21 October, 2017
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Era un cane che probabilmente viveva nelle campagne e avrebbe dato “fastidio” alle pecore. Per questo, Amore venne legato ad un’auto, trascinato per la strada e morì in seguito alle gravi ferite e sofferenze riportate. Era l’Aprile del 2014.
Il 1° Febbraio scorso a Nuoro si è aperto il processo contro il presunto responsabile: un allevatore di 44 anni che con sè aveva anche il figlio minorenne.
“Lega Nazionale per la Difesa del Cane si è costituita parte civile nel procedimento. L’imputato potrebbe scontare la pena svolgendo attività di volontariato presso un’associazione animalista.” Questa richiesta giunta nell’aula del Tribunale barbaricino però non piace a quanti pensano che il presunto autore di un gesto così efferato possa realmente svolgere un’attività di volontariato in mezzo agli animali da accudire. E’ ripartito un “mailbombing” alle autorità e alle redazioni e come le volte successive, pubblichiamo integralmente la nota ricevuta da tanti lettori di IllaTv.it.


“Scrivo per manifestare il mio dissenso dopo aver appreso la notizia secondo la quale il legale del sig. G. P., il giorno 01/02/2016, avrebbe chiesto per il suo assistito la “messa alla prova” che prevede lo sconto della pena all’interno di una struttura che si occupa di animali. Tale richiesta a mio avviso è assurda perché l’allevatore uccise il cane in modo lucido e determinato e solo grazie all’intervento del nucleo dei Carabinieri di Siniscola questa triste storia è arrivata fino a noi. Non si trattò di un incidente, e questo lo sappiamo tutti. L’autore non può e non deve cavarsela con una pena così leggera e chiedo, in particolar modo al giudice monocratico Daniela Russo, che si applichi ciò che prevede l’articolo 544-bis del Codice Penale. Ricordo che l’allevatore legò il cane al gancio traino della macchina, all’interno della quale si trovava anche il figlio minorenne, e lo trascinò per diversi chilometri fino a causarne una morte atroce. La nostra legge prevede pene severe per chi si macchia di tale crimine, quindi, anch’io, come tanti altri, chiedo una pena esemplare per questo individuo. La storia di Amore (così fu ribattezzato sul web) ha fatto realmente il giro del mondo, suscitando rabbia e indignazione ovunque. Se n’è parlato a livello locale e nazionale. Noti programmi, uno fra tanti Le Iene, hanno fatto un servizio sull’accaduto e la Peta, la più grande associazione animalista a livello internazionale che ha sede negli Stati Uniti d’America, nata per difendere i diritti degli animali in tutto il mondo, ha diffuso la notizia. Non snobbate la richiesta di tanti cittadini indignati e fate capire che chi uccide un animale non può farla franca, scontando la propria pena nel modo più semplice. Il 24 giugno 2016 fate in modo che si faccia giustizia per il cane e per noi cittadini e che la pena sia da esempio per chi ancora, sicuro di potersela cavare, fa del male agli animali tutelati dalla legge nel nostro Paese. Nessuno ha dimenticato le immagini strazianti di quella povera creatura ridotta a brandelli i cui occhi imploravano pietà, e per questo mi auguro il processo si concluda con il massimo della pena e il divieto per l’imputato di possedere altri animali ai quali potrebbe riservare lo stesso trattamento. Per finire, ricordo che la Sardegna è spesso teatro di gravi atrocità sugli animali e una pena esemplare avrebbe anche un effetto deterrente su chi ancora è convinto di poter torturare e uccidere animali quando e come vuole.”

Leggi anche Il resoconto del processo del 1° Febbraio 2016

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