un programma che conduca i soggetti beneficiari al loro riscatto e autonomia. È ciò che l’Alleanza contro la povertà, che propone il reddito di inclusione sociale, ha chiesto ai rappresentanti della Giunta Pigliaru, nell’Aula magna del Seminario diocesano, in occasione della Conferenza regionale “Un piano triennale per il contrasto della povertà in Sardegna” organizzata in collaborazione con l’assessorato alla Sanità.

Tra i relatori, oltre al titolare Luigi Arru, anche gli assessori regionali al Lavoro e alla Pubblica istruzione, Virginia Mura e Claudia Firino. Fabio Meloni, del coordinamento dell’Alleanza contro le povertà in Sardegna, ha sottolineato la necessità di “discutere di povertà non solo in relazione ai contributi di denaro, perché se ci limitiamo a questo creiamo poveri cronici. Serve piuttosto un programma in grado di aiutare chi riceve attraverso la formazione e e altre forme di inclusione sociale”. Meloni ha ricordato che in Sardegna, dal 2008, la povertà assoluta e relativa è aumentata del cinque per cento, e che, in particolare, i poveri assoluti sono tra i 120 e i 130 mila per circa 50 mila famiglie. Il fondo avrebbe una dotazione iniziale di 30 milioni di euro, che poi sono i trenta milioni stanziati dall’assessorato alla Sanità. Tra le risorse di cui dispone l’assessorato al Lavoro, 28 milioni di euro da investire nella formazione per i fuoriusciti dalla mobilità in deroga. Claudia Firino ha ricordato i fondi del suo assessorato utilizzati per garantire il diritto allo studio: “i 5,5 milioni di Tutti a iscola per l’inclusione sociale, i 6 per le borse di studio universitarie, i 9 per il trasporto e l’assistenza di persone in condizione di disabilità e il milione destinato a borse per studenti di scuole medie e superiori”.

Leggi

Paci su irpef, domani il coniglio dal cilindro

15 feb, 2016 0

La soluzione sperata e annunciata in parte dal presidente della commissione bilancio Franco Sabatini per scongiurare gli aumenti di Irpef e Irap decisi inizialmente dalla Giunta, e poi varati dal Consiglio regionale, per coprire il disavanzo della sanità, sarà descritta domani mattina in commissione e poi alla stampa.

Dopo settimane di fibrillazioni in seno alla maggioranza di centrosinistra, l’assessore alla Programmazione Raffaele Paci ha preso di petto la questione e domani ne parlerà prima in commissione, dove si sta esaminando la Finanziaria 2016, poi convocherà i giornalisti. Nelle ultime settimane il dibattito si è fatto più acceso con le opposizioni all’attacco e i mal di pancia di diversi esponenti della maggioranza. Una strada praticabile per evitare gli aumenti delle tasse era stata indicata dallo stesso presidente Sabatini: per coprire il disavanzo sanitario si potrebbero utilizzare le risorse erariali liberate dall’intesa sulle nuove norme di attuazione dello Statuto sardo. E alcuni alleati hanno subito ‘cavalcato’ l’opzione Sabatini. Il centrodestra si mosso: al di là delle dichiarazioni, Fratelli d’Italia si è fatto promotore di una raccolta di firme per dire no ai rincari che in 15 giorni ha raccolto cinquemila sottoscrizioni.

Leggi

Confindustria: dopo gli incentivi “sbloccare i pia e i psl”

12 feb, 2016 0

Le associazioni di categoria intervengono sul riordino e semplificazione in materia di incentivi alle imprese, valutano positivamente l’iniziativa dell’assessorato regionale alla programmazione ma sollecitano lo sblocco urgente dei piani di filiera e di sviluppo locale.

Nel ribadire che si ritiene in ogni caso prioritario, anche per la stessa credibilità istituzionale, sbloccare quanto prima i precedenti incentivi, PIA e i PFSL – piani di filiera e sviluppo locale – il cui ritardo sta mettendo in serissima difficoltà le imprese che attendono da anni la chiusura delle relative pratiche, Confindustria Sardegna e ANCE Sardegna hanno presentato le loro osservazioni alla bozza di direttive in materia di incentivi alle imprese predisposte dall’Assessorato Regionale della Programmazione nell’ambito della “programmazione unitaria 2014-2020”.
Le due organizzazioni, pur valutando positivamente l’iniziativa di riordino e semplificazione avviata con le nuove Direttive, hanno ritenuto di formulare alcune importanti osservazioni relative al metodo di elaborazione ed ai contenuti della bozza.
A parere di Confindustria ed ANCE il nuovo approccio strategico al tema della competitività delle imprese meriterebbe un approfondimento preliminare, condiviso con le Associazioni imprenditoriali, teso ad analizzare le risultanze delle politiche e delle azioni di sostegno attuate negli ultimi 10/15 anni al fine di determinare e valutare ex post gli effetti reali delle stesse, individuando i punti di forza ed i fattori di debolezza dai quali trarre indispensabili indicazioni per le azioni in corso di definizione.
L’analisi dovrebbe in particolare fornire un quadro completo non soltanto dell’entità delle risorse movimentate, ma anche della loro specifica allocazione e delle reali ricadute sul sistema economico e produttivo, fornendo informazioni dettagliate su importi stanziati dai vari strumenti ed importi effettivamente erogati alle imprese; tipologia degli interventi agevolativi adottati e dei soggetti economici cui sono stati rivolti; classificazione delle aziende beneficiare, in termini di nuove imprese/imprese esistenti, classe dimensionale, settori di appartenenza, ubicazione territoriale; effetti occupazionali prodotti; sopravvivenza nel tempo delle attività destinatarie degli incentivi e dei relativi livelli occupazionali.
Confindustria ed ANCE valutano positivamente la costituzione della Cabina di regia per la Programmazione Unitaria dei fondi. Sarebbe tuttavia utile che tale struttura si interfacciasse periodicamente con le rappresentanze del mondo produttivo e che fosse istituito un “forum” tra i responsabili pubblici titolari delle competenze in materia e le rappresentanze degli operatori economici interessati al fine di cogliere tempestivamente i segnali di successo o insuccesso dei diversi strumenti per orientarne al meglio l’operatività o individuare eventuali opzioni alternative.
Quanto al merito delle nuove direttive si condivide l’obiettivo di un passaggio graduale da strumenti tradizionali a strumenti innovativi ed forme miste di agevolazione in grado di migliorare la struttura finanziaria delle imprese, attivabili attraverso procedure rapide, snelle e preferibilmente a sportello. Nel passato anche recente infatti le imprese si sono trovate a dover fare i conti con strumenti complicati e procedure farraginose, con tempistiche smisurate tali da mettere a dura prova la resistenza e la solidità economica e finanziaria dei soggetti beneficiari.
Confindustria ed ANCE ritengono infine necessario che vadano valutati con attenzione il valore ed il peso delle singole iniziative da sostenere tenendo conto soprattutto del settore in cui si inseriscono. Gli incentivi devono infatti avere una funzione di stimolo verso quei comparti in grado di incidere maggiormente sulla crescita del PIL quali, ad esempio, l’industria manifatturiera, le costruzioni e le relative filiere. La Giunta Regionale dovrà in tal senso assumersi la piena responsabilità di effettuare scelte strategiche definite, mediate e condivise con le componenti attive e produttive del sistema economico isolano.
Resta comunque ferma l’opinione che per dare reale ed immediato sostegno al sistema delle imprese sarebbe certamente più efficace l’utilizzo della leva fiscale con il ripristino dell’esenzione o della riduzione delle aliquote IRAP e delle addizionali regionali a carico delle attività produttive.

Leggi

Artigianato, chiudono 2 aziende al giorno

4 feb, 2016 0

Le imprese crescono come numero e nelle nuovo forme giuridiche, ma nell’isola il dato va analizzato settore per settore, Confartigianato imprese da l’allarme sulla crisi del comparto, tornato ai numeri di 17 anni fa.

La Sardegna al quinto posto in Italia per il numero delle imprese registrate nel 2015, un dato in crescita, con quasi 10.000 nuove aziende, in gran parte nel nord sardegna e nel cagliaritano, un dato che per certi versi conforta, ma che si scontra con l’analisi riportata da Confartigianato imprese Sardegna nel suo settore. Il trend è certamente positivo, se con esso si intende tutto ciò al di sopra dello zero, toccato negli ultimi anni. La fonte citata dalla presidente dell’associazione Maria Carmela Folchetti è la stessa citata negli ultimi due giorni, quella di Movimprese.
“L’artigianato è in crisi”, tuona la Folchetti, chiudono più di due imprese al giorno, ed il settore ormai viaggia sotto le 37mila imprese. La rappresentante della associazione di categoria descrive uno scenario pari al 1999 e sollecita un immediato intervento con incentivi al comparto.
Sono 36.887 le imprese artigiane della Sardegna registrate al 31 dicembre scorso, 826 in meno rispetto allo scorso anno e 6.131 in meno, confrontando il boom artigiano del 2008. Il saldo è dato dalle 2.725 cancellazioni compensate, in parte, dalle 1.899 nuove iscrizioni. Siamo preoccupati spiega la Folchetti, per un settore che colloca 74mila lavoratori e che rappresenta il 22% dell’attività produttiva isolana. Il dato di crescita, evidenziato ad inizio settimana, si basa sulla totalità delle imprese, di tutti i settori operanti in Sardegna nel 2015 e secondo l’organizzazione dell’artigianato il trend è positivo soltanto grazie alle imprese dell’edilizia, dell’impiantistica e del resto della filiera casa, che hanno sfruttato il primo e secondo “Piano Casa” e il “bonus ristrutturazioni ed energetico”.

Leggi

Sel, mancano fondi per cantieri verdi

20 gen, 2016 0

I consiglieri regionali intorno a Sel hanno fatto il punto questa mattina sui fondi destinati dalla finanziaria regionale ai cantieri verdi, il capogruppo di Sel, Daniele Cocco ha dichiarato che l’assessore regionale della Programmazione ha disatteso gli impegni presi, il rappresentante della giunta, secondo quanto evidenziato da Cocco, aveva detto che ci sarebbero stati a disposizione 17 milioni di euro, cinque della Finanziaria 2015 e 12 di residui. Le cose non sono andate così e sono stati stanziati solo cinque milioni. . “Chiediamo che i cantieri verdi vengano rifinanziati immediatamente altrimenti porteremo in Aula la mozione, ha osservato il capogruppo di Sel. Nel frattempo, precisa Daniele Cocco, l’assessorato dell’Ambiente ha pubblicato un bando con requisiti assurdi”. I fondi, negli anni, servono per mettere in sicurezza i viadotti, i letti dei fiumi in precarie condizioni e per la mitigazione del rischio idrogeologico o la realizzazione delle fasce antincendio.

Leggi

Tagli e accorpamenti nella sanità sarda

7 gen, 2016 0

Gli accorpamenti delle strutture ospedaliere non passano inosservati sia per la loro mole che per il personale e utenza da esse dipendenti. Ancora peggio se il ministro della salute decide di chiudere i punti nascita di 8 comuni sardi e nel mentre, nell’isola, aumentano i precari di settore.

Spesso si usa il luogo comune, si spara alla croce rossa, potrebbe sembrare banale applicarlo alla condizione organizzativa ed economica del sistema sanitario regionale ma riassume in poche parole la difficile situazione di un bersaglio facile, un colosso infreddolito a causa della coperta sempre troppo corta. Il taglio alle spese deciso dalla giunta regionale e l’obiettivo della asl unica, prevede, e ha messo in atto, accorpamenti di strutture sanitarie dal nord al sud dell’isola, scatenando polemiche infuocate e aprendo a nuovi scenari operativi non sempre condivisi dall’opposizione politica e dai sindacati delle diverse categorie. In certi casi tutto procede e lascia intravvedere una riorganizzazione positiva, lunedì a Sassari è stata avviata formalmente la fusione dell’Aou e dell’ospedale Santissima Annunziata dell’Asl per la creazione di uno dei due poli ospedalieri previsti , uno per il centro nord e l’altro per il centro sud, nati per rendere efficiente il sistema e per evitare doppioni di strutture sanitarie nello stesso territorio. Da parte del sindaco di Sassari, massima soddisfazione per un risultato che aiuta il primo cittadino a richiamare l’attenzione sul ruolo di città metropolitana quando in consiglio si discute la riforma degli enti locali. Nel sud, nel Cagliaritano, l’accorpamento riguarda in certi casi ospedali e locali inadatti a ricevere trasferimenti, per problemi strutturali, di organizzazione del lavoro ed economica. Il fenomeno riguarda principalmente i due ospedali passati dalla Asl 8 all’azienda ospedaliera. L’accorpamento fra gli ospedali Brotzu, Oncologico e Microcitemico è ufficiale dal 1 luglio ma le difficoltà sono diverse, l’ultima con la Anatomia patologica del Businco, secondo quanto evidenziato dalla Federazione Italiana Autonomie Locali e Sanità, gli ambienti del seminterrato del Brotzu, non sarebbero risultati idonei ad ospitarla con attrezzature e personale. Qualcuno ha fatto l’esempio dell’elefante che vuole entrare in una 500, Il Brotzu è l’automobile, forse non così minuta come la piccola della fiat ma dove si vuol fare entrare un po’ di tutto. Certamente lo spirito della giunta regionale è quello giusto, e si rifà pienamente alle esigenze della spending review e di un parallelo miglioramento dei servizi, ma non è così facile. Ad appesantire il carico per il Brotzu anche la decisione, contenuta nella finanziaria regionale, di chiudere l’ospedale Marino di Cagliari e individuare la sua collocazione nei locali del San Michele. Oltre cento posti letto con attrezzature e personale da sistemare e una nutrita utenza che fa capo al pronto soccorso che andrebbe riassorbita. Ricollocazioni ma anche vere e proprie cancellazioni che arrivano direttamente dal Ministro della Salute con la chiusura annunciata dei punti nascita di Lanusei, Tempio, La Maddalena, Iglesias e Carbonia, Ozieri, Alghero e Bosa. In sintesi si taglia e si accorpa, i sindacati dicono non considerando le specificità degli ospedali e dei loro laboratori, non tenendo conto che la stessa operazione è stata fatta in varie regioni d’Italia nel 2007 comportando disagi per i pazienti e un aggravio dei costi. Il personale, il blocco del turn-over e gli oltre mille precari della sanità continuano ad essere una ferita aperta che non si rimarginerà solo con il passare del tempo.

Leggi

Giunta regionale, via libera alla manovra finanziaria 2016

29 dic, 2015 0

La Giunta regionale ha dato il via libera alla manovra finanziaria per il 2016. Si tratta di una manovra da 7 miliardi e 400 milioni di euro che come descrive l’assessore regionale alla programmazione e bilancio Raffaele Paci, ha l’obiettivo di sostenere la ripresa e continuare l’opera di risanamento dei conti della sanità.
Si parte dalla Programmazione Unitaria delle risorse regionali, statali e comunitarie che permette di dare forte impulso e accelerazione alla spesa dei fondi europei sin dall’inizio del nuovo ciclo di programmazione.
Una particolare attenzione viene dedicata alla sanità alla quale vengono destinati 350 milioni in più rispetto al 2015 per affiancare il piano di risanamento della sanità approvato in dicembre dalla giunta regionale. Questo risanamento viene realizzato senza ridurre gli stanziamenti del 2015. Tra le novità messe in campo nell’anno finanziario appena concluso e che si rifletteranno nel 2016, l’introduzione delle regole del bilancio armonizzato e l’abolizione dei limiti di spesa legati al patto di stabilità. Altro elemento importante, evidenziato dall’assessore Paci, la certezza delle entrate da compartecipazioni erariali spettante alla Regione con l’ultimo accordo sulla Vertenza Entrate.

Nel corso della seduta di giunta è stato analizzato il contesto economico: “la Sardegna sta uscendo, con fatica, da una lunga e profonda recessione. Nel 2015 il Prodotto Interno Lordo (PIL), per la prima volta dopo cinque anni consecutivi di riduzione, mostra segnali di crescita (+0,2%) e un aumento ancora maggiore è atteso per il 2016”. Altre indicazioni incoraggianti provengono dall’andamento positivo della stagione turistica e dall’incremento delle esportazioni nel settore agroalimentare (due punti di forza della nostra economia) e gli indicatori sulle aspettative delle imprese mostrano una ritrovata fiducia degli imprenditori sulle prospettive future dell’economia. Anche il mercato del lavoro inizia a mostrare segnali di ripresa, con 31mila occupati in più dal 2014 e il tasso di disoccupazione sceso al 16.7 % (era pari al 19.7% all’inizio del 2014). Obiettivo finale della Finanziaria appena approvata e delle politiche della Giunta è dunque rafforzare questi segnali, stabilizzarli e farli crescere nei prossimi mesi.
Nella seduta odierna la Giunta ha anche approvato il disegno di legge per l’autorizzazione all’esercizio provvisorio di bilancio per i primi due mesi del 2016.

Leggi