21 August, 2017
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“Terra ai Giovani”, fare economia tornando alla terra

13 apr, 2016 0

“Terra ai Giovani” si rivolge ai giovani agricoltori under 40 che hanno voglia di fare agricoltura. Il progetto, elaborato dall’assessorato dell’Agricoltura in collaborazione con la presidenza della Giunta regionale e l’assessorato degli Enti locali, ha come obbiettivo quello di favorire il ricambio generazionale e la crescita del comparto agricolo. Ecco in video le interviste al Presidente della Regione Francesco Pigliaru, all’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e all’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu. Di seguito comunicato stampa della Regione del 12 aprile.

“Terra ai giovani è un progetto elaborato dall’assessorato dell’Agricoltura, in collaborazione con la presidenza della Giunta regionale e l’assessorato degli Enti locali, per favorire il ricambio generazionale e la crescita del comparto agricolo. 695 ettari di terre incolte di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna saranno messe a bando in 11 lotti e concesse in affitto agevolato per 10 anni, eventualmente rinnovabili per un altro decennio. Otto i territori interessati dalla delibera approvata oggi in seduta di Giunta: Sassari, Alghero, Serramanna, Villasor, Vallermosa, Ussana, Donori e San Vito.
I bandi si rivolgono ai giovani d’età non superiore ai 40 anni (non compiuti) e prevedono una serie di premialità legate alla presentazione di un piano aziendale con chiari obiettivi di valorizzazione economica e delle qualità agroalimentari da raggiungere anche attraverso l’uso di tecnologie innovative nelle fasi di produzione, trasformazione e commercializzazione. Stessa attenzione sarà data ai progetti di tutela ambientale, alla formazione dei candidati, compreso l’aver seguito corsi di studio specifici in agricoltura, alle capacità tecniche e alle esperienze lavorative maturate sul campo. In fase di selezione si terrà conto inoltre dell’adesione a Organizzazioni dei Produttori, Consorzi di Tutela, all’essere cooperativa sociale, imprenditore agricolo professionale, coltivatore diretto, cooperativa agricola di produzione o di trasformazione/ commercializzazione.

I 695 ettari sono solo una prima fase del progetto Terra ai giovani, che nei prossimi mesi interesserà altre centinaia di ettari in tutta l’Isola. Gli uffici regionali, in collaborazione con le Agenzie agricole Laore e Agris, sono infatti già al lavoro per recuperare proprietà dismesse o poco utilizzate da rimettere in produzione e sul mercato.

Le tipologie dei siti individuati permetteranno l’avvio di attività imprenditoriali che varieranno da territorio a territorio. I lotti di Vallermosa, San Vito e Donori-Ussana sono per esempio più indicati per la zootecnia (ovicaprino e bovino), mentre i terreni di Villasor, Serramanna o del nord ovest dell’Isola possono dare il meglio sul versante dell’ortofrutticolo, del cerealicolo e delle coltura a ciclo breve.
Nuovo lavoro dalle terre incolte regionali. “Siamo profondamente convinti che l’agricoltura, con la filiera agroalimentare, sia un settore fondamentale per l’economia della Sardegna, quello che più di qualunque altro può diffondersi nel territorio creando in breve tempo sviluppo, lavoro e produzione di qualità”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Sarebbe quindi assurdo che la Regione, per prima, non desse il segnale sbloccando migliaia di ettari oggi improduttivi che sono di sua proprietà. Abbiamo già aperto la strada annunciando la volontà di rimettere in produzione gli oltre 1200 ettari di Surigheddu e Mamuntanas. Oggi destiniamo 700 ettari a giovani che vogliano dedicare le loro energie e competenze all’agricoltura. Significa occupazione e reddito in un ambito che per noi ha un potenziale in gran parte inesplorato e in cui abbiamo un evidente vantaggio competitivo.”

Impegno raggiunto. “Lo avevamo messo in programma e lo abbiamo fatto”. Così l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, nel commentare l’approvazione della progetto Terra ai giovani. “C’è voluto un anno di intenso lavoro tra assessorati e Agenzie agricole, ma la delibera di oggi dimostra che è obiettivo di questa Giunta valorizzare il patrimonio agricolo regionale favorendo l’avvio di attività di impresa che puntino sul ricambio generazionale, sull’aggregazione e sui percorsi di filiera. Parole d’ordine irrinunciabili se vogliamo stare al passo con i nostri competitor nazionali ed esteri, soprattutto adesso che tutti i dati parlano di un ritorno alle attività agricole molto sentito fra i giovani. È perciò importante che anche la Regione faccia la sua parte mettendo a disposizione di progetti validi e innovativi le terre incolte in suo possesso”.

Patrimonio pubblico da valorizzare. “È un’iniziativa importante, che mira a valorizzare il patrimonio della Regione, in questo caso con riferimento a terreni coltivabili che possono generare un valore sociale ed economico attraverso il coinvolgimento di giovani agricoltori qualificati – spiega l’assessore degli Enti locali, finanze e patrimonio Cristiano Erriu -. Il patrimonio pubblico è una risorsa da valorizzare nell’interesse di tutta la comunità sarda, anche ai fini produttivi oltre che occupazionali, superando la logica del l’immobilismo. Lo stesso ragionamento è applicabile al settore dell’artigianato, con il recupero degli ex centri Isola, e per i beni dismessi delle ferrovie”.”

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Orto botanico di Cagliari, più spazi per il pubblico

12 apr, 2016 0

L’Orto botanico dell’Università di Cagliari – oggi divenuto Centro Servizi di Ateneo denominato HBK (Hortus Botanicus Karalitanus) – riapre al pomeriggio: fino a tutto il mese di ottobre sarà visitabile dalle 9 alle 18 con orario continuato. L’Orto amplia la sua offerta e consente anche la visita del Museo Botanico e – su richiesta – della Banca del Germoplasma della Sardegna.

Le visite guidate su prenotazione vengono garantite anche in lingua inglese e si arricchiscono per i più piccoli, diventando anche “sensoriali” per avvicinare i bambini al mondo vegetale. Aumentata anche l’offerta dei laboratori didattici per le scuole primarie e secondarie.

Il nuovo laboratorio di pittura “Arcobaleno vegetale”, quello dedicato al riciclaggio e denominato “Dalla carta alla carta” e quello intitolato “Quanti anelli hai”, sono solo alcune delle iniziative che le guide propongono ogni giorno ai visitatori. Sono visitabili anche le nuove collezioni dedicate alla famiglia delle Araceae, quella relativa al genere Salvia e la collezione delle Bromeliacee nella Grotta Gennari.

Anche la Cava romana presenta due nuove collezioni di felci, una dedicata alle specie tropicali e un’altra a quelle della Sardegna. E’ possibile approfittare di questo periodo anche per ammirare la collina delle orchidee, ora in piena fioritura, mentre il deserto in fiore darà a breve il meglio di sè.
I prezzi dei biglietti sono invariati rispetto al passato, ma i responsabili del polmone verde della città lavorano ad una progressiva diminuzione per i ragazzi in età scolare e all’attivazione delle speciale fidelity card e delle tessere degli amici dell’Orto.

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Coldiretti a Cabras per la zona del Sinis e dell’Oristanese

16 mar, 2016 0

“Giovedì 17 marzo, nella sala convegni del Centro Polivalente in Via Tharros a Cabras, con inizio alle ore 18, Coldiretti prosegue con la sua attività informativa sul nuovo PSR di imminente emanazione.

Nell’area del sinis e oristanese, a forte vocazione agricola, il Piano di Sviluppo rurale rappresenterà il principale strumento di investimento per l’ammodernamento, la competitività e lo sviluppo di nuove aziende nel settore agricolo. Risorse che sono inserite in una pluralità di misure e sottomisure articolate e talvolta complesse, per le quali è importante avere una informazione compiuta e puntuale.

Le principali misure del Piano di Sviluppo rurale, legate alla vocazione produttiva territoriale, saranno dunque al centro del dibattito, nella illustrazione delle modalità di realizzazione e della tempistica di esecuzione, con una particolare attenzione alla misura riguardante gli investimenti e a quella concernente i giovani.

Sulla misura del primo insediamento in agricoltura, riservata ai giovani tra i 18 e i 40 anni che per la prima volta si insediano come capi azienda, Coldiretti sta attivando una informazione incisiva e attenta, in quanto sono tanti i giovani che vogliono approcciarsi alla attività agricola. La misura sui “giovani” del PSR è infatti tra le più attese, rappresentando uno strumento estremamente valido per i futuri operatori agricoli e zootecnici.

Spazio inoltre anche alla tematica delle assicurazioni in agricoltura che, con i continui rovesci atmosferici, rappresenta sempre un soccorso rilevante in annate particolarmente difficili.

Apertura dei lavori e moderatore il Direttore Coldiretti Oristano Giuseppe Casu. A seguire gli interventi di Alfonso Orefice, consulente Coldiretti Sardegna con la illustrazione del “ PSR, misure a superficie e primo insediamento” e di Sisinnio Piras , Presidente del Consorzio di difesa delle produzioni intensive.

Concluderanno i lavori il Presidente e Direttore regionale Coldiretti Sardegna Battista Cualbu e Luca Saba.”

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Malatesta(Riformatori), Agro: pochi servizi per le famiglie

25 gen, 2016 0

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa con le opinioni di Alessandra Malatesta dei Riformatori Sardi di Alghero in merito all’Agro di Alghero.
“Dalle origini storiche della Bonifica della Nurra, avviata da Mussolini nel ’33, l’agro di Alghero ha visto una sua evoluzione nel tempo: da campagne dedite alla sola agricoltura con case poderali sparse nei territori che comprendono Sa Segada, Santa Maria La Palma, Guardia Grande e Maristella fino ad inglobare Fertilia, a borgate con veri e propri centri abitati, dove le persone concentrano buona parte della propria vita sociale.
Abbiamo assistito allo sviluppo di questi centri abitati e per le ovvie esigenze della popolazione il Comune di Alghero ha messo a disposizione i servizi primari al cittadino, pur mantenendo il collegamento stretto con la città.
Ora però, le esigenze degli abitanti di 50 anni fa non sono più quelle di adesso: la società cambia, si vorrebbero soddisfare le esigenze di tutti, pur avendo la straordinaria fortuna di condurre una vita sana in campagna.
Ho sempre condiviso l’idea che una società sia davvero civile in proporzione all’attenzione che dedica nei confronti dei bambini, che come tutti sappiamo, sono gli adulti di domani.
E purtroppo, proprio per questo motivo, devo constatare da abitante dell’agro, una mancanza di servizi rivolti alle famiglie e nello specifico ai bambini.
La situazione gravemente dispersiva non giustifica quest’assenza, anzi, bisognerebbe prestare maggiore attenzione nell’agevolare l’aggregazione e la possibilità di condurre una vita come quella della città.
Oggi i genitori lavorano e non sempre hanno a disposizione nonni o parenti che permettano di assentarsi senza dover pagare una baby sitter che costi quanto il proprio stipendio, e i nostri bambini non possono incontrarsi in una struttura adeguatamente adibita a loro che non sia un piccolo parco giochi all’aperto.
La società cambia e le esigenze pure, per questo molti genitori lamentano il fatto che sarebbe molto importante che nell’agro ci fosse un asilo nido o comunque una scuola dell’Infanzia che ospiti una sezione Primavera o magari anche una ludoteca o Spazio Bimbi per i bambini più grandi che possano trascorrere i pomeriggi invernali in spazi ricreativi adatti a loro, con la certezza da parte di noi genitori di poter lasciare i nostri figli in ambienti sicuri.
Tutto ciò potrebbe essere fattibile in quanto, per esempio, a Santa Maria La Palma o a Fertilia, le scuole dell’Infanzia hanno a disposizione gli spazi per ospitare la sezione Primavera, che agevolerebbe in maniera importante le necessità di genitori e bimbi, che si vedono costretti ad usufruire di questo servizio in scuole della città, talvolta anche in strutture private.
Se nell’agro ci fossero scuole con questo tipo di servizio, si ovvierebbe al fatto oggettivo della “fuga” nella città, e anche la scuola dell’Infanzia conterebbe maggiori iscrizioni, senza vedersi costretti a chiudere le sezioni. Si potrebbe pensare anche di subappaltare il servizio a cooperative o altri enti.
Inoltre alcune strutture, che sono state acquisite dalla Regione Sardegna e in parte si sta procedendo alla loro assegnazione al Comune di Alghero, si presterebbero come servizio di ludoteca o Spazio Bimbi, apportando le adeguate modifiche strutturali.
Vorremmo che anche le famiglie dell’agro avessero pari opportunità rispetto all’offerta della città, in quanto non sempre è possibile lo spostamento, con tutte le conseguenze di perdita di tempo, investimenti di denaro e una qualità della vita molto frenetica.
Siamo fiduciosi che le nostre richieste di attenzione e le relative proposte possano essere prese in considerazione dall’amministrazione per fare in modo che anche nell’agro ci siano dei servizi volti al benessere delle famiglie.”

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Ollolai: mobilitazione per il ritardo dei premi comunitari

22 gen, 2016 0

Mancato pagamento dei premi comunitari: i pastori si mobilitano. Di seguito le dichiarazioni del presidente locale della Coldiretti Michele Daga e del sindaco Efisio Arbau.

L’amministrazione comunale si schiera con i pastori e convoca il consiglio

C’è fermento e mobilitazione da parte dei pastori di Ollolai per il mancato arrivo dei premi comunitari che sta mettendo in serie difficoltà l’intero comparto agricolo sardo. Da giorni un gruppo sempre più fitto di pastori si sta organizzando in vista di una possibile manifestazione annunciata nei giorni scorsi da Coldiretti Sardegna in assenza di risposte concrete e di una presa di posizione decisa e determinata da parte dell’assessorato regionale all’Agricoltura. A guidarlo il presidente locale della Coldiretti Michele Daga. “Il disagio sta crescendo perché la situazione adesso comincia ad essere davvero pesante. Molti pastori contavano di ricevere i premi nei tempi stabiliti, invece, senza spiegazioni e avvertenze, per l’ennesima volta non sono arrivati. Questo, come possono capire soprattutto gli imprenditori, crea disequilibri in un’azienda costretta a rivolgersi ad altri fonti, con tassi elevati, per avere questi soldi impegnati e spesi da tempo. Se la Coldiretti – evidenza Michele Daga – dovesse convocare una manifestazione noi siamo pronti, perché nonostante il lavoro che in questo periodo è particolarmente pesante, saremo al loro fianco per una battaglia giusta e legittima”. Al fianco dei pastori si è schierata l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Efisio Arbau che per domani ha convocato il consiglio per deliberare formalmente il proprio sostegno “alle Associazioni dei pastori e degli agricoltori e sollecitare un’immediata e concreta presa di posizione della Regione Sardegna per sbloccare i pagamenti dei premi agricoli comunitari a favore degli operatori del settore agricolo”. “La situazione nelle campagne è allarmante – sostiene il primo cittadino -. I pastori e gli agricoltori sono allo stremo perché aggiungono alla mancata erogazione dei soldi uno stillicidio di promesse vane e rinvii”. “La Regione – argomenta ancora Efisio Arbau – nonostante i continui solleciti, in particolare della Coldiretti, non può stare a guardare ma dovrà finalmente assumersi le proprie responsabilità. In particolare per il ritardo epocale nel riconoscimento di Argea come Ente pagatore dell’Agenzia Regionale e per la mancanza di autorevolezza nei confronti degli interlocutori romani”.

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La proposta della Cgil-Flai: “migranti nei campi”

18 dic, 2015 0

In occasione della Giornata Nazionale del Migrante, CGIL Flai avanza una proposta di legge, presentata al Presidente Pigliaru e all’assessore al lavoro Virginia Mura, che prevede l’inserimento degli immigrati nelle campagne sarde.

Arriva in Regione una proposta che ha al centro l’integrazione degli immigrati nella società sarda passando dalle campagne. Un progetto, quello della CGIL regionale, che prevede anche il ripopolamento delle terre lasciate ormai da tanti giovani sardi.
Una proposta simile, con la firma del giornalista Beppe Severgnini, era giunta alcune settimane fa, dalle pagine del New York Times.
Per il segretario regionale della CGIL Michele Carrus si devono fare delle scelte precise per incrementare i servizi ispettivi, di vigilanza e prevenzione contro il lavoro nero e il caporalato nel mondo agropastorale.
La proposta di legge di CGIL Fial, contro lo sfruttamento e il lavoro nero in agricoltura è stata presentata al Presidente della Regione Francesco Pigliaru e all’Assessore al Lavoro Virginia Mura.
Secondo i dati Inps, su 15.425 lavoratori nel settore, i migranti registrati sono 1.688. Secondo le stime del Flai però, circa altrettanti lavorerebbero in nero nei campi.
Per il governatore l’agricoltura può svolgere un compito essenziale per favorire l’inclusione. “I problemi e le distorsioni del lavoro del mondo agropastorale che riguardano i migranti sono le stesse che interessano i lavoratori sardi” ha spiegato Virginia Mura. Per il futuro, ha spiegato l’assessore al lavoro- quando il ciclo di riforma delle autonomie locali sarà concluso, si potrà tornare ad un sistema di collocamento pubblico che possa garantire la tutela dei diritti di tutti.

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Coldiretti. Oristano, Campagna Amica al mercato San Martino

16 dic, 2015 0


Al mercato San Martino sono in arrivo le produzioni biologiche oristanesi, i salumi, i formaggi caprini e le noci della Barbagia di Seulo.
Pubblichiamo integralmente il comunicato stampa ricevuto da Coldiretti.

“Si arricchisce ulteriormente il mercato di Campagna Amica del giovedì nel terrazzamento San Martino in Oristano. Nel mercato dei contadini, per il periodo natalizio, a partire dal prossimo giovedì, i consumatori troveranno dei nuovi prodotti e occasioni di acquisto.
Attesa, e grossa novità al mercato, l’ attivazione di un settore per le produzioni biologiche: inserito nel progetto di attività promozionali di prodotti da agricoltura biologica all’ interno dei mercati collettivi di vendita diretta, finanziato da Laore Sardegna, l’ Agrimercato Oristano ospiterà una serie di produttori Bio. I gazebo, forniti da Laore Sardegna, accoglieranno alcuni produttori certificati in Biologico che proporranno ortofrutta, vino, agrumi, oli essenziali e piante officinali. Si risponde così ad una richiesta da parte dei consumatori di poter acquistare, oltre che produzioni a KM 0, anche coltivazioni biologiche locali, un settore che tra i giovani trova sempre più attenzione e consenso.
Le novità al “ San Martino “ non sono però terminate. Proprio per arricchire ulteriormente i mercati natalizi ritornano i salumi, i formaggi caprini, le noci di Sadali. Si potranno dunque acquistare vari prodotti di salumeria, proposti dalla Cooperativa Axina Ruia, tracciati e a km 0 come: salsicce, salami, pancette, e prosciutti, tutti rigorosamente trasformati da suini sardi. Aumenta anche l’ offerta di formaggi locali : oltre ai casizolu e trizza di Santu Lussurgiu, ai tanti pecorini e vaccini di Buddusò, ecco i formaggi caprini della Barbagia di Seulo a pasta cruda, prodotti da capre allevate allo stato brado di razza sarda (di piccola taglia a bassa produzione con un latte di altissima qualità). Prosegue dunque la sinergia tra la Associazione Agrimercato e Coldiretti Oristano che sta portando ad un ampliamento importane nella presenza di nuove produzioni direttamente dai campi del territorio.
Con un gradimento dei consumatori visibile e confermato anche dall’ aumento delle presenze, a testimoniare come l’ arricchimento di merci e possibilità di acquisto vadano di pari passo.
Un circuito dei prodotti di Campagna Amica in aumento – evidenzia il direttore provinciale Coldiretti Oristano Giuseppe Casu – garantisce più qualità e maggiore scelta per i consumatori, e soddisfa una domanda che ci viene continuamente formulata da parte dei consumatori oristanesi. Specie nel settore dell’ ortofrutta abbiamo continue richieste di arricchire l’ offerta delle merci. Per cui proporre la stagionalità delle nostre produzioni ad un prezzo equo per quanti vogliono acquistare locale – conclude Casu – è il modo migliore per valorizzare non solo il lavoro dei produttori ma, garantire il consumatore con sapori autentici e cibi sani.”

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I pastori sardi rischiano di perdere i premi comunitari

1 dic, 2015 0


C’è il rischio concreto che i pastori sardi perdano decine di milioni di euro di premi comunitari se entro il 31 dicembre non registrano i propri capi ovini e caprini nella Banca dati nazionale.
Questa mattina Coldiretti Sardegna ha scritto al presidente Pigliaru e agli assessori competenti (Sanità e Agricoltura) affinché istituiscano immediatamente un coordinamento di emergenza e avviino una urgente campagna di sensibilizzazione.
Pubblichiamo quanto ricevuto dall’Ufficio Stampa Coldiretti Sardegna!

“Il rischio è concreto: i pastori sardi potrebbero perdere decine di milioni di euro di fondi comunitari se entro il 31 dicembre non registrano singolarmente i propri capi ovini e caprini nella Banca dati nazionale.

Per l’Unione europea, infatti, da quest’anno non sono ammissibili i capi inseriti in domanda che non siano stati registrati. E’ uno dei punti fondamentali del nuovo programma di miglioramento ed efficientamento per il controllo dei pagamenti alle imprese agricole con il quale obbligano gli Stati ad istituire e rendere operativo un sistema integrato di gestione e di controllo.

“Siamo seriamente preoccupati – dice il presidente regionale della Coldiretti Battista Cualbu – perchè a 30 giorni dalla scadenza dei termini, inframmezzate pure dalle feste natalizie, mancano ancora da registrare oltre un milione di capi. Questa mattina abbiamo comunicato questo pericolo al presidente della Giunta e agli assessori alla Sanità e all’Agricoltura, ai quali abbiamo inviato una lettera affinché si attivi immediatamente un sistema di coordinamento che sensibilizzi tutti i pastori a recarsi alla Asl e nelle sedi delle Associazioni provinciale allevatori (Apa) per adempiere alle nuove direttive. Sarebbe imperdonabile per tutti perdere solo un euro per una formalità”.

“Ci si deve attivare immediatamente – continua il direttore di Coldiretti Sardegna Luca Saba – serve un coordinamento di emergenza tra i due assessorati interessati e una martellante campagna di sensibilizzazione per gli allevatori. Ad oggi non c’è all’orizzonte alcuna deroga su cui cullarci, per questo occorre concentrare tutte le forze per registrare tutti i capi sia ovini che caprini entro il 31 dicembre come previsto dal decreto del ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali n. 1922 del 20 marzo 2015, in cui ci dice inequivocabilmente che questo adempimento è condizione obbligatoria per poter usufruire del sostegno accoppiato e delle misure dello sviluppo rurale”.

“Con i nostri uffici nel territorio stiamo facendo il possibile per informare i pastori – spiega Battista Cualbu -, dove ci è possibile stiamo anche caricando qualche capo, o comunque indicando le sedi, Asl e Apa, che possono fungere da supporto. Non è questo il tempo delle polemiche ma solo del lavoro; un lavoro che ci deve vedere tutti in campo per cercare di centrare un obiettivo che sta diventando sempre più difficile da raggiungere in queste condizioni, per questo abbiamo chiesto alla Regione di attivare immediatamente un’azione di coordinamento tra tutti gli attori in campo”.”

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Coldiretti: “Consorzi di Bonifica, riorganizzare sistema”

26 nov, 2015 0


Il presidente della Coldiretti Sardegna Battista Cualbu ha presentato questa mattina, durante il convegno dell’Anbi, le proposte di Coldiretti per i consorzi di Bonifica.
Pubblichiamo comunicato stampa ricevuto dalla Coldiretti.

“Razionalizzazione, costo dell’acqua certo ed equo, autogestione energetica. Sono le proposte avanzate questa mattina dal presidente della Coldiretti Sardegna Battista Cualbu sui Consorzi di Bonifica durante il convegno promosso dall’Anbi Sardegna a Cagliari.

“I dati ci dicono che dobbiamo investire su una agricoltura moderna – ha detto Cualbu. Nei primi nove mesi del 2015 abbiamo registrato un più 27 per cento nelle esportazioni dell’agroalimentare, dei quali ben l’87 per cento prodotto in terreni irrigui. Questo – ha dedotto Cualbu – significa che il mercato c’è ma ci chiede di organizzarci e modernizzarci. Oggi – ha poi ricordato il presidente regionale della Coldiretti – in Sardegna solo un agricoltore su quattro usufruiscono dell’irrigazione, mentre ce ne sono molti altri che la vorrebbero ma non l’hanno”.

“Per questo serve una riorganizzazione del sistema. La legge 6 e poi la 9 – ha sottolineato Cualbu -, hanno peggiorato la situazione perché hanno aumentato i costi: dopo la Basilicata siamo la regione in cui l’acqua costa di più; i consorzi si reggono solo grazie ai fondi regionali; un agricoltore conosce i costi dell’acqua per produrre l’erba medica dopo due anni. E’ insomma sistema che non funziona. Dobbiamo arrivare ad essere autonomi, avere costi certi che favoriscano i progetti di filiera. Dobbiamo avere un costo unico regionale e la possibilità di produrre energia per abbattere i costi. Per arrivare a questo – ha aggiunto – serve il contributo attivo di tutti. Servono proposte costruttive, lasciando da parte critiche reciproche”.”

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Coldiretti e Caritas, accordo per nuova occupazione

26 nov, 2015 0

Fare rete, unire le forze: è l’obiettivo di Coldiretti Cagliari e Caritas diocesana di Cagliari. Verrà presentato oggi l’accordo quadro di collaborazione che ha l’obiettivo di offrire nuove opportunità occupazionali. Le due realtà, quella del mondo agricolo e quella del volotariato, “svolgendo funzioni diverse e complementari allo stesso tempo hanno deciso di firmare un accordo quadro di collaborazione che consentirà da una parte di colmare il bisogno di manodopera nelle campagne e dall’altra di dare risposte a quelle persone che si rivolgono ai centri di ascolto della Caritas alla ricerca di una opportunità lavorativa nel mondo rurale.”

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