21 August, 2017
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Quanto sono servite le campagne antifumo? Sigarette elettroniche e pene più severe hanno solo convertito il mercato, ora sono i giovani e giovanissimi i consumatori con meno sigarette più tabacco sfuso. L’allarme colpisce in particolare la Sardegna con percentuali di gran lunga superiori al resto d’Italia.

Locali pubblici, bar, pub, discoteche, chi non si ricorda una serata piacevole con gli amici in piacevole compagnia, magari fino ad un’ora tarda e poi il rientro a casa con la operazione immediata di isolamento e lavaggio dei vestiti impregnati di odore di fumo? Sono passati tanti anni, dalla legge che ha stabilito il divieto di fumare nei locali chiusi, ad eccezione di quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico. La cosiddetta legge Sirchia del 2003 ha messo il primo blocco importante al mercato del tabacco, con successive modificazioni e implementazioni, oggi in Italia è consentito fumare solo nei luoghi aperti e o in quelli parzialmente aperti oltre che ovviamente nelle residenze private e nelle sale fumatori. Inoltre, sempre al fine di ridurre l’attrazione verso il fumo di sigarette e seguendo la strategia fornita dall’Organizzazione Mondiale della Sanità Organizzazione Mondiale della Sanità, il ministero della salute sta studiando la possibilità di aumentare costantemente il prezzo dei prodotti a base di tabacco tramite accise progressive e ha  recepito la direttiva sul tabacco dell’ Unione Europea. In tal ottica ha legiferato ponendo ulteriori limiti antifumo, in particolare non sarà più concesso fumare in auto in presenza di minori o donne incinte, non sarà consentito fumare presso le cliniche ospedaliere e i centri di ricerca, verrà multato chi sorpreso a gettare mozziconi di sigaretta a terra, inoltre vengono inasprite le pene per coloro che vendono tabacco ai minori. Un decreto legislativo che mette al bando i pacchetti contenenti 10 sigarette e ha imposto il limite massimo di 30 grammi per i pacchi di tabacco sfuso. La lorenzin non ha salvato da un intervento legislativo anche le sigarette elettroniche, imponendo una serie di limitazioni alla loro pubblicizzazione . Dopo tutto questo ci si chiede se il vizio e i consumatori di tabacco e sigarette siano diminuiti, non è così, in realtà cambia il tipo di consumatore medio, per ogni adulto che smette di fumare inizia un giovane se non giovanissimo.

Così nasce l’allarme anche in Sardegna. Il vizio è un’abitudine quotidiana per il 10% dei 13enni, contro il 4% della media nazionale, e ben il 25% dei 15enni, 19% nel resto d’Italia. Sono alcuni dei dati emersi questa mattina durante la giornata cagliaritana del progetto “Non Fare Autogol”, la campagna promossa da Aiom, l’Associazione italiana di oncologia medica, per spiegare agli adolescenti come tenersi alla larga da malattie e disturbi causati da stili di vita sbagliati.
“Vogliamo far comprendere che la vera sfida contro il cancro inizia da giovani,  ha sottolineato Daniele Farci, dirigente medico oncologo del Businco di Cagliari e consigliere nazionale Aiom .L’importanza di un corretto stile di vita, fin da ragazzi, è ampiamente dimostrata nella prevenzione oncologica. Il 40% dei casi per tumore, infatti, è causato da fattori di rischio potenzialmente modificabili.
In Sardegna per il 2015 sono stati diagnosticati circa 9.700 nuovi casi di tumore con 4.700 decessi. Nello stesso anno in Italia si stima che siano stati individuati 363.300 nuovi casi di tumore (erano 365.500 nel 2014). C’è da dire che se anche le percentuali di guarigione sono in aumento: il 63% delle donne e il 57% degli uomini sono vivi a cinque anni dalla diagnosi, è necessario aumentare la consapevolezza tra i giovani e giovanissimi, che la sigaretta può far sembrare più grandi ma è meglio arrivare alla vecchiaia.

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