21 August, 2017
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Sassari, Giornata Mondiale dell’Alimentazione

12 ott, 2016 0

Fame zero entro il 2030. Con questo obiettivo, dichiarato dalla FAO, l’Università degli Studi di Sassari aderisce alla Giornata mondiale dell’alimentazione per il 16 ottobre. Per venerdì 14 ottobre, l’Ateneo, rispondendo all’invito della Fao e del Ministero degli Affari esteri, ha organizzato una giornata di riflessione intitolata “Salviamo la terra riducendo gli sprechi alimentari”. Il convegno si terrà dalle 10.30 nell’Aula Magna del dipartimento di Agraria (viale Italia 39). È atteso l’intervento di Francesca Gianfelici della FAO di Roma, moderatrice della “Community of Practice on food loss reduction”. I lavori si apriranno con i saluti del Magnifico Rettore Massimo Carpinelli.

L’evento è stato presentato stamattina in Ateneo nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Prorettore Vicario Luca Deidda, il Direttore del Dipartimento di Agraria, Antonello Pazzona, il Delegato del Rettore all’Internazionalizzazione, Luciano Gutierrez, docente di Economia agraria, Marilena Budroni, docente di Biotecnologie microbiche, Alessandra Del Caro, ricercatrice in Scienze e tecnologie alimentari, Eugenio Marras, Presidente dell’Associazione studenti di agraria (ASA) e Lucia Oggiano in rappresentanza della Coldiretti di Sassari.

La FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura) ha stimato che oltre un terzo di tutti gli alimenti prodotti a livello globale venga perso o sprecato: circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo ogni anno, che potrebbero bastare per sfamare 800 milioni di persone.

“Vorremmo che diventasse un appuntamento annuale fisso del nostro Ateneo – ha dichiarato Luca Deidda -È un tema chiave di cui parlare con i giovani”. Non è un caso infatti che alla conferenza di venerdì siano state invitate a partecipare diverse scuole cittadine.

Antonello Pazzona ha prospettato la diminuzione della resa dei terreni agricoli nei prossimi decenni (“l’agricoltura di precisione è una delle soluzioni”), mentre Luciano Gutierrez ha spiegato che nella UE a 27, si sprecano ogni anno circa 200 miliardi di euro in alimenti (“poco meno del PIL della Grecia”). Un quadro decisamente inquietante, aggravato da altri elementi: se lo spreco alimentare fosse un Paese, sarebbe il terzo produttore mondiale di sostanze inquinanti. Infatti, gli alimenti persi o sprecati nel corso della produzione, della trasformazione e della distribuzione contribuiscono a incrementare le emissioni globali di gas serra. Il cibo in decomposizione nelle discariche emette metano 25 volte più inquinante del biossido di carbonio.

Immagine convegno giornata mondiale dell'alimentazione Uniss_2016

Secondo la FAO, la produzione agricola dovrebbe aumentare del 60% entro il 2050 per nutrire una popolazione di 9 miliardi di persone. Ma il cambiamento climatico costituisce un grave ostacolo al raggiungimento di questo obiettivo. Il risultato è che le popolazioni più povere sono le più colpite, dal momento che contano sulle risorse naturali per la propria sussistenza.

Fortunatamente qualcosa si muove: “Molto importante la legge 166 del 2016 per favorire la distribuzione di prodotti alimentari in scadenza e ridurre gli sprechi”, ha ricordato Marilena Budroni. Nella direzione della riduzione degli sprechi e del prolungamento della vita dei prodotti va anche il progetto di ricerca che Alessandra Del Caro illustrerà venerdì durante il convegno, mentre l’associazione ASA Sassari presenterà una video-dimostrazione pratica di ciò che i consumatori consapevoli possono fare. Al convegno interverrà anche Ermanno Mazzetti, direttore di Coldiretti Sassari, che riflette: “Lo spreco è un problema anche in Sardegna, ma in confronto ad altre regioni d’Italia, qui vige un maggiore rispetto per il cibo e quindi una minore propensione allo spreco”.

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Dagli scarti nuove risorse per l’alimentazione

11 ott, 2016 0

Le trasformazioni operate dall’industria alimentare producono più residui che alimenti: si calcola che gli scarti finiscano per rappresentare oltre il 70% della materia prima che alimenta gli impianti, con conseguenti problemi e costi di smaltimento. Ma la novità emersa durante l’XI Congresso nazionale di Chimica degli Alimenti – a Cagliari nei giorni scorsi – è che convertire gli scarti agroalimentari in prodotti chimici di base e in alimenti per l’uomo e per gli animali può essere da 3,5 a 7,5 volte più conveniente rispetto alla loro conversione in biocombustibili. Per questo è necessario mantenere ben salda la collaborazione tra le aziende e il mondo della ricerca, l’unica in grado di valorizzare integralmente le materie prime all’ingresso negli impianti, attraverso speciali sistemi integrati, vere e proprie bioraffinerie, secondo i ricercatori.

L’iniziativa è stata organizzata dal Gruppo Interdivisionale di Chimica degli Alimenti (GICA), dall’Università di Cagliari in collaborazione con l’Ateneo di Sassari, sotto l’egida della Società Chimica Italiana (SCI) con il riconoscimento della Food Chemistry Division della EuCheMS. Per quattro giorni 150 ricercatori da tutta Italia si sono confrontati con gli esperti dell’Ateneo di Cagliari su qualità alimentare e salute umana.

Qualità e sicurezza degli alimenti, novel foods e integratori alimentari sono stati i topics delle relazioni che hanno lasciato spazio alla discussione anche sulle nuove fonti sostenibili derivate da scarti e by-products: 53 comunicazioni e cento poster, previste borse di studio e premi per i giovani ricercatori più meritevoli.

Alberto Angioni

Alberto Angioni



“Il congresso ha permesso di confermare il ruolo fondamentale della Chimica degli alimenti in tutti gli stadi della filiera agroalimentare – spiega il prof. Alberto Angioni, docente dell’Università di Cagliari e presidente del Comitato organizzatore del Congresso – nel controllo e nella valorizzazione dei prodotti”.

Particolare attenzione è stata riservata alle caratteristiche nutrizionali dell’olio extra vergine d’oliva e dei piccoli frutti, senza dimenticare il vino, il latte e i derivati, con particolare attenzione al pecorino romano D.O.P. privo di lattosio e galattosio. “I risultati riportati durante il convegno hanno evidenziato le caratteristiche peculiari degli alimenti tipici della dieta mediterranea e della cultura alimentare italiana – aggiunge Marco Arlorio, docente dell’Università del Piemonte Orientale e coordinatore del Gruppo italiano di Chimica degli alimenti – nonché le qualità e i rischi correlati ai novel food e agli integratori alimentari”.

Rosangela Marchelli, docente dell’Università di Parma e membro dell’EFSA WG on Novel Foods and WG on Food Allergy ha rimarcato l’importanza della corretta informazione sugli alimenti in particolare sui novel foods considerati comunemente cibi ad alto valore nutrizionale o con effetti benefici sulla salute, specificando che la loro inclusione in questa categoria è relativa non ad una valutazione del beneficio, bensì ad una assenza di pericolosità per la salute umana.

La ricerca e lo sviluppo di prodotti ad elevata qualità nutrizionale e di sicurezza alimentare condotta da alcune aziende agroalimentari sarde sono stati al centro di un momento del Congresso: numerose imprese hanno presentato i loro prodotti, con la partecipazione di Coldiretti con i prodotti stagionali dell’ortofrutta.

Numerose sono le iniziative che il GICA sta mettendo in cantiere per diffondere al meglio la cultura della qualità e sicurezza alimentare soprattutto verso i consumatori, in vista del XII Congresso Nazionale che si terrà nelle Marche a Camerino.

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Oristano l’ Agri-street food al Il Caffesiño

12 lug, 2016 0

Il 14 luglio ritorna a Oristano l’ Agri-street food.

Coldiretti: “si ripropongono ai consumatori le produzioni tipiche locali“.

Archiviate con un successo nel corso del 2015 la prime esperienza in Città di “ cibo da strada con le eccellenze del territorio “, le aziende Coldiretti ripresentano l’ “ Agri Street Food “ ad Oristano per giovedi 14 luglio , a partire dalle ore 19.30.

Il format viene mantenuto intatto: buon cibo locale e musica. Due le aziende che elaboreranno i prodotti di veloce consumo: l’ agriturismo Archelao di Oristano di Sandro Dessì, e la Cooperativa Integrazione eco solidale di San Vero Milis di Tore Pinna, con la cantina della Vernaccia del Rimedio, ospite della iniziativa, che proporrà il vino nieddera seu in abbinamento ai cibi. Ad ospitare la prima tappa degli eventi estivi programmati sarà il bar caffetteria Il Caffesiño, in Via De Castro ad Oristano. Ad allietare la serata la musica dal vivo: di scena, a partire dalle ore 21.00, One man band di Mauro Serra.

Continuano dunque le esperienze tese a far conoscere le tante biodiversità che il mondo agro zootecnico oristanese custodisce gelosamente, proposte in città alla attenzione dei consumatori, soprattutto dei più giovani, con qualche innovazione su alcune pietanze ma, sempre nel segno della tradizione. Prevale il “ fatto in casa “ a testimoniare come le produzioni aziendali siano anche le più ricercate. Così i gazebo di coldiretti ospiteranno ancora delle produzioni aziendali come le panadas di carne e vegetariane, i formaggi abbinati ad affettati, olive e pane carasau, la pasta “ fatta in domo “ come i maccarrones de busa con pecora alla vernaccia; e il maialetto arrosto con contorno di patate ,il riso con una insalata di verdure di stagione e le patate fritte twister. Prodotti per tutti i gusti, da consumare in modo rapido o lento dove l’ elemento comune è una alta e selezionata qualità.

L’ iniziativa – sostiene il direttore provinciale Coldiretti Giuseppe Casu – prosegue l’ opera di valorizzazione del cibo di qualità, costituendo anche una vetrina per le peculiarità locali, integrando in tal modo città e campagna, turismo e gastronomia, cultura enogastronomica locale e innovazione. Un impegno che avrà seguito anche in altre tappe itineranti in provincia con altre giornate a tema.

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Ricci, prorogata la pesca fino al 30 aprile

3 apr, 2016 0

La stagione di pesca dei ricci è stata prorogata al prossimo 30 aprile. Lo ha deciso con un decreto l’assessore regionale dell’Agricoltura. La detenzione, il trasporto e la commercializzazione dei ricci e dei relativi prodotti freschi, consentita sino al 12 aprile, è slittata ora sino al 2 maggio, fatta salva la data di scadenza del singolo prodotto fresco o derivato.

  • Il pescatore professionale e subacqueo autorizzato può pescare : un massimo di 1500 ricci se da solo e 3000 esemplari se con assistente.
  • il pescatore sportivo o ricreativo può pescare: massimo 50 ricci 50
  • Si può pescare dall’alba e sino alle ore 15.
  • La taglia minima prevista è di 50 millimetri esclusi gli aculei.
  • Per i pescatori professionisti è obbligatoria la compilazione del giornale di pesca con i dati di prelievo.

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La cucina sarda protagonista in Libano

9 mar, 2016 0

L’Associazione Assadakah Sardegna e l’Università Saint Joseph di Beirut organizzano il FESTIVAL “ARTE CULINARIA E TRADIZIONE IN SARDEGNA E LIBANO” nell’ambito del progetto FOOD4MEDFood for Mediterranean Exchange, finanziato dalla Commissione Europea, Delegazione UE in Libano – Programma EuropeAid Attività Culturali 2014 – Libano. Ecco di seguito i dettagli!

“Una delegazione di Assadakah Sardegna – Centro Italo Arabo e del Mediterraneo (composta dalla responsabile per la cooperazione Laura Casta e da Stefania Melis) e un cuoco sardo (Salvatore Longu, chef e docente all’Istituto alberghiero di Bosa) da domani saranno in Libano per partecipare alle attività conclusive del progetto.

Il Festival prevede una due giornate di eventi:

10 marzo 2016, Beirut presso l’Università Saint Joseph Campus delle Scienze Umane, Rue de Damas, Beirut – h 18:00:
- Presentazione del libro ricette FOOD4MED – CIBO E TRADIZIONE IN SARDEGNA E LIBANO
- Mostra fotografica FOOD4MED – CIBO E TRADIZIONE IN SARDEGNA E LIBANO
- Degustazione di prodotti tipici

11 marzo 2016, Taanayel Valle della Bekaa, presso la sede dell’ONG arcenciel a Taanyel, Valle della Bekaa – h 11:30:
- Mostra fotografica
- Degustazione di piatti tipici realizzati da chef libanesi, palestinesi, italiani

FOOD4MED è un progetto di cooperazione che coinvolge la Sardegna e il Libano per promuovere la tolleranza attraverso lo scambio culturale nel settore culinario, contribuendo alla creazione e promozione delle condizioni ottimali per un confronto interculturale tra le culture mediterranee. Si rivolge in particolare alle culture sarde e libanesi partendo dalla ricca tradizione gastronomica che le contraddistingue come strumento di dialogo e comprensione reciproca, incoraggiando, la creazione di uno spazio interculturale in cui i popoli dell’area euro mediterranea possano convergere.
Per maggiori informazioni visitate il sito web di progetto www.food4med.com

CHE COSA PREVEDE IL PROGETTO

Obiettivi

Incoraggiare la comprensione tra le culture Mediterranee per promuovere il dialogo interculturale e accrescere la comprensione reciproca, promuovendo il confronto tra due terre unite da un legame antico la Sardegna e il Libano partendo dalla riscoperta della ricca tradizione culinaria che le contraddistingue. FOOD4MED vuole costruire un ponte interculturale tra nord e sud del Mediterraneo, per accrescere l’attitudine e la sensibilità al dialogo multiculturale e interculturale tra i popoli delle due sponde, partendo da un bene comune a tutti gli essere umani: il cibo. Nel descrivere e presentare un paese spesso si parte dalle sue specifiche qualità culinarie per guidare l’individuo attraverso il gusto e l’olfatto alla riscoperta della sua identità e di quegli elementi che inevitabilmente richiamano al multiculturalismo che caratterizza il Mediterraneo, avvicinando culture diverse, vicine e lontane.

Attività

Pubblicazione di una raccolta di ricette tradizionali sarde e libanesi

Il libro rappresenta la sintesi delle due culture gastronomiche, una panoramica di ricette e segreti delle cucine del Libano e della Sardegna che consentirà di esplorare le due culture attraverso le rispettive abitudini e delizie culinarie.

Contest fotografico sulla gastronomia e strumenti da cucina tradizionali

Il contest è rivolto ai giovani fotografi – dilettanti e aspiranti tali – chiamati a esprimere la loro creatività nella riscoperta di tradizioni e radici comuni attraverso una competizione artistica che stimolerà il dialogo e lo scambio

Festival della cucina tradizionale libanese-mediterranea

Cuore dell’intero progetto, il Festival in Libano è una concreta occasione di scambio, incontro e confronto tra le due culture. Conferenze, show-cooking, laboratori e percorsi gastronomici, eventi di intrattenimento allieteranno il gusto e la conoscenza dei visitatori in una due giornate di eventi aperta al più vasto pubblico.

Beneficiari

Principalmente donne e giovani delle zone rurali del Libano e della Sardegna, ma anche ONG, associazioni, autorità locali e istituzioni, cittadini e l’intera comunità compresi tutti i gruppi etnici (tra cui siriani e palestinesi) e religiosi che fanno del Libano quel particolare melting-pot e modello di convivenza pacifica e democratica.”

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Comprate cibo on line? Attenzione.

22 feb, 2016 0

Quanti di voi comprano cibo on line? Secondo quanto emerso dal quarto Rapporto Agromafie Coldiretti, Eurispes e Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, quasi un italiano su quattro acquista prodotti alimentari sul web.

Il dato di per se è frutto dell’evoluzione del mercato e della diffusione degli strumenti di transazione automatica e bancaria in rete, ma come in ogni forma di vendita esiste anche chi ne approfitta, studiando e mettendo in pratica truffe a danno dei consumatori. ”Acquistando beni alimentari online il rischio maggiore è incorrere in prodotti di bassa qualità”, ha precisato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel ricordare che ad esempio nella vendita online di formaggi solo una ridotta percentuale rispetta requisiti di qualità che li rendono sicuri; il 30% dei formaggi analizzati, infatti, secondo le indagini degli ultimi anni, è risultato contaminato da E. Coli, l’8% da Stafilococchi e il 2% da Listeria monocytogenes, segnalando poi circa 70 tipologie di prodotti contraffatti. L’associazione di categoria del mondo agricolo si fa promotrice della messa a punto di un sistema di identità certificata del venditore, sul modello di quanto già previsto per i farmaci, da estendere a livello internazionale anche in riferimento alla crescita degli acquisti alimentari online. Se a tutela della vendita a distanza c’è il regolamento che indica le informazioni obbligatorie da riportare sugli alimenti, altra questione è l’identità certificata del ”venditore Web”. ”In tale quadro, ha proposto Moncalvo, si potrebbe mutuare la disciplina sulla vendita di farmaci online, ovvero prevedere l’uso di un ‘logo’ di riconoscimento europeo per i siti che intendano vendere online prodotti agroalimentari.

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Polenta con Sugo e Salsiccia

17 feb, 2016 0

Un piatto ideale nelle giornate invernali. La Polenta fatta di farina di mais e acqua è un piatto che spesso viene usato per accompagnare secondi a base di carne ma non solo. Oggi nella nostra rubrica vi proponiamo una variante: la Polenta con Sugo e Salsiccia. Può essere preparata sia come primo piatto o direttamente come piatto unico.

Vediamo gli ingredienti:

1 Confezione di Polenta
200 gr Salsiccia Fresca
200 gr Salsiccia Secca
1 Scalogno o Cipolla
2 Confezioni di Pomodori Pelati da 400 gr
150 gr Parmigiano Grattugiato
200 gr Formaggio Dolce
Olio q.b
Sale q.b

Procedimento:

In una pentola portare ad ebollizione l’acqua con un pizzico di sale. Successivamente versare a pioggia la polenta, facendo attenzione che non si formino i grumi. Aggiungere i 200 gr di salsiccia secca, precedentemente tagliata a cubetti. Mescolare con un mestolo di legno e far cuocere per circa 10 minuti fino a quando il composto non sarà omogeneo. A cottura ultimata stendere la polenta su una base rigida (base di marmo, tavolo ecc). Lasciare raffreddare. Nel frattempo in un tegame fare scaldare l’olio con lo scalogno tritato e rosolare i 200 gr di salsiccia fresca. Successivamente aggiungere i pomodori pelati precedentemente frullati con un mixer a immersione. Far cuocere il sugo. Nel frattempo tagliare la polenta a forma di quadrato. In una teglia da forno, aggiungere alcuni cucchiai di sugo, una manciata di parmigiano e formaggio dolce grattugiato. Adagiare sopra i quadrati di polenta e ripetere il procedimento anche per gli strati successivi. Cuocere in forno a 170 gradi per 25/30 minuti.

Buona Ricetta!

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Penne Zucchine e Gamberi

17 feb, 2016 0

Un primo piatto gustoso e semplice da preparare per un pranzo o una cena in compagnia. Per questa ricetta possono essere utilizzati sia i gamberi freschi che quelli surgelati.

Vediamo gli ingredienti:

320 gr di Penne
10 Gamberi
4 Zucchine piccole
200 gr Pomodorini
1 Spicchio d’aglio
Olio q.b
Sale q.b
Peperoncino q.b

Procedimento:

In una padella far scaldare l’olio con l’aglio e il peperoncino. Successivamente aggiungere le zucchine, precedentemente tagliate a dadini. Fare rosolare e cuocere. Unire poi i gamberi e i pomodorini. Continuare con la cottura fino a quando tutti gli ingredienti saranno cotti. Nel frattempo cuocere le penne in acqua bollente. Una volta cotta la pasta fare saltare in padella insieme alle zucchine i gamberi e pomodorini.

Buona Ricetta!

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Il punteruolo della pasta

16 feb, 2016 0

Vi è mai successo di desiderare un bel piatto di pasta? E’ un gusto e desiderio tutto italiano, come le marche che troviamo nei supermarket vicino casa. Cosa potrebbe mai nascondere un pacco di pasta tradizionale? in questo piccolo video vi mostriamo cosa è successo oggi ad un nostro lettore, abbiamo pubblicato il video che ci ha inviato perché poteste ricordarvi di verificare la pasta prima di buttarla in pentola.

Il pacco di pasta che potete vedere nel video è uno dei tanti tipi e marche che trovereste in qualsiasi supermercato, scadenza 2018, putroppo al suo interno la sorpresa, una colonia di punteruolo della pasta, o anche Calandra del grano. Si tratta di un piccolo Curculionide, circa 3-5 mm di lunghezza, di colore marrone con tonalità variabili chiare o scure; presenta un lungo rostro ed antenne rossastre e genicolate. Il pronoto è punteggiato, come peraltro le elitre; queste presentano una punteggiatura localizzata in solchi longitudinali. Le ali posteriori sono assenti per cui è un insetto incapace di volare; le zampe sono bruno-rossastre. Il danno si manifesta sulle cariossidi di vari Cereali in magazzino, con particolare riferimento al Frumento, all’Orzo, al Mais ed alle paste alimentari. Il danno è determinato dagli adulti ma soprattutto dalle larve.

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Proteine e Fitness, cosa devi sapere? Parola all’esperto!

6 feb, 2016 0

Credo che chiunque abbia frequentato una palestra da qualche anno abbia senz’altro per lo meno sfogliato qualche rivista specifica di bodybuilding. Generando spesso o una reazione di ammirazione o, forse il più delle volte, una certa perplessità riguardo la possibilità reale o l’eventuale prezzo da pagare per arrivare a questi livelli di sviluppo muscolare. Adesso però con la disciplina sportiva quale il Body-Fitness, l’atleta deve sviluppare un fisico contenuto nei limiti di peso che sono quelli dati dall’altezza.

Le proteine sono i mattoni della massa muscolare, sia se volete aumentare la vostra muscolatura, sia se volete definirla. Non si possono sviluppare o mantenere adeguate masse muscolari senza un sufficiente apporto di proteine; quelle migliori e più biodisponibili sono quelle di origine animale, ma anche quelle derivate dai legumi non sono da disprezzare. Come regola generale bisogna consumare almeno 2,5 g di proteine per kg. dipeso corporeo al giorno, il che equivale nel nostro atleta di 80 Kg. a 800 calorie sotto forma di proteine, che forniscono per grammo 4 calorie. Quindi, le proteine devono costituire almeno il 25% del totale fabbisogno calorico giornaliero.
Le proteine devono, a seconda del tipo di pratica motoria e sportiva, rappresentare il 10-15% delle calorie totali assunte nella giornata e dovrebbero preferibilmente essere una combinazione di alimenti di origine animale (carne, pesce, uova, latte e latticini) e vegetale (legumi e cereali). Il fabbisogno di proteine aumenta se l’allenamento è indirizzato allo sviluppo della forza e quindi del trofismo muscolare o se il carico dell’allenamento è particolarmente impegnativo e l’attività quotidiana.
Un’adatta combinazione degli alimenti è un fattore che qualifica enormemente lo stile alimentare poiché consente di assimilare nel modo migliore le diverse sostanze o, addirittura, di evitarne la perdita. La quota di proteine assunte deve essere sufficiente sia ad assicurare il turnover delle proteine muscolari (che in parte si consumano durante l’esercizio e poi si ricostituiscono durante il riposo), sia a fornire un adeguato apporto energetico. Infatti, nell’esercizio fisico protratto oltre l’ora anche le proteine muscolari concorrono nel metabolismo energetico. A tale proposito è stata posta da tempo la questione di quale debba essere l’apporto nella dieta degli aminoacidi ramificati, che nei soggetti praticanti attività di resistenza sostengono proprio l’attività catabolica. Occorre tenere presente che,
con il trascorrere delle settimane e dei mesi di allenamento, l’adattamento meccanico e fisiologico si traduce in un minor costo a parità di carico di lavoro e, quindi, anche il fabbisogno di proteine diminuisce. Il restante 25-30% dell’apporto calorico deve provenire dai lipidi che, se la prestazione fisica è di lunga durata e di intensità bassa, vengono utilizzati come fonte energetica. Esprimendo il concetto sinteticamente, si può dire che un’alimentazione che comprenda i cinque gruppi fondamentali di alimenti e che sia adeguata al dispendio energetico è certamente in grado di soddisfare i fabbisogni nutrizionali del soggetto.


Il concetto delle proteine nell’ipertrofia muscolare
In un praticante sportivo, l’aumento di 3 Kg di massa muscolare corrisponde a circa 600 grammi di incremento delle proteine muscolari (il restante 80% dell’aumento è sostanzialmente acqua). Ipotizzando che tale incremento venga raggiunto in circa sei mesi (180 giorni) di allenamento e tenendo conto che si riesce ad utilizzare circa il 70% delle proteine ritenute, significa che la ritenzione proteica complessiva deve essere pari a circa 860 grammi. Tradotto in termini di fabbisogno giornaliero di proteine, significa che il praticante sportivo deve incrementare l’assunzione di proteine di circa 4,8 grammi rispetto al fabbisogno medio stabilito in 1g/Kg di peso corporeo (4,8 x 180 giorni = 856 grammi). Va ancora sottolineato che, al di là di un determinato apporto di proteine, la loro sintesi tende all’appiattimento, il che vuol dire che tale quota proteica maggiorata non si traduce in una maggiore massa muscolare. Anzi, l’eccesso provoca un maggior impegno metabolico dell’apparato renale per l’eliminazione dell’ammoniaca. Particolare attenzione va invece posta quando lo sportivo segua una dieta completamente vegetariana in cui non vengano assunti né latticini né uova; ad eccezione della soia e dei suoi derivati, le proteine contenute nei vegetali hanno un valore biologico molto inferiore a quello delle proteine animali. Oltre all’utilizzo abbondante di legumi e di soia, un vegetariano praticante attività sportiva può avere il bisogno di ricorrere ad integratori proteici. Una cosa importante è che se io organizzo la mia alimentazione devo cercare di valutare anche la qualità delle proteine che introduco che influenza l’efficacia dell’uso delle proteine stesse e degli aa che derivano da queste proteine per fare la mia sintesi proteica. In realtà quello che si è visto è che esiste un valore massimo abbastanza limitato di capacità di costruzione della massa muscolare, sempre che sia adeguato l’apporto energetico non proteico, quindi dare solo proteine o dare proteine in eccesso senza assicurare un apporto di energia non proteica non aiuta sicuramente la sintesi proteica, e dopo un certo periodo di tempo il percorso che si ha è quello dell’aumento dell’ossidazione proteica e quindi l’eliminazione degli aa in eccesso che aveva introdotto.
Per concludere, voglio ricordare un aspetto molto importante, ovvero quando si ottimizza un piano
alimentare, non ci si devono aspettare risultati rapidi. Quando un corpo comincia a nutrirsi meglio, bisogna
attendere che la dinamica fisiologica faccia crescere nuove cellule sane. Pertanto la costanza di una corretta
alimentazione, associata ad un costante e corretto allenamento, sono la chiave per un fisico in forma e per
una performance vincente.

Dott. Andrea Zonza

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