21 August, 2017
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ANAP Confartigianato sul prelievo fiscale sulle pensioni.

PENSIONI – Le tasse pesano 100 euro in più al mese. Paola Montis (ANAP-Pensionati Confartigianato) – “Per aiutare le pensioni minime occorre equiparare la no tax area dei pensionati a quella dei dipendenti”. Ieri a Roma l’incontro con il Ministro del Welfare Poletti.

“Un pensionato con un imponibile annuo di 15 mila euro viene gravato di una imposta personale maggiore di circa 100 euro al mese rispetto ad un dipendente di pari reddito”.

A rilevarlo è il rapporto realizzato dal Centro Europa ricerche (Cer) per il CUPLA, il Comitato Unitario Pensionati Lavoro Autonomo, presentato ieri a Roma, alla presenza del Ministro del Lavoro Giuliano Poletti nel corso del convegno nazionale “Anziani attivi ma cresce il disagio”.
Il Cupla rappresenta circa 5milioni di pensionati autonomi e otto Associazioni di categoria, tra cui l’Anap Confartigianato.
All’iniziativa nella Capitale ha partecipato la delegazione di ANAP Confartigianato Sardegna guidata dalla Presidente Regionale Paola Montis, insieme alle rappresentanze sarde di CNA Pensionati, 50 & PIU’Confcommercio, Associazione Pensionati CIA, Federpensionati Coldiretti, FIPAC Confesercenti, FNPA Casartigiani e il Sindacato Pensionati Confagricoltura.

“Lo studio – spiega la Montis – ha reso palese con i numeri lo ‘spread’ tra il prelievo fiscale subito dai pensionati a confronto con quello di un lavoratore dipendente nelle stesse condizioni. E’ chiarissimo quindi che il Governo deve affrontare la questione. La nostra proposta è che per aiutare le pensioni minime occorre equiparare la No-tax-area dei pensionati a quella dei dipendenti ed estendere il bonus 80 euro per le pensioni basse”.

La ricerca ha dimostrato come, per le pensioni medio basse, al netto del prelievo fiscale, negli ultimi cinque anni ci sia stato un calo del reddito reale di 70 euro al mese. Il potere d’acquisto sarebbe infatti calato del 3% per le pensioni di mille euro al mese e del 4% per quelle di 1.500 euro a causa del drenaggio fiscale. Per le pensioni superiori la perdita raggiungerebbe l’8-9% a causa della parziale indicizzazione che si va a sommare al prelievo fiscale.

Il CUPLA, per porre fine all’aggravamento delle condizioni di povertà e disagio sociale tra i pensionati, ha presentato quattro proposte. La prima è estendere il bonus Irpef di 80 euro anche ai pensionati con un reddito imponibile compreso tra 6,5 e 10 mila euro, mentre per coloro con un reddito compreso tra 10 e 12 mila euro il godimento sarebbe parziale e progressivamente decrescente. Il costo finanziario del provvedimento sarebbe pari a 2,6 miliardi e coinvolgerebbe 3,2 milioni di pensionati, che riceverebbero un beneficio medio annuo di 810 euro.
Il Cupla chiede poi di utilizzare un indice dei prezzi che rifletta maggiormente le caratteristiche del paniere di spesa dei consumatori poveri, in cui cioè sia adeguatamente ampio il peso di beni alimentari, energetici e sanitari (come l’Ipca), di definire e condividere un sistema di perequazione delle pensioni stabile e in grado di garantire un potere d’acquisto delle pensioni adeguato nel tempo, e di adeguarsi gradualmente agli standard europei degli importi minimi di pensione.

“Il Comitato per i Diritti Sociali del Consiglio europeo – conclude la Montis – ha denunciato infatti la violazione in Italia della Carta Sociale Europea: i minimi pensionistici non devono essere inferiori al 40% del reddito medio nazionale, 650 euro, anziché 502 euro, come ammontano attualmente le pensioni minime”.

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