29 April, 2017
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Terza edizione di “Smart Cityness” a Cagliari

16 set, 2016 0

Al via da oggi, 17 settembre, l Ghetto degli Ebrei di Cagliari, la terza edizione di “Smart Cityness”, Le eccellenze della Sardegna al festival dell’innovazione nei territori e della collaborazione locale.

Verrà inaugurata nella giornata di domani sabato 17 settembre, alle ore 10.00, nei locali del Ghetto degli Ebrei, in via Santa Croce 18 nel quartiere Castello a Cagliari, la terza edizione di Smart Cityness, il festival dell’innovazione nei territori e della collaborazione locale organizzato e curato dall’associazione Urban Center.

Nato con l’obietto di creare un’occasione in cui i cittadini siano parte attiva delle innovazioni e della vita dei nostri territori, Smart Cityness si configura come una manifestazione interattiva, in cui i partecipanti e le realtà coinvolte possano avere la possibilità di confronto e ideazione di nuove idee e collaborazioni, con le aree laboratoriali e workshop, e possano conoscere le realtà portatrici d’innovazione ed eccellenza dei propri territori, all’interno di un expo di aziende e istituzioni particolarmente virtuose del panorama regionale sardo.

All’interno della fitta programmazione del Festival la mattina troveranno spazio i forum dell’innovazione, momenti dedicati alla conoscenza delle migliori realtà del territorio che stanno contribuendo a costruire territori intelligenti: imprese, startup, istituzioni regionali e territoriali, ricercatori dell’Università, e organizzazioni no profit, saranno chiamati a presentare le proprie innovazioni.
I pomeriggi, invece, vedranno protagonisti i focus tematici con l’obiettivo di approfondire temi di interesse strategico per lo sviluppo sociale ed economico dei territori. I focus scelti per l’edizione 2016 tratteranno i temi dell’agroalimentare ed enogastronomico con “Buoni e crudi: formaggi e birre artigianali in Sardegna”, e i temi dell’economia della cultura con “Cultura e creatività per lo sviluppo dei territori”. Tra gli ospiti di quest’ultimo approfondimento Mehdi Ben Cheikh tra i più importanti galleristi francesi fondatore della Galerie Itinerrance di Parigi.

Per tutte le altre informazioni sul programma, gli ospiti e le attività di Smart Cityness visitate il sito: www.smartcityness.it

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ANAP Confartigianato su tassazione pensioni

15 set, 2016 0

ANAP Confartigianato sul prelievo fiscale sulle pensioni.

PENSIONI – Le tasse pesano 100 euro in più al mese. Paola Montis (ANAP-Pensionati Confartigianato) – “Per aiutare le pensioni minime occorre equiparare la no tax area dei pensionati a quella dei dipendenti”. Ieri a Roma l’incontro con il Ministro del Welfare Poletti.

“Un pensionato con un imponibile annuo di 15 mila euro viene gravato di una imposta personale maggiore di circa 100 euro al mese rispetto ad un dipendente di pari reddito”.

A rilevarlo è il rapporto realizzato dal Centro Europa ricerche (Cer) per il CUPLA, il Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo, presentato ieri a Roma, alla presenza del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti nel corso del convegno nazionale “Anziani attivi ma cresce il disagio”.
Il Cupla rappresenta circa 5milioni di pensionati autonomi e otto Associazioni di categoria, tra cui l’Anap Confartigianato.
All’iniziativa nella Capitale ha partecipato la delegazione di ANAP Confartigianato Sardegna guidata dalla Presidente Regionale Paola Montis, insieme alle rappresentanze sarde di CNA Pensionati, 50 & PIU’Confcommercio, Associazione Pensionati CIA, Federpensionati Coldiretti, FIPAC Confesercenti, FNPA Casartigiani e il Sindacato Pensionati Confagricoltura.

“Lo studio – spiega la Montis – ha reso palese con i numeri lo ‘spread’ tra il prelievo fiscale subito dai pensionati a confronto con quello di un lavoratore dipendente nelle stesse condizioni. E’ chiarissimo quindi che il Governo deve affrontare la questione. La nostra proposta è che per aiutare le pensioni minime occorre equiparare la No-tax-area dei pensionati a quella dei dipendenti ed estendere il bonus 80 euro per le pensioni basse”.

La ricerca ha dimostrato come, per le pensioni medio basse, al netto del prelievo fiscale, negli ultimi cinque anni ci sia stato un calo del reddito reale di 70 euro al mese. Il potere d’acquisto sarebbe infatti calato del 3% per le pensioni di mille euro al mese e del 4% per quelle di 1.500 euro a causa del drenaggio fiscale. Per le pensioni superiori la perdita raggiungerebbe l’8-9% a causa della parziale indicizzazione che si va a sommare al prelievo fiscale.

Il CUPLA, per porre fine all’aggravamento delle condizioni di povertà e disagio sociale tra i pensionati, ha presentato quattro proposte. La prima è estendere il bonus Irpef di 80 euro anche ai pensionati con un reddito imponibile compreso tra 6,5 e 10 mila euro, mentre per coloro con un reddito compreso tra 10 e 12 mila euro il godimento sarebbe parziale e progressivamente decrescente. Il costo finanziario del provvedimento sarebbe pari a 2,6 miliardi e coinvolgerebbe 3,2 milioni di pensionati, che riceverebbero un beneficio medio annuo di 810 euro.
Il Cupla chiede poi di utilizzare un indice dei prezzi che rifletta maggiormente le caratteristiche del paniere di spesa dei consumatori poveri, in cui cioè sia adeguatamente ampio il peso di beni alimentari, energetici e sanitari (come l’Ipca), di definire e condividere un sistema di perequazione delle pensioni stabile e in grado di garantire un potere d’acquisto delle pensioni adeguato nel tempo, e di adeguarsi gradualmente agli standard europei degli importi minimi di pensione.

“Il Comitato per i Diritti Sociali del Consiglio europeo – conclude la Montis – ha denunciato infatti la violazione in Italia della Carta Sociale Europea: i minimi pensionistici non devono essere inferiori al 40% del reddito medio nazionale, 650 euro, anziché 502 euro, come ammontano attualmente le pensioni minime”.

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Alcoa, nuovi ammortizzatori sociali

13 set, 2016 0

La protesta degli ex lavoratori Alcoa al Mise si e’ conclusa con alcune novità’ che riguardano il proseguimento degli ammortizzatori sociali e un possibile rinvio della data prevista per lo smantellamento degli impianti di Portovesme

Alcoa la multinazionale della produzione di alluminio ha tempo una settimana per rispondere in merito alla richiesta del governo di sospendere la procedura di smantellamento della fabbrica previsto per fine anno.
Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl ha spiegato in una nota che il Ministero dello Sviluppo economico ha proposto all’azienda americana un ulteriore periodo di 12 18 mesi per cercare un compratore. Se al termine di quel periodo non ci sarà nessun acquirente, l’Alcoa si dovrà assumere la responsabilità di procedere con le bonifiche a suo carico, lo smantellamento lo potrà fare attraverso Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.
Queste le prime informazioni scaturite dall’incontro di questa mattina tra il ministro Carlo Calenda, l’azienda e i delegati sindacali.
Questi ultimi incassano dal governo una ulteriore garanzia, per i 250 ex dipendenti della fabbrica, che dovrebbero perdere la mobilità a fine anno, c’è il via libera del ministero al riconoscimento delle aree complesse di Portovesme e Porto Torres, un atto che permetterà ai lavoratori interessati di accedere alla proroga degli ammortizzatori sociali e alle misure aggiuntive di sostegno al reddito previsti dal governo nazionale.
I lavoratori che hanno manifestato con un corteo nella via Molise, davanti alla sede del Mise chiedono adesso come quell’eventuale reddito riconosciuto per le aree complesse, pari a circa 500 € per ciascuno, potrà essere integrato. Gli ex dipendenti dell’Alcoa si erano imbarcati nella serata di ieri e avevano raggiunto la capitale soltanto dopo essere stati scortati da Civitavecchia con diversi mezzi delle forze dell’ordine, dopo aver subito controlli al metal detector e assistito alle operazioni delle unità cinofile e artificieri nei pullman. L’ennesimo viaggio della speranza sembra aver garantito agli operai almeno un’altro anno di assistenza, nel mentre si cercherà un altro compratore, del resto della Glencore, la società svizzera, l’unica che sembrava realmente interessata alla acquisizione dello smelter di Portovesme non si sa nulla. Nonostante la società mineraria anglo svizzera avesse ricevuto una proposta sul costo dell’energia di 25 euro per megawattora per dieci anni. Il Ministro Calenda che arriverà in Sardegna tra due settimane ha fatto capire che esiste un potenziale compratore ma non lo rivelerà per non compromettere la trattativa.

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Cgil su stabilimento Alcoa

13 set, 2016 0

Dichiarazione del segretario generale della Cgil sulle prospettive dello stabilimento Alcoa.

Glencore sembra fuori dai giochi, ma si apre uno scenario nuovo sulle prospettive dello stabilimento Alcoa: Invitalia farà da filtro tra la multinazionale e un potenziale acquirente compiendo un lavoro di scouting nazionale e internazionale per trovare un soggetto adeguato, e poi ne sosterrà il piano di rilancio con investimenti ad hoc, così come previsto nelle funzioni dell’agenzia governativa: è quanto riferisce il segretario generale della Cgil Michele Carrus presente al tavolo appena concluso al Mise, insieme ai segretari Fiom territoriali e nazionali e alla camera del Lavoro del Sulcis Iglesiente.

“Apprezziamo il fattivo impegno del governo che mette in campo il ruolo di Invitalia come garante delle trattative di vendita”, ha detto Carrus precisando che ora si attende, a strettissimo giro, l’assenso di Alcoa alla proposta che, ovviamente, congelerebbe lo smantellamento dello stabilimento già annunciato dalla multinazionale.

Per la Cgil, che aveva già sollecitato una risposta chiara e definitiva da parte della Glencore, il confronto di oggi apre un percorso che avrà la massima attenzione del sindacato a tutti i livelli: “Vigileremo – ha detto Carrus appellandosi anche a un fattivo e costante interessamento della Regione – su tutti i passaggi che devono essere compiuti in tempi stretti per portare all’unico risultato auspicato, il riavvio delle produzioni e la salvaguardia dei livelli occupazionali in un settore strategico per il Paese, quello dell’alluminio, o comunque nell’ottica di una riconversione produttiva che restituisca dignità e lavoro a un territorio in estrema difficoltà”.

Al tavolo è stato confermato l’impegno del ministro sul riconoscimento ufficiale delle aree di crisi complessa, che firmerà oggi stesso. Tale atto è funzionale agli investimenti per il rilancio produttivo, oltre che all’adozione di misure specifiche di sostegno al reddito per i lavoratori, annunciate dal Governo. Fra due settimane ci sarà un nuovo incontro, e non è escluso che si svolga in Sardegna.

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Confartigianato: bando ministeriale per “Reti di impresa”

13 set, 2016 0

Confartigianato Imprese Sardegna: nuovo bando del Ministero per creare reti impresa con agevolazioni.

ARTIGIANATO DIGITALE – Pronto il nuovo bando ministeriale per le “Reti di impresa”. Agevolazioni a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero. Confartigianato Sardegna: “Gli artigiani veri protagonisti dell’innovazione”.

Confartigianato Imprese Sardegna informa che per tutte le aggregazioni di impresa che già operano, o vogliono operare, nel campo della Manifattura sostenibile e dell’Artigianato digitale, il Ministero dello Sviluppo Economico ha predisposto un bando attraverso il quale erogherà agevolazioni a fondo perduto e finanziamenti a tasso zero.

Il decreto del 21 giugno 2016 (pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana del 16 agosto 2016), stabilisce che potranno accedere agli incentivi i raggruppamenti di imprese composti da almeno 5 imprese. Ai progetti selezionati, saranno assegnati contributi pari al 70% della spesa, di cui il 20% a fondo perduto ed il 50% sotto forma di finanziamento a tasso zero.

I Soggetti proponenti dovranno essere reti di imprese (Associazioni temporanee di imprese, Raggruppamenti temporanei di imprese, Contratti di rete) ovvero Consorzi che: siano costituiti da almeno 5 imprese; vedano al loro interno la presenza di imprese artigiane ovvero microimprese in misura almeno pari al 50% dei partecipanti.

I programmi ammissibili devono essere finalizzati allo sviluppo o alla creazione di:
• centri per l’artigianato digitale, anche virtuali, in cui si svolgano attività di ricerca e sviluppo finalizzate alla creazione di nuovi software e hardware a codice sorgente aperto, in grado di concorrere allo sviluppo delle tecnologie di fabbricazione digitale e di modalità commerciali non convenzionali, nonché alla diffusione delle conoscenze acquisite alle scuole, alla cittadinanza, alle imprese artigiane e alle microimprese
• incubatori in grado di facilitare, attraverso la messa a disposizione di spazi fisici, di dotazioni infrastrutturali e di specifiche competenze, lo sviluppo innovativo di realtà imprenditoriali operanti nell’ambito dell’artigianato digitale
• centri finalizzati all’erogazione di servizi di fabbricazione digitale come la modellizzazione e la stampa 3D, la prototipazione elettronica avanzata, il taglio laser e la fresatura a controllo numerico, nonché allo svolgimento di attività di ricerca e sviluppo centrate sulla fabbricazione digitale.

I programmi devono inoltre prevedere:
• spese ammissibili, al netto dell’IVA, non inferiori a euro 100.000,00 e non superiori a euro 800.000,00
• una durata non inferiore a 24 mesi e non superiore a 36 mesi dalla data di ricezione del decreto di concessione
• forme di collaborazione con Istituti di ricerca pubblici, Università, Istituzioni scolastiche autonome ed Enti autonomi con funzioni di rappresentanza del tessuto produttivo.

L’agevolazione consiste in una sovvenzione parzialmente rimborsabile a copertura del 70% dell’importo del programma ammesso alle agevolazioni. La sovvenzione parzialmente rimborsabile consiste in un finanziamento a tasso zero. La parte di sovvenzione da non restituire (contributo in conto impianti e/o conto gestione) è pari al 20% dell’importo complessivo del programma considerato ammissibile.

Tutte le informazioni sono reperibili sul sito:

http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/normativa/decreto_ministeriale_21_giugno_2016_artigianato_digitale_manifattura%20sostenibile..pdf

Confartigianato in Sardegna crede fortemente che gli artigiani possano essere veri protagonisti dell’innovazione a condizione che sappiano portare avanti un modo di innovare che si integri con il valore artigiano.

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Cgil su aree complesse di Portovesme e Porto Torres

13 set, 2016 0

Nota della Cgil sul riconoscimento delle aree complesse di Portovesme e Porto Torres.

C’è il via libera informale del ministero dello Sviluppo al riconoscimento delle aree complesse di Portovesme e Porto Torres, che permetterà ai lavoratori interessati di accedere alla proroga degli ammortizzatori e alle misure aggiuntive di sostegno al reddito previsti dal governo nazionale: ad anticiparlo è il segretario generale della Cgil Michele Carrus, che sottolinea la battaglia sindacale portata avanti su questo fronte.
“Gli ammortizzatori non sono la soluzione ma un punto fermo indispensabile in attesa di realizzare il riavvio delle produzioni e le riconversioni” – ha detto Carrus aggiungendo che “il sindacato ha spinto la Regione ad agire e incassato l’impegno del ministero ma è evidente che occorre incrementare le risorse e le misure per far fronte a tutte le situazioni disagiate che coinvolgono drammaticamente migliaia di altri disoccupati, a Nuoro, Ottana, Macomer, Tortolì, e anche a Oristano, S.Gavino, Cagliari e Olbia”. La Cgil apprezza comunque queste prime misure perché segnano il cambio di atteggiamento auspicato ma chiede l’ampliamento del bacino dei destinatari e delle risorse a disposizione. Il governo nazionale merita pesanti critiche per aver cancellato, di punto in bianco, ogni sostegno al reddito senza prima costruire alternative e soluzioni alla crisi sociale, economica e produttiva.
“Anche la Regione – ricorda il segretario – deve fare molto meglio la sua parte, perché dopo due anni e mezzo di governo bisogna cambiare decisamente rotta rispetto a politiche del lavoro del tutto insoddisfacenti e a una loro gestione burocraticamente troppo lenta”.
Ora l’attesa è per il vertice sul futuro di Alcoa fissato al Mise per mezzogiorno.

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Vendemmia, si prevede un’annata d’oro

9 set, 2016 0

I grappoli sono maturi, pesanti e ricchi. I profumi intensi e l’escursione termica è buona per fissare il colore dei vini rossi. Sono le spiegazioni degli enologi che aggiungono la situazione climatica favorevole ad un’annata che si prevede da ricordare per l’enologia sarda.
Sono 26 mila gli ettari su cui lavorano le 39 mila aziende isolane.
Cresce la produzione: +37% rispetto all’8 nazionale.
Il 2016 dovrebbe superare leggermente i numeri della vendemmia del 2015 quanto dai vitigni sgorgarono 790 mila ettolitri.
Lo scorso anno in Italia sono stati prodotti 48 milioni e mezzo di ettolitri di vino.
Numeri che fanno ben sperare, se uniti alle previsioni degli esperti. Le etichette sono pronte per essere applicate su bottiglie che conserveranno vini di ottima qualità. Cannonau, Vermentino, Nuragus, Monica, ma anche il Bovale, Carignano e Cagnulari, insieme alla Vernaccia, Girò e Malvasia: gli intenditori aspettano di poter gustare il frutto del lavoro di un anno che racchiude anche il raro Arvisionadu.
Tra le belle novità, c’è però una nota dolente legata alla siccità. Perchè è vero che le piante hanno avuto “il minimo apporto idrico- spiega Gianni Lovicu, responsabile viticoltura Agris-, ma in alcune zone viticole della Sardegna non piove da mesi.” Si tratta quindi, di un’annata dove la risorsa idrica rischia di diventare il discrimine tra una stagione molto positiva- conclude- e una molto difficile.”

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Confartigianato: finanziamenti alle micro imprese

9 set, 2016 0

Confartigianato Imprese Sardegna: finanziamenti a fondo perduto per le micro imprese della Sardegna.

MICROIMPRESE SARDEGNA – Arrivano gli incentivi a fondo perduto per le micro imprese della Sardegna: finanziamenti fino 50% degli investimenti. Folchetti e Mameli (Confartigianato): “Importante segnale d’attenzione per il tessuto produttivo sardo. Recepite le richieste di Confartigianato”.

Arrivano i finanziamenti a fondo perduto e per le 101.674 microimprese della Sardegna, che occupano 187.636 persone, si apre una nuova fase di sviluppo.

La Giunta Regionale, infatti, ha deciso di sostenere il rilancio delle piccole realtà produttive isolane, quelle che non superano i 10 addetti e che rappresentano il 96,6% del tessuto produttivo regionale, attraverso l’erogazione automatica di finanziamenti che non potranno oltrepassare il 50% dell’investimento, e in ogni caso per un massimo di 15mila euro.

“La Regione ha recepito le richieste di Confartigianato – commenta Maria Carmela Folchetti, Presidente di Confartigianato Imprese Sardegna – e soprattutto ha capito che le micro imprese, la maggior parte delle volte, hanno bisogno anche di finanziamenti minimi. Agli Assessorati all’Artigianato e alla Programmazione va riconosciuto il merito di aver supportato le richieste della nostra Associazione. Questo è un segnale d’attenzione, importante e concreto, per sostenere la ripresa del settore, e al quale va il nostro plauso”.

L’importante decisione, che è stata deliberata dalla Giunta, ricade tra gli obiettivi della Programmazione Unitaria 2014-2020. Strategia 2 “Creare opportunità di lavoro favorendo la competitività delle imprese”.

L’intervento che riguarda le microimprese, denominato T0, riguarda il “sostegno all’accesso a servizi avanzati di consulenza e di sostegno all’innovazione, investimenti in impianti, macchinari e attrezzature anche per interventi di efficientamento energetico”.
Le spese ammissibili riguardano i servizi di consulenza e di sostegno all’innovazione (individuati nel “catalogo dei servizi” della Regione) e l’acquisto di impianti, macchinari e attrezzature.
Il programma ha durata fino a 31 dicembre 2020, ed è finanziato con fondi europei, nazionali e regionali. La selezione dei progetti avrà procedura automatica, la procedura d’istruttoria sarà secondo l’ordine cronologico di presentazione

“I punti di forza dell’intervento sono la possibilità di acquistare non solo servizi ma anche attrezzature e macchinari, l’allargamento degli incentivi a tutti i settori produttivi, anche quelli che in passato non potevano partecipare, e le procedure a sportello – sottolinea Stefano Mameli, Segretario Regionale di Confartigianato – tutto ciò significa l’accesso ai finanziamenti per tante attività, dall’edilizia al benessere, al commercio o ai servizi, per fare degli esempi e, soprattutto, tempi rapidi per l’assegnazione dei fondi.”

“L’auspicio – conclude Mameli – è che i bandi vengano pubblicati al più presto per consentire alle imprese di accedere ai finanziamenti nel minor tempo possibile”.

La Regione ha anche deliberato altri interventi, sempre a sostegno dello sviluppo economico dell’isola, che riguardano le imprese più strutturate, fino a 5milioni di intervento pubblico e che possono anche raggiungere il 75% di fondo perduto attraverso la combinazione di più interventi.

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Giovani: quante aziende hanno aperto nel 2016 in Sardegna?

7 set, 2016 0

Nei primi 6 mesi del 2016, in Italia sono nate 65 mila imprese gestite dagli under 35.
Una su tre è in mano alle giovani donne, una su cinque in mano a ragazzi stranieri.
I dati sono stati elaborati dalla Camera di Commercio di Milano che pubblica anche i numeri che riguardano la Sardegna.
Nel dettaglio, da Gennaio a Giugno a Cagliari e Nuoro sono state avviate rispettivamente 610 e 248 imprese gestite da giovani. Sono invece poco meno di 1500 le nuove attività sul territorio di Cagliari, e 572 quelle del nuorese, con a capo persone che hanno più di 35 anni.
Nella provincia di Sassari sono state aperte oltre 500 imprese giovanili, solo 98 a Oristano. Sono 1200 le persone con più di 35 anni che nei primi sei mesi di quest’anno hanno avviato nel capoluogo turritano un’attività in proprio. 236 A Oristano.
L’imprenditoria femminile a Cagliari è più presente rispetto alle altre province: sono infatti 447 le aziende in rosa del capoluogo contro le 188 e le 75 di Nuoro e Oristano. Numeri che subiscono un incremento nel sassarese fino a quota 352.
Dello stesso tenore, i dati che parlano di giovani imprenditrici. Tra Gennaio e Giugno sono 204 a Cagliari.
A Nuoro e Oristano si registrano rispettivamente 79 e 31 imprese di questo tipo, a Sassari 77.
I dati che riguardano gli stranieri possessori di partita iva non superano i 64 di Sassari. Seguono i 54 di Cagliari, i 18 di Nuoro e i 9 di Oristano.

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Confartigianato: seminario sull’export agroalimentare

5 set, 2016 0

Confartigianato Imprese Sardegna: si terrà mercoledì 7 settembre a Cagliari il seminario pubblico sull’export agroalimentare.

EXPORT AGROALIMENTARE – I prodotti sardi all’estero valgono 171 milioni di euro. Opportunità, bandi e incentivi per le imprese che vogliono esportare. Mercoledì 7 a Cagliari seminario pubblico organizzato da Confartigianato Sud Sardegna e l’Assessorato Regionale dell’Industria. Obiettivo puntato su Russia, Bielorussia e altre ex Repubbliche sovietiche

Le imprese dell’agroalimentare che vogliono vendere i loro prodotti sui mercati esteri si ritroveranno mercoledì 7 settembre a Cagliari, presso l’Holiday Inn (viale Ticca 23), con inizio alle h.18.00, per partecipare al seminario tecnico organizzato da Confartigianato Sud Sardegna e dall’Assessorato Regionale dell’Industria.

L’export dei prodotti delle Piccole e Medie imprese della Sardegna (alimentari, abbigliamento, articoli in pelle, macchinari e attrezzature, altre produzioni manifatturiere, prodotti tessili, mobili, legno e sughero, stampati e supporti registrati), secondo i dati ISTAT elaborati dall’Ufficio Studi di Confartigianato, tra il 2007 e il 2015 è cresciuto del 34,6%, raggiungendo a fine anno scorso 368 milioni di euro di giro d’affari. In questa quota ben 171 milioni di euro derivano dall’export dell’agroalimentare, cresciuto del 42,1% rispetto al 2007. Verso la Russia, in particolare, il fatturato di tutte le vendite (qualsiasi prodotto) dalla Sardegna, nel primo semestre del 2015 ha registrato la cifra di 57 milioni di euro.
“Mai come in questo momento – sottolinea il Presidente di Confartigianato Sud Sardegna, Luca Murgianu – il settore dell’agroalimentare ha necessità di sviluppare e approfondire gli aspetti commerciali e del marketing per l’internazionalizzazione”.

Per questo, l’Associazione Artigiana e la Regione si soffermeranno sulle potenzialità di espansione sui mercati esteri per le imprese sarde e presenteranno i bandi, le iniziative, le opportunità e le attività per incentivare l’export delle imprese, con un focus sui mercati euroasiatici (Russia e paesi limitrofi).
Il programma del seminario prevede dalle 17.30, presso la Sala Convegni dell’hotel Holiday Inn la registrazione dei partecipanti.
Poi dalle 18.00 gli interventi del Presidente Confartigianato Sud Sardegna, Luca Murgianu, che introdurrà i lavori, del Direttore Generale dell’Assessorato Regionale all’Industria, Roberto Saba, che con il Direttore Servizio per le Politiche di Sviluppo Attività produttive-Assessorato Regionale all’Industria, Francesca Murru illustrerà “I bandi della Regione Sardegna per l’Internazionalizzazione-Attività e prospettive”. Al Segretario Regionale di Confartigianato Sardegna, Stefano Mameli, il compito di illustrare “Le iniziative di Confartigianato a supporto dell’export. Il progetto per le imprese dell’agroalimentare”. Subito dopo spazio gli interventi degli imprenditori sardi.

L’Assessorato all’Industria, presenterà e illustrerà i bandi e le opportunità che la Regione Sardegna ha pubblicato sull’internazionalizzazione, e si soffermerà sulle attività in essere, su quelle future e sulle azioni di accompagnamento alle imprese che vogliono esportare, tutte contenute nel Piano triennale dell’internazionalizzazione di cui la Regine si è dotata lo scorso anno.
L’analisi di Confartigianato Sardegna, invece, sarà rivolta ad artigiani, imprenditori, responsabili e addetti all’export. Partirà da una fotografia dell’export in Sardegna e proseguirà con l’illustrazione delle azioni che l’Associazione vuole attuare insieme alle imprese che credono nell’export. L’incontro sarà l’occasione per illustrare il progetto che la Confartigianato sta costruendo per le imprese dell’agroalimentare che abbiano intenzione di affacciarsi sul mercato euroasiatico.

Export manifatturiero Sardegna 1° trimestre 2016:
748,8 milioni di euro (-38,4% rispetto al 2015).
Il 9,1% di questa cifra (68 milioni) sono relativi all’export delle 9 divisioni ad alta concentrazione di PMI (alimentari, abbigliamento, articoli in pelle, macchinari e attrezzature, altre produzioni manifatturiere, prodotti tessili, mobili, legno e sughero, stampati e supporti registrati). la cifra è diminuita del 46,5% rispetto al 2015.

Export 2015 Sardegna
Export totale Sardegna nel 2015: 4.704 milioni di euro (comprende soprattutto il greggio raffinato), cifra cresciuta del 2,6% rispetto al 2007
Export 2015 delle 9 divisioni ad alta concentrazione di PMI: 368 milioni di euro (erano 273 nel 2007) che rappresenta il 7,8% del totale dell’export manifatturiero (nel 2007 era di 273 milioni ovvero il 6,0%). tra il 2007 e 2015 è cresciuto del 34,6%.

Export 2015 delle 9 divisioni ad alta concentrazione di PMI a confronto con export 2007: totale 368 milioni
Alimentari 171 milioni (+ 42,1% rispetto al 2007)
Abbigliamento 9 milioni (+367% rispetto al 2007)
Articoli in pelle 6 milioni (-32,4% rispetto al 2007)
Macchinari e attrezzature 146 milioni (+43,1% rispetto al 2007)
Altre produzioni manifatturiere 3 milioni (-13,4% rispetto al 2007)
Prodotti tessili 5 milioni (-55,8% rispetto al 2007)
Mobili 1 milione (+191,5% rispetto al 2007)
Legno e sughero 27 milioni (+2,8% rispetto al 2007)
Stampati e supporti registrati 0 milioni

Export Russia in Sardegna (1 semestre 2015): 57 milioni

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