24 October, 2017
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XVIII Festival Internazionale di Musica da Camera

23 giu, 2016 0

Dal 25 giugno al 18 dicembre 2016 si terrà il XVIII Festival Internazionale di Musica da Camera. Un calendario di eventi che coinvolgerà il territorio per 7 mesi, da giugno a dicembre, con ospiti d’eccezione. Dal 25 giugno al 9 luglio, presso la Piazza del Municipio di Iglesias, si terrà una anteprima estiva della consueta rassegna autunnale.

“Al via la programmazione del Festival Internazionale di Musica da Camera, che quest’anno taglia il traguardo della XVIII edizione.
L’Associazione Culturale Anton Stadler per il 2016 propone un cartellone eventistico mozzafiato dal 25 giugno al 18 dicembre. Quest’anno, infatti, la pregiata rassegna, proporrà una serie di imperdibili appuntamenti che vanteranno la partecipazione di ospiti d’eccezione, fiori all’occhiello del panorama musicale internazionale, da Anna Tifu (artista in copertina) a Romeo Scaccia, fino a Fabio Furia, Rino Vernizzi e tanti altri. Un susseguirsi di eventi e di protagonisti della grande musica che renderanno la XVIII edizione del Festival Internazionale di Musica da Camera un appuntamento da non perdere.

“Come ogni anno, nonostante le difficoltà economiche, abbiamo deciso di puntare sulla qualità – spiega Fabio Furia, direttore artistico dell’Anton Stadler – nell’intento di rafforzare l’azione di divulgazione della cultura musicale nel nostro territorio e con l’obiettivo di aggiungere un nuovo tassello all’ambizioso progetto di audience development a cui abbiamo dato impulso quest’anno attraverso svariate iniziative e workshops, come per esempio “ABC Musica. Corso di ascolto consapevole.”, che ha incontrato enorme favore. Sono molteplici le azioni poste in essere in questa direzione grazie alla nuova edizione del Festival. – prosegue Furia – Infatti, oltre ad aver puntato su nomi di richiamo, abbiamo deciso, di concerto con il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Iglesias Simone Franceschi, di porre in essere una serie di azioni finalizzate alla formazione del pubblico. Tra queste si colloca la realizzazione di una raffinata ouverture estiva della rassegna, che conta ben tre appuntamenti (il 25 giugno, il 2 e il 9 luglio). La location prescelta, meteo permettendo, sarà la piazza del Municipio di Iglesias che per l’occasione si erigerà vero teatro a cielo aperto e consentirà a tutti di poter assistere gratuitamente agli spettacoli, avvicinando, così,
alla musica d’autore non solo tutti gli appassionati ma anche coloro i quali non sono propriamente cultori o conoscitori di questo genere musicale, al fine di fornire loro l’occasione e gli strumenti per poterla apprezzare.” In caso di maltempo gli spettacoli si terranno al Teatro Electra.

La rassegna proseguirà a Calasetta dal 7 al 20 agosto, per poi ritornare al Teatro Electra di Iglesias, sede naturale della manifestazione, per il consueto appuntamento autunnale, dal 30 ottobre al 18 dicembre.
“Per il 2016 – continua il direttore artistico – ancora in un’ottica di formazione del pubblico, abbiamo deciso di dedicare la nostra attenzione anche alle giovanissime generazioni, proponendo un “Mini Festival” dedicato agli alunni delle classi terze, quarte e quinte delle Scuole Elementari della città. Un’importante occasione per rendere i bambini consapevoli, già in tenera età, del valore e dell’importanza della musica e della cultura ad essa legata. Saranno ben 3 gli appuntamenti dedicati ai più piccoli e prevedranno delle lezioni concerto in cui l’esibizione dei musicisti si alternerà a momenti dedicati a spiegazioni, domande, curiosità e approfondimenti.”

Il XVIII Festival Internazionale di Musica da Camera, da giugno a dicembre, si presenterà, dunque, al pubblico mostrando nuove vesti, nuove idee e nuove proposte. Grazie a questa rinnovata edizione il cartellone eventistico e culturale del nostro territorio sarà, perciò, caratterizzato da tante novità all’insegna di grandi nomi del panorama musicale internazionale, della divulgazione musicale e della formazione di un pubblico, di adulti e bambini, attento, consapevole e sempre più esigente.

SABATO 25 GIUGNO alle ore 22.00, presso la Piazza del Municipio, si terrà il concerto inaugurale del Festival 2016. Protagonista il Duo Rospigliosi, formato da Lapo Vannucci, chitarra e Luca Torrigiani, pianoforte, che si esibiranno nello spettacolo “Ricordi italiani e spagnoli per 88 tasti e 6 corde”, un repertorio totalmente incentrato sulle più famose arie d’opera totalmente reinterpretate e riarrangiate per questa formazione.

L’anteprima del Festival proseguirà Sabato 2 luglio, con il Duo formato da Silvia di Falco, soprano e Diana Laura Nocchiero, pianoforte, in “Donne in Musica” un repertorio totalmente dedicato alla lirica; e si

concluderà Sabato 9 luglio con il Duo formato dal Francis Duroy, violino e Pi-Hsien Chen, pianoforte, che si esibirà nello spettacolo “A Kreutzer”, un programma dedicato a Beethoven, Debussy e Janachek.

L’iniziativa è realizzata con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato Pubblica Istruzione, Informazione, Spettacolo e Sport e Assessorato Turismo, Artigianato e Commercio), del Comune di Iglesias – Ass.to Cultura, Turismo, Spettacolo e Grandi Eventi, del Comune di Calasetta – Ass.to alla Cultura, della Fondazione di Sardegna.

Il XVIII Festival Internazionale di Musica da Camera potrà essere seguito anche attraverso il sito web dell’associazione www.associazioneantonstadler.com e la sua pagina Facebook”

XVIII Festival Locandina A3 WEB

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Festa della Musica: pomeriggio Jazz in Soprintendenza

20 giu, 2016 0

Domani 21 giugno, in occasione della Festa della Musica, la Soprintendenza archivistica della Sardegna ospita a Palazzo Barrago l’esibizione di musica jazz di Giorgio Murtas e Mauro Mulas.

Nell’ambito dell’iniziativa Festa della Musica 2016, promossa dal Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo con il contributo della SIAE, con la quale si intende promuovere gli artisti italiani in campo musicale ed offrire loro un palcoscenico naturale per esibirsi al pubblico in oltre cento città aderenti, in piazze, musei, parchi e strutture pubbliche che si offriranno ai musicisti ed alla libera partecipazione del pubblico.

La Soprintendenza archivistica della Sardegna, aderendo all’iniziativa offre la sede liberty di Palazzo Barrago ed i suoi spazi decorati del primo ‘900 all’esibizione di musica jazz che si terrà martedì 21 giugno 2016 dalle ore 17,00 in Via Marche 17 a Cagliari.

Suoneranno

Giorgio Murtas alla chitarra
Mauro Mulas alle tastiere

I musicisti con alle spalle entrambi esperienze concertistiche in scala nazionale ed europea proporranno il loro originale ensamble jazzistico musicale al pubblico cagliaritano.

Per maggiori informazioni sulla Festa della Musica e sugli appuntamenti previsti in Sardegna si rimanda al sito http://www.festadellamusica.beniculturali.it

Per informazioni sugli artisti, visita il sito “sardegnaspettacolo.it” alle pagine:

Giorgio Murtas http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=banca_dati&db=professionisti&categoria=1&sottocategoria=6&id=38
Mauro Mulas http://www.sardegnaspettacolo.it/index.php?nodo=banca_dati&db=professionisti&id=42&sottocategoria=6&categoria=1

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Domani a Cagliari Arturo Stàlteri suona Mondi lontanissimi

23 apr, 2016 0

Domani, domenica 24 aprile, il pianista romano Arturo Stàlteri si esibirà al Palazzo Siotto con “Mondi lontanissimi”. Ecco i dettagli nel comunicato stampa!

Dopo l’applauditissima serata di ieri, in cui ha proposto i preludi contenuti nel suo nuovo album in uscita a settembre, il pianista Arturo Stàlteri sarà protagonista domani, domenica 24 aprile, di un nuovo imperdibile concerto. L’appuntamento è alle 18, ancora una volta nella suggestiva cornice del Palazzo Siotto (via Dei Genovesi 114) di Cagliari, con “Mondi lontanissimi”. Così l’artista romano ha voluto intitolare l’esibizione capace di mettere in comunicazione musiche e artisti apparentemente distanti: dagli OMD a Philip Glass, da Wim Mertens a Sigur Ros, sino ai Rolling Stones e alla sua stessa musica.

L’appuntamento è inserito nel cartellone della XV edizione di Le Salon de Musique, la rassegna organizzata dall’associazione culturale Suoni&Pause, quest’anno interamente dedicata al pianoforte.

Eclettico pianista noto per le sue collaborazioni con artisti del calibro di Franco Battiato, Rino Gaetano, David Sylvian, Carlo Verdone, e conosciuto anche per le sue partecipazioni a numerose trasmissioni di Radio 3 (“Il concerto del mattino”, “Alza il volume”, “Primo movimento”) e Radio 2 (“Fuori giri”, “Il cammello di Radio 2”), Arturo Stàlteri comincia a farsi conoscere negli anni ’70 suonando nei Pierrot Lunaire, uno dei nomi storici del rock progressive di quel periodo. Subito dopo ha iniziato la sua lunga carriera solistica.

L’edizione 2016 di Le Salon de Musique-Piano è realizzata con il contributo di: Regione Autonoma della Sardegna, Assessorato alla cultura e del Comune di Cagliari, Assessorato alla cultura.

In collaborazione con: Fondazione “Giuseppe Siotto”, La Fabbrica Illuminata, Luna Scarlatta, Itaca e Ojos Design.

Il prezzo dei biglietti è di 8 euro (intero) e di 6 euro (ridotto).

Informazioni e prenotazioni: 348 0362800. Sito internet: www.suoniepause.com. Pagine Facebook: Suoni & Pause.

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ARTURO STALTERI. Romano, si è diplomato in pianoforte al Conservatorio Alfredo Casella de L’Aquila. Ha studiato a Roma con Vera Gobbi Belcredi, a Parigi con Aldo Ciccolini e ha frequentato, come allievo effettivo, i corsi di perfezionamento di Vincenzo Vitale e Konstantin Bogino.

Stàlteri ha cominciato a farsi conoscere con i Pierrot Lunaire, uno dei nomi storici del rock progressive degli anni settanta, un ensemble che seppe mediare tra rock e classicismo, con il quale ha registrato due album. Ha iniziato poi una lunga carriera solistica.

L’ultimo lavoro, IN SETE ALTERE, pubblicato nell’ottobre del 2014, è dedicato alla musica di Franco Battiato, con il quale Arturo Stàlteri ha lavorato più volte.

Tra le altre collaborazioni: Rino Gaetano, David Sylvian, Carlo Verdone e Sonja Kristina.

Svolge una vivace attività concertistica in Italia e all’estero, rivolgendo la sua attenzione anche ad autori dell’area extra-colta. Nelle sue performances per solo piano si ascoltano, oltre alle sue composizioni, brani di Debussy, Schubert, Bach, Beethoven, Chopin, Liszt… e Sakamoto, Genesis, Sigur Ros, Glass, Mertens…

Dal 1988 collabora con la Rai, per la quale ha condotto numerosi programmi musicali. Attualmente è la voce di “Primo Movimento” e “Il Concerto del Mattino”, per Radio 3.

E’ spesso in giuria in concorsi nazionali ed internazionali.

Alcuni dei suoi lavori sono stati ripubblicati in Giappone e in Corea.

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Prosegue il tour di presentazione del disco dei Serendip

20 apr, 2016 0

I Serendip proseguono il tour di presentazione del nuovo disco dato alle stampe lo scorso dicembre (Serendip, 2015) e dopo le presentazioni che li hanno visti raccogliere importanti consensi al Teatro Sì e’Boi di Selargius, al Bocheteatro di Nuoro e al Centro Congressi Mariano IV di Oristano, approdano questa volta al Bflat, rinomato locale situato in via del Pozzetto a Cagliari, sempre attento alla musica indipendente e originale. Giovedì 21 aprile alle 22 il pubblico cagliaritano potrà riabbracciare l’ensemble sardo in uno spettacolo rinnovato e galvanizzato dai successi ottenuti attorno all’isola. Il concerto permetterà al gruppo di presentare al pubblico cittadino il cantante Sergio Calafiura, nuovo elemento che dallo scorso gennaio ha raccolto l’eredità dell’uscente Giampiero Boi.

IL GRUPPO – I Serendip nascono su specifica richiesta della direzione artistica del Forte Village nel 2012, con repertorio in prevalenza tratto dal musical. A seguito di questa esperienza, il gruppo decide di proseguire il percorso intrapreso costruendo uno spettacolo di brani inediti in italiano e inglese. L’idea che anima il progetto è quella di sfruttare le potenzialità solistiche e d’insieme delle 4 voci miste (2 maschili e 2 femminili) sposandole con gli arrangiamenti moderni e dinamici della band. Il sound che ne deriva è riconoscibile, originale e di grande impatto. Il gruppo è composto dalle voci di Manuel Cossu, Alice Madeddu, Sergio Calafiura e Eva Pagella, dal basso di Fabio Useli, dalle chitarre di Maurizio Marzo, dal pianoforte e le tastiere di Michele Brandinu e dalla batteria e le percussioni di Giorgio Del Rio.


IL DISCO – Serendip è il titolo del primo disco dell’omonimo gruppo, progetto autoprodotto che ha visto la luce nel dicembre 2015. Il disco compie un viaggio attraverso sette brani che esplorano linguaggi e generi musicali differenti, con l’obiettivo di giungere alla meta prefissata: la ricerca di una spiritualità umana, non trascendente, che passa attraverso l’esperienza vissuta e l’accettazione di sè come individui e come parte integrante di un sistema in costante mutamento. L’album è pensato come un percorso che dal buio iniziale svela progressivamente la luce. Non a caso il brano che apre ogni concerto è “We Own The Night”. Le composizioni muovono da territori in cui il viaggio è metafora della ricerca di sé (“Irlanda”), a momenti di naufragio delle proprie piccole certezze (“Terra”) per poi riscoprirsi (“The drum tower”), e infine accettarsi con leggerezza (“Someday”). Sovente questa ricerca può condurre in territori illusori, porti sicuri perché totalmente avulsi dal vissuto quotidiano (“Ucronìa”) ma sterili e autoreferenziali. Il senso di solitudine di questo viaggio interiore determina una richiesta di aiuto e comprensione che si ritrova nell’ultima traccia del disco (“Lucky star”). Il filo conduttore di questa ricerca è rappresentato dalle armonie vocali, mentre il desiderio di ricerca si ritrova attraverso la contaminazione tra più generi musicali, sia dal punto di vista compositivo che degli arrangiamenti. Le voci guidano l’ascoltatore in un percorso articolato, senza limiti o barriere imposte, così come articolato e in costante divenire è il percorso di ciascun individuo.
IL LOCALE – Il Bflat Club nasce a Cagliari alla fine del 2014 con l’intento di offrire a tutti gli amanti della musica alcune tra le proposte locali, nazionali e internazionali di maggior rilievo. Alla musica dal vivo è accompagnata un’ampia scelta di drink condita da un’atmosfera calda e avvolgente. Il Bflat offre una programmazione di circa 200 concerti l’anno. Il locale si trova a Cagliari in via del Pozzetto 9E. Info & prenotazioni 3425163268 – info@bflat.it

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Flavio Secchi in finale alla XVII edizione di Musicultura

8 apr, 2016 0

Musicultura XVII edizione: il cantautore Flavio Secchi in finale sabato 9 aprile al Teatro Persiani di Recanati.
Lunedì 11 aprile a Milano l’artista sardo si esibirà in qualità di ospite durante le semifinali del Premio Donida – Il Talent dei Compositori. Ecco i dettagli!

“Si avvicina la finale della ventisettesima edizione di Musicultura: sabato 9 aprile al Teatro Persiani di Recanati, in una serata realizzata in collaborazione con Radio1 Rai condotta da John Vignola con la testimonianza artistica di Luca Barbarossa, i sedici finalisti del concorso si esibiranno sull’importante palcoscenico marchigiano per contendersi la partecipazione alle serate conclusive della manifestazione all’Arena Sferisterio di Macerata i prossimi 23-24 e 25 giugno. Tra i prescelti anche il cantautore Flavio Secchi, in gara con il brano intitolato “La cosa più bella”, composizione inclusa nel suo prossimo disco “Parole per Chitarra” in uscita a primavera con la produzione di Massimo Satta per l’etichetta La Compagnia di Donida. L’artista sardo giunge all’importante traguardo dopo aver superato una lunga selezione che al nastro di partenza vantava ben 1500 partecipanti. Un successo, quindi, che suggella un periodo molto fortunato per il paroliere isolano grazie alla medaglia di bronzo conquistata durante lo scorso Premio Internazionale di Letteratura Alda Merini, nel quale ha trionfato con la poesia intitolata “Il perditore di treni” e con la conquista del premio “Un Certain Regard” durante la prima fase di Musicultura XXVII (riconoscimento conferito alla migliore performance della serata). Il viaggio nello Stivale non si fermerà, però, nelle marche e lunedì 11 aprile un altro palcoscenico accoglierà il cantore cagliaritano: Flavio Secchi sarà infatti uno degli ospiti della semifinale della settima edizione del Premio Donida – Il Talent dei Compositori al Teatro di Vetro nella Fabbrica di Lampadine di via Ludovico di Breme a Milano, concorso che proprio nel 2014 l’ha visto trionfare con ben due importanti premi (“Premio La Compagnia” e il “Premio Ricordando il Maestro”).

L’ARTISTA – Flavio Secchi inizia lo studio della chitarra nel 1986, prendendo le prime lezioni da suo padre. Dal 1994 inizia lo studio della chitarra classica e del jazz con i maestri Paolo Alfonsi e Gianluca Corona. Nel 2009 consegue il diploma accademico in chitarra jazz presso il Conservatorio di Musica G. P. Da Palestrina di Cagliari sotto la guida del maestro Massimo Ferra, con una tesi su Wes Montgomery. Nel 2010 frequenta il St.Louis College of Music di Roma e dal 2012 inizia lo studio della chitarra flamenca a Siviglia presso il Conservatorio Cristobal de Morales con Manuel Herrera e l’accademia Artes Escenicas Rebollar di Eduardo Rebollar . Al suo attivo vanta seminari e masterclass con musicisti di calibro internazionale tra i quali Pat Metheny, Kurt Rosenwinkel, Peter Bernstein, Dave Douglas, Butch Morris, Rafael Riqueni. Dal 2010, parallelamente alla sua attività da strumentista, intraprende la strada del cantautorato mettendo a frutto le sue passioni poetiche, letterarie e musicali. Collabora con Le Balentes, il Mogase Trio, gli Haiku Sensei, gli Aletheia, Sikitikis e con la cantante Francesca Corrias. Nel 2013 prende vita il suo primo lavoro cantautorale, l’album Flavio Secchi & the Hall Kitchen, lavoro indipendente e autoprodotto con il quale partecipa all’Ichnusa Music Contest qualificandosi tra i primi 20 artisti su oltre 600 iscritti ed entrando nella compilation del contest in allegato al quotidiano L’Unione Sarda. Nel novembre 2014 si aggiudica il “Premio La Compagnia” e il “Premio Ricordando il Maestro” al Premio Donida – “Il Talent dei compositori”. Nel giugno 2015 una sua raccolta di poesie viene pubblicata nell’opera intitolata “Aurisse” per Aletti Editore. Nel settembre 2015 conquista il terzo posto al IV Premio Internazionale di Letteratura “Alda Merini” con la poesia inedita intitolata “Il Perditore di Treni”. Nello stesso anno l’artista prende vita la collaborazione con il produttore artistico Massimo Satta con cui inizia il lavoro per la realizzazione del disco “Parole per Chitarra” in uscita nella primavera 2016 per l’etichetta “La Compagnia di Donida”. Il 26 febbraio 2016 partecipa alle audizioni della rassegna musicale “Musicultura: Festival della Canzone Popolare e d’Autore – XXVII edizione“, con due brani inediti inclusi nella prossima produzione discografica e si aggiudica il premio ‘Un Certain Regard’, riconoscimento conferito alla migliore performance della serata.

LA RASSEGNA – In ventisette anni, “Musicultura” (già Premio Recanati) si è affermato come una delle rassegne musicali italiane più innovative. La peculiarità della formula, la prerogativa di attingere alla creatività della musica “popolare” senza confini di genere e senza criteri di esclusione che non siano quelli della qualità e della originalità, il dinamismo delle scelte hanno reso il Festival un polo di riferimento spettacolare verso cui si volge annualmente l’attenzione del pubblico e del circuito mediatico. Al contempo, l’elevato profilo culturale della rassegna, anche per l’attenzione dedicata alla poesia e più in generale alla “parola”, ha alimentato nell’immaginario di una platea molto vasta l’idea del “Festival” come “contenitore culturale” credibile, ma non per questo accademico.Insomma, per una serie di circostanze “Musicultura” – uno dei pochi appuntamenti radiofonico-televisivi fissi del panorama musicale italiano (Radio1 Rai, Rai 2, Rai 3) – è oggi sentito come sinonimo di cultura, intrattenimento, spettacolo. La manifestazione, le cui diverse fasi – dal lancio del bando di Concorso, alla selezione delle proposte, fino alle tre serate finali di pubblico spettacolo – tengono ogni anno desta l’attenzione del pubblico per un arco temporale di più mesi, ha avuto e sempre più avrà i suoi punti di forza:

  • nella chiara scelta di una “missione” prioritaria da compiere, che è quella della individuazione delle nuove tendenze e della valorizzazione dei nuovi talenti della musica popolare e d’autore contemporanea, attraverso il Concorso annuale unico nel suo genere per trasparenza, polimedialità della formula, impatto comunicativo, consistenza dei riconoscimenti finali
  • nel forte coinvolgimento dei mezzi di comunicazione tradizionali (carta stampata, radio, tv generaliste) e nuovi (internet, canali tematici, telefonia) per realizzare un ricco e partecipato percorso polimediale in tutte le principali fasi della manifestazione
  • nello sforzo di abbattere i tradizionali steccati tra cultura e spettacolo, tra arte e intrattenimento, tra alta cultura e cultura di massa, nella convinzione che simili contrapposizioni servano solo a fornire alibi ai cattivi operatori sia della cultura, sia dello spettacolo.”

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Tutto su Time in Jazz 2016.

31 mar, 2016 0

Ventinove candeline per il Festival internazionale Time in Jazz diretto da Paolo Fresu in programma dall’8 al 16 agosto a Berchidda e in altri centri del nord Sardegna. Charles Lloyd, Michel Portal, Amadou & Mariam, Bombino, Gianluigi Trovesi e Gianni Coscia tra i protagonisti di un’edizione all’insegna degli Occhi.

Edizione numero ventinove per Time in Jazz: dall’8 al 16 agosto si rinnova il consueto appuntamento di mezza estate in Sardegna con il festival internazionale ideato e diretto da Paolo Fresu. Paese natale del trombettista, Berchidda è come sempre il fulcro della manifestazione: qui ha casa l’associazione culturale Time in Jazz che ne cura l’organizzazione, e qui si concentra la maggior parte degli eventi in cartellone. Ma anche quest’anno il festival abbraccia vari altri centri del nord Sardegna: Bortigiadas, Calangianus, Chiaramonti, Ittireddu, Loiri Porto San Paolo, Mores, Ozieri, Pattada, Posada, San Teodoro, Telti, Tempio Pausania e Tula sono le tappe di un circuito di concerti che nel mattino e nel pomeriggio vanno in scena in luoghi rappresentativi della realtà socio-culturale del posto o di valore storico o naturalistico. Novità di quest’anno, la rassegna Time in Sassari, consueto prolungamento di Time in Jazz in territorio sassarese, fungerà anche da prologo al festival: doppio appuntamento in calendario, dunque, l’8 e il 16 agosto, a Sassari, Cheremule e Sorso.

Sviluppando l’ideale percorso “anatomico” inaugurato due anni fa, dopo le edizioni all’insegna di Piedi e di Ali, Time in Jazz si riconosce quest’anno sotto il titolo Occhi, spunto tematico e filo rosso per nove giornate cariche di musica (e altro). Il jazz internazionale è rappresentato da artisti del calibro dei sassofonisti Charles Lloyd e Michel Portal; la scena italiana trova invece ampio spazio con la cantante Ada Montellanico, il duo del clarinettista Gianluigi Trovesi e del fisarmonicista Gianni Coscia, il quartetto Four and more, il bandoneonista Daniele di Bonaventura, i pianisti Alessandro Di Liberto, Antonio Zambrini, Stefano Battaglia, il duo Musica Nuda della cantante Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, il progetto BAM del contrabbassista Marco Bardoscia con il quartetto d’archi Alborada e la pianista Rita Marcotulli.

In un programma sul tema degli occhi non poteva mancare la giusta attenzione per gli artisti non vedenti: ecco dunque il pianista americano Justin Kauflin, la coppia Amadou & Mariam, dal Mali, e la cantante e pianista Silvia Zaru.

Il cartellone propone poi progetti “trasversali” come il duo Bugge Wesseltoft – Christian Prommer, o la “Norma” di Bellini riletta in chiave jazz da Paolo Silvestri e affidata all’esecuzione dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo e all’Orchestra Jazz della Sardegna con Paolo Fresu solista. E, ancora, progetti speciali come “Il tempo in posa”, con le foto di Pino Ninfa e la musica del pianista svedese Jan Lundgren, o come il “Blind Date – Concert in the Dark” del pianista Cesare Picco; produzioni originali, come i duo del polistrumentista Mino Cinelu con Rita Marcotulli e con lo stesso trombettista di Berchidda, o come “Cecità”, un lavoro ispirato all’omonimo romanzo di José Saramago con l’attore Giuseppe Battiston e le musiche di Fresu e Daniele di Bonaventura. Un programma ricco e variegato, dunque, in cui trovano spazio anche il chitarrista Tuareg Bombino con il suo desert blues, il progetto Last Of Songs degli israeliani Irit Dekel e Eldad Zitrin, i poeti improvvisatori Bruno Agus e Salvatore Scanu, la Banda Bernardo De Muro e la Funky Jazz Orchestra di Berchidda.

Rita Marcotulli (foto di Paolo Soriani) (5s)

Tanta musica, dunque, ma anche la consueta serie eventi espositivi del P.A.V., il Progetto Arti Visive curato da Giannella Demuro e Antonello Fresu, la selezione di film e documentari a cura di Gianfranco Cabiddu, le varie iniziative di promozione e sensibilizzazione ambientale targate Green Jazz, e, ancora, presentazioni di libri e conferenze: è un programma ancora una volta assortito e ricco di eventi quello messo in cantiere dall’associazione culturale Time in Jazz con il sostegno della Regione Autonoma della Sardegna (Assessorato della Pubblica Istruzione, Beni Culturali, Informazione, Spettacolo e Sport, Assessorato del Turismo), della Fondazione di Sardegna, delle Amministrazioni Comunali di Berchidda e degli altri centri interessati, del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, dell’Unione Europea/ progetto Caras, della Comunità Montana Monte Acuto, con la partecipazione di Corsica Ferries – Sardinia Ferries, Unipol, Banco di Sardegna, Geasar, ASCUNAS, Boche de Cheremule, Festival Creuza de Mà, Associazione i-Jazz, Ente Musicale di Nuoro, I Luoghi del Jazz, CBM, Fab, Secauto, Mereu Auto, Sardatransport, Area Marina Protetta Tavolara, èambiente, Museo del Vino, Le cantine del jazz.

Charles Lloyd (s)
Prologo: Time in Sassari
La nove giorni di musica e altro in terra sarda prende dunque il via con l’inusuale prologo all’insegna di Time in Sassari. Due gli appuntamenti in scaletta lunedì 8 agosto. Il primo è a Sorso, la cittadina a una decina di chilometri dal capoluogo turritano e a pochi minuti dal mare. Nel Giardino degli aranci, alle 18, è di scena Daniele di Bonaventura, autentico virtuoso del bandoneon, lo strumento a mantice sul quale il musicista marchigiano ha incentrato una feconda produzione artistica e collaborazioni che spaziano dalla musica classica a quella contemporanea, dal jazz al tango, dalla musica etnica alla world music. Qui lo troveremo in trio con due nomi di primo piano della scena musicale sarda: il chitarrista Marcello Peghin, col quale condivide una frequentazione artistica quasi ventennale, e il contrabbassista Salvatore Maltana.

In serata, alle 21.30, tappa a Sassari per uno degli eventi più originali e in linea con il tema degli occhi. Al Teatro Verdi, Cesare Picco presenta “Blind date – Concert in the dark”, un concerto per pianoforte, totalmente improvvisato, dove il pubblico viene gradualmente immerso nel buio assoluto per poi ritornare molto lentamente alla luce iniziale, vivendo una vera e propria alba sensoriale. Con questo progetto, che ha debuttato nel 2009, Cesare Picco affianca dal 2012 la missione di CBM Italia, organizzazione umanitaria impegnata da oltre cento anni nella lotta alla cecità: ridare la vista alle persone che non vedono.

Time in Jazz: si salpa con Musica Nuda
Time in Jazz salpa anche quest’anno (ed è l’undicesimo consecutivo) con un concerto a bordo di una nave della Sardinia Ferries in viaggio lunedì 8 agosto da Livorno (partenza alle 15,30) verso il porto sardo di Golfo Aranci (arrivo previsto alle 21): protagonista il duo Musica Nuda, ovvero il riuscito sodalizio artistico della cantante Petra Magoni e del contrabbassista Ferruccio Spinetti, sulle scene da tredici anni, con un bagaglio di oltre mille concerti, sei dischi in studio, due live, un dvd e una serie di premi e riconoscimenti (tra cui la “Targa Tenco” nel 2006 nella categoria interpreti).

Martedì 9 agosto
Il festival entra a regime martedì 9 con tre diversi concerti in altrettante località. Si comincia alle 11 a Mores, nella chiesa campestre di Santa Lucia, con il piano solo di Alessandro Di Liberto “Inner conversation”: un viaggio introspettivo nel quale il pianista cagliaritano, tra composizioni originali, classici della tradizione americana e momenti di improvvisazione totale, attraversa le tappe fondamentali del suo percorso musicale, dallo studio del jazz alle contaminazioni con altri generi musicali.

Il pomeriggio porta la carovana di Time in Jazz al Museo Archeologico di Ittireddu dove è di scena, alle 18, la cantante Ada Montellanico con “Abbey’s Road – Omaggio a Abbey Lincoln”. Ad affiancarla in questo progetto, il trombettista Giovanni Falzone e tre talenti emergenti del jazz italiano: Matteo Bortone al contrabbasso, Ermanno Baron alla batteria e Filippo Vignato al trombone. Autrice e interprete tra le più importanti e innovative della scena jazzistica italiana, Ada Montellanico in questo omaggio mette in risalto la forza narratrice, il carattere africano e la trasgressività del mondo sonoro di Abbey Lincoln (1930-2010), iniziatrice di una nuova strada del jazz vocale oltre che attrice e attivista impegnata in seno alla comunità nera. “Abbey’s Road” è uno dei progetti MIdJane, la panoramica sulla produzione artistica al femminile promossa dalla MidJ, l’associazione nazionale dei musicisti jazz (di cui è presidente proprio Ada Montellanico).

Chiusura di giornata, alle 21,30 a Calangianus, con il duo Musica Nuda di Petra Magoni e Ferruccio Spinetti, in concerto all’ex-Convento dei frati cappuccini.

Mercoledì 10
Mercoledì 10 si apre alle 11 sul mare di Posada, alla Torre di San Giovanni, con “Cecità”, una produzione originale di Time in Jazz ispirata all’omonimo romanzo di José Saramago che racconta di una misteriosa epidemia che rende ciechi uomini e animali di un intero paese. A dare voce e atmosfere sonore al libro dello scrittore portoghese (premio Nobel per la letteratura nel 1998), un originale trio che vede accanto alla tromba e al flicorno di Paolo Fresu e al bandoneon di Daniele di Bonaventura l’attore Giuseppe Battiston .

Si resta sulla costa nordorientale della Sardegna, alle 18 allo Stagno della Peschiera nei pressi di San Teodoro, con un altro progetto originale del festival: il titolo, “Due per centotré e cinque”, allude alla somma dei tasti (duecentosette in tutto) degli strumenti a mantice dei due artefici del concerto che li vedrà per la prima volta insieme: ancora Daniele di Bonaventura con il suo bandoneon e Gianni Coscia, ottantacinque anni portati con disinvoltura, uno dei più grandi fisarmonicisti in attività.


Ha invece spento da poco le sue prime trenta candeline il pianista americano Justin Kauflin, al centro del doppio appuntamento in programma in serata a Berchidda, nel cortile del Centro Laber (l’ex caseificio trasformato in spazio culturale e base operativa dell’associazione Time in Jazz). Il primo, alle 21.30, è la proiezione (forse solo per la seconda volta in Italia) di “Keep on keepin’ on”, il pluripremiato documentario diretto da Alan Hicks, e prodotto nel 2014 da Quincy Jones, che racconta l’avvincente storia di Justin Kauflin e del suo mentore, Clark Terry, il grande trombettista scomparso un anno fa a febbraio. Dal grande schermo al palco: al termine del film Justin Kauflin sarà al centro dei riflettori per un concerto di piano solo. E sarà un’occasione da non perdere per apprezzare il talento di questo pianista non vedente dall’età di undici anni.

Giovedì 11
All’insegna del pianoforte anche la mattinata di giovedì 11: a Ozieri, nella Cattedrale dell’Immacolata (ore 11) è di scena Antonio Zambrini, un musicista che ha attirato l’attenzione di pubblico e critica con i suoi brani originali, apprezzati e talvolta riproposti da colleghi musicisti, anche di prestigio, come Lee Konitz, John Law, Stefano Bollani, Ron Horton e Rita Marcotulli. Brani, quelli del pianista milanese, in cui si possono trovare influenze della tradizione musicale-cinematografica italiana, dell’Impressionismo francese, dalla musica popolare anglosassone, dei ritmi dispari della musica balcanica e mediterranea, e naturalmente della tradizione jazzistica.

Altro piano solo, nel pomeriggio, per Justin Kauflin, atteso stavolta a Pattada, alle 18, nella Chiesa di San Giovanni.

In serata si accendono nuovamente i riflettori del Centro Laber a Berchidda per dare luce a due diversi set. Il primo (alle 21,30) è “Il tempo in posa”, un progetto che lega dal vivo le immagini scattate da Pino Ninfa, fotografo che ha fondato il senso del suo lavoro sull’interesse per la musica e per il sociale, con le note del pianista svedese Jan Lundgren, un artista capace di mettere la sua straordinaria tecnica al servizio della musicalità, integrando le più disparate influenze. Dedicato all’area mediterranea, “Il tempo in posa” si presenta come un viaggio dalla Sicilia alla Libia passando per l’Italia del Sud e la Sardegna, attraverso feste popolari, siti archeologici, città patrimonio dell’Unesco, il mare.

Trovesi-Coscia (foto diRoberto Masotti) ECM 2005 (s)
La seconda parte della serata riporta in scena Gianni Coscia stavolta in duo con Gianluigi Trovesi: un sodalizio artistico ultraventennale, quello del fisarmonicista piemontese (di Alessandria) e del sassofonista-clarinettista lombardo (di Nembro), capaci di produrre sintesi sempre felicissime tra musica colta e popolare, sprigionando momenti di autentica passione nel ridisegnare in chiave jazz la tradizione folklorica.

Venerdì 12
Quattro jazzisti sardi di lunga esperienza e dai differenti percorsi artistici, per la prima volta riuniti insieme in un lavoro comune: si chiama Four And More il quartetto sotto la cui insegna si riconoscono il sassofonista Massimo Carboni, il pianista Alessandro Di Liberto, il contrabbassista Nicola Muresu e il batterista Paolo Sechi. Apriranno la quinta giornata del festival, venerdì 12 mattina (ore 11) nella chiesa di San Nicola a Bortigiadas, con un concerto incentrato su brani originali e sulla ricerca del massimo interplay.

Ancora una chiesa, quella di San Pietro a Tempio Pausania, fa da cornice all’appuntamento del pomeriggio (inizio alle 18): a tenere banco, il canto e il pianoforte di Silvia Zaru, artista non vedente di origini sarde. Nata a Milano nel 1973, diplomata al Conservatorio “Giuseppe Verdi” della sua città in Pianoforte, Didattica della Musica, Composizione e Jazz, conta cinque dischi all’attivo più uno di prossima uscita, “I like the sunrise”, registrato con Massimo Colombo (pianoforte), Attilio Zanchi (contrabbasso) e Tommaso Bradascio (batteria).

Alle 21.30 Time in Jazz apre i battenti della grande arena allestita nella piazza del Popolo, a Berchidda. Inaugura la serie di concerti sul “palco centrale” del festival il duo formato dal pianista Bugge Wesseltoft, tra le figure di punta della vivace scena jazzistica norvegese, e Christian Prommer, uno dei migliori producer di musica elettronica e batteristi d’Europa, da quindici anni sulla scena techno e jazz crossover. Piano, batteria, percussioni e elettronica per un progetto con una forte componente di libera improvvisazione.

Spazio quindi alla “Norma” di Bellini riscritta in versione jazz dal compositore, arrangiatore, direttore d’orchestra e pianista Paolo Silvestri. Un progetto che ha debuttato l’estate scorsa a Catania nell’ambito del festival I Art con l’esecuzione dell’Orchestra Jazz del Mediterraneo e Paolo Fresu come solista, e che a Berchidda verrà riproposto da un organico che affiancherà elementi della stessa formazione a quelli dell’Orchestra Jazz della Sardegna, sempre sotto la bacchetta di Paolo Silvestri e con il trombettista sardo alle prese con le melodie del capolavoro di Bellini.

Sabato 13
La sesta giornata del festival, sabato 13 agosto, parte alle 11 dalla Tanca di Lu bagnu nei pressi di Loiri Porto San Paolo con il progetto BAM, acronimo formato dalle iniziali dei tre componenti dell’organico: il contrabbassista Marco Bardoscia, il quartetto d’archi Alborada, la pianista Rita Marcotulli. Un progetto nato da un’idea del primo e della violinista Sonia Peana e che si muove, originariamente, su brani originali dello stesso Bardoscia e alcuni adattamenti studiati personalmente per questa formazione, per arrivare a composizioni della Marcotulli e del quartetto Alborada, in un crossover tra jazz, canzoni e musica da camera.

Ancora il pianoforte al centro del concerto pomeridiano con cui il festival fa scalo a Telti: alle 18, nella chiesa di Santa Vittoria suona Stefano Battaglia, un altro nome di spicco della scena jazzistica italiana. Classe 1965, pianista attento al suono e alla melodia, forte di una solida preparazione musicale che l’ha portato dapprima a mettersi in luce in ambito “classico”, Stefano Battaglia conta un vasto curriculum di collaborazioni importanti e progetti propri, qualcosa come tremila concerti all’attivo, e una discografia di oltre cento titoli che gli ha fruttato premi e riconoscimenti in patria e all’estero. Nel 2004 ha inaugurato la collaborazione con la prestigiosa etichetta tedesca ECM, che ha pubblicato cinque album del pianista milanese: i due più recenti lo vedono alla testa dello stesso trio che sarà di scena domenica 14 a Tula.

Mino Cinelu 2

Un inedito duo per una produzione originale di Time in Jazz al centro del primo concerto serale in piazza del Popolo a Berchidda: reduce dall’impegno del mattino con BAM, Rita Marcotulli dialoga stavolta con Mino Cinelu, polistrumentista (ma in particolare percussionista) francese con radici paterne in Martinica: un artista eclettico e dai molti talenti, come testimonia anche il lungo e prestigioso elenco di musicisti con cui ha collaborato, in studio di registrazione e sul palco; artisti di ambiti diversi (jazz, funk, rap, electro, flamenco e pop) e del calibro di Miles Davis, Weather Report, Herbie Hancock, Sting, Lou Reed, Antonio Carlos Jobim, Brandford Marsalis, Cassandra Wilson, Dizzy Gillespie, Elton John, Gato Barbieri, Gil Evans, Kenny Barron, Laurie Anderson, Pat Metheny, Pino Daniele, Richard Galliano, Stevie Wonder, Wayne Shorter, Zucchero, per fare qualche nome.

Nel secondo set della serata Time in Jazz cala l’asso: sulla ribalta di piazza del Popolo sale infatti Charles Lloyd, uno dei sassofonisti più importanti nella storia del jazz dell’ultimo mezzo secolo, qui alla testa del suo New Quartet con Jason Moran al pianoforte, Harish Raghavan al contrabbasso e Eric Harland alla batteria. Direttore musicale nel gruppo di Chico Hamilton e poi compagno di band di Cannonball Adderley nei primi anni 1960, Charles Lloyd ha guidato nella seconda metà del decennio una formazione storica (con un giovanissimo Keith Jarrett, tra gli altri membri) che ha registrato uno dei primi album jazz a vendere oltre un milione di copie. La sua capacità di coniugare lirismo espressivo con un senso di avventura musicale, l’ha portato anche a collaborare nei primi anni Settanta con gruppi come i Doors, i Canned Heat, i Beach Boys. Oggi, a settantotto anni compiuti a marzo, Charles Lloyd continua a dare prova del suo spirito creativo e avventuroso sia in concerto che in una fitta produzione discografica che si arricchisce sempre di nuovi titoli: il più recente è “I Long To See You”, uscito lo scorso gennaio per la Blue Note.

Domenica 14
È dedicata a Santa Lucia, compatrona di Berchidda e, per i devoti, protettrice degli occhi e della vista, la messa musicata in programma la mattina di domenica 14 (ore 9) nella chiesa parrocchiale di San Sebastiano (patrono del paese). Ad accompagnare la funzione religiosa, l’enfant du pays Paolo Fresu al flicorno e gli archi del quartetto Alborada: Anton Berovski e Sonia Peana ai violini, Nico Ciricugno alla viola, Piero Salvatori al violoncello. Nato vent’anni fa, nel 1996, l’Alborada ha un repertorio che, accanto alle composizioni originali per l’ensemble, privilegia la musica barocca e del Novecento con particolare attenzione per gli autori minimalisti. Accanto all’attività propria del quartetto, il complesso d’archi è da sempre impegnato in collaborazioni a progetti in ambito jazzistico.

Dopo l’esibizione in piano solo del giorno prima, Stefano Battaglia torna in scena, stavolta a Tula nella chiesa di Santa Maria di Coros (ore 12) e alla testa del suo collaudatissimo trio, con Salvatore Maiore al contrabbasso e Roberto Dani alla batteria, con cui ha registrato tre album per l’etichetta ECM: “The River Of Anyder”, “Songways” e il più recente “In The Morning”, un tributo, quest’ultimo, al compositore americano Alec Wilder (1907-1980), sulla cui opera Stefano Battaglia ha lavorato per anni, spaziando in modo trasversale dalle popular songs alle art songs, dalla musica per il teatro all’opera, dalla night music ai lavori per l’infanzia.

Secondo impegno anche per Mino Cinelu, atteso da un altro, inedito dialogo in musica, dopo quello con Rita Marcotulli: alle 18, nella suggestiva cornice del Castello Doria a Chiaramonti, il polistrumentista duetta con Paolo Fresu in una nuova produzione originale del festival.

Altre sonorità e atmosfere, alle 21.30 in piazza del Popolo a Berchidda, con il progetto Last Of Songs della cantante Irit Dekel e Eldad Zitrin (sax, fisarmonica, piano), un sodalizio artistico nato cinque anni fa e consegnato alle tracce del primo, omonimo album: un disco caratterizzato dalla riuscita combinazione di differenti stili e colori musicali – jazz, folk contemporaneo, pop tradizionale – e con la convinzione dei due artisti israeliani che la musica sia un ponte tra differenti culture, senza differenze di religione, razza, colore e genere.

Poi, nella seconda parte della serata, sul palco di Berchidda piazza le tende Bombino con il suo desert blues. Goumar Almoctar, questo il nome all’anagrafe del chitarrista, è nato e cresciuto in Niger, ad Agadez, nel nord dell’Africa, nella tribù dei Tuareg Ifoghas, in lotta da secoli contro il colonialismo e l’imposizione dell’Islam più severo. Bombino si rifà alle sonorità tipiche degli anni ’60 – ’70, da Jimi Hendrix a Jimmy Page, inserendole in un contesto rock-blues di matrice americana arricchito da vocalismi in Tamasheq, la lingua Tuareg; le sue melodie elettrizzanti trasudano un groove irresistibile, una versione del blues densa e magmatica.

Spenti i riflettori in piazza del Popolo, la vigilia di Ferragosto riserva una coda al vicino Parco della Musica con un’esibizione della Banda Bernardo De Muro di Berchidda insieme all’altra formazione del paese a base di fiati, la Funky Jazz Orchestra.

Amadou & Mariam (s)

Lunedì 15
Come da tradizione, Time in Jazz saluta il giorno di Ferragosto nelle campagne intorno a Berchidda: il primo appuntamento è alle 11 alla chiesetta di San Michele, dove, dopo una breve conferenza sui temi ambientali, il pubblico potrà ancora apprezzare Bombino, stavolta insieme al “padrone di casa” Paolo Fresu e ad Amadou, chitarrista maliano atteso poi in serata sul palco di Piazza del Popolo per la festa finale insieme alla sua compagna d’arte e di vita, la cantante Mariam.

Al termine del concerto, come ogni Ferragosto, nella vicina chiesetta di Santa Caterina sarà possibile degustare i piatti della cucina locale nel tradizionale pranzo berchiddese.

Il pomeriggio continuerà quindi a Santa Caterina con il ritorno, dopo qualche anno di assenza dal festival, della gara di poesia improvvisata in lingua sarda a cura di Paolo Pillonca: protagonisti i poeti Bruno Agus e Salvatore Scanu, insieme al ricordo di Mario Masala, il grande poeta improvvisatore scomparso lo scorso autunno.

La sera di Ferragosto, in Piazza del Popolo, è come sempre divisa in due parti. La prima, alle 21,30 (con ingresso a pagamento), porta sul palco “Promise” il progetto del sassofonista francese Michel Portal in trio con il batterista americano Jeff Ballard e il chitarrista beninese Lionel Loueke. Clarinettista e sassofonista dalla tecnica impeccabile, forgiato alla scuola della musica classica occidentale, Michel Portal è da oltre quarant’anni una delle figure di primissimo piano del jazz europeo: improvvisatore ricercato e polistrumentista, sempre in cerca di nuovi territori sonori da esplorare, rifiuta l’idea che la musica si possa in qualche modo cristallizzare. Innumerevoli i riconoscimenti e le collaborazioni, tra cui spiccano quelle con Henri Texier, Daniel Humair, Martial Solal, J.F.Jenny-Clark, con cui ha fondato il rinomato Michel Portal Unit.

Michel Portal (奇Jean_Marc_Lubrano) (s)

Altre sonorità caratterizzeranno la seconda parte della serata in piazza del Popolo quando, sgomberata la platea da tutte le sedie e aperti i cancelli con ingresso gratuito, partirà la tradizionale festa di Ferragosto di Time in Jazz, che quest’anno si affida alla musica di Amadou & Mariam, la coppia di artisti del Mali (entrambi non vedenti) che ha saputo fondere le radici della ricchissima tradizione musicale africana con le sonorità del blues, del reggae e un senso melodico del tutto originale. “Sou Ni Title”, il loro primo album registrato fuori dai confini africani, è uscito nel 1998 arrivando velocemente a vendere centomila copie, e facendogli guadagnare una posizione di tutto riguardo nel circuito della world music internazionale. Ma a consacrarli definitivamente come pietre miliari del genere, è stato l’album del 2005 “Dimanche à Bamako”, uno tra i dischi africani più venduti di ogni tempo, prodotto da Manu Chao.

Martedì 16 agosto
I giochi a Berchidda si chiudono la mattina di martedì 16 agosto, a mezzogiorno al Museo del Vino, con un altro appuntamento di rito a Time in Jazz: la presentazione (In collaborazione con le “Cantine del jazz”) della bottiglia di vino da collezione che ad ogni edizione riproduce sull’etichetta l’immagine grafica del festival.

Epilogo: Time in Sassari
Calato il sipario a Berchidda, l’epilogo delle nove giornate di musica, così come il loro prologo, è all’insegna di Time in Sassari. Due gli eventi in scaletta nella serata del 16. Il primo, alle 18, è il concerto in solo di Michel Portal nell’area archeologica di Museddu, nei pressi di Cheremule. Poi, alle 21.30, gran finale con il desert blues di Bombino a Platamona, sulla costa nord della Sardegna, a una decina di chilometri da Sassari.

Biglietti e abbonamenti
Biglietti e abbonamenti per il festival si potranno acquistare online su circuito Vivaticket e nei punti vendita autorizzati a partire dal 15 aprile.
L’ingresso è a pagamento solo per i concerti serali che si tengono in piazza del Popolo e per i due concerti del 10 e 11 agosto al Centro Laber.
Al Centro Laber, per il 10 Agosto, il biglietto intero costa 17 euro e il ridotto 15, mentre per la serata dell’11 agosto il prezzo del biglietto intero sarà di 25 euro e il ridotto 22 .
Da quest’anno è possibile acquistare un abbonamento per le due serate al Centro Laber al costo di 35 euro (30 il ridotto).
In Piazza del Popolo, per le serate del 12, 13, 14 agosto un biglietto intero in platea costa 25 euro, il ridotto 22; in tribuna 20 euro, ridotto a 17.
Per la sera di Ferragosto si paga solo la prima parte: 17 e 15 euro in platea, 15 e 13 in tribuna.
Previsto un abbonamento per le serate dal 12 al 15: l’intero costa 70 euro, il ridotto 60.
È anche possibile acquistare un abbonamento unico dal 10 a 15 agosto (per 6 serate) al prezzo intero di 90 euro, (80 il ridotto.)
Riduzioni per studenti, under dodici e over sessantacinque
Ingresso gratuito per tutti gli altri eventi.

Per informazioni, la segreteria di Time in Jazz risponde al numero telefonico 079704731 e all’indirizzo di posta elettronica info@timeinjazz.it.
www.timeinjazz.it

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Doppio concerto degli Arangara nel weekend a Sassari

11 mar, 2016 0

Questo fine settimana arrivano a Sassari gli Arangara, straordinari musicisti calabresi residenti a Bologna, per un weekend all’insegna della musica etno-rock mediterranea. Negli impianti sportivi del Dopolavoro ferroviario di Predda Niedda 1, sabato e domenica il gruppo fondato nel 2005 da Gianfranco Riccelli si esibirà con un doppio concerto live al Mu-Sa, il festival di musica e sapori del Mezzogiorno che porterà a nel capoluogo turritano arte, cultura e gastronomia di Basilicata, Calabria e Sardegna. Ecco i dettagli relativi all’evento!

“Arrivano gli Arangara, straordinari musicisti calabresi residenti a Bologna, per un weekend all’insegna della musica etno-rock mediterranea. Negli impianti sportivi del Dopolavoro ferroviario di Predda Niedda 1, sabato e domenica il gruppo fondato nel 2005 da Gianfranco Riccelli si esibirà al Mu-Sa, il festival di musica e sapori del Mezzogiorno che porterà a Sassari arte, cultura e gastronomia di Basilicata, Calabria e Sardegna.
Il primo appuntamento è previsto sabato (12 marzo) alle 21, per presentare l’ultimo cd dal titolo “Indietro non ci torno”, edito dalla Cramps music di Vicenza. Domenica 13 sempre sul palco del Mu-Sa gli Arangara proporranno dalle 19 buona parte del loro repertorio legato all’esperienza cantautorale italiana.
Ogni pezzo è una storia che, attraverso immagini poetiche e le sonorità degli strumenti dell’area mediterranea, si apre a contaminazioni dal sapore antico e al tempo stesso moderno. Oltre a essersi esibito in tantissime piazze e nei teatri italiani, il gruppo ha realizzato innumerevoli concerti anche all’estero, con tournèe in Canada, Germania, Francia, Repubblica Ceca, Slovenia, Algeria e Svizzera.
La formazione, oltre a Riccelli (voce, chitarre, mandolino, armonica) è composta da Daniele Radano (basso, cori), Febo Nuzzarello (chitarre), Salvatore Gerace (percussioni, zampogna, organetto diatonico, lira calabrese, pipita, marranzano), Sebastian Trunfio (batteria, percussioni) e Pasquale Rizzo (fisarmonica).”

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Donne InCanto 2016, la rassegna di cori femminili

9 mar, 2016 0

Si è svolta presso l’Auditorium dell’Istituto Tecnico Mossa in via Carboni ad Oristano la rassegna di cori femminili “Donne InCanto” con riconoscimento della “Pintadera 2016″ assegnata ad una donna che si sia distinta nel campo dell’arte, della cultura e delle professioni. La rassegna è stata organizzata dall’Accademia di Tradizioni Popolari Coro Sa Pintadera.

Sul palco dell’Auditorium si sono esibiti: il Coro “Femminile” di Silì, Teatro “Actores Alidos” di Cagliari ed il Coro “Sa Pintadera” di Oristano. Ospiti della serata Chiara Vigo, maestro di bisso; Maria Luisa Congiu, Ambasciatrice per la causa delle donne curde; Maria Delogu.

Foto gentilmente inviate da Alessia Meloni

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I Serendip in concerto al Bocheteatro di Nuoro

4 feb, 2016 0

La band I Serendip terrà, al Bocheteatro di Nuoro venerdì 5 febbraio, un concerto per presentare il nuovo disco e l’ingresso del cantante Sergio Calafiura.

Dopo aver conquistato il pubblico del Teatro Si’ e Boi di Selargius (CA) i Serendip continuano il tour dedicato alla presentazione del nuovo disco e lo fanno al Bocheteatro di Nuoro, centro stabile per la ricerca e la sperimentazione, diretto dall’attore e regista teatrale Giovanni Carroni.
Venerdì 5 febbraio alle 20:30 la band presenterà al pubblico l’ingresso del cantante Sergio Calafiura, importante voce del panorama isolano che raccoglie l’eredità dell’uscente Giampiero Boi, e si racconterà ai presenti attraverso il nuovo progetto dato alle stampe lo scorso dicembre (Serendip, 2015).

IL GRUPPO – I Serendip si formano su specifica richiesta della direzione artistica del Forte Village nel 2012, con repertorio in prevalenza tratto dal musical. A seguito di questa esperienza, il gruppo decide di proseguire il percorso intrapreso costruendo uno spettacolo di brani inediti in italiano e inglese. L’idea che anima il progetto è quella di sfruttare le potenzialità solistiche e d’insieme delle 4 voci miste (2 maschili e 2 femminili) sposandole con gli arrangiamenti moderni e dinamici della band. Il sound che ne deriva è riconoscibile, originale e di grande impatto. Il gruppo è composto dalle voci di Manuel Cossu, Alice Madeddu, Sergio Calafiura e Eva Pagella, dal basso di Fabio Useli, dalle chitarre di Maurizio Marzo, le tastiere di Michele Brandinu e dalla batteria e le percussioni di Giorgio Del Rio.

IL DISCO – Serendip è il titolo del primo disco dell’omonimo gruppo, progetto autoprodotto che ha visto la luce nel dicembre 2015. Il disco compie un viaggio attraverso sette brani che esplorano linguaggi e generi musicali differenti, con l’obiettivo di giungere alla meta prefissata: la ricerca di una spiritualità umana, non trascendente, che passa attraverso l’esperienza vissuta e l’accettazione di sè come individui e come parte integrante di un sistema in costante mutamento. L’album è pensato come un percorso che dal buio iniziale svela progressivamente la luce. Non a caso il brano che apre ogni concerto è “We Own The Night”. Le composizioni muovono da territori in cui il viaggio è metafora della ricerca di sé (“Irlanda”), a momenti di naufragio delle proprie piccole certezze (“Terra”) per poi riscoprirsi (“The drum tower”), e infine accettarsi con leggerezza (“Someday”). Sovente questa ricerca può condurre in territori illusori, porti sicuri perché totalmente avulsi dal vissuto quotidiano (“Ucronìa”) ma sterili e autoreferenziali. Il senso di solitudine di questo viaggio interiore determina una richiesta di aiuto e comprensione che si ritrova nell’ultima traccia del disco (“Lucky star”). Il filo conduttore di questa ricerca è rappresentato dalle armonie vocali, mentre il desiderio di ricerca si ritrova attraverso la contaminazione tra più generi musicali, sia dal punto di vista compositivo che degli arrangiamenti. Le voci guidano l’ascoltatore in un percorso articolato, senza limiti o barriere imposte, così come articolato e in costante divenire è il percorso di ciascun individuo.
IL TEATRO – Bocheteatro nasce nel marzo del 1988 dall’incontro di esperienze di formazione e di lavoro molto diverse (dal metodo Stanislavskij passando per la tecnica del teatro danza), con la finalità di creare un centro teatrale stabile per la ricerca e la sperimentazione a Nuoro. Il teatro si caratterizza come centro di raccolta e organizzazione di molteplici attività nel settore. Tali diversità sono diventate una ricchezza che tutt’ora caratterizza il lavoro svolto. 
Oggi Bocheteatro è composto da un solido gruppo di attori e professionisti della cultura e dello spettacolo che lavorano secondo un comune modo di intendere il teatro d’attore e di ricerca. Sin dalla sua nascita Bocheteatro investe molta parte delle risorse, non solo creative, nel teatro ragazzi, con la ferma convinzione che questo sia uno strumento per affrontare con leggerezza molti aspetti della vita: il rapporto con l’altro, le tematiche ecologiste, la sostenibilità e il buon cibo, le stesse strutture dell’apprendimento attraverso i numerosi corsi di animazione alla lettura promosse nelle scuole, biblioteche e strutture carcerarie.

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Daniele di Bonaventura al Jazzino

19 gen, 2016 0

“Sonorità rock progressive, al confine tra jazz e improvvisazione, pensando ai Pink Floyd e alle gandi rockband internazionali”.

Questa la musica che approda sul palcoscenico del club di via Carloforte, giovedì 21 gennaio (ore 21.30). Musica che arriva dritta dritta al cuore, senza filtri, con il quartetto capitanato dal grande compositore marchigiano, arrangiatore, pianista e bandoneonista Daniele di Bonaventura, tra i più stimati artisti della scena etno-jazz contemporanea. “Forse perché negli ultimi anni ho ascoltato più rock che jazz, racconta il musicista a poche ore dalla mini tournée che lo impegnerà per quattro date in Sardegna-, ma questo è un disco diverso, composto a tavolino, che ha sonorità molto differenti rispetto a quelle del passato. Un puzzle musicale di brani live che, per essere compreso, va ascoltato tutto, dall’inizio alla fine”.

Con lui sul palco, tre musicisti altrettanto significativi coi quali condivide da anni l’intento di proporre partiture musicali legate principalmente alle proprie origini: Marcello Peghin alla chitarra 10 corde, Felice Del Gaudio al contrabbasso e Alfredo Laviano alle percussioni. Una formazione ben collaudata che, dieci anni dopo la prima pubblicazione del disco “Canto alla Terra” e dal doppio album “Nadir”, si ripresenta sulla scena col nuovo disco intitolato “Band’Union” (al cd sarà allegata una password che permette di vedere anche un video documentario dell’ultima tournèe).

Il disco, che è stato eseguito in anteprima lo scorso dicembre al Tam Club di Grottazolina, nelle Marche (club dove il gruppo ha realizzato il suo primo concerto dieci anni fa), verrà presentato anche in occasione del tour sardo del gruppo. Queste le date: il 21 gennaio al Jazzino di Cagliari, il 22 al Poco Loco di Alghero, il 23 e il 24 al Vecchio Mulino di Sassari.

Un disco che festeggia dunque il decennale della band (al suo terzo cd insieme) e che racchiude il frutto di una fertile collaborazione coi suoi tre compagni di viaggio. Come dichiara lo stesso Bonaventura: “Tengo moltissimo a questo progetto, c’è una sonorità unica, un lavoro in cui il gruppo si esprime al meglio, concettualmente quasi più vicino al rock progressive che al jazz. Abbiamo preso tutti i vari pezzi che ci piacevano e li abbiamo manipolati. Un’operazione inedita e originale che merita di essere conosciuta”.

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