21 August, 2017
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La protesta degli ex lavoratori Alcoa al Mise si e’ conclusa con alcune novità’ che riguardano il proseguimento degli ammortizzatori sociali e un possibile rinvio della data prevista per lo smantellamento degli impianti di Portovesme

Alcoa la multinazionale della produzione di alluminio ha tempo una settimana per rispondere in merito alla richiesta del governo di sospendere la procedura di smantellamento della fabbrica previsto per fine anno.
Marco Bentivogli, segretario generale della Fim Cisl ha spiegato in una nota che il Ministero dello Sviluppo economico ha proposto all’azienda americana un ulteriore periodo di 12 18 mesi per cercare un compratore. Se al termine di quel periodo non ci sarà nessun acquirente, l’Alcoa si dovrà assumere la responsabilità di procedere con le bonifiche a suo carico, lo smantellamento lo potrà fare attraverso Invitalia, l’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo d’impresa.
Queste le prime informazioni scaturite dall’incontro di questa mattina tra il ministro Carlo Calenda, l’azienda e i delegati sindacali.
Questi ultimi incassano dal governo una ulteriore garanzia, per i 250 ex dipendenti della fabbrica, che dovrebbero perdere la mobilità a fine anno, c’è il via libera del ministero al riconoscimento delle aree complesse di Portovesme e Porto Torres, un atto che permetterà ai lavoratori interessati di accedere alla proroga degli ammortizzatori sociali e alle misure aggiuntive di sostegno al reddito previsti dal governo nazionale.
I lavoratori che hanno manifestato con un corteo nella via Molise, davanti alla sede del Mise chiedono adesso come quell’eventuale reddito riconosciuto per le aree complesse, pari a circa 500 € per ciascuno, potrà essere integrato. Gli ex dipendenti dell’Alcoa si erano imbarcati nella serata di ieri e avevano raggiunto la capitale soltanto dopo essere stati scortati da Civitavecchia con diversi mezzi delle forze dell’ordine, dopo aver subito controlli al metal detector e assistito alle operazioni delle unità cinofile e artificieri nei pullman. L’ennesimo viaggio della speranza sembra aver garantito agli operai almeno un’altro anno di assistenza, nel mentre si cercherà un altro compratore, del resto della Glencore, la società svizzera, l’unica che sembrava realmente interessata alla acquisizione dello smelter di Portovesme non si sa nulla. Nonostante la società mineraria anglo svizzera avesse ricevuto una proposta sul costo dell’energia di 25 euro per megawattora per dieci anni. Il Ministro Calenda che arriverà in Sardegna tra due settimane ha fatto capire che esiste un potenziale compratore ma non lo rivelerà per non compromettere la trattativa.

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