26 April, 2017
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Coldiretti: In Ogliastra lo stato di calamità naturale

16 lug, 2016 0

Coldiretti Nuoro Ogliastra: “serve il riconoscimento dello stato di calamità naturale”.

In Ogliastra ci sono le condizioni per chiedere lo stato di calamità naturale. L’annata non è certo stata clemente neppure dal punto di vista meteorologico che è stato sfavorevole soprattutto per i Comuni della ex provincia più piccola della Sardegna.

Già negli anni scorsi il territorio è stato abbandonato dalle precipitazioni. Le piogge sono arrivate di rado causando gravissimi problemi per le aziende agricole che anche nei mesi invernali dovevano trasportare l’acqua con i propri mezzi.

“Quest’anno abbiamo vissuto uno degli anni più siccitosi – ricorda il direttore di Coldiretti Nuoro Ogliastra – Dicembre e gennaio sono passati alla storia come i più bollenti e meno piovosi da 215 anni: si sono registrate il 91% delle precipitazioni in meno rispetto alla media ed un gennaio in cui sono caduti gli stessi millimetri di pioggia di agosto. E in primavera non abbiamo di certo recuperato il gap, anzi si sono registrate ancora temperature record”.

Per questo Coldiretti Nuoro Ogliastra ha inviato una lettera ai sindaci dei Comuni dell’Ogliastra per chiedere di avviare l’iter della richiesta dello stato di calamità naturale.

“L’assenza di piogge ha influito in modo pesante nei bilanci delle imprese agricole del territorio – spiega Simone Cualbu, presidente di Coldiretti Nuoro Ogliastra – perché oltre a prosciugare le scorte di acqua, ha dimezzato i pascoli e le provvigioni foraggere. Il tutto è andato a sommarsi alla diminuzione del prezzo del latte e all’altra calamità rappresentata dai premi comunitari che ancora non arrivano”.

“Per questo – concludono direttore e presidente – stiamo chiedendo il sostegno dei sindaci, ultimi baluardi di questi territori che sono stati abbandonati anche dalle piogge, che conoscono e sono sensibili alle difficoltà dei propri concittadini”.

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Formaggi Dop:più difesa e promozione, “Il Patto di Alghero”

20 giu, 2016 0

Formaggi Dop, più difesa e promozione:In Sardegna i Consorzi di tutela siglano “Il Patto di Alghero”.

“Più sinergia tra i Consorzi per difendere i formaggi di qualità dalle contraffazioni, per rafforzare i controlli sui prodotti che evocano le Dop e per nuove azioni di promozione sui mercati internazionali. Venerdì sera, nelle tenute di Sella & Mosca, al termine dell’assemblea Afidop (l’Associazione dei formaggi italiani Dop) è stato siglato il “Patto di Alghero” tra i Consorzi di tutela, con l’obiettivo di fare squadra sia sul fronte della difesa delle Denominazioni di origine sia per incentivare l’innovazione di filiera. Tra i promotori, il Consorzio del Pecorino romano, quello del Pecorino sardo ma anche del Parmigiano reggiano, del Grana padano, dell’Asiago e del Gorgonzola. Un comparto che solo per i formaggi, che rappresentano la categoria principale delle Dop e Igp italiane, ha un valore alla produzione di 3,7 miliardi di euro per un’incidenza di oltre il 57% sul totale del comparto Food.

L’ASSEMBLEA. Nel pomeriggio l’assemblea di Afidop ha approvato il bilancio 2015. Nel corso della riunione si è discusso anche delle attività 2015 e dell’anno in corso, con la partecipazione alle più importanti fiere internazionali (tra queste il Gulfood di Dubai e il Sial di Parigi), il più importante momento di promozione dei prodotti caseari italiani. Nel 2015 Afidop ha poi finanziato un progetto di informazione sulle Dop, visto che mancava un riferimento bibliografico internazionale elaborato dall’Italia.
All’assemblea hanno partecipato il viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, l’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e i presidenti di numerosi organismi di tutela. La Sardegna era rappresentata dal Consorzio del Pecorino romano (con il presidente Salvatore Palitta), del Pecorino sardo (Nino Mura) assieme a vari vertici di aziende lattiero casearie isolane.

PALITTA (CONSORZIO PECORINO ROMANO). “In questo delicato momento per il comparto – ha premesso Palitta nel suo intervento all’assemblea Afidop – occorre più collaborazione tra gli organismi di tutela, soprattutto per vigilare contro l’italian sounding e per intensificare i controlli. Una sinergia che assume rilevanza sia all’interno dei confini nazionali sia quando lavoriamo con l’estero. Spesso i sistemi di controllo non sono efficaci quanto dovrebbero su quelle produzioni che richiamano marchi e prodotti Dop. E ancora più spesso sono frammentati tra troppi enti e non esiste un riferimento certo: in questo occorrerebbe un’Authority e un maggiore coordinamento tra gli stessi ministeri, ad esempio tra Sviluppo economico e Politiche agricole”. A questo proposito Palitta ha citato l’esempio del “Cacio romano”, che richiamava in qualche modo il Pecorino romano, registrato al Mise ma non al Mipaaf, poi bloccato. “Di recente abbiamo bloccato falsi prodotti in Argentina e negli Stati Uniti ed è stato più facile districarsi tra le norme di quei Paesi piuttosto che in Italia”.

BALDRIGHI (AFIDOP). Un proposta, quella di Palitta, che era stata anticipata nella sua relazione dal presidente di Afidop Cesare Baldrighi: fare rete tra tutti i soggetti del comparto lattiero caseario puntando sull’interprofessione; realizzare un coordinamento tra i Consorzi di tutela nell’ambito dell’innovazione; rafforzare la tutela dei formaggi a marchio di origine sono state le tre direttrici dell’intervento di Baldrighi, che è anche presidente del Consorzio del Grana padano. “Il primo passaggio al quale noi di Afidop dovremmo lavorare – ha detto – è di intraprendere un percorso comune insieme ai diversi protagonisti della filiera lattiero casearia nazionale per sostenere la costituzione di un soggetto interprofessionale, che potrà svolgere fondamentali ruoli di governo del settore, come la ricerca di nuovi mercati, la valorizzazione della produzione, la promozione del dialogo nella filiera, la gestione delle emergenze. Una seconda operazione potrebbe essere quella di realizzare un coordinamento tra i diversi Consorzi di tutela per portare avanti azioni in comune nell’ambito dell’innovazione, sfruttando i bandi del Psr 2014-2020.
E infine, potremo individuare quelle azioni quotidiane che ci vedono impegnati sul fronte della tutela e della vigilanza”.

L’ASSESSORE FALCHI. Una proposta di sinergia tra Consorzi che è piaciuta all’assessore dell’Agricoltra della Regione Sardegna, Elisabetta Falchi: “È importante constatare come ci siano già risultati sulle azioni di confronto tra i maggiori Consorzi di tutela sardi e quelli nazionali. Questa via è una delle principali per puntare alla crescita”. L’assessore non ha nascosto come sia difficile fare sinergia in Sardegna a causa di troppe conflittualità, ma ha aggiunto che “in questi anni anche questo aspetto si sta superando e lo si sta facendo avviando un lavoro comune sulla promozione dei mercati e l’internazionalizzazione”.
Falchi ha poi sottolineato come in Sardegna “stiamo lavorando affinché le tre Dop casearie sarde Pecorino Romano, Pecorino sardo e Fiore sardo continuino a crescere” e ha annunciato che la Regione sta lavorando a un bando da 3 milioni di euro per le Dop isolane e per percorsi di internazionalizzazione. Sul versante promozionale puntiamo a una base comune che permetta alle Dop di prosegue verso i propri obiettivi: la promozione, la tutela e la salvaguardia delle Denominazioni di origine “.

IL VICEMINISTRO OLIVERO. Anche il viceministro delle Politiche agricole, Andrea Olivero, ha incentrato il suo intervento su difesa delle Dop, lotta alla contraffazione e all’italian sounding, sull’importanza del lavoro dei Consorzi di tutela e degli organismi come quello interprofessionale che proprio in Sardegna si sta cercando di istituire.
Olivero sull’importanza delle Dop ha sottolineato al Notiziario Chartabianca che “non rappresentano solo un’indicazione geografica ma un disciplinare e una modalità con la quale si produce in maniera qualitativamente molto elevata per chi come noi che punta a competere sui mercati con la qualità: quello delle Dop è lo strumento privilegiato”.
Olivero ha poi ricordato l’impegno del Governo nella lotta all’italian sounding: “Sulla contraffazione dei prodotti italiani siamo riusciti già a fare molto grazie agli accordi bilaterali tra Paesi, anche se stanare situazioni di illegalità è sempre più difficile soprattutto negli Usa. Stiamo ottenendo buoni successi sul versante telematico nel web e con l’e-commerce dove abbiamo stretto importantissimi accordi con le principali società a livello internazionale”.
Sul versante promozione Olivero ha auspicato una maggiore aggregazione, “perché siamo molto piccoli anche se abbiamo un idea identitaria forte – dice – dobbiamo fare rete per nel mercato internazionale con numeri sufficienti per poter fare una vera promozione ed essere competitivi”.

I DATI. Circa il 50% della produzione di latte nazionale viene utilizzata per la produzione dei formaggi a denominazione di origine protetta, che nel 2015 è stata di circa 505.200 tonnellate. Al consumo si registra un valore di circa 6,9 miliardi di euro che corrisponde a circa il 52,2% del fatturato al consumo. L’export, che copre una quota di circa il 31,9% della produzione, vale circa 1,5 miliardi di euro, con una crescita positiva e rappresenta circa il 55% del totale delle esportazioni del comparto Food.

AFIDOP. L’Afidop associa 26 Consorzi di tutela (Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Montasio, Mozzarella di Bufala, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Provolone, Taleggio Bra, Caciocavallo Silano, Casatella Trevigiana, Casciotta di Urbino, Castelmagno, Monte Veronese, Pecorino Sardo, Piave, Quartirolo Lombardo, Raschera, Stelvio, Toma Piemontese, Valtellina Casera, Bitto e Salva Cremasco) e cura le attività di tutela, proposte legislative nazionali e comunitarie, azioni di salvaguardia negli organi internazionali, quali il Codex Alimentarius, il Wto e altri.”

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Formaggi Dop, ad Alghero gli Stati generali

16 giu, 2016 0

“Gli Stati generali dei formaggi italiani Dop si terranno ad Alghero (Sassari) venerdì 17 giugno (Tenute Sella & Mosca, dalle ore 17.30) per fare il punto sul comparto tra crisi, pericoli di contraffazione e nuove strategie di promozione. All’assemblea annuale, organizzata da Afidop (l’Associazione dei formaggi italiani Dop) e dal Consorzio di tutela del Pecorino romano, partecipano tra gli altri il viceministro delle Politiche Agricole, Andrea Olivero, il presidente di Afidop Cesare Baldrighi, l’assessore regionale dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e il presidente del Consorzio del Pecorino romano Salvatore Palitta.
È la seconda volta che gli organismi di tutela si riuniscono ad Alghero (la precedente nei primi anni Duemila) e sarà l’occasione per affrontare gli argomenti più di attualità del comparto dei formaggi a Denominazione di origine protetta: la tutela delle Dop, i piani di regolazione dell’offerta produttiva e le azioni comuni di promozione.

I DATI. Circa il 50% della produzione di latte nazionale viene utilizzata per la produzione dei formaggi a denominazione di origine protetta, che nel 2015 è stata di circa 505.200 tonnellate. I formaggi rappresentano la categoria principale delle Dop e Igp italiane, con un valore alla produzione di 3,7 miliardi di euro per un’incidenza di oltre il 57% sul totale del comparto Food.

AFIDOP. L’Afidop associa 26 Consorzi di tutela (Asiago, Fontina, Gorgonzola, Grana Padano, Montasio, Mozzarella di Bufala, Parmigiano Reggiano, Pecorino Romano, Pecorino Toscano, Provolone, Taleggio Bra, Caciocavallo Silano, Casatella Trevigiana, Casciotta di Urbino, Castelmagno, Monte Veronese, Pecorino Sardo, Piave, Quartirolo Lombardo, Raschera, Stelvio, Toma Piemontese, Valtellina Casera, Bitto e Salva Cremasco) e cura le attività di tutela, proposte legislative nazionali e comunitarie, azioni di salvaguardia negli organi internazionali, quali il Codex Alimentarius, il Wto e altri.”

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Coldiretti: Un Consorzio di secondo livello

10 giu, 2016 0

“Coldiretti. Un Consorzio di secondo livello per stimolare la concorrenza nel mercato lattiero caseario. Unendo le cooperative rafforza tutta la filiera.

Si è tornati indietro di 15 anni o meglio non si riesce ad andare avanti e liberarsi dei vetusti limiti di un settore strategico per l’economia sarda, quello lattiero caseario.

Al primo ostacolo (l’eccesso di offerta) stanno riemergendo i limiti di sempre. L’assenza di mercato e la dipendenza da pochi industriali che lo governano in modo speculativo a seconda del proprio tornaconto.

La nuova fotografia scattata in questi mesi è la copia delle tante di un album poco felice che negli ultimi tre anni si era pensato di esorcizzare con le ottime prestazioni del Pecorino romano arrivato a toccare nel 2015 il prezzo record di 9,50 euro al kg, superando (nel prezzo), nel luglio del 2014, quello del Parmigiano reggiano e del Grana padano.

Purtroppo, e Coldiretti lo ha sempre sottolineato, il momento positivo era dovuto a fattori contingenti piuttosto che ad una programmazione razionale del settore, che non si è riusciti a dare neppure nel momento di tregua.

Il mercato lattiero caseario sardo ha continuato e continua a restare in mano a pochi industriali che in modo speculativo azzardano ribassi e deprimono la domanda interna di prodotto con prezzi fuori mercato.

Questo la Coldiretti lo ha denunciato da subito portando avanti, troppo spesso in solitaria, una battaglia di legalità e trasparenza, oltre che di proposte atte a liberare il mercato e superare questa situazione di anomalia tutta sarda.

Nel mese di aprile è stata presentata una diffida al mondo della trasformazione (ai sensi dell’articolo 62, comma 10 del Decreto legge n.1 del 2012) in quanto non è legale cambiare le regole di un contratto a campagna in corso. Nel caso specifico abbassare il prezzo del latte in modo del tutto arbitrario.

Un’azione questa del ribasso del prezzo (da 90 a 80 centesimi al litro) e della minaccia di chiudere i caseifici in modo anticipato (attuato nel caso del latte di capra) proposta senza alcun confronto preventivo e senza la corroborazione con dati certi che giustificassero la paventata catastrofe (ancora ad attuarsi) di un crollo verticale del prezzo del Pecorino romano.

Un’azione preventiva, insomma, in cui a pagare come sempre (e questa volta in anticipo) sono i pastori, mentre i trasformatori hanno continuato a vendere il Pecorino a prezzi alti.

Diffida che è stata accompagnata dalla richiesta di un’Authority che riceve dai caseifici e mette a disposizione della filiera, i dati dei conferimenti del latte, delle produzioni di formaggio, delle vendite e delle eventuali giacenze. Una adesione libera, in cui solo chi mette a disposizione della collettività i dati potrà anche usufruire degli aiuti pubblici (già richiesti dal mondo della trasformazione).

A queste azioni è seguita l’azione legale con la denuncia dei trasformatori per aver violato l’articolo 62 del Decreto legge n.1 del 2012.

La giusta protesta e denuncia è sempre accompagnata dalla Coldiretti dalla proposta concreta.

A favorire l’assenza della concorrenza e la dipendenza del comparto da poche industrie contribuisce in modo determinante un settore cooperativistico ancora troppo debole e sfilacciato.

Per superare questo status quo che sfavorisce e limita tutta la filiera, la Coldiretti ripropone un Consorzio di secondo livello, già avanzato nel 2011 e poi fermatosi a causa della discontinuità politica verificatasi a livello assessoriale.

La proposta è semplice quanto pratica e consentirebbe quella concorrenza da più parti auspicata.

Si tratterebbe di aggregare in un unico consorzio tutte le cooperative che producono Pecorino romano incluse le associazioni di categoria del settore primario, che vedrebbe in fase di start up la compartecipazione della Sfirs con propri fondi.

In questo modo si unirebbe una parte oggi disaggregata che produce oltre il 60 per cento del Pecorino romano, consentendogli di esercitare e imprimere nel mercato la propria forza.

Una governance sociale globale di alto livello guidato da un management adeguato.

Compito del Consorzio di secondo livello è quello panificare la produzione annua; implementare una strategia di marketing; collaborare con università e centri di ricerca per promuovere la diversificazione delle produzioni; favorire la gestione delle eccedenze del prodotto con una immissione programmata sul mercato e la promozione di nuove produzioni preventivamente concordate con il mercato.”

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La rassegna For Maggio 2016 di Coldiretti Oristano

3 giu, 2016 0

“Atto conclusivo per la rassegna ForMaggio 2016, un nutrito programma di educazione alimentare e laboratori che Coldiretti ha portato nelle scuole oristanesi, con tema il formaggio, e che vede ora la fase conclusiva del nutrito programma.

Con il patrocinio del Banco di Sardegna e dalla Vittoria assicurazioni sono state coinvolte 9 scuole con circa 700 ragazzi, tra scuole infanzia e scuole secondarie, che hanno partecipato a laboratori sulla caseificazione e alla educazione al gusto con assaggi guidati di vari tipi di formaggi. Tanti i partner che hanno prestato ausilio dall’ Asl di Oristano, alla associazione slow food, alla associazione provinciale cuochi, a vari mini caseifici provinciali Coldiretti, alla associazione Più Sardegna, allo Snals Confsal, ai market Frongia, ad esperti enogastronomi.

A Sedilo il 4 giugno, presso il giardino delle scuole primaria e secondaria, ultimo atto del programma. Tanti laboratori, dal legno alle piante officinali, dalla lana agli strumenti musicali, dalla lavorazione delle pietre a quella della pelle, dalla lavorazione dei coltelli a laboratori di mascalcia fino alla tosatura tradizionale e , ovviamente, ai laboratori sui formaggi. La mattina è riservata alle scolaresche, il pomeriggio ai consumatori. Una fiera mercato su formaggi e prodotti tipici caratterizzerà il pomeriggio, con una rassegna musicale che vedrà importanti gruppi dal coro di Neoneli agli Istentales, dai Tenoreddos di Sedilo al gruppo folk di Sedilo, con tanti altri artisti e musicisti locali che si alterneranno.”

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Rubiu (Udc) su emergenza agricoltura sarda

5 mag, 2016 0

“Fortissimi ritardi nella pubblicazione dei bandi PSR 2014 – 2020, con il rischio di perdere importanti risorse comunitarie per lo sviluppo dell’agricoltura”. Il capogruppo regionale dell’Udc Gianluigi Rubiu critica la giunta sulla gestione del comparto agricolo. “Uno dei settori strategici della nostra economia – sottolinea – è lasciato nel dimenticatoio. Con i bandi del piano di sviluppo rurale si sono già persi oltre due anni e mezzo”. Uno stallo inammissibile per l’esponente centrista. “A questa situazione si aggiungano le lentezze di Agea nel calcolare gli aiuti della nuova Pac – aggiunge Rubiu – con i pagamenti che slittano. Il ministro Martina ha promesso che i sostegni saranno accreditati entro giugno, ma ancora non si hanno certezze sulla garanzia delle risorse”. Un caos senza fine per le campagne, insomma. “Ultimo duro colpo è il crollo del prezzo del latte ovino, disceso da 1,10 euro a 0,80 al litro, con una contrazione del 20 per cento del costo pagato agli allevatori – conclude Rubiu – In tutto questo scenario l’assessore all’agricoltura sembra non aver colto la crisi che da tempo colpisce il mondo dei campi, vista la carenza di politiche utili a dare una boccata d’ossigeno al settore”.

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Coldiretti incontra le aziende zootecniche

20 apr, 2016 0

Il 21 aprile Coldiretti Oristano incontra gli operatori delle aziende zootecniche per un dibattito su risparmio energetico, misure sul benessere bovino da latte, situazione Consorzio Bonifica Oristano.

Arborea: Coldiretti incontra le aziende zootecniche.

Alcune importanti tematiche per il “sistema produttivo Arborea” verranno dibattute giovedì 21 aprile a partire dalle ore 10,30 presso la sala convegni del Centro Fieristico nella strada 19 est.
Sotto esame il recente accordo tra Enel Energia e Coldiretti per il risparmio energetico nelle stalle, nonché le misure sul benessere del bovino da latte di imminente emanazione nel Piano di Sviluppo Rurale della Regione Sardegna.

L’elevato consumo di energia elettrica nelle stalle rappresenta un costo rilevante per gli operatori della piana di Arborea che l’accordo tra Coldiretti ed Enel Energia contribuirà a lenire e a definire nuovi scenari di risparmio per le aziende.
Di particolare interesse, inoltre, chiarimenti in merito alla futura misura del PSR attinente il benessere del bovino da latte, che riguarderà praticamente la totalità degli allevatori della bonifica.
Si dibatteranno anche le problematiche attinenti la situazione del Consorzio di Bonifica di Oristano, con le relative criticità riguardanti i ruoli e la gestione della campagna irrigua.

Parteciperanno all’incontro Elvira Vuri di Enel Energia e il Direttore Coldiretti Oristano Giuseppe Casu.

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Assemblea Coldiretti a Ghilarza per l’alto Oristanese

18 apr, 2016 0

Si svolge a Ghilarza, nei locali della Torre Aragonese martedì 19 aprile, l’assemblea Coldiretti per l’alto Oristanese sul nuovo PSR e sulle problematiche relative ai pagamenti Agea e al prezzo latte ovino.

Martedì 19 aprile, nei locali della Torre Aragonese in Via Matteotti a Ghilarza, con inizio alle ore 10,30, Coldiretti prosegue con la sua attività informativa sul nuovo PSR di imminente emanazione.

Nell’area dell’alto oristanese, a forte vocazione zootecnica, con importanti e numerosi allevamenti ovini, caprini e bovini, di tipo estensivo, il nuovo PSR rappresenterà il riferimento principale per l’innovazione delle aziende, l’ammodernamento e la ristrutturazione delle stesse.

Un territorio che presenta anche una rinomata olivicoltura che, sempre nelle nuove misure del piano di sviluppo rurale può trovare nuovo impulso ed un miglioramento della qualità del prodotto.

Interventi che verranno riassunti nelle Misure riguardanti gli investimenti, la misura 4.1 e la misura 4.2.

Le principali misure del Piano di Sviluppo rurale, legate alla vocazione produttiva territoriale, saranno dunque al centro del dibattito, nella illustrazione delle modalità di realizzazione e della tempistica di esecuzione, con inoltre una particolare attenzione alla misura riguardante il primo insediamento per i giovani.

La misura, riservata ai giovani tra i 18 e i 40 anni che per la prima volta si insediano come capi azienda, dà una risposta a quanti vogliono approcciarsi alla attività agricola. La misura sui “giovani” del PSR è infatti tra le più attese, rappresentando uno strumento estremamente valido per i futuri operatori agricoli e zootecnici.

Sarà inoltre occasione per fare il punto su alcune problematiche riguardanti in comparto agricolo: i pagamenti dei premi comunitari (in forte ritardo) e il prezzo del latte ovino.
Aprirà i lavori il Sindaco di Ghilarza Alessandro Defrassu, seguirà l’intervento del moderatore del Convegno il Direttore Coldiretti Oristano Giuseppe Casu, di Alfonso Orefice, consulente Coldiretti Sardegna con la illustrazione del “ PSR, misure a superficie e primo insediamento”

Concluderà i lavori il Direttore regionale Coldiretti Sardegna Luca Saba.

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Coldiretti, la protesta degli allevatori e agricoltori

14 apr, 2016 0

Allevatori e agricoltori aderenti alla Coldiretti ieri mattina hanno bloccato la Statale 131 e poi la 129, alla periferia di Nuoro, sfilando con i trattori fino a Ottana per protestare contro i ritardi della Regione Sardegna nella istruzione delle pratiche per i premi comunitari e per la minaccia degli industriali caseari di abbassare il prezzo del latte a 80 centesimi. La manifestazione, deviata sulla statale 129 per il cedimento di una parte di un ponte della statale 131 Dcn, si è conclusa dopo cinque ore. A Ottana, in piazza San Nicolò, i dirigenti della Coldiretti hanno parlato davanti a centinaia di allevatori: “E’ ora di finirla con le parole – ha detto il direttore regionale Luca Saba – qui c’è gente che da anni non vede premi comunitari.

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“Terra ai Giovani”, fare economia tornando alla terra

13 apr, 2016 0

“Terra ai Giovani” si rivolge ai giovani agricoltori under 40 che hanno voglia di fare agricoltura. Il progetto, elaborato dall’assessorato dell’Agricoltura in collaborazione con la presidenza della Giunta regionale e l’assessorato degli Enti locali, ha come obbiettivo quello di favorire il ricambio generazionale e la crescita del comparto agricolo. Ecco in video le interviste al Presidente della Regione Francesco Pigliaru, all’assessore dell’Agricoltura Elisabetta Falchi e all’assessore degli Enti locali Cristiano Erriu. Di seguito comunicato stampa della Regione del 12 aprile.

“Terra ai giovani è un progetto elaborato dall’assessorato dell’Agricoltura, in collaborazione con la presidenza della Giunta regionale e l’assessorato degli Enti locali, per favorire il ricambio generazionale e la crescita del comparto agricolo. 695 ettari di terre incolte di proprietà della Regione Autonoma della Sardegna saranno messe a bando in 11 lotti e concesse in affitto agevolato per 10 anni, eventualmente rinnovabili per un altro decennio. Otto i territori interessati dalla delibera approvata oggi in seduta di Giunta: Sassari, Alghero, Serramanna, Villasor, Vallermosa, Ussana, Donori e San Vito.
I bandi si rivolgono ai giovani d’età non superiore ai 40 anni (non compiuti) e prevedono una serie di premialità legate alla presentazione di un piano aziendale con chiari obiettivi di valorizzazione economica e delle qualità agroalimentari da raggiungere anche attraverso l’uso di tecnologie innovative nelle fasi di produzione, trasformazione e commercializzazione. Stessa attenzione sarà data ai progetti di tutela ambientale, alla formazione dei candidati, compreso l’aver seguito corsi di studio specifici in agricoltura, alle capacità tecniche e alle esperienze lavorative maturate sul campo. In fase di selezione si terrà conto inoltre dell’adesione a Organizzazioni dei Produttori, Consorzi di Tutela, all’essere cooperativa sociale, imprenditore agricolo professionale, coltivatore diretto, cooperativa agricola di produzione o di trasformazione/ commercializzazione.

I 695 ettari sono solo una prima fase del progetto Terra ai giovani, che nei prossimi mesi interesserà altre centinaia di ettari in tutta l’Isola. Gli uffici regionali, in collaborazione con le Agenzie agricole Laore e Agris, sono infatti già al lavoro per recuperare proprietà dismesse o poco utilizzate da rimettere in produzione e sul mercato.

Le tipologie dei siti individuati permetteranno l’avvio di attività imprenditoriali che varieranno da territorio a territorio. I lotti di Vallermosa, San Vito e Donori-Ussana sono per esempio più indicati per la zootecnia (ovicaprino e bovino), mentre i terreni di Villasor, Serramanna o del nord ovest dell’Isola possono dare il meglio sul versante dell’ortofrutticolo, del cerealicolo e delle coltura a ciclo breve.
Nuovo lavoro dalle terre incolte regionali. “Siamo profondamente convinti che l’agricoltura, con la filiera agroalimentare, sia un settore fondamentale per l’economia della Sardegna, quello che più di qualunque altro può diffondersi nel territorio creando in breve tempo sviluppo, lavoro e produzione di qualità”, ha detto il presidente della Regione Francesco Pigliaru. “Sarebbe quindi assurdo che la Regione, per prima, non desse il segnale sbloccando migliaia di ettari oggi improduttivi che sono di sua proprietà. Abbiamo già aperto la strada annunciando la volontà di rimettere in produzione gli oltre 1200 ettari di Surigheddu e Mamuntanas. Oggi destiniamo 700 ettari a giovani che vogliano dedicare le loro energie e competenze all’agricoltura. Significa occupazione e reddito in un ambito che per noi ha un potenziale in gran parte inesplorato e in cui abbiamo un evidente vantaggio competitivo.”

Impegno raggiunto. “Lo avevamo messo in programma e lo abbiamo fatto”. Così l’assessore dell’Agricoltura, Elisabetta Falchi, nel commentare l’approvazione della progetto Terra ai giovani. “C’è voluto un anno di intenso lavoro tra assessorati e Agenzie agricole, ma la delibera di oggi dimostra che è obiettivo di questa Giunta valorizzare il patrimonio agricolo regionale favorendo l’avvio di attività di impresa che puntino sul ricambio generazionale, sull’aggregazione e sui percorsi di filiera. Parole d’ordine irrinunciabili se vogliamo stare al passo con i nostri competitor nazionali ed esteri, soprattutto adesso che tutti i dati parlano di un ritorno alle attività agricole molto sentito fra i giovani. È perciò importante che anche la Regione faccia la sua parte mettendo a disposizione di progetti validi e innovativi le terre incolte in suo possesso”.

Patrimonio pubblico da valorizzare. “È un’iniziativa importante, che mira a valorizzare il patrimonio della Regione, in questo caso con riferimento a terreni coltivabili che possono generare un valore sociale ed economico attraverso il coinvolgimento di giovani agricoltori qualificati – spiega l’assessore degli Enti locali, finanze e patrimonio Cristiano Erriu -. Il patrimonio pubblico è una risorsa da valorizzare nell’interesse di tutta la comunità sarda, anche ai fini produttivi oltre che occupazionali, superando la logica del l’immobilismo. Lo stesso ragionamento è applicabile al settore dell’artigianato, con il recupero degli ex centri Isola, e per i beni dismessi delle ferrovie”.”

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