24 October, 2017
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Semillas, le scuole nella Foresta Amazzonica. L’intervista

26 mar, 2016 0

Nella precedente intervista, Martina Uda ha raccontato la sua esperienza a Lima. Martina, però, fa parte anche dell’associazione Semillas che si occupa di costruire delle scuole nella Foresta Amazzonica dove scarseggiano l’alfabetizzazione e la scolarizzazione.
Semillas nasce dall’idea di una ragazza italiana, al suo percorso si sono unite altre due italiane, tra loro anche Martina, partita dalla Sardegna e una catalana.
Ascolta l’intervista a Martina Uda

Clicca e ascolta la precedente intervista

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Martina Uda, i progetti con i bimbi della periferia di Lima

26 mar, 2016 0

C’è un’opportunità per i giovani: è quella del Servizio Civile Nazionale all’estero. Oggi vi raccontiamo la storia di Martina Uda, 30 anni ancora da compiere, architetto che da Santa Giusta ha deciso di partire alla volta del Sud America. Martina vive a Lima e ci ha raccontato la sua esperienza.
Ascolta l’intervista a Martina Uda

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Un Cannonau gallurese sul tetto d’Europa

1 mar, 2016 0

“Il Cannonau Fòla di Siddùra conquista l’Oro al Berliner Wein Trophy. Un Cannonau torna sul tetto d’Europa. Il Fòla 2014 della cantina Siddùra di Luogosanto ha trionfato al concorso internazionale Berliner Wein Trophy che si è svolto pochi giorni fa nella capitale tedesca. I 185 giurati hanno selezionato il Cannonau Doc di Siddùra, frutto di vitigni autoctoni, come uno dei migliori rossi al mondo assegnandogli la medaglia d’oro. Fòla bissa il successo di due anni fa, quando mise a segno una doppietta in terra tedesca con gli ori conquistati al Berliner e al Mundus Vini. Nell’edizione del Berliner Wein Trophy del 2016, che si è appena conclusa, sono stati valutati 5785 vini. Quasi il 70 per cento dei campioni presentati sono stati valutati positivamente dai giudici con l’attribuzione di punti: un risultato che solitamente configura l’assegnazione di una medaglia. Il regolamento interno all’OIV, Organizzazione internazionale della vigna e del vino, consente però l’attribuzione dei premi solo al 30 per cento dei campioni presentati. per questo motivo i giudici hanno dovuto fare un’ulteriore selezione scegliendo le più fulgide eccellenze dell’enologia internazionale. Oltre all’oro del Cannonau in purezza Fòla, Siddùra porta a casa due medaglie d’argento con il Vermentino di Gallura Docg Maìa e con il Sangiovese Tìros. “La nuova medaglia d’oro di Fòla rappresenta un riconoscimento per il nostro lavoro ma anche una grande vittoria per il vitigno autoctono sardo e di conseguenza per la Sardegna – commenta Massimo Ruggero, amministratore delegato della cantina di Luogosanto – conquistare un premio così importante in Germania è un risultato significativo perché il pubblico tedesco è molto selettivo”. Nelle prossime settimane Siddùra parteciperà al prestigioso Prowein di Dusseldorf e al Vinitaly di Verona.”

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A Graziano Pinna “Il premio Oristanesi nel mondo”

6 feb, 2016 0

Il Sindaco Guido Tendas consegna a Graziano Pinna “Il premio Oristanesi nel mondo – Stella della città di Oristano”.

Lo scienziato oristanese attualmente lavora come professore associato e ricercatore presso il Department of Psychiatry alla University of Illinois at Chicago.

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Foto Antonio Sanna

Grazie ai suoi studi negli atenei più prestigiosi del mondo, Graziano Pinna è riuscito a fare importanti scoperte nello sviluppo di nuove terapie per la depressione, ansia e PTSD. Studi che sono stati pubblicati in prestigiose riviste scientifiche e che hanno contribuito a far compiere importanti passi avanti in queste discipline.

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La Sartiglia raccontata in Inghilterra

7 gen, 2016 0

La Sartiglia è uno dei suoi grandi amori. Una passione che non ha abbandonato, come la sua straordinaria cucina sarda, e che ha portato con sè nel freddo nord dell’Inghilterra.
Franco Sanna, 65 anni, ha lasciato la sua Isola ben 42 anni fa. La curiosità per il mondo della fotografia lo ha portato, ogni anno ormai da poco meno di dieci anni, a calcare la pista di sabbia sulla via Duomo durante la rievocazione della Giostra equestre oristanese e quella della via Mazzini, teatro di esibizioni mozzafiato. Ad accompagnarlo le sue inseparabili macchine fotografiche.
Dalla vestizione dei cavalieri e la festa nelle scuderie, passando per il momento magico dell’attimo in cui, da essere umano, Su Componidori diventa un semi-Dio.
Secondi, minuti, ore e giorni di una tradizione secolare racchiusi in preziose memory card che, una volta terminata la Sartiglia, attraversano l’Europa per fare rientro nel piccolo paese di Oswaldtwistle.
Qui, Franco Sanna è un componente del Rotary, distretto 1190. I suoi scatti vengono poi pubblicati sul magazine del Church Oswaldtwistle Rotary.
Un Sardo nel Mondo che non intende lasciar perdere nello scorrere del tempo una festa così importante ma, anzi, vorrebbe che la conoscenza sulla Sartiglia venisse divulgata in tanti altri Paesi. E Franco Sanna lo ha fatto qualche tempo fa: prima con una mostra nel 2014, e poi, nell’autunno scorso raccontando la storia della sua tradizione ai componenti del Rotary attraverso 20 sue foto e una di Cristiana Verazza, altra fotografa appassionata di Sartiglia.
La storia della corsa che vide la sua prima edizione nel 1500, ora, da Oswaldtwistle si potrebbe spostare verso le altre sedi del distretto Rotary sparse su territorio inglese.
Anche dal Church Oswaldtwistle Rotary quindi, si espande la storia dell’uomo che per un giorno non può scendere da cavallo. Quella figura misteriosa, accompagnata da Su Secundu, Su Terzu e altri 117 valorosi cavalieri, che cercano la buona sorte nelle stelle dell’annata per la città di Oristano. Che danno spettacolo in evoluzioni sempre più al limite con l’incredibile.

Sfoglia il profilo Flickr di Franco Sanna

Guarda le foto della giornata dedicata alla Sartiglia al Church Oswaldtwistle Rotary in Inghilterra.


La foto che pubblichiamo risale alla Sartiglia 2011. Successivamente è stata gentilmente concessa da Franco Sanna alla redazione di IllaTv.it e alla Fondazione Sa Sartiglia.

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Un concorso per ricordare Dino Marchionni

7 dic, 2015 0

“Un concorso a premio, rivolto ad artisti di tutto il mondo, per ricordare Dino Marchionni”.

Marchionni “incisore sopraffino e insegnante di educazione artistica- si legge nella nota- che nel 1954 lasciò la sua Urbino per insegnare a Villacidro (nel cuore del Medio Campidano, in Sardegna), dove rimase fino alla fine della sua vita. A lanciarlo è il MAGMMA (il Museo d’Arte Grafica del Mediterraneo Marchionni, con sede a Villacidro) che, con l’organizzazione della Fondazione Estetica & Progresso, e il sostegno della Fondazione Banco di Sardegna, vuole promuovere e valorizzare l’arte grafica contemporanea nell’accezione del termine greco antico che identifica la “grafica” con “disegno”. “…Con l’aggettivo ”grafico” si è sempre significato ciò che attiene genericamente al disegno, al rappresentare e comunicare per segni……immagini risolte precipuamente in segni su supporto di carta, tipico del disegno e della stampa (incisione), con finalità rappresentative o comunicative diverse di caso in caso.(Enciclopedia Treccani )”.

Il concorso si divide in due sezioni: una dedicata appunto all’Arte grafica, che prevede la presentazione di opere realizzate su carta o cartoncino, con qualunque tecnica. Un’altra sezione è dedicata alla Pittura, in considerazione del fatto che il MAGMMA ospita nella sua collezione artisti grafici il cui percorso è stato scandito anche da una considerevole produzione pittorica.

Dopo una prima scrematura delle domande di partecipazione (da far pervenire entro il 28 febbraio 2016), gli artisti selezionati saranno chiamati a inviare le loro opere, tra le quali una giuria di esperti composta da sei membri selezionerà, entro il 30 aprile, le 30 finaliste per ciascuna delle due sezioni. I criteri che guideranno la scelta dei giurati saranno la qualità, l’originalità e la contemporaneità dell’opera.

Ai primi classificati per le due categorie del Premio andranno 2.500 euro ciascuno. La votazione finale e la premiazione, avverranno dall’11 al 19 giugno 2016 nel museo MAGMMA. Qui, nello stesso periodo, i primi 80 artisti in graduatoria potranno partecipare alla Fiera d’arte mercato, organizzata in occasione della fase finale del Premio.

Non è tutto: i primi 15 lavori classificati riceveranno un Premio speciale consistente nell’esposizione in una mostra itinerante. Nel dettaglio: le prime 15 opere di arte grafica saranno esposte in due mostre collettive rispettivamente al Museo Cà La Ghironda Bologna e al Palazzo Collegio Raffaello Urbino, tra il luglio e il novembre 2016. Nello stesso periodo i migliori 15 lavori presentati per la sezione pittura saranno in mostra negli spazi dell’Archivio Galleria Lazzaro Milano.

Saranno anche assegnate tre residenze d’artista (di cui due riservate ad artisti stranieri) di dieci giorni, che comprendono anche un’esposizione finale.

A corredo di tutta l’attività svolta, sarà pubblicato un catalogo in cui comparirà un’opera dei primi 60 artisti in graduatoria (30 per sezione).

“Attraverso il Premio Dino Marchionni vogliamo promuovere il MAGMMA, un museo nato solo due anni fa ma con un grande potenziale- afferma il direttore artistico del Premio, Walter Marchionni- Inoltre, questa è una grande occasione per venire in contatto con artisti non solo da tutta Itali, ma da tutto il mondo, con cui nel tempo potremo promuovere collaborazioni e mostre”.

Ad appena venti giorni dal lancio del Premio, il sito web http://www.premiomarchionni.it/ ha registrato migliaia di visitatori. I dati di Google analytics, in particolare, dicono che il sito è stato aperto 5.196 volte, per un’entrata di 4.046 utenti. Tra i visitatori il 72,02% è di nazionalità italiana, il restante è diviso tra utenti statunitensi (3,31%), inglesi (2,33%), tedeschi (2,14%), spagnoli (1,79%) seguiti da israeliani, francesi, messicani, greci e olandesi.

Informazioni: tel. +39 340 347 3320; info@premiomarchionni.it; www.premiomarchionni.it/


LA GIURIA

La selezione delle opere in concorso sarà effettuata da una giuria artistica composta da sei membri di qualità. Si tratta di: Umberto Palestini (Direttore Accademia Belle Arti Urbino), Alessandra Redaelli (Giornalista e Curatrice Arte Milano), Adriano Corsi (Direttore Archivio Lazzaro Milano), Francesco Martani (Presidente Direttore artistico Museo Cá La Ghironda), Giorgio Sorrentino (Galleria Artesanterasmo Milano), Vitaliano Angelini (Presidente Incisori Urbinati).

Consulenti della Direzione Artistica sono: Prof.ssa Paola Dessì (Sassari), Elvio Marchionni (Artista – Spello, Pg), Nello Arigoni (Gallerista – Macerata).

DINO MARCHIONNI

Dino Marchionni nasce ad Urbino il 20 giugno 1932. Nella città dei Montefeltro, città natale di Raffaello Sanzio, si è diplomato presso l’Istituto d’Arte e successivamente ha frequentato l’Accademia Raffaello nella sezione di Litografia per la decorazione ed illustrazione del libro dove si diploma nel 1954 con l’illustrazione del libro di Prosper Merimeè “La Carrozza del SS Sacramento”. Nella stesso Istituto ad illustrare altrettanti testi furono: Salvatore Fiume, per ben due volte, Remo Brindisi ed Emilio Greco.

Dall’ottobre del 1954 si trasferì a Villacidro dove ha insegnato Educazione Artistica per trent’anni. Dapprima alla scuola dell’avviamento, di seguito , e in successione, presso il Seminario Vescovile, il Liceo Classico ed infine la scuola media “Antioco Loru”.

Nei primi anni vissuti a Villacidro Dino Marchionni si esprime essenzialmente con le tecniche a lui più care in quel periodo, retaggio degli studi appena terminati all’Accademia di Urbino.

La litografia, la linoleumgrafia, il monotipo, e le altre tecniche di incisione che tra l’altro sono oggetto di insegnamento presso gli istituti dove presta servizio.

Sono di questo periodo le realizzazioni con la tecnica della litografia di una serie di figure in bianco e nero e una serie di tauromachie , sempre con la tecnica della litografia, dove è forte l’influsso del Goya, autentico ispiratore dei giovani grafici ed incisori delle Accademie di mezza Europa.

Questo periodo, che possiamo inserire tra il 1954 ed il 1965, è ricco di esperienze soprattutto legate all’attività didattica.

Dalla metà degli anni sessanta inizia un periodo prolifico accostandosi a tecniche quali l’acquerello ed il graffito che saranno, negli anni successivi, il baluardo del suo percorso artistico.

Nel 1966 Dino Marchionni termina la realizzazione della prima grande opera con la tecnica del graffito: “Simbiosi” (titolo originario “L’ulivo”). Simbiosi, realizzata in quasi due anni, è il crocevia della nuova produzione artistica di Marchionni per quanto riguarda il graffito. Infatti affianca all’utilizzo del bulino, con il quale realizza le centinaia di foglioline dell’ulivo secolare, una normale lametta per grattare la cera nera sovrastante, onde poter liberare il giallo ed il rosso per poter creare il contrasto tra lo sfondo e l’albero. In questo periodo realizza alcuni graffiti, poche unità (cinque o sei), con tematiche legate alla neve e quindi con lo strato sottostante il nero, di color bianco; di queste opere, tuttora, se ne trovano tre pezzi.

La tecnica del graffito richiedeva ovviamente un’attenzione particolare e comunque superiore a qualsiasi altra tecnica. Proprio per la sua particolarità non concedeva distrazioni e conseguentemente errori. Una volta asportata la materia (il colore a cera) era del tutto vano ogni tentativo di ricomposizione della materia stessa. Questo è il motivo per cui Dino Marchionni, quando si cimentava nella realizzazione di un’opera a graffito, doveva acquisire la massima concentrazione in un contesto di tranquillità e serenità; il lavoro minuzioso e lento , e quasi maniacale, gli ha consentito di ottenere, in quaranta anni, una produzione di opere a graffito che non supera i cento pezzi.

Alla fine degli anni sessanta, contemporaneamente allo sviluppo della tecnica del graffito, Dino Marchionni affina la tecnica dell’acquerello. Da questo momento in poi e per tutti gli anni settanta, la sua attività si concentra prevalentemente sull’acquerello. Questo è anche il periodo in cui Dino Marchionni si affaccia al grande pubblico con una serie di mostre personali; Oristano , Villacidro ed una serie di mostre collettive nella penisola.

Ma le soddisfazioni dell’artista-professore sono legate soprattutto alla sua attività didattica. In questo periodo i riconoscimenti verso gli elaborati dei suoi alunni, che partecipano ai concorsi anche internazionali, sono numerosi. Fra tutti spicca il Premio dell’UNESCO del 1978/79 sul tema dell’ambiente.

Negli anni ottanta Marchionni, raggiunta la piena maturità artistica, alterna la produzione di acquerelli con quella dei graffiti. Sono anni in cui nasce l’idea, sviluppata con Marcello Serra, di realizzare una serie di opere a graffito che hanno come tema la spiritualità, attraverso la rappresentazione delle maggiori cattedrali romanico-pisane della Sardegna.

Questo progetto, consistente e articolato, assorbe gran parte dell’attività artistica di Dino Marchionni; per questo motivo, nel 1984 dopo trent’anni di insegnamento, lascia la scuola. Nel 1998 il Comune di Villacidro e la Presidenza del Consiglio Regionale realizzarono un’opera postuma dal titolo “Le Cattedrali” edito da Progetto Sardegna.

Dal quel momento in poi e fino alla sua scomparsa, che avverrà a Villacidro l’11 dicembre del 1994, la produzione artistica si fa più intensa e variegata. Le mostre personali si alternano più frequentemente; da citare sono quelle allestite ad Oristano, Villacidro, Cagliari, Macomer. Numerose sono anche le partecipazioni ad esposizioni nazionali ed internazionali: Cannes, Montecarlo, Milano, Fano e Gorizia. Le sue opere si trovano sia in collezioni private che pubbliche: Ufficio del Sindaco di Villacidro, Pinacoteca Comunale di Oristano, Palazzo della Regione Sarda.

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L’infibulazione, è ad oggi proibita ma continua ad esistere

1 dic, 2015 0


L’infibulazione è ufficialmente proibita dal governo del Kenya ma molti Masaai continuano a praticarla come parte della loro cultura e “rito di passaggio” per le ragazze.
Hellen Nkurayia è una donna Masaai, un’ex insegnante di governo che all’età di 7 anni era stata promessa in sposa ad un uomo più grande di lei. Hellen decide di scappare da questa realtà e trova rifugio dalle suore italiane che le danno un’istruzione e l’aiutano ad aprirsi ad altre vedute. Torna nelle terre Masaai e nel 2006 decide di fondare l’Enkiteng Lepa School, un’associazione che ha come desiderio quello di “salvare” le giovani ragazze dalla circoncisione.
Matteo Tilocca coopera con l’associazione e ci ha raccontato qual’è a riguardo la realtà del Kenya oggi!

Clicca su www.tepesua.org per conoscere il progetto di Hellen Nkurayia!

Guarda anche “Matteo Tilocca “La mia avventura in Africa” – L’INTERVISTA”

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Matteo Tilocca “La mia avventura in Africa” – L’INTERVISTA

1 dic, 2015 0


L’Europa e l’Africa sono due mondi diversi. La prima mi ha dato l’istruzione e la seconda mi ha concesso quell’apertura mentale che in Europa non potevo coltivare!”


Matteo Tilocca ha 28 anni e tre anni fa è partito alla volta dell’Africa. Il suo modo di vivere e di vedere il mondo è cambiato da allora. In un’intervista ci ha raccontato la sua “Avventura in Africa”.

Guarda anche “L’infibulazione, è ad oggi proibita ma continua ad esistere”

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Mister Europa 2015 vince un giovane di Olbia Andrea Levrini

28 ott, 2015 0

“Andrea Levrini , olbiese, 26 anni, una bellezza statuaria, ha sbaragliato tutti i concorrenti, inanellando la vittoria e portando a casa la fascia di Mister Europa 2015. La sua avventura era iniziata ad Olbia, grazie alle selezioni regionali curate da Massimo Eretta, patron in Sardegna del Concorso di bellezza dedicato sia alle Miss che ai Mister. Dopo avere stravinto la finale regionale di Golfo Aranci, Andrea è partito verso Parma, per affrontare la finale nazionale. Non credeva di poter vincere;in realtà la sua bellezza , il suo portamento, l’educazione e la gentilezza hanno vinto . Ad assegnargli il titolo una giuria esperta formata fra l’altro anche da Saverio Vallone, figlio del grande e indimenticato Raf Vallone, e Gianni Bella, cantante italiano autore di alcune fra le canzoni più amate dal grande pubblico.
Ora è lui il volto del concorso internazionale. E’ la prima volta che un volto maschile sardo, conquista una fascia nazionale. In passato qualche bellezza femminile aveva rasentato il podio, in alcuni casi era stata incoronata regina,ma non era mai accaduto che la corona e la fascia fossero conquistate da un ragazzo sardo, ora volto in Europa di una concorso destinato ad avere attenzione non solo da parte dei media. Saranno giornate impegnative quelle in calendario per il giovane geometra olbiese. Il concorso Miss e Mister Europa non regala solo un titolo, ma offre anche la possibilità di contratti di lavoro nel mondo del cinema, dello spettacolo, della pubblicità e della moda.
Per la Soleventi di Massimo Eretta, organizzatore e patron sia del Concorso Miss e Mister Europa Sardegna, che del concorso Miss e Mister Olbia, anche la soddisfazione di altre due fasce. Sempre nella finale nazionale di Parma , altre due sarde hanno vinto dei titoli importanti Talia Ferraris, bellissima di
Alghero, vincitrice della finale regionale di Golfo Aranci, è ora Miss Fashion, mentre Marina Dalu di Siniscola è Miss Telegenia . Successo e fascia anche per Roberto Ricco, Mister Olbia in carica, che ha conquistato la fascia di Mister Sorriso. Il prossimo anno sarà il volto di Andrea Levrini a trionfare sui manifesti che in tutta Italia proporranno il concorso. Andrea continua ad essere il bravo ragazzo di sempre e son il suo sorriso di sempre dice : ” Vorrei dedicare la vittoria a mio nonno Mario recentemente scomparso, mio primo sostenitore”.”

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Bodio festeggia i 35 anni del Circolo Coghinas

14 ott, 2015 0

Un calendario fittissimo di appuntamenti segna il percorso di incontri del Circolo Culturale Sardo “Coghinas” di bodio, in Svizzera. Questo è un anno particolarmente speciale perché sono ben 35 le candeline che hanno coronato la vita dei nostri conterranei che, dall’inizio degli anni ’60 hanno dovuto cercar miglior sorte lavorativa lontano dalla nostra isola.

A loro vanno i saluti della nostra redazione che invita tutti gli amici lontani a mandarci notizie della loro storia e delle loro attività sì che la rete possa aiutarci a mantenere più saldi il legame che unisce la Sardegna ad i suoi figli, vicini e lontani.

Per conoscerci meglio, alleghiamo una scheda di presentazione della comunità sarda riunita in Circolo che il Comune di Bodio presenta nel proprio sito web.

Il Circolo Culturale Sardo “Coghinas” di Bodio
La storia del Circolo Culturale Sardo “Coghinas” si lega a quella della Monteforno. Già nel 1961, i primi lavoratori sardi provenienti in prevalenza dai comuni di Oschiri e Tula, si annoveravano fra le fila dei dipendenti della Monteforno, dando un contributo notevole allo sviluppo dell’azienda e al consolidamento della stessa.
L’intenzione di costituire un circolo nasceva già da alcuni promotori nel 1964 e si concludeva, purtroppo in modo infelice, non essendovi ancora tutti i presupposti per concretizzare e coagulare le idee di tutti. Finalmente nel 1979, in un primo raduno dei Sardi, egregiamente organizzato da un gruppo promotore, si ponevano le basi concrete per la costituzione di un’associazione rappresentativa della comunità presente in Ticino, fondata poi nel 1980.
Circa 150 emigrati sardi, residenti nel Canton Ticino, si radunarono a Bodio, nel salone posto a disposizione dai signori gestori dell’Hotel Monteforno. Ragione del convegno era la costituzione del Circolo degli emigrati sardi (nome poi modificato qualche anno fa), aderente Federazione dei Circoli Sardi in Svizzera.
Molti emigrati vennero contattati ed in tutti sorse spontaneo il desiderio di dar vita ad un’associazione, che si facesse promotrice di incontri, di convegni, di tavole rotonde, dove i problemi dell’Isola e della diaspora, venissero democraticamente discussi e nel contempo validamente risolti. Fu questo lavoro talvolta difficile e non privo di delusioni per coloro che, presi dalla febbre dell’entusiasmo, prevedevano o forse sognavano un’immediata realizzazione delle loro aspirazioni. Venne allora costituito un comitato provvisorio, venne stilato uno statuto. Indetta l’assemblea generale per il primo pomeriggio del 19 ottobre 1980, si assistette ad uno spettacolo di solidarietà entusiasmante.
Perché “Coghinas” ? Coghinas è il nome di un lago artificiale, creato nel 1920/1926, per dar vita ad una centrale elettrica. È sito tra il comune di Oschiri e quello di Tula, comuni dai quali proviene il maggior numero degli emigrati sardi, residenti a Bodio e aso Giornico
La sede, a Bodio, è aperta tutti i lunedì e venerdì dalle ore 15:30 alle ore 17:00. La segreteria è divenuta ormai un vero punto di riferimento per la collettività sarda, ma anche per i lavoratori italiani e svizzeri che trovano nel nostro Circolo la possibilità di avere ottimi servizi informativi sulla Sardegna, per il disbrigo di formalità burocratiche, sul diritto del lavoro, sulle vertenze sindacali e previdenziali, nella ricerca di un posto di apprendistato o di lavoro, per le certificazioni fiscali, nonché come luogo di incontro culturale ed informativo.
Ulteriori informazioni riguardante il circolo le trovate sul nostro sito www.circolo-sardo-coghinas.ch

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